Extra Time (1)
Non sono bastati all’Inter i sei minuti di recupero inventati dall’arbitro Valeri (probabile prossimo internazionale) a mo’ di gentile omaggio all’unico uomo che in Italia non telefona mai, il petroliere Massimo Moratti, il primo nella divina lista degli onesti abitanti di questa Terra. I pluricampioni si sono fermati a Bologna. Uno 0-0 contro una squadra che non ha neanche l’allenatore. Se il buongiorno si vede dal mattino, è possibile che quell’asciugamano che Rafa Benitez sfrega ogni due secondi sul paffuto faccione diventi il sudario di un ideale calvario. Lo sapremo presto.
Parlando del Milan , invece, da sottolineare il gran ritorno, come una maestosa ed epica araba fenice, di Silvio Berlusconi. Se l’effetto delle contestazioni è quello di fargli aprire il portafoglio, ben vengano. L’arrivo di Zlatan Ibrahimovic, propiziato dal fine lavoro della coppia di stazza Galliani-Raiola (orgoglioso quest’ultimo di aver studiato diritto all’Università prima di fare il pizzaiolo ad Amsterdam), avvicina il Milan all’altra squadra di Milano, facendo venire l’acquolina in bocca ai suoi tifosi, mai sazi di vittorie e trionfi che entrano nella storia.
La prima giornata del Campionato di Serie A si è infatti tinta di rossonero. Quattro-goal-quattro al povero Lecce neopromosso e tutti a casa, sotto lo sguardo compiaciuto del Presidente tornato a fare il Presidente, pronto ad investire per la squadra più titolata al Mondo. Passione che rinasce e pubblico in visibilio. Il Milan è di nuovo tra noi, più forte che mai. E se i tifosi rossoneri sognano ad occhi aperti, ballando a ritmo di samba brasiliana, la Vecchia Signora dal nome latino con sempre più rughe in volto ricomincia proprio come aveva concluso la scorsa stagione: perdendo. Non sono bastati i dieci acquisti di Marotta, non è bastato rimettere un Agnelli in sella alla società, non è bastato prendere come allenatore colui che aveva traghettato la Samp ai preliminari di Champions. L’idea che si è avuta guardando la partita contro il pimpante Bari di Ventura è stata quella di una squadra scialba, pesante e con tanta confusione in testa.
Certo, è solo la prima giornata, ed il tempo per rifarsi c’è, anche se Del Neri sta al 4-4-2 come un talebano di Kandahar ad una madrassa coranica. Forse un po’ più di elasticità potrebbe giovare alla causa di Madama. L’anno scorso, di questi tempi, si diceva che la Juve di Ferrara era il team più pimpante della Serie A, lanciato per fare concorrenza all’Inter fino all’ultimo. Sappiamo tutti com’è andata a finire (soprattutto lo sa il povero Ciro Ferrara). Dietro, pochi scossoni e qualche polemica arbitrale. Dal gol fantasma del Napoli contro la Fiorentina (in realtà il pallone non ha varcato la linea) alle doppiette di Parma e Samp contro Brescia e Lazio.
E’ stata anche la giornata dei debutti tv delle corazzate sportive: da un’Ilaria D’Amico che invocava le mutande di Del Piero su Sky, ad una Paola Ferrari illuminata talmente tanto dai fari Rai da sembrare la controfigura della Lanterna di Genova o, per fare gli eruditi, il leggendario Faro di Alessandria. Ogni tanto, un po’ di rinnovamento anche sugli schermi, non sarebbe male. Così, tra spettacolo e qualche delusione, va in archivio la prima di trentotto giornate del Campionato di Serie A, sperando che finalmente sia un Campionato combattuto e ricco di sorprese. Noi siamo qui per raccontarlo.
martedì 31 agosto 2010 ore 08:20
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il grinch
31.08.10 12:11 at 12:11
Già due punti di distacco da Inter e Roma e addirittura tre dalla Juventus.
Questo campionato è già finito! E chi lo piglia più questo Milan stellare.
daw
31.08.10 12:13 at 12:13
ehhh