Chi può e chi non può
I tromboni della carta stampata italiana non fanno altro che ricordare a Silvio Berlusconi che, in caso di sfiducia il prossimo 14 dicembre, la palla passerà al Capo dello Stato e nessuno potrà dire niente. Rimproverano, al Cavaliere, uno scarso rispetto per la Costituzione, sacro foglio di carta che nessuno può permettersi di contestare (come ci insegna Scalfaro, il padre dei ribaltoni).
Vuole il voto? E chi lo dice? Lui ha zero poteri, zero voce in capitolo. Perché solo il Presidente della Repubblica, come una specie di oracolo, può decidere quel che sarà dell’Italia. Pretendere il ritorno alle urne è quasi volgare, per l’Italia che adora i giochi di Palazzo e di bottega, che vive di trasformismo e ribaltoni.
E allora, come la mettiamo con le esternazioni del Presidente della Camera dei Deputati, terza carica dello Stato, che quotidianamente cerca di dettare la linea al Quirinale? Non è anche questa un’ingerenza? Fini che dice “cada questo Governo e se ne faccia un altro senza passare dalle urne” non dimostra scarso rispetto per le prerogative di Napolitano? O forse al post-fascista neo terzopolista tutto è permesso? E Casini? Lui addirittura fa già i nomi dei possibili sostituti di Berlusconi: “Letta andrebbe benissimo”. A chi va benissimo? A lui e Buttiglione? E Bocchino, che del Presidente della Camera è diventato il giullare prediletto, impegnato anche a determinare i confini della futuribile maggioranza che dovrebbe materializzarsi tra due settimane? Nessuno dice niente? No. La risposta è, ovviamente, scontata.
Viviamo in un Paese dove la stranezza, l’aspetto incredibile, scandaloso, sta nel chiedere che sia il popolo sovrano a decidere da chi vuol essere governato. Un concetto che nel resto del Mondo (tranne il Myanmar, Cuba e la Nord Corea) è alla base del vivere democratico. In Italia, invece, la normalità è rappresentata dalla terza carica dello Stato, teoricamente super partes, che annuncia dall’alto del suo scranno che “il Governo è finito e il 14 dicembre lo dimostreremo”. Se questa è la normalità, noi siamo felici di essere anormali.
sabato 04 dicembre 2010 ore 13:07
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Luciano Baroni
4.12.10 14:30 at 14:30
Poche balle, al voto.
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Iniziativa.
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Questo è l'elenco dei traditori del voto delle politiche del 2008, eletti alla Camera dei Deputati.
Io sto preparando l'articolo di Belpietro ma lo farò nel solito modo, quindi, scannerizzandolo sperando che ci stia tutto in una pagina sola.
Se volete attendere, altrimenti potete mandare un messaggio unico a tutti questi senza, mi raccomando, nessuna offesa esplicita, onde evitare qualche porcata di ritorno.
Anche se, ho pensato, appena letto Libero di oggi si saranno affrettati la maggior parte a chiudere la ricevitoria del proprio indirizzo.
Però non si sa mai, anche solo per il "gusto" di vedere in quanti li manderanno affanculo, soprattutto nei collegi dove sono stati eletti.
Av salut, in dialetto bolognese.
«Scrivete ai ribaltonisti»
Su Libero la letterina ai traditori
Quarantacinque foto ed indirizzo e-mail
MILANO – Quarantacinque foto, di cui quindici in prima pagina, e gli indirizzi di posta elettronica (quelli della Camera), dei 'traditori', come li definisce Libero, che invita i lettori («scrivete ai ribaltonisti») a 'contattare' quei deputati, non solo di Futuro e libertá, che secondo il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro si apprestano a votare la sfiducia a Berlusconi.
«Letterina ai traditori» è il titolo dell'edizione di Libero sabato mattina: «molti di voi erano perfetti sconosciuti, eletti solo perchè sulla scheda c'era Berlusconi. Ora volete cacciare il premier e andare con la sinistra: i cittadini vi puniranno». Ci sono Italo Bocchino e Giulia Bongiorno; Chiara Moroni e Benedetto Della Vedova; Paolo Guzzanti e Giorgio La Malfa, Daniele Toto e Catia Polidori, insieme ad altri deputati che Libero chiama «voltagabbana». «Dite che così vi mettiamo nel mirino, ci accusate di intimidazione e di usare la carta stampata come un manganello? Dite quel che vi pare: a noi -scrive Belpietro- importa un fico secco. La sola cosa che ci preme è far conoscere i nomi e i volti di chi si appresta a tradire il mandato ricevuto dagli elettori. Forse il 14 dicembre riuscirete a buttar giù il Cavaliere e anche a ottenere uno strapuntino. Ma ora che vi hanno visto e conoscono la vostra mail, alle prossime elezioni gli italiani si ricorderanno di voi». (Adnkronos)
04 dicembre 2010
E al CORSERVA non piace ( eheheh ).
daw
4.12.10 14:37 at 14:37
Luciano, è già pronto per essere pubblicato anche qui… però ti rubo l'email
Luciano Baroni
4.12.10 14:48 at 14:48
Ahahah, no problem.
Ciao.
Sebastiano
6.12.10 17:52 at 17:52
gli UNICI a mancare di rispetto della COSTITUZIONE sono stati FINI e NAPOLITANI… chi dice che è stato Berlusconi vuol dire che non ha la testa per pensare da solo e viene imboccato dai suoi capi di partito (finiani e sinistri).