Torna il carrozzone
Ecco l’ultima del Segretario invisibile del Partito Democratico: “Rifacciamo l’Ulivo”. Il motivo? Il solito: far fuori Berlusconi. Pierluigi Bersani, l’abbiamo scritto più volte, è una persona assai simpatica e gradevole, con quell’aria paciosa da barzellettiere incallito e apparentemente burbero che lo fa molto Peppone. Però anche lui, l’ultimo coniglio tirato fuori dal calderone post-democristocomunista, si è rivelato più blando di un farmaco per il mal di testa da banco acquistabile al supermercato.
Da giorni (se non da mesi), il popolo della sinistra e gli osservatori della politica si chiedevano dove diavolo fosse finito il liberalizzatore di licenze per taxi e fornai, colui che ordinò ai parrucchieri di tenere aperto pure il lunedì. Eccolo qua, sul finire d’agosto, spuntare con una lunga lettera all’organo ufficiale del Partito, Repubblica. L’epistola è uno sbrodolamento di luoghi comuni e di condiserazioni vecchie di più di un decennio: si va dalla constatazione che “dopo anni di illusione berlusconiana l’Italia continua a regredire sul piano economico e sociale e si allontana, alla luce di ogni parametro, dai paesi forti dell’Europa”, al fatto che “il Parlamento viene composto da nominati” (anche il Pd nomina i parlamentari, comunque), fino all’ovvio: “Rendendoci disponibili oggi ad un governo di transizione non cerchiamo né scorciatoie né ribaltoni”.
In pratica, la ricetta del Segretario è semplice: siccome noi alle urne non abbiamo alcuna possibilità di vincere, l’unica speranza è che cada Berlusconi, così possiamo fare noi il Governo. Già, perchè l’esecutivo di transizione altro non sarebbe che un pastrocchio orgiastico che ingloba tutti, tranne coloro che hanno vinto le elezioni. Certo, l’idea di vedere all’opera un Governo con Di Pietro alla Giustizia, Fini agli Interni, la Binetti alla Famiglia, Buttiglione all’Istruzione e D’Alema agli Esteri, stuzzica gli appetiti e la curiosità, però, seriamente parlando, si tratterebbe di una schifezza tutta italiana. Sarebbe decidere di non considerare il voto degli italiani, premiando gli sconfitti e facendo fuori i vincitori. Un golpe. Bersani, però, si prepara anche alle elezioni, perchè non si sa mai…
E allora, sempre conscio dell’impossibilità di vincere con le proprie forze (ah! il glorioso primo partito dell’opposizione italiana, incapace anche di poter sperare di battere gli avversari nelle urne..), prospetta una riedizione del già fallimentare Ulivo prodiano, cosa ben diversa (secondo l’emiliano post-comunista) dall’Unione.
Sostanzialmente, quindi, propone un patto scellerato, un’ “Alleanza per la Democrazia”, tra tutte le forze della sinistra, strizzando l’occhio anche ai Bocchini vari che, chissà, potrebbero decidere un giorno di emulare Bruto accoltellando alle spalle il Premier legittimato dalla volontà popolare. Il carrozzone sta tornando, con tanto di trombette e coriandoli. Non rimane che gustarci lo spettacolo.
giovedì 26 agosto 2010 ore 18:27
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pinaz
26.08.10 19:34 at 19:34
Povero Bersani, lui ha solo l'aria del "barzellettiere incallito", il buon Silvio lo è invece de facto…
ilsenatore
26.08.10 20:27 at 20:27
sì, ma mica è una nota di demerito essere barzellettieri, eh..
Benedetto IIIIXX
28.08.10 17:39 at 17:39
No, ma essere pessimi barzellettieri e raccontare male vecchie storielle sì.
zappa
26.08.10 20:25 at 20:25
bellissima la puntualizzazione che anche il pd nomina i parlamentari.
immagino che dovesse farsi una legge elettorale a parte per evitarlo.
ilsenatore
26.08.10 20:45 at 20:45
zappa…quante volte abbiamo discusso della legge elettorale? sai già come la penso, su..
zappa
27.08.10 12:21 at 12:21
lo so, ma mi permetti di farmi una risata sulla puntualizzazione? cos'altro potrebbe fare il pd per non nominarli i parlamentari?
e comunque sul tema del post, non si deciderebbe di non considerare il voto degli italiani. questo e' semplicemente il risultato del cercare di imporre un "presidenzialismo" con le regole di una repubblica parlamentare.
quando la costituzione sara' cambiata, avrai ragione. ma fino a che saremo una repubblica parlamentare, il voto degli italiani serve a eleggere i parlamentari. punto. sul simbolo elettoral ci puoi anche scrivere satana presidente, ma se prende la maggioranza dei voti, non diventa presidente comunque
Pulcinella
26.08.10 20:44 at 20:44
Perche' aspettare lo spettacolo di domani ? Non ti pare sufficientemente divertente quello di oggi ,messo in cartellone dal tuo Berlusconi?
cheshire
27.08.10 10:28 at 10:28
l'attuale legge elettorale, ora come ora, è una vergogna indegna di uno stato democratico.
Certo poi però bisogna vedere come la buttano giù, ma non lascerei più ai partiti la facoltà di nominare le persone che preferiscono.
salvatore
27.08.10 11:20 at 11:20
In questo momento il Pdl è peggio di una ammucchiata della vecchia Unione di Prodi, ci sono dentro oltre ai due ex grossi partiti FI e AN, almeno 10 ex partitini.
Ci sono:
i Rotondi Boys, La Giovanardi Family, Il radical e liberal Della Vedova, Pionati, Il Pdl Sicilia, I Diniani, qualche indipendente alla Mussolini e Baccini, per non parlare dell'Udeur del Mastellone, i repubblicani, e qualche pensionato, inoltre se ci aggiungi Lega, MPA e la Destra di Storace altro che carozzone, una vera e propria ammucchiata.