Democrazia italiana, non sovietica
Riceviamo e pubblichiamo
Al Presidente della Repubblica, apparso ieri furioso con Maurizio Bianconi, per le critiche contenute nell’ intervista al “Giornale” del 15 agosto, vorrei far notare che, così come da tempo è venuta meno l’ infallibilità del verbo del Papa, anche con le esternazioni quirinalizie è lecito, rispettosamente, dissentire.
Lo hanno fatto il vice di Fabrizio Cicchitto, alla Camera, lo ha fatto, opportunamente, su Libero, Franco Bechis, nel suo articolo di Ferragosto, e lo hanno fatto numerosi lettori, scrivendo ai giornali, ai blog , ai siti e nei punti di ritrovo e nei ristoranti, dopo la non convincente intervista, rilasciata - dopo un colloquio, a Stromboli, con lo statista della Garbatella, Uolter Veltroni - dal Capo dello Stato al quotidiano, ferocemente anti-premier, “l’Unità”. In quella sortita, poi confermata in una conversazione con Marzio Breda, quirinalista del Corriere, il Presidente faceva chiaramente intendere la sua contrarietà alle elezioni anticipate e la sua propensione alla formazione di una maggioranza alternativa a quella uscita dalle urne, nel 2008, formata dall’ opposizione odierna, con l’ ausilio di alcuni parlamentari ex PDL, passati con Fini e sedotti dalla allettante promessa di poltrone.
Come, con toni duri ma non offensivi, ha sostenuto Bianconi, in quel caso, il Primo cittadino del nostro Paese dimostrerebbe di preferire i ribaltoni al popolo. Si renderebbe, cioè, responsabile di un atto legittimo, sul piano formale, ma lesivo della sovranità popolare. E questa è la democrazia, senatore Napolitano: quella italiana, non quella del regime sovietico, a cui Lei e il suo partito obbediste, tacendo, per più di un quarantennio!
Quanto all’irritazione del gentiluomo partenopeo per le dichiarazioni di Bianconi, occorre far notare che, in passato - come ha ricordato stamane Stella sul ” Corriere della sera – anche altri Presidenti furono attaccati dai partiti e da esponenti politici, senza che l’ inquilino “pro tempore” del Quirinale reagisse in modo polemico e irritato, come ha fatto, ieri, il Capo dello Stato.
Nel 1978, il PCI, cioè il partito di cui Giorgio Napolitano era un autorevole, anche se non molto coraggioso, esponente, spalleggiato dai giornali del gruppo editoriale di Carlo De Benedetti e di Carlo Caracciolo, condussero una violenta, martellante, diffamatoria campagna contro l’allora Presidente della Repubblica, il dc e illustre penalista partenopeo, Giovanni Leone, sollecitandone e ottenendone le dimissioni, salvo poi, ipocritamente, riabilitarlo “post mortem”.
Nei primi anni 90, il bersaglio degli attacchi di ampi settori della sinistra, in primis il PDS di Occhetto e il “partito dei giudici”, di Violante, La Repubblica, di Eugenio Scalfari e L’ Espresso di Livio Zanetti fu Francesco Cossiga: durissimo documento parlamentare di richiesta di stato di accusa per il Presidente, mentre Giorgio sollecitò le dimissioni. Facendo il confronto tra i rilievi critici di Bianconi e di altri esponenti della maggioranza sulle recenti, discutibili prese di posizione di Napolitano e gli attacchi dei dirigenti progressisti dell’ epoca, tutti si renderanno conto dell’ enorme differenza.
Stavolta, nessuno ha chiesto l’impeachment o la perizia psichiatrica per Napolitano, come avvenne ai tempi delle picconate dello statista di Sassari.
No, nessuna operazione di “macelleria istituzionale” e nessuna “sfida del Caimano al Colle”, di cui straparlano, stamane, La Repubblica e il giornale di Travaglio. I giornali, larghi settori dell’opinione pubblica e quella che, soltanto 2 anni fa, si è dimostrata la maggioranza degli elettori hanno sollecitato, e continueranno a farlo, con forza, nelle prossime settimane, che il Capo dello Stato si dimostri l’ imparziale garante della Costituzione, l’interprete, corretto, e non di parte, della volontà popolare. E - last but not least – che i suoi interventi non vengano, mai, considerati e intesi dagli italiani come acritiche difese di personalità e di rappresentanti delle istituzioni, che la libera stampa ha il diritto di criticare, denunciandone i comportamenti non trasparenti, come prevede l’ articolo 21 della Carta costituzionale.
(di Pietro Mancini)
martedì 17 agosto 2010 ore 12:42
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LENIN
17.08.10 14:37 at 14:37
Articolo semplicemente e-s-e-m-p-l-a-r-e!
p.s.chi nasce tondo,al mio paese,non muore mai quadro!
Fuor di metafora,pensare che uno nato e cresciuto comunista ad un certo punto della sua parabola umana possa tout court convrtirsi alla democrazia piena come la intendiamo alle latitudini anglosassoni è pura utopia.
Anzi ,peggio,è da poveri illusi!
NO all'italietta fasciocattocomunista,finacasinad'alemadipietra e,mo',anche napolitana!
salvatore
17.08.10 15:18 at 15:18
in questo momento chi si ispira alla democrazia sovietica dell'amico Putin è l'amico Silvio.
Il resto sono favolette.
Bianconi ha detto una castroneria e ben ha fatto il capo dello stato ha replicare duramente
salvatore
17.08.10 16:04 at 16:04
Esisteva l’antiberlusconismo militante. Adesso è nato un fondamentalismo islamico berlusconiano, fanatico ed integralista. Stracquadanio ne è il prototipo perfetto, persino affascinante, nel suo genere, perché come tutti gli integralisti dice sempre il vero. (Paolo Guzzanti)
teo
17.08.10 16:16 at 16:16
alle latitudini anglosassoni, SB non lo farebbero neanche camminare sul marciapiede di Downing Street
Gambero
17.08.10 16:29 at 16:29
FATTO. In caso di crisi tra Governo e Parlamento, il potere di sciogliere le camere è un potere esclusivamente presidenziale.
FATTO. L'Italia è una democrazia parlamentare, e i parlamentari esercitano la loro funzione senza vincoli di mandato, non esiste per tanto alcun sovvertimento della "volontà popolare", in quanti questi ultimi hanno delegato ai primi la loro rappresentanza.
OPINIONE. Se permettesse il costituirsi in parlamento di una maggioranza alternative a quella uscita dalle urne nel 2008 "il Primo cittadino del nostro Paese dimostrerebbe di preferire i ribaltoni al popolo. Si renderebbe, cioè, responsabile di un atto legittimo, sul piano formale, ma lesivo della sovranità popolare."
cheshire
17.08.10 16:52 at 16:52
quel "senza vincolo di mandato" purtroppo non se lo ricorda mai nessuno, oppure fanno finta di niente.
teo
17.08.10 17:03 at 17:03
così come si dimenticano che la sovranità popolare si esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
e non nelle forme del banana' spensiero
ax
17.08.10 17:10 at 17:10
eh si, ma loro applicano la "costituzione di fatto", mica quella scritta… magari un giorno ci facciamo spiegare che c'è scritto nella loro costituzione.
ax
17.08.10 17:09 at 17:09
Fanno finta, addirittura due ministri si sono permessi di dire che è incostituzionale un governo tecnico, incredibile, sembra di vivere nel Burundi, qua Napolitano ha risposto in modo esemplare ricordando che esistono solo governi votati dal parlamento che rimane sovrano oltre che "senza vincolo di mandato", la "costituzione di fatto" nuova invenzione che invocano gli integralisti del Pdl è semplicemente folle.
Faccio presente che Napolitano in presenza di una chiara maggioranza per un nuovo governo non può nemmeno volendo andare alle elezioni, violerebbe in modo palese il dettato costituzionale e a quel punto si che sarebbe passibile di impeachment.
mdante23
17.08.10 19:42 at 19:42
nervosetto il presidente eh, vorrebbe fare un ribaltone tipo scalfaro ma stavolta non è possibile ,non ci riesce ,ed esterna tutta la sua rabbia spero che il suo fegato gli sia gradito
next
17.08.10 22:35 at 22:35
"….Stamattina da una imbarcazione di fortuna, oltre 200 profughi sono sbarcati in uno stato pietoso: l'Italia………"
…………..
AGLI IGNORANTI COSTITUZIONALI si può rispondere solo con uno sberleffo
mdante23
18.08.10 16:01 at 16:01
allora ti rispondi da solo