I problemi della sinistra
Berlusconi vuole le elezioni? E allora accontentiamolo! Si vada al voto, con un però. Il però è che uno degli autocandidati della sinistra di nuovo ulivista e contemporaneamente post comunista e post democristiana, il Nichi Vendola delle Puglie, si tolga l’orecchino. A chiederlo è l’agenzia di stampa del Pd e di qualunque altra organizzazione anti-berlusconiana del Paese, la solita Repubblica fondata dalla biblica barba di Eugenio Scalfari. Editoriali su editoriali, commenti di pseudo esperti e riassuntini simil-sociologici sull’esigenza di apportare un profondo restyling al Governatore ex rifondarolo ma tanto amico dei preti.
Eh sì, fa un po’ specie che quello che dovrebbe essere il Partito Progressista, nome retrò delle forze di una sinistra che non si sa dove sia andata a finire, si perda in un bicchier d’acqua, ad interrogarsi se un orecchino esibito possa favorire la virilità manifesta del Cavaliere d’Arcore. Questa è infatti la preoccupazione in vista delle possibili primarie che determineranno l’ottavo avversario in sedici anni di Silvio Berlusconi. Se Vendola si vuole proprio candidare, forse, si chiedono i vari Valentini & co dalle colonne del quotidiano diretto da Ezio Mauro, sarebbe meglio che si togliesse quel coso dal lobo. Un orecchino. Certo, discutere per giorni sul gingillo auricolare di Nichi è ben più importante che scrivere una o due righe sull’accostamento fatto dal Governatore tra Carlo Giuliani e Giovanni Falcone. Eroi sullo stesso piano per l’orecchinato del Tavoliere, ma a Repubblica ciò non importa.
Già, perché davanzianamente attenti come sono da quelle parti all’apparire, all’estetica e alla virilità dei politici nostrani, si ritiene fondamentale curare anche l’immagine dei martiri che verranno mandati al massacro nell’improba missione di abbattere il Cavaliere. E un omosessuale con l’orecchino, diciamolo pure, fa storcere ben più di un naso nella catacomba piddina. Ve li immaginate i vari Scalfaro oranti perpetui, le allieve della Binetti ciliciata, i Fioroni paciosi, fare campagna elettorale per un gay che va in giro con quel coso all’orecchio? No, è un qualcosa di impensabile. E allora, ecco che parte, un po’ in sordina e con la politica a crogiolarsi sotto il sole estivo, la nuova amletica domanda esistenziale della sinistra italiana: si può governare con un orecchino? Ai posteri, direbbe Manzoni, l’ardua sentenza.
mercoledì 01 settembre 2010 ore 15:56
(C) DAW-BLOG/DAW-NEWS RIPRODUZIONE RISERVATA










LENIN
1.09.10 17:08 at 17:08
Che poi la recchia di Puglia abbia fatto sprofondare la Puglia e i Pugliesi nella più totale M-I-S-E-R-I-A,prima morale(clientelismo&corruzione a go-go) e poi materiale(vedo quotidianamente coi miei occhi persone del ceto medio rovistare nei cassonetti di immondizia vicini a dove si fa mercato),in effetti è solo secondario.
Anzi del tutto pleonastico!
Che italietta!
Che la Madonna dell'Incoronata e quella dei Sette Veli assieme a Padre Pio ci proteggano!
leppie
1.09.10 17:18 at 17:18
È Solo chiacchiericcio estivo.
Se Vendola sarà il presidente del consiglio indicato dalla coalizione, lo sosterranno anche con l'orecchino. Come hanno fatto in Puglia.
Chiediti invece se un "popolo libero" può avere un sindaco coi baffi.
zappa
1.09.10 17:25 at 17:25
fosse tutto li' quello cui dovesse rinunciare per essere il candidato premier del centrosinistra gli andrebbe di gran lusso!
speriamo.
temo invece che sara' un mesto centrista che cerchera' un'alleanza con l'udc.
Ripper Roo
1.09.10 22:52 at 22:52
Sono fortemente convinto che Vendola sarà il prossimo avversario di Berlusconi, ma che, nonostante tutto, sarà sconfitto. E chi glielo dice ai cattolici che devono votare un premier proveniente dall'estrema sinistra? E siamo sicuri che l'elettorato dell'Udc, in caso di alleanza con il centrosinistra, voterà ancora per Pierferdy? Non sono convinto.
C'è però da prestare attenzione ad una cosa: il voto dei meridionali di centrodestra, stanchi dell'alleanza di Silvio con Bossi. Io non penso che per Berlusconi sarà una passeggiata alle prossime elezioni, quando saranno.
E aggiungerei anche che membri dell'esercito e del mondo imprenditoriale faranno mancare il loro voto – mondo imprenditoriale che si sente un po' stufo di questa inoperosità del governo nei confronti della crisi economica globale. Certo, l'Italia sta tenendo, però sarebbe il caso che Tremonti dica alle banche di iniziare a sganciare la grana per far ripartire l'azienda Italia, e questo non accade.
Berlusconi vincerà, ma la sua maggioranza sarà come quella di Prodi del 2006.