Nel nome del padre
Tutto uno potrebbe aspettarsi dall’agitato mare italiano della politica agostana. Tutto tranne che vedere Chiara Moroni accanto ad un compiaciuto pasdaran in cerca di (vana) gloria come Italo Bocchino, pronunciare un discorso che rinnega anni ed anni di lotta per il garantismo. Dal 2001 infatti, da quando cioè Silvio Berlusconi la portò alla Camera come più giovane deputato della legislatura, Chiara Moroni aveva tracciato la propria strada politica all’ombra della memoria del padre Sergio, morto suicida nel 1992 in seguito ai diversi avvisi di garanzia piovutigli addosso come macigni nella torbida e rabbiosa era del giacobinismo delle procure, quell’epoca che tanto rimpiange Tonino il trebbiatore. Un dramma personale più che politico, che la giovane Moroni ha scelto però di erigere a totem del proprio impegno sociale e civile da parlamentare. Ha fatto quindi scalpore sentirla dire ieri, in quell’aula, che “Caliendo dovrebbe rispondere all’opinione pubblica prima ancora che ai magistrati, dimettendosi”.
In pratica, rinnegando la propria storia, Chiara Moroni ha suggerito a Caliendo di fare ciò che dice Di Pietro, per il quale un solo avviso di garanzia dovrebbe essere sufficiente a sbattere un cittadino in galera. Chiara Moroni, la stessa che nel 2001 inaugurò ad Aulla, confine tosco-ligure, un monumento alle vittime di Tangentopoli che reca nella stele la frase simbolo “summus ius summa iniuria”, ha deciso di cambiare, di svoltare. Di cedere alle avances dei Bocchino e dei Granata, di abbandonare Berlusconi proprio sul terreno che aveva stabilito l’intesa tra i due: il garantismo. Inspiegabile la svolta manettara, il cedimento alle sirene dei giustizialisti tout-court.
La voce tremava, era palesemente imbarazzata, mentre lo sconcerto degli ormai (ex) compagni di partito lasciava presto spazio alle parole colme di delusione del suo padre politico, quel Lucio Barani che ancora oggi va fiero del suo garofano rosso quotidianamente esibito nel taschino: “Quando l’ho sentita parlare non volevo credere alle mie orecchie. Proprio perché lei ha pagato con la perdita del papà, vittima della furia giacobina e giustizialista, spiace che oggi lei decida di rinnegare la sua storia e di manifestare ingratitudine verso Berlusconi che la volle in Parlamento sullo stesso scranno del papà”. Forse, con più calma, Chiara Moroni si renderà conto dell’errore commesso, che non è una semplice svista rimediabile, ma è ben più grave. Si tratta di aver calpestato la propria identità, e non solo politica.
venerdì 06 agosto 2010 ore 08:07
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p
6.08.10 9:58 at 09:58
Ieri sera è stato trasmesso un grandioso dibattito da Cortina sul giustizialismo: pur nella ristrettezza dei tempi della trasmissione, gli ospiti hanno potuto parlare non i 30 secondi (che come diceva Grillo "cosa fai in 30 secondi? al massimo gli sputi!!!"), comprese le interruzioni mirate delle trasmissioni "con ritmo televisivo" (puah!), ma hanno potuto, con un paio di interventi a testa, ma di durata adeguata, sviluppare un discorso compiuto; ed in poco più di un ora si è ristabilito un minimo di verità su chi era Falcone, su chi erano stati i sui nemici, con chi stava indagando (Procuratore Russo Stepankov) e su chi stava indagando poco prima di morire (Il fiume di denaro russo verso l'Italia), cose note e arcinote, per la verità, ma dimenticate da tutti, tranne che da Guzzanti in questi giorni.
Si è fatta un pò di storia sull'evoluzione della magistratura, sulle correnti, sulla giurisprudenza proletaria, sul Violante ideologo…sui comunisti galantuomini emarginati.
E c'era presente il più volte citato Giacalone (VERO NICK???????): Un portento! E' strano vederlo spesso citato qui come nemico del governo (VERO NICK????) quando la sua critica verso il governo in tema di mancate riforme, critica sacrosanta che è anche la mia, (anzi io la estendo non solo all'azione di governo, ma al mancato appoggio verso i referendum radicali in tema di giustizia, fisco e sindacati, al "grido" tanto saremo presto al governo e le faremo noi le riforme!), è una piccola e marginale parte delle sue tesi in tema di giustizia e giustizialismo. Spero solo di riuscire a rintracciare questa puntata. A qualcuno potrebbe servire.
caravaggio
6.08.10 11:36 at 11:36
Guzzanti bisognerebbe leggerlo anche per quel racconta su Bologna e Ustica. L'unico che abbia il coraggio, documentato, di raccontare le cose come stanno e che la sinistra non puo permettersi di divulgare.
Voce 'e popolo
6.08.10 10:00 at 10:00
A preiscindere dal passato non glorioso del padre lei ha mostrato coraggio e dignità, quel che manca al popolo di vigliacchi e pecoroni del "partito dell'amore".
Avanti senatore daw ecc. il vostro pastore vi sta aspettando.
ilsenatore
6.08.10 12:11 at 12:11
diciamo che la Moroni dell'altro pomeriggio non era la stessa che andava ad inaugurare il monumento a Bettino Craxi nel 2001…
Marquise
6.08.10 12:41 at 12:41
ma sai, l'effetto strappa lacrima, funziona sempre… i democristiani a confronto loro erano e sono dei dilettanti…
zappa
6.08.10 12:58 at 12:58
eh si, l'effetto strappa lacrima funziona sempre…
http://www.youtube.com/watch?v=bMniQbJJRmk
i democristiani al confronto avevano un minimo di ritegno.
ps tra soggetto e verbo non si metta la virgola.
Marquise
6.08.10 13:01 at 13:01
non ti eri autocensurato spergiurando di non ronzare più come una mosca qui dentro? riconsidera la cosa da solo. un consiglio.
zappa
6.08.10 13:13 at 13:13
mai detto questo.
sei te che m'hai cacciato dalla pagina facebook.
la memoria ti fa difetto.
ti da' cosi' tanta noia la gente che ti fa notare che dici bischerate?
epuure vista la mole dovresti esserci abituato.
Marquise
6.08.10 13:16 at 13:16
Non ho problemi a prendere il commento QUI dove lo dichiaravi. Ad ogni modo, ripeto, finiscila di provocare. Chiuso
Marquise
6.08.10 13:18 at 13:18
Anzi, rinfresco io a te la memoria:
Zappa il 26/07/2010 alle 11:07
M) quando si caccia qualcuno si ha almeno il buon gusto e l’educazione per dirglielo.
Peccato, era dai referendum sulla legge 40 che seguivo questo blog.
Buon proseguimento.
zappa
6.08.10 13:44 at 13:44
ah, e' vero, hai ragione avevo dimenticato questo post.
grazie di avermi rinfrescato la memoria.
ok, c'ho ripensato.
ilsenatore
6.08.10 13:29 at 13:29
eheh sì, vero! Anche Franca Rame è riuscita ad umiliare i balenotteri bianchi nella gara di effetto-lacrima… anche perchè le sue erano "sanguigne lagrime"
Wonderrr
6.08.10 10:28 at 10:28
“Caliendo dovrebbe rispondere all’opinione pubblica prima ancora che ai magistrati, dimettendosi” = un solo avviso di garanzia dovrebbe essere sufficiente a sbattere un cittadino in galera. Strana questa equazione.
Non sempre i figli seguono passo passo le orme dei padri (sviluppano una propria coscienza). Il papà del premier era procuratore generale di una banca in cui la mafia riciclava il denaro sporco, ma non per questo il figlio..ehm..niente.
Scrambler
6.08.10 10:36 at 10:36
Hai esagerato con le canne, oggi.
Scrambler
6.08.10 10:38 at 10:38
…riferito a "Voce 'e popolo"…
ciccio
6.08.10 11:07 at 11:07
la moroni ha dichiarato che il garantismo non vuol significare totale impunità, semplicemente.
e tutto questo rifarsi ai valori del padre da parte vostra mi sembra cozzino parecchio con il fatto che berlusconi chiamò di pietro a fare il ministro della giustizia dopo non molto tempo dal suicidio di moroni
ax
6.08.10 11:30 at 11:30
La memoria mi ricorda che i più giustizialisti in parlamento erano proprio i leghisti e i missini, e che all'epoca i tg mediaset tenevano gli inviati fissi nei tribunali a far da gran cassa ai magistrati, ricordo pure che berlusconi faceva finta di non conoscere craxi all'epoca
so ragazzi, non si ricordano
p
6.08.10 13:14 at 13:14
Ma stai scherzando vero???????
Berlusconi andò a trovare Craxi nel momento, nel giorno, nelle ore dove la popolarità di Craxi era al minimo storico: al Raphael appena prima del lancio delle monetine!!!!! E ti pare il comportamento di uno che disconosce un amico?
ax
6.08.10 13:56 at 13:56
si e cucù, dopo la "discesa in campo" e per tutto il periodo di campagna elettorale e pure per un breve periodo dopo aver vinto prende allegramente le dovute distanze politiche da Craxi (al momento non conveniva a livello elettorale sostenere colui al quale deve buona parte del suo impero).
…e giusto per chi ha difficoltà a ricordare questa dichiarazione di Berlusconi magari vi rinfresca la memoria
“Sarebbe giusto che un uomo con le qualità di Di Pietro le facesse valere sulla scena politica. La sua discesa in campo potrebbe essere una buona cosa. La sua ansia moralizzatrice è patrimonio di tutti e potrebbe essere utile al Paese. I miei giornali, le mie TV, il mio gruppo sono sempre stati in prima fila nel sostenere i giudici di Mani Pulite.” (Ansa, 8 dicembre 1994)
p
6.08.10 14:20 at 14:20
Ehi, non cambiare le carte in tavola: prima hai fatto riferimento ad un momento ben preciso (leghisti e missini nel c.d. "parlamento degli inquisiti"). Ebbene in quel momento, quando avrebbe potuto cavarsela con una telefonata di solidarietà, o nemmeno con quella, secondo il tuo pensiero, si fece vedere uscire dal Raphael durante la sassaiola. Ripeto avrebbe avuto mille ragioni per stare alla larga da lì, ragioni logistiche e ragioni di opportunità. Punto.
Tu riporti l'elogio a di pietro, che è un'altra cosa. Ed anche silvio è un'altra cosa: è un politico, diverso ma sempre un politico, che cerca di accaparrarsi il consenso, cercando di coinvolgere l'uomo più popolare d'italia. A me la cosa disturba molto, ma in politica funziona così, altrimenti non avremmo in parlamento personaggi che hanno il "merito" di essere famosi, di essere fighi o fighe, vedovi o vedove di persone famose, attori, cantanti, centometristi, detto col massimo rispetto s'intende. Anche perchè l'alternativa sono i rais locali, "padroni" di voti, riciclati di 4 generazione che dalla vecchia dc o vecchio pc sono ancora sulla cresta a comandare in F.I. o nei DS..
Poi Silvio ti risponderebbe che appena conosciuto di pietro cambiò idea, anzi credo disse che nemmeno s'incontrarono, ma non ci credo nemmeno io.
ax
6.08.10 14:29 at 14:29
"I miei giornali, le mie TV, il mio gruppo sono sempre stati in prima fila nel sostenere i giudici di Mani Pulite." Silvio Berlusconi
Il Tg4 all'epoca era peggio de ilFatto di oggi.
ax
6.08.10 14:33 at 14:33
Io comunque ho scritto "dopo la discesa in campo", non prima
ilsenatore
6.08.10 12:40 at 12:40
dell'interno, non della giustizia.
LENIN
6.08.10 11:32 at 11:32
Qui,spiace dirlo,dinanzi al dramma familiare vissuto,può soccorrerci solo la psicologia:una "sindrome di stoccolma" mi pare un'ottima diagnosi.
Almeno,persa la politica,spero che riesca a recuperare la sua dimensione umana.
zappa
6.08.10 12:11 at 12:11
senatore, ma l'hai ascoltato quello che diceva la moroni, oppure no?
perche' il suo discorso mi sembrava molto chiaro, per chi vuole ascoltare.
poi chi vuole stare fra gli ultra che suonano le vuvuzelas si comporta come te.
salvatore
6.08.10 13:13 at 13:13
Io farei un trattamento alla "Boffo" anche a Lei.
p
6.08.10 15:13 at 15:13
"Dopo la discesa in campo" l'hai detto dopo; in ogni caso non è un problema, non mi interessa più di tanto la cosa, anche perchè ho già chiarito che non apprezzo certi atteggiamenti tipici dei politici. Ti avevo replicato solo perchè allora mi colpì (e molto favorevolmente) il gesto di un imprenditore, che tipicamente sale sui carri vincenti un attimo dopo esser sceso da quelli perdenti; gesto che in quel momento, che io sappia, gli dava solo cattiva pubblicità.
Pensai che avesse la schiena dritta non come certe soubrettine che si sposano l'imprenditore, che appena ha qualche difficoltà lo piantano in asso, Valeria Marini esclusa. Che, stranamente con l'abbassarsi del C/C, scoprono di sentirsi trascurate. O come certi calciatori che quando vogliono cambiare squadra, per prendere più soldi, iniziano col dire che sono rimasti delusi dalla società, per le cazzate più disparate.
Sb almeno s'è preso qualche monetina assieme al suo amico/protettore. Magari si fosse preso qualche "monetina " anche da politico: ne avrebbe guadagnato anche lui, noi di sicuro. E qui, ha ragione da vendere il Giacalone critico che riporta Nick.
p
6.08.10 15:14 at 15:14
sorry, era una replica ad ax 13.33.
Livio
6.08.10 15:25 at 15:25
Ma non vi viene in mente, che prima era favorevole, ma quando ha visto che nel partito del PDL, molti si mettono candidati per non essere processati, come ha fatto Brancher e anche a lei, è venuto il disgusto di tutto, e, ha preso le distanze proprio per non fare tutta un'erba e un fascio, perché il padre secondo lei, era innocente e non lo si poteva mettere a confronto con piccoli furbetti intrallazzatori ai quali Berlusconi metteva a disposizione il suo partito per farla franca? Io la vedo così. Loro hanno esagerato e non se ne sono accorti, mentre lei si, non trovo che abbia fatto un tradimento, anzi se si è resa conto che qualcosa non andava, doveva reagire, proprio perché, doveva essere coerente con le proprie idee. E' logico che per i pidiellini ha tradito. Per loro tutti coloro che non ubbidiscono al premier sono traditori.