La lunga mano asiatica in Africa
Nei giorni scorsi La Stampa ha scritto del Primo Rapporto sul crimine organizzato transnazionale dell’Unodc, l’ufficio dell’ONU diretto dall’italiano Antonio Maria Costa. Ne esce un quadro altamente preoccupante. In particolare preoccupa l’Africa, sull’orlo del collasso tra sfruttamento illegale delle risorse naturali e il contrabbando di specie selvatiche e protette. Si allunga pericolosamente la mano di India e Cina nel continente africano, e in particolare sui ricchi giacimenti di materie prime (in cambio la Cina riempe l’Africa con quello che sa fare meglio: merci contraffatte).
La contraffazione, in Africa, tocca anche i farmaci e colpisce maggiormente le zone povere. In Nigeria il 48% dei farmaci in venuta contiene principi attivi “al di fuori dei limiti accettabili“, in Ghana la maggioranza dei prodotti farmaceutici sono sotto gli standard internazionali, e in sette paesi africani i farmaci contro la malaria erano per la maggior parte inutili a combattere la malattia. Oltre al danno, la beffa. E le possibilità di una nuova catastrofe sanitaria sono altissime.
sabato 26 giugno 2010 ore 12:51
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cheshire
26.06.10 18:44 at 18:44
L'Africa è sempre stata terra di conquista, Cina e India si sono solo adeguati al sistema.
Visto che si parla di UN…
Perché non affrontare invece l'argomento rifugiati a seguito della chiusura dell'ufficio UNHCR di Tripoli, che ci riguarda più da vicino?
Frattini e Bonniver hanno denuciato il fatto, ma il nostro caro Silvio, a Tripoli, ha fatto tutt'altro.
Signori il trattato fa comodo solo a Lega e a Silvio. Non all'Italia.
Cominciamo ad assumerci certe responsabilità storiche, il resto seguirà.