Politica del cucù
La politica estera italiana ai tempi di Silvio Berlusconi sembra essere basata sulla particolare capacità del premier a stabilire un rapporto umano diretto e confidenziale con il suo interlocutore di turno, fuori dalle righe, dalle regole e da ogni schema precostituito, con – spesso – risultati sorprendenti e vantaggiosi. Come con Gheddafi. Come con Putin.
Ma il mio dubbio è se questo peculiare modo di concepire la politica estera, aldilà dei presunti vantaggi materiali, abbia un eccessivo costo in termini di credibilità, immagine, prestigio e peso internazionale del paese. E questi sono elementi anche più importanti e fondamentali in termini di riscontro positivo all’estero – anche dal punto di vista pratico – per il paese. Siamo sicuri che, alla fine, il saldo per l’Italia sia comunque positivo?
Scrive Peppino Caldarola:
“La politica estera italiana è diventata una delle variabili del protagonismo berlusconiano. Ogni visita di stato, ricevuta o ricambiata, offre solo lo spettacolo dell’esibizione di straordinari rapporti personali. La “politica del cucù” prevede che ogni ospite sia sempre il miglior amico. Ogni stagione cancella quella precedente. Berlusconi è guerriero con Bush e pacifista con Obama, laburista con Blair e conservatore con Sarkozy e Merkel. La Farnesina è diventata un outlet in cui il compratore estero viene accolto con sorrisi e pacche sulle spalle nella speranza che compri qualcosa. C’è stato un tempo in cui questo paese aveva una politica estera. Stava in Occidente e dialogava con l’Est. La politica estera berlusconiana è volubile come il mercato dei saldi a fine stagione. Ogni ospite si sente dire quel che desidera ascoltare, si tratti di un rais arabo o del premier di Gerusalemme. L’Italia non fa domande, non chiede garanzie, non importuna gli ospiti. Se poi vengono qui facciano e dicano quel che gli pare. L’Occidente, l’Oriente, l’Islam, il Cristianesimo, i diritti umani sono tutte mercanzie di un mercato planetario. Il cliente ha sempre ragione. L’importante è che vada via con un sorriso, soddisfatto o rimborsato. Avanti un altro “miglior amico”. C’è posto per tutti.”
Certamente l’interesse pratico e utilitaristico sono il vero e principale obiettivo di qualsiasi rapporto diplomatico per qualsiasi paese. Quello che ancora non riesco a capire è se sono io a non comprendere la grandezza in politica estera del nostro premier o se sia lui a sopravvalutare le sue capacità personali. Anche se mi auguro che l’ipotesi corretta sia la prima.
mercoledì 01 settembre 2010 ore 09:11
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il nano
1.09.10 10:46 at 10:46
C'è qualcuno a cui piace. Gli stessi a cui piace qualsiasi cosa egli faccia, qualsiasi copione interpreti, qualsiasi decisione prenda.
Come se scrivere "forse era meglio lasciare meno spazio ai capricci di Gheddafi" fosse altro tradimento.
Almeno questo te lo si deve concedere, nick: critiche analoghe (forse meno prudenti e un po' più rudi) le avresti rivolte a un leader del centrosinistra.
Daw, che avrebbe fatto fuoco e fiamme per una visita di Gheddafi ai tempi di Prodi, ora è in sollucchero per l'astuzia del berlusca, per gli affari conclusi, per lo spettacolo mediatico.
Bertrando il Plastic
1.09.10 10:57 at 10:57
Coerenza…più rara del mulatto dagli occhi azzurri…
LENIN
1.09.10 12:28 at 12:28
Ah scemo,aripigliate:hai mai sentito parlare di invasione di Sardegna,Capri e Versilia da parte dei Russi?
Lo vuoi capire che la gente normale non si nutre di articolesse ed editoriali?
Curati,chè,forse,sei ancora in tempo!
next
1.09.10 13:37 at 13:37
"…. invasione di Sardegna,Capri e Versilia da parte dei Russi?…."
……………
ammazza che paura!!! i cosacchi abbeverano i cavalli in piazza san pietro!!!!!
……..
lenin! sei un grande!!! (in cina direbbero UN GLANDE)
LENIN
1.09.10 15:28 at 15:28
Hai proprio ragione:infatti te lo metto sempre al culo.
Ripper Roo
1.09.10 15:45 at 15:45
Wow, passiamo da un post di grande riflessione sulla nostra politica estera e si arriva a commenti con linguaggi da uomini colti….
Poco importa, tanto cario Nick e Caldarola, c'è un qualcosa che bisogna sottolineare sul rapporto tra Italia e USA (visto che si parla di Bush e Obama): che l'Italia è sempre la migliore amica degli americani e al cambiamento di politica che la superpotenza attua noi ci si trasforma di conseguenza. E questo non lo ha fatto solo Berlusconi, ma è dal 1945 che succede. Sbattendosene anche dell'equilibrio interno. Obama vuole la Turchia nella UE mentre la Lega Nord no (incluso il sottoscritto?). Vince Obama. Perché l'Italia è la migliore amica dell'America, e lo sarà sempre.
Per quanto riguarda tutto il resto….ormai la figura del diplomatico sta cambiando. Il diplomatico non si deve più occupare solo di intavolare rapporti politici ed istituzionali con il leader di turno – anche perché, per fare questo, ci sono appunto i Primi Ministri ed i Ministri degli Esteri – piuttosto servono per intavolare rapporti economici e finanziari. Anche se l'intelocutore si chiama Libia, Iran, Myanmar, Cina. Tra l'altro, non c'è alcuna differenza tra la politica estera formulata da Berlusconi e Prodi – e su D'Alema non mi pronuncio.
La politica estera italiana deve far fronte con i segnali della globalizzazione e le sfide del futuro, che si chiamano sfruttamento delle risorse energetiche. Su questo piano, mi sembra che l'Italia di Berlusconi si sia mossa egregiamente, trattando con chi ha petrolio e gas metano da vendere (proprio Libia, Russia, Bielorussia e altri).
nicknamemadero
1.09.10 16:13 at 16:13
Condivido. Anche gli inglesi sono arrivati a concedere la liberazione di un attentatore per giungere, poco dopo, a favorire buoni contratti di BP in Libia. Però con un altro stile e senza cedere nulla in termini di dignità formale. So che non a molti piacerà, ma lo stile conta. E a me lo stile di Silvio Berlusconi proprio non piace
caravaggio
1.09.10 20:39 at 20:39
Non s'era capito Nick! è che non capisco come tu possa invece apprezzare lo stile Finiano. sino ad ora ti sei limitato ad abbozzare. Berlusconi sarà bizzarro ma Fini è diventato impresentabile.
Ripper Roo
1.09.10 23:02 at 23:02
Poco importa lo stile. Ti cito solo alcuni esempi: De Gaulle poteva avere stile, ma aveva messo in crisi la CEE con la politica della sedia vuota e per questo era odiato nelle cancellerie della comunità. Clinton poteva avere stile, però quando era ora di discutere dell'impeachment del sexgate ha dato ordine di bombardare ospedali in Tanzania (e in un altro paese che non ricordo) per distogliere l'attenzione. E si può andare avanti.
Si può discutere se l'alleanza con la Libia sia imbarazzante, su questo si può essere d'accordo. Ma i risultati pratici danno ragione a Silvio.
zappa
1.09.10 15:50 at 15:50
http://www.euronews.net/news/you/
devono aver votato un sacco di comunisti in quel sondaggio.
caravaggio
1.09.10 19:41 at 19:41
i comunisti non esistono piu. oggi ci sono i coglioni.
Marquise
1.09.10 21:05 at 21:05
Bentornato Caravaggio
caravaggio
1.09.10 21:51 at 21:51
Grazie Marquise
Berlusconi, tra le varie cose, va altresi elogiato come innovatore della lingua italiana avendo allargato il campo di applicazione semantico del sostantivo di cui sopra
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1.09.10 22:47 at 22:47
certo!! resterà sempre nel nostro cuore x questa grande innovazione di cui sentivamo la mancanza.
x tutto il resto c'è: ghedini…..
non vedo cmq l'ora di ricordarlo nelle mie preghiere! r.i.p.
Ripper Roo
1.09.10 23:05 at 23:05
Mai fare affidamento ai sondaggi. Soprattutto quando è un sondaggio fatto all'estero sull'Italia.
Ripper Roo
1.09.10 23:06 at 23:06
mai fidarsi dei sondaggi, soprattutto quando questi sono fatti all'estero e riguardano l'Italia
Ripper Roo
1.09.10 23:07 at 23:07
Mai fidarsi dei sondaggi, soprattutto quando sono effettuati all'estero e riguardano l'Italia.