Per la sinistra eroe solo da morto
Diciotto anni fa Paolo Borsellino, insieme a cinque agenti della sua scorta, venne ucciso dalla mafia. Oggi, con un indegno e vigliacco revisionismo storico, Paolo Borsellino è stato eletto a martire della sinistra italiana in quella che ormai è diventata una loro pessima abitudine: prendere un morto e appiccicare al suo cadavere la bandierina colorata del partito.
L’aspetto paradossale è che, questo, lo possono fare solo oggi, con il diretto interessato non più in vita. Perché, quando era in vita, il trattamento che la sinistra italiana riservò all’eroe Borsellino fu di tutt’altro tipo.
Paolo Borsellino, come è noto, era un elettore dichiarato del Movimento Sociale Italiano, e per questo fu osteggiato dall’intera sinistra. Le sue richieste di potenziare la propria scorta furono costantemente derise dall’elite della sinistra, dagli eredi del Partito Comunista Italiano ai nuovi giustiziasti dell’Italia dei Valori fino ai movimenti vari di Leoluca Orlando. Le minacce di morte ricevute da Borsellino? Liquidate come niente di importante.
Ricordiamo, in particolare, un fatto: si stava eleggendo il nuovo Capo dello Stato, l’Msi propose proprio il nome di Paolo Borsellino, ma quelli che oggi, che solo oggi, hanno deciso di rivalutarlo dopo che una bomba ne ha carbonizzato il corpo, scelsero di votare un altro candidato: Oscar Luigi Scalfaro. Oggi tutto questo non lo ricorda più nessuno, e il revisionismo storico della sinistra non si ferma davanti a nulla.
Questo discorso riguarda Borsellino, ma vale anche per Giovanni Falcone. Leggete cosa scriveva Ilda Boccassini su Falcone:
Né il Paese né la magistratura né il potere, quale ne sia il segno politico, hanno saputo accettare le idee di Falcone, in vita, e più che comprenderle, in morte, se ne appropriano a piene mani, deformandole secondo la convenienza del momento.[...] Non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità. Eppure le cattedrali e i convegni, anno dopo anno, sono sempre affollati di “amici” che magari, con Falcone vivo, sono stati i burattinai o i burattini di qualche indegna campagna di calunnie e insinuazioni che lo ha colpito
E’ sempre così. Quando Falcone e Borsellino erano in vita, la sinistra italiana ne disprezzava la loro stessa vita. Oggi, dopo un abbondante dose di revisionismo storico, Falcone e Borsellino sono diventati eroi anche della sinistra. Il prossimo chi sarà, Benito Mussolini?
lunedì 19 luglio 2010 ore 16:18
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il nano
19.07.10 17:23 at 17:23
"Paolo Borsellino è stato eretto a martire della sinistra italiana"
Ecco, questo dimostra la tua malafede, a mio avviso. Non è stato eletto a "martire della sinistra" ma a martire della lotta alla mafia.
Forse avresti fatto meglio a scrivere che è stato eletto martire "dalla" sinistra, visto che da destra si è preferito più volte definire Mangano un eroe o dire che con la mafia bisogna convivere.
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19.07.10 17:58 at 17:58
Meglio resi martiri con ipocrisia che dimenticati con sincerità.
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franco
19.07.10 17:29 at 17:29
nano ma vai…..
RANDAGIO
19.07.10 17:59 at 17:59
Buona questa, da quando in qua La boccassini è il rappresentante degli elettori di sinistra ?
Paolo Borsellino e Giovanni Falcone ogni altro funzionario pubblico deceduto per attentati erano in realtà dei funzionari di uno stato che non li meritava…..e da veri allocchi …..si sono fatti saltare in aria per difendere un sogno di uno Stato che non è mai esistito.
RANDAGIO
19.07.10 18:03 at 18:03
Comunque nella ricorrenza di Paolo Borsellino c'erano 100 persone….il governo era assente e il premier era latitante…..per loro non era eroe neanche da morto.
ivan perotto
19.07.10 18:30 at 18:30
Falcone e Borsellino sono due eroi civili, due martiri della lotta alla mafia. Sono stati "eletti a martiri" dalle persone oneste italiane, di Destra, di Sinistra, di Centro. La bile che travalica da questo articolo, frutto palese di svariati anni all'ombra delle Frattocchie, è offensiva per la memoria di Falcone e di Borsellino, e di tutti coloro che con loro hanno lavorato, e di tutti coloro che sono stati uccisi dalla mafia.
Falcone, che non era di Sinistra, fu collaboratore del ministro Claudio Martelli, Socialista, di Sinistra. Perché alle persone oneste non interessa la tessera che una persona ha o non ha in tasca. Martelli ha voluto Falcone perché era la persona migliore per occuparsi della lotta alla mafia.
E in quegli anni Orlando era strenuo difensore del lavoro di Falcone e Borsellino. Il fatto che oggi stai con un delinquente come Di Pietro non cancella la sua battaglia contro la mafia, condotta al fianco di Falcone, Borsellino, Chinnici, Caponnetto e di tutti gli altri eroi civili italiani…
Mattia
3.05.11 16:50 at 16:50
come no rivediti certe apparizioni in pubblico di Orlando degli anni Ottanta e poi vediamo se era così sostenitore del lavoro indiscutibile del pool antimafia e di Falcone e Borsellino nello specifico….
cheshire
19.07.10 19:24 at 19:24
questo blog sarebbe ancora più interessante se ci fossero delle prove a sostegno delle tesi. Fonti storiche a supporto dei fatti.
In mancanza di queste rimane solo un blog fazioso, divertente e bello da leggere, ma fazioso.
il nano
19.07.10 22:52 at 22:52
Beh, daw che cita la Bocssini mi fa specie.
Ma non era una toga rossa prevenuta della peggior specie?
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