We will survive
Adolek Kohn era uno dei tanti, uno dei prigionieri di quel luogo metafora del male assoluto che fu Auschwitz, e fu uno di coloro che ne uscì vivo, e che poté raccontarne.
Dopo sessantacinque anni, e dopo essersi fatto una vita in Australia, il più lontano possibile da quei luoghi, ha deciso di tornarci, con sua figlia ed i suoi nipoti, ed una volta sul posto ha deciso, a suo modo, di festeggiare la vita, e di esorcizzare la paura e l’orrore di quei luoghi in un modo senz’altro inedito, per quei luoghi: danzando, e facendolo sulle note di “I will survive”.
Molte sono le polemiche: se non si fosse trattato di un sopravvissuto l’ironia sarebbe stata senza dubbio moralmente inaccettabile, e dopo il prevedibile sconcerto iniziale sta alla coscienza di ciascuno di farsi un’idea.
Noi, però, balliamo con Adolek.
venerdì 16 luglio 2010 ore 13:12
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RANDAGIO
16.07.10 15:54 at 15:54
Mania di protagonismo e demenza possono portarti a far quello …..se il solo scopo è quello di renderlo pubblico e di finire su you tube.
Lo trovo di pessimo gusto …personalmente non ballerei mai a Redipuglia sul cadavere di uno dei miei bis nonni morti nella prima guerra mondiale.