RAI. Azienda dei tribunali

Soltanto in Italia possono accadere queste cose. Un’azienda, la RAI, non può decidere autonomamente di rimuovere un direttore, un dirigente e probabilmente nemmeno una semplice segretaria, e non può nemmeno, di conseguenza, scegliere quale persone nominare al loro posto. Non può fare nulla. Prima deve avere il benestare di qualche Tribunale d’Italia, altrimenti niente, è tutto inutile.
Dopo il caso Ruffini, reintegrato da un giudice al comando di Raitre, fioccano le cause contro l’azienda: Masotti, Caprarica, Mineo, Di Bella e probabilmente pure Freccero (“ci sto pensando, non vorrei essere l’unico rimasto fregato”). Questi signori arrivano a concepire la loro poltrona come di nomina divina, e quindi intoccabile. Non possono essere sostituiti o sposati ad altro incarico.
Tutto questo è inaccettabile. La Rai così è ingestibile. Ci vorrebbe una bella riforma, che faccia scegliere il cda dell’azienda direttamente a qualche Tribunale, così evitiamo tutti questi ricorsi e l’azienda torna gestibile e governabile. Dai giudici, certo.
venerdì 23 luglio 2010 ore 12:34
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RANDAGIO
23.07.10 13:46 at 13:46
Daw,
se li si assume tutti come dipendenti o peggio come dirigenti , si dovrebbe anche tenere conto, che in caso di vertenza di lavoro i trombati vengano puntualmente reitegrati.
se il governo decide di trasformare il tg1, telegiornale da sempre + seguito dagli italiani, in uno spettacolo mediatico a dir poco indecente si dovrebbe tenere conto che la Rai è da sempre lottizzata dai partiti che governano.
Elimina l'ingerenza della politica nella gestione della rai….e avrai risolto buona parte dei problemi e delle vertenze.
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23.07.10 13:59 at 13:59
Bravo Daw, hai scoperto che la Rai non è un'azienda normale.
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23.07.10 14:00 at 14:00
PS La colpa ovviamente non è dei tribunali ma della politica.
ax
23.07.10 14:05 at 14:05
Dovresti tenere presente che sono persone sotto contratto e i contratti di solito si rispettano, se una delle parti non li rispetta l'altro va dal giudice
zappa
23.07.10 14:13 at 14:13
solo se e' un comunista e trova un giudice comunista, chiaramente.
ax
23.07.10 14:25 at 14:25
Evidente, ma tanto ormai sono tutti comunisti, si va a colpo sicuro.
E poi che scandalo quest'italietta, non si può più nemmeno stracciare un regolare contratto a chi ci sta antipatico
zappa
23.07.10 14:37 at 14:37
lo sai, l'Italia e' un paese strano, il presidente del consiglio dice che delle persone non devono piu' andare in tv, queste non vanno piu' in tv, e c'e' chi parla di censura.
MAH!
piddi
23.07.10 15:03 at 15:03
Beata ignoranza!!
Proprio perchè la Rai è un'azienda normale (sotto questo punto di vista, ovvio!) … se viola delle norme, un giudice la condanna.
Gesù! Quì manca proprio l'ABC
daw
23.07.10 18:36 at 18:36
Allora, ho cercato di sopportarti in silenzio ma proprio non riesco, mi spiace. Sei più fastidioso di una vuvuzela. E non perchè scrivi l'opposto di quello che scrivo io, ma perchè sei rancoroso, acido e non sopporto le persone arroganti e saccenti, specialmente quelle che vengono qui e si mettono a dire che noi siamo pagati etc etc.
Quindi, serenamente e pacatamente, addio. Sei bannato.
zappa
23.07.10 19:18 at 19:18
si fanno sempre piu' interessanti le motivazioni da ban.
dagli insulti pesanti e ripetuti di un tempo siamo passati alle valutazioni psicologiche dei commentatori.
il prossimo passaggio?
chi mette troppi link?
chi si intromette su ban non propri?
daw
23.07.10 19:22 at 19:22
Zappa, la gestione del blog non è motivo di discussione o di dibattito. Io banno chi voglio secondo le mie regole. Non viene bannato chi non è d'accordo con me, ovvio, ma chi è maleducato, rancoroso e commenta solo per provocare.
discorso chiuso.
Birbaccione
25.07.10 8:08 at 08:08
Quanta libertà si respira in questo posto!
Le persone vengono cacciate perchè scrivono cose fastidiose.
Il blog si riduce ad un posto per pochi intimi, che forse è quello che cerca DAW.
Certo che se ci si lamenta dei giudici perchè decidono se uno può o non può continuare a fare il proprio lavoro, dopo che l'interessato fa ricorso secondo le leggi di questo stato e il tribunale accoglie il riscorso, mi pare che vi sia un netto rifiuto delle regole.
Invece, la regola del TI BANNO, perchè mi dai fastidio, quella, funziona sempre?
andrea
23.07.10 19:02 at 19:02
Non c'è nulla di strano in quello che succede in Rai, è lo stesso in qualsiasi altra società, se ti licenziano senza giustificato motivo o giusta causa è normale che un giudice del lavoro chieda il reintegro. Sono ben altre le anomalie della RAI.
piddi
23.07.10 19:05 at 19:05
Posto che non ho detto che sei pagato, far notare uno sfondone come quelli che – mi spiace – spesso fai … non è arroganza. E' semplice ristabilimento della verità ai fini di una discussione più seria e pacata. Perchè se non si concorda neppure sull'ovvio e sul certo … diventa tutto molto difficile.
Ma fai pure. Continua a scriver fandonie. Un berluscones che ti da sempre ragione lo trovi sicuro.
daw
23.07.10 19:23 at 19:23
Ecco, sei proprio finiano, non sai manco quello che dici e sei di una incoerenza unica. Tuo commento dell'altro ieri:
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Sei davvero immerso nel ridicolo, caro Daw.
E pure a gratis … o comunque per somme infinitamente minori di quelle che si prendono gli squadristi Feltri e Belpietro (quello che grida al golpe come quel comico che gridava “attentato”) per sprangare i nemici di chi li paga
——
Saluti,
d.