Il passato di Repubblica
Riceviamo e pubblichiamo.
Massimo Giannini, il vice-direttore di “Repubblica” - il quotidiano, in questi giorni, molto irritato per il clamore mediatico sul “caso Fini”, dopo aver sollevato le vicende anti-premier D’ Addario e Noemi – ha bocciato, severamente, i giornali, che stanno attaccando il presidente della Camera e la sua, ampia, allargata e non appartata, famiglia.
Ma, quando si impartiscono lezioni di giornalismo e di stile agli altri, occorrerebbe avere l’onestà di fare l’autocritica sui propri errori. Insomma, quanti salgono in cattedra contro le presunte “fabbriche di fango” altrui, dovrebbero ricordare quelle costruite dalle loro parti.
Prima di Berlusconi, fu equilibrata oppure, per usare un eufemismo, aggressiva, all’epoca di Tangentopoli, la linea del quotidiano, che oggi difende Fini, nei confronti dei leader politici della DC e del PSI, in particolare di Craxi?
E, da Andreotti a Mancini, da Del Turco a Mannino, sino a Verdini e a Caliendo, “Repubblica” non ha, sempre, sposato le tesi colpevoliste dei pubblici ministeri, dando scarso o nessuno spazio alle argomentazioni difensive, anche quando le impalcature accusatorie si rivelarono molto fragili e crollarono, dopo anni di sofferenze di quei politici “presunti (?) colpevoli”?
E, last but not least, il gruppo editoriale di De Benedetti, più di 30 anni fa, fece molto di più che scendere sulla china ripida del moralismo. Mi riferisco alla violenta, martellante, diffamatoria campagna de “L’Espresso” e di “Repubblica” contro l’allora Capo dello Stato, il dc Giovanni Leone, ipocritamente “riabilitato”, ma solo post-mortem…
Oggi quasi tutti i giornali pongono delle legittime domande a Fini su un appartamento, da AN finito nella disponibilità di Tulliani, che costui dovrebbe, quantomeno, affrettarsi a lasciare, eventualmente cedendolo al giornalista della RAI, Paragone, che su “Libero”, con un pezzo sarcastico, gli ha chiesto la “fatiscente ” (?) casona, nel quartiere più lussuoso di MonteCarlo.
Nel 1978, non vennero risparmiate, con i velenosi pezzi di Camilla Cederna - aspramente redarguita, con un memorabile articolo, da Indro Montanelli sul “Corriere della sera” - le insinuazioni offensive non al cognato, ma alla moglie, ai figli, e persino alle fidanzate dei ragazzi, del Capo dello Stato, per ottenerne le dimissioni, sollecitate dal PCI.
Oggi si evitino i “doppiopesismi” e le furbizie tattiche, e i media non si trasformino in tifosi delle fazioni politiche in guerra tra loro. E non ci si accontenti delle versioni di comodo del leader più vicino, dopo aver distrutto le carriere politiche e, in numerosi casi, anche le vite, degli esponenti, non civilmente avversati, ma sistematicamente denigrati e oggetto di virulente campagne, quelle sì, di fango.
(di Pietro Mancini)
mercoledì 11 agosto 2010 ore 14:24
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ciccio
11.08.10 15:37 at 15:37
oh, complimenti per l'ardire nel paragonare il libro della cederna su leone con i fatti documentati della cricca.
sei andato a riprendere un fatto del '78 addirittura! siccome nel '78 (anno in cui più della metà dei berluschini erano stalinisti) una giornalista dell'espresso ha diffamato una personalità politica, allora anche tutto il giornalismo d'inchiesta fondato su sentenze e fatti se ne andrebbe a puttane.
la deontologia professionale buttata alle ortiche…
domenico
12.08.10 10:31 at 10:31
ha diffamato?
se ricordo bene Leone è stato costretto alla dimissioni:
un presidente della repubblica che si dimette è proprio un fattuccio da niente..
ciccio
12.08.10 12:57 at 12:57
aaah, forse è per questo che poi è stata arruolata da panorama
domenico
12.08.10 14:18 at 14:18
panorama era di sinistra fino all'arrivo di Berlusconi.
p.s. ne approfitto per ricordare una cosa che molti dimenticano: nelle intercettazioni la parola "cricca" era seguita da un complemento di specificazione (per chi non lo ricorda era: "di Veltroni")…
ciccio
12.08.10 14:54 at 14:54
è vero, quando la mondadori le pubblicò "Il lato forte e il lato debole", berlusconi era ancora socialista
salvatore
11.08.10 15:58 at 15:58
be se parliamo di voltafaccia è anche giusto parlare di Feltri.
Fondatore e direttore dell'indipendente, giornale giustizialista e tifoso di Di Pietro;
poi ultragarantista con il giornale di Berlusconi
ciccio
11.08.10 16:08 at 16:08
massimo giannini nel '78 aveva 16 anni, per la cronaca
Pepito S.
11.08.10 16:50 at 16:50
Daw, stai diventando come Pontifex.Roma: tutti parlano di te!
Adesso sei da Gilioli.
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/…