Travaglio, perchè non ti fai processare?
Un nostro lettore, Giorgio Tenaglia, ci manda una riflessione sul caso Travaglio (salvato dalla prescrizione), applicando al noto giornalista proprio il metodo-Travaglio. Con risultati imbarazzanti. Per Travaglio.
Oggi voglio fare un gioco: voglio giocare a fare il piccolo Travaglio, pur consapevole di non poter assolutamente competere per abilità e malizia con l’originale. Voglio dimenticare, per una volta, il mio essere un garantista di ferro, rispettoso della dignità, della presunzione d’innocenza e dai sacrosanti diritti di difesa degli individui sottoposti ad azione penale; che si tratti di un rom, del presidente del consiglio, o dello stesso Travaglio.
Per oggi voglio scegliere la via più semplice, voglio scegliere un bersaglio comodo e puntare il dito. Armato di un manganello ideale, voglio dividere gli immacolati dai vili peccatori. In barba a qualsiasi regola, a qualsiasi norma e diritto. Animati e guidati dall’unica regola: quella del sospetto elevato a verità.
E allora giochiamo, Travaglio. Giochiamo con le – poche – regole con cui sei solito giocare tu. Con quelle – poche – regole meschine che ripugnano l’autore di questo breve brano e lo Stato di diritto. Oggi voglio giocare con Lei.
I fatti li conoscete tutti: il buon Travaglio è stato condannato in primo grado per il reato di diffamazione. Il simpatico articolista del Fatto aveva, per farla breve, ritagliato ad arte un verbale, al fine di far apparire Previti come dedito a vari loschi traffici, mistificando il contenuto dell’atto.
Sentenza di condanna confermata in sede d’appello, che pure aveva concesso le attenuanti generiche, ammorbidendo la pena erogata dal tribunale in primo grado. Il problema sorge in sede di deposito della sentenza, che impiega quasi un anno intero, lasciando cadere in prescrizione il reato.
Ora viene il bello, perché, commentando la notizia, il prode Travaglio si è lasciato andare ad un sardonico: «Che posso farci? Succede. Capita nelle migliori famiglie!». E allora viene il dubbio di trovarci di fronte ad una controfigura, ad un sosia, ad un lontano parente dello stesso giornalista che ha trattato Andreotti come un “colpevole ma prescritto“, dello stesso giornalista che ribadiva, per questioni di trasparenza e moralità, che la prescrizione estingua il fatto, ma che non significa assoluzione. Che la colpevolezza resta, anche senza la condanna. Che, anzi, essendo la prescrizione rinunciabile, starebbe alla correttezza dell’onesto cittadino a rfiutare cotanto “privilegio”. Per dimostrare e battersi per la propria innocenza. Che la prescrizione, in sostanza, sia in realtà una macchia, una vile scappatoia per chi non sa affrontare il peso dei fatti.
E allora, Marco, perché, se sei innocente, se veramente quelle frasi verso Previti erano legittime, perché non rinunci, perché non ti fai processare, perché non dimostri la tua innocenza, perché vuoi apparire in tutto simile ai vari Andreotti e Berlusconi, che tu tanto disprezzi e disapprovi?
Qualcuno mi dirà che Travaglio non è un politico, che a lui non è richiesto un grado di rettitudine maggiore rispetto al resto della popolazione, della cosidetta “società civile”, non è richiesta una reputazione libera da ogni minimo sospetto. Che un giornalista non deve essere un integerrimo essere umano al di sopra di ogni sospetto. E invece no, cari, non ve la caverete con così poco: le – poche – regole le avete fatte voi e noi adesso le rispettiamo, e le applichiamo senza distinzione di ceto e di “casta”, come voi. Indipendentemente dal fatto che si tratti di presidenti del consiglio, di ministri, parlamentari, imprenditori, banchieri, giornalisti o dirigenti sportivi. da Moggi a Porro, da Bertolaso e Berlusconi. Rimarremo attaccati alla preda a prescindere dal proprio ruolo nella società. Per l’amore dell’onestà. Della verità.
Anzi, dirò di più: se Travaglio, nel complesso gioco del bilanciamento dei poteri, con il suo ruolo di autoproclamato campione del giornalismo “indipendente” e di denuncia degli abusi e delle ipocrisie del Potere, rivendica una posizione centrale in questo scacchiere, per una società più libera e giusta, allora si discolpi e si redima.
Se vuole essere la voce contro il padrone, che urla al “re nudo”, allora rinunci alla prescrizione, non ci prenda per i fondelli, rinunci e ci dimostri la sua innocenza. Travaglio, se vuole essere degno di ciò che rivendica per sé non usi questi mezzucci, come un Berlusconi qualunque.
Se lei vuole cavarsela così, con queste cavillosità che nella sostanza non scagionano un bel niente, allora vuol dire che lei è fatto della stessa pasta del Potere che denuncia. Un colpevole diffamatore salvato dalla prescrizione. Colpevole ma prescritto. Esattamente come Andreotti.
Le sue denunce d’ora in poi non varranno più niente.
[di Giorgio Tenaglia]
martedì 01 marzo 2011 ore 15:54
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Ale
1.03.11 18:11 at 18:11
Fantastico tentativo di applicare il principio di indeterminazione di Heisenberg alla politica e al diritto.
Inutile e pure un po' patetico però.
Ammesso e non concesso che ci sia bisogno di Travaglio per farsi un'idea di come vanno le cose, non è certo la presunta rettitudine di chi denuncia a rendere valida o meno la denuncia stessa.
Se una cosa è vera, è vera.
Indipendentemente da chi ne dà una descrizione in un determinato momento.
Fiz
1.03.11 18:57 at 18:57
Ale, il tuo ragionamento non è malvagio. Ora però, seguendo il tuo ragionamento, vorrei che spiegassi cosa c'è di male (se c'è) ad andare al Family Day con le amanti o con 4 famiglie diverse…
Bit
1.03.11 19:17 at 19:17
A parte il fatto che il principio di indeterminazione di Heisemberg si applica, sì, ad entità infinitesinali, ma dice cose diverse, è noto che il nostro, più cazzate spara, più pretende di avere ragione, un po' come tutti i suoi simili.
step
2.03.11 0:46 at 00:46
Chi glielo dice a Giorgio Tenaglia che invece da oggi in poi le denunce di Travaglio valgono e che personalemente ritengo giusto intrattenere rapporti con un soggetto che ha avuto una multa per divieto di sosta e preferisco evitare qualunque contatto con un mafioso, un assassino, o un pedofilo?
Chi glielo dice che un giornalista scrive mentre un politico gestisce la cosa pubblica e quindi sarebbe tenuto a una condotta morale impeccabile?
Chi glielo dice che un ministro tedesco si è dimesso perchè ha copiato la sua tesi di laurea?
Chi glielo dice che sembra troppo compiaciuto del suo momento giustizialista per sembrare un garantista vero?
Non è la differenza tra immacolati e vili peccatori il problema, ma tra la pillola blu e quella rossa di Matrix. Una verità è una verità qualunque sia il vento che la porta.
Non so chi potrà dire queste cose a Giorgio, ma sono sicuro che prima o poi qualcuno gliele dirà.
Giorgio (l'auto
2.03.11 2:55 at 02:55
E io che pensavo di aver scritto un pezzo semplice e lineare. Ho troppa fiducia nell'umanità?
mazapegul
2.03.11 4:50 at 04:50
caro Giorgio (l’autore) (nientemeno), essere querelati da Previti (nientemeno) e’ una nota di merito, a prescindere dalla conclusione del processo. rinunciare alla prescrizione e’ percio’ inutile. saluti.
Devil
2.03.11 8:12 at 08:12
caro Giorgio l’autore,caro daw, ragioniamo per assurdo (visto il profilo filosofico del post) ed ammettiamo che Travaglio accetti di farsi processare.
Cosa fareste voi dal secondo dopo? Incalzereste berlusconi a dimettersi in quanto si è avvalso della prescrizione? Gli scritti di travaglio assumerebbero ai vostri occhi verità di fede?
step
2.03.11 15:06 at 15:06
Forse hai solo troppa fiducia nella tua arte oratoria. Poca cosa per abbindolare come vorresti.
Giorgio (l'autore)
2.03.11 9:43 at 09:43
…veramente, non credevo. Divertentissimo.
il nano
2.03.11 10:31 at 10:31
“Le sue denunce d’ora in poi non varranno più niente.”
Beh, per voi non hanno mai avuto alcun valore, quindi direi che non è cambiato nulla.
claudio
2.03.11 10:51 at 10:51
volate troppo alto, non ci sono retropensieri nobili nei comportamenti ma solo il vile denaro: ha evitato di dover pagare un risarcimento e basta, di questo e solo di questo può ridere e di questo ride.
Pendant
2.03.11 15:46 at 15:46
"Esattamente come Andreotti". Il processo Andreotti, a differenza del caso in questione, è arrivato in cassazione, dove è stato confermato il reato di associazione per delinquere fino al 1980 (e la assoluzione per il secondo troncone). Non c'è un altro grado di giudizio a cui Andreotti avrebbe potuto fare ricorso. Qui si ricorre ad un volo pindarico con doppia avvitazione per saltare quel piccolo, piccolissimo particolare per cui Travaglio non ha alcun incarico pubblico e non ha alcun potere sulle leggi a cui è sottoposto, che è invece la premessa dei suoi articoli ("presidenti del consiglio, di ministri, parlamentari, imprenditori, banchieri, giornalisti o dirigenti sportivi", trova l'intruso).
step
2.03.11 19:12 at 19:12
Lo sanno, lo sanno. Fingono di non sapere, ma lo sanno.
Giorgio (l'auto
3.03.11 2:28 at 02:28
Ehm, leggi bene, nel pezzo ho citato Moggi e Porro, entrambi privati cittadini senza alcun incarico pubblico, entrambi sputtanati dal metodo giustizialista. E te ne potrei citare altri, tanti altri.
Pendant
3.03.11 15:55 at 15:55
Ma in quale occasione sono stati "sputtanati"? Andiamo sulla fiducia? Tra parentesi Moggi rivestiva anche incarichi pubblici quando era dirigente.
Giorgio (l'auto
3.03.11 17:10 at 17:10
E' chiaro che lei non sa veramente di che cosa stiamo parlando
Pendant
3.03.11 20:17 at 20:17
Immagino la risposta sia "andiamo sulla fiducia".
next
2.03.11 23:09 at 23:09
…. così, en passant, ma x caso previti è quell'avvocato condannato x aver corrotto giudici, non si sa su mandato di chi, visto che il suo cliente non è stato condannato e continua a fare il presdelcons (purtroppo x l'italia!)….
previti è l'avvocato di una certa contessina a cui ha truffato una villa che ha dato a un certo silvio b. divenendo subito dopo suo avvocato di fiducia??
stiamo parlando di quel previti lì???
e voi difendete un simile figuro? e vorreste mettere sullo stesso piano un malfattore e putaniere con chi si permette di denunciare simili schifezze?
i miei complimenti…………
Giorgio (l'auto
3.03.11 2:26 at 02:26
Fammi capire: Previti, essendo un delinquente non può essere diffamato o ingiuriato?
Sempre più meraviglioso.
Giorgio (l'auto
3.03.11 2:24 at 02:24
Spettacolo.
E' straordinario come molte obiezioni che mi proponete le trovate già nel pezzo, con tanto di soluzione.
next
3.03.11 10:25 at 10:25
"…Fammi capire: Previti, essendo un delinquente non può essere diffamato o ingiuriato?…"
……………
condannato x corruzione di giudici (su incarico di nerone, aggiungo io,!) ti rendi conto della gravità del reato???? ti rendi conto di che personaggio stai parlando??? voi che avete lanciato accuse non suffragate da condanne (vi ricordo: di pietro, telekom serbia, igor marini etc, marrazzo) ora volete difendete anche chi condannato in ultimo grado…. non sarebbe meglio si chiedesse di scontare la pena x intero anzichè permettergli l'impunità dorata a nostre spese in parlamento?????????????
Luciano Baroni
3.03.11 12:42 at 12:42
Dai, per me non sei normale, qualche terapia ti serve.
next
3.03.11 17:13 at 17:13
che ne dici della tua stessa terapia?? prosecco del carso o refosco??.. ma che cazzo di risposta nel merito è???
Andrea
3.03.11 15:15 at 15:15
che poverini….
la discriminante è : non faceva e non fa il Presidente del Consiglio !!
Giorgio (l'auto
3.03.11 17:11 at 17:11
e meno male aggiungo.
Francesco
4.03.11 16:46 at 16:46
Sperando di non innescare polemiche, vorrei chiedere qualche chiarimento all'autore.
Non capisco perchè da questo momento le denunce di Travaglio non varranno più. Mi sembra un punto sollevato più volte nei commenti, ma non sono riuscito a trovare una risposta in merito. (Magari però per una mia mancanza)
Mentre il resto dell'articolo mi è molto chiaro e lo condivido in gran parte, quell'appunto finale invece mi trova in disaccordo.
Giorgio (l'auto
5.03.11 6:55 at 06:55
Francesco, ha mai notato che la tecnica preferita da Travaglio è quella di affondare le mani negli archivi per pescare una dichiarazione incoerente e contraddittoria del proprio bersaglio? Ecco, è questo il punto: se a lui interessa così tanto la coerenza… Ha trovato la risposta, immagino.
Francesco
5.03.11 13:54 at 13:54
Ma quindi la sua vuole essere solo una provocazione?
In caso contrario quello che non capisco è: preso atto che nessuno è perfetto, men che meno Travaglio che di magagne ne ha fatte già diverse in passato (ma purtroppo è facile mitizzare un personaggio molto in vista, soprattutto in Italia), per quale motivo si può dire a priori che le sue future denunce non varranno più nulla?
Arezia
5.03.11 14:48 at 14:48
°_°
per caso sono finita qui e letto articolo e commenti
io, cittadina qualunque che poco si intrattiene con politica e simili, sono rimasta basita a leggere i commenti e le diatribe scatenate da questo articolo
la coerenza è coerenza a prescindere da chi la esercita
a maggior ragione deve essere coerente chi denuncia
chi darebbe fiducia alle parole di un pazzo conclamato? solo altri pazzi!!!!!!!!!
e purtroppo mi accorgo che in Italia (non conosco gli altri paesi) i "pazzi" sono una categoria che gode di ottima salute
come si fa a dare fiducia a chi predica una cosa e ne fa un'altra? a chi promette e non mantiene? a chi fa i propri interessi sempre e comunque (specie se riveste un ruolo in nome di un interesse comune)?
la "repubblica" e la "costituzione" sono state 2 belle idee dei nostri avi che purtroppo sono rimaste solo quello che erano: 2 belle idee!
sono cambiati quelli che comandano, ma niente altro è cambiato
io trovo che l'uomo della strada è rimasto ancorato al vecchio modo di pensare e agire e che ho trovato pienamente descritto nella figura del servo Zachar nel romanzo "Oblomov" di Goncarov: costui elogiava il suo padrone come un idolo attribuendogli doti inesistenti e subito dopo spettegolava falsità sul suo conto lamentandosene, guidato solo dalla contingenza del momento
quando l'uomo si sveglierà e prenderà coscienza del suo bisogno del sociale?
Domingo
6.03.11 15:25 at 15:25
Sara che ne capisco poco comunque
bravo Tenaglia.
Il ragionamento non senbra propio cretino.
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Ricc
8.03.11 0:24 at 00:24
Purtroppo c'è poco da rimanere basiti..
In italia è riconosciuta e lecita solo una critica, unidirezionale, verso "lui". Chiunque critichi l'altra parte viene additato come stupido, mafioso, ignorante.. e la critica viene screditata come parte della "macchina del fango".
Curioso come poi chi non accetta le critiche sia la stessa gente che scende in piazza al grido di "vogliamo la libertà di pensiero". Forse sarebbe più corretto aggiungere "e che tutti la pensino come noi".
Quando sarà il momento in cui tutti analizzeremo obbiettivamente le cose? Mah..
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Luigi
16.09.11 15:33 at 15:33
Egregio Giorgio Tenaglia,
senza entrare nel merito, senza in questa sede confermare o meno il mio accordo con la accusa di diffamazione su cui si accentra il tuo articolo, senza comunicare la mia opinione sul Travaglio giornalista o meglio opinionista informato, mi permetto di evidenziare che diffamare è reato ma associarsi per delinquere con altri mafiosi è anche quello un reato. Accomunarli, metterli sullo stesso piano è secondo me un errore enorme ed anche pericoloso. Saprai che questo espediente lo si è usato, ed anche spesso, per giustificare imperdonabili e violente azioni commesse da questa o quell'altra parte politica contro il popolo e/o contro la politica e/o contro la democrazia e/o contro la gistizia. Forse mi dirai che non li hai accomunati, forse no, forse non l'hai fatto, ma credo che per il tono e la forma l'avranno fatto i "tuoi" lettori, molti o alcuni di loro.
Mi permetto di esprimere qui il mio giudizio, io definisco patetico il tuo articolo, ed anche pericoloso, ma la mia più grande preoccupazione nasce dal fatto che credo nella tua buona fede, tua e di molti dei tuoi lettori.
Non giudicarmi aggressivo, non era mia intenzione, certo, hai trattato un argomento interessante, ma mi spieghi per favore perchè non occuparsi con maggiore attenzione della "parte lesa"? di Previti, delle sue amicizie e di quello che rappresenta nella recente storia di Italia ? Perché hai dedicato tempo a questa storia e non ad altre estremamente più gravi è pericolose ? La mia non vuole essere una difesa di Travaglio o una accusa a Previti, ho le mie idee, ho gli strumenti che mi aiutano a formarmele e non cerco l'approvazione di altri, avrei piacere però, in una tua risposta.
Fiducioso, Luigi.
Giorgio
17.09.11 5:10 at 05:10
Patetico è sprecare tante parole senza dire niente.
Nella vostra testa un "delinquente" come Previti (così come voi lo definite) è un reietto immondo della società, senza diritti e dignità, al cui cospetto ogni danno ingiusto perpetrato nei suoi confronti perde valore (perché una diffamazione è meno grave di un "concorso esterno ecc…", in sé). Questo, oltre ad essere di una gravità inaudita, è pericoloso. Molto.
Ecco perché m'interessa Travaglio e non Previti: per quelli che ragionano come lei.
Esclamativo
16.10.11 7:21 at 07:21
Anche in questo Sito la maggior parte dei commentatori sono comunisti parassiti dei Centri sociali, la cui unica funzione e' invadere la Rete con la loro disinformazione tesa a mantenere i loro sporchi fini (droga gratis, fancazzismo ecc.). Insomma gente inutile e dannosa alla Societa', e per questo motivo va ignorata (se non eliminata!!!). Perche'caro Giorgio Tenaglia, ti sprechi a rispondergli? Lasciali soli a sguazzare nella loro m…a!!!!