Afghanistan possibile
Poteva essere l’ennesima strage di nostri soldati. Due giorni fa, nel distretto di Shindand, Afghanistan occidentale, gli Alpini genieri hanno disinnescato un micidiale ordigno che conteneva cinquanta chili di esplosivo. Uno “IED”, bomba fatta in casa alla bell’e meglio, come si usa da quelle parti, che però avrebbe provocato una carneficina. Ad allertare i militari italiani sono stati alcuni bambini intenti a giocare lungo la strada. Dopo aver notato che all’interno di uno dei tubi che corrono paralleli alla strada c’era qualcosa di anomalo, immediatamente hanno dato l’allarme ai responsabili del villaggio, che a loro volta hanno informato prima la polizia afghana e quindi il contingente italiano. I bambini, segno di un Afghanistan che forse gradualmente può iniziare a guardare con fiducia al futuro, partendo proprio dai più piccoli, che iniziano a vedere gli stranieri non più come invasori interessati a spartirsi la carcassa del grande Paese asiatico, bensì come stabilizzatori. E’ un percorso difficile, lungo, con poche possibilità di successo. Eppure va portato avanti, fino alla fine. E proprio quei bambini magistralmente raccontati da Khaled Hosseini nei suoi romanzi poco romanzati, sono il motore che fa andare avanti tutto, che fa intravedere una luce, assai fioca, su quelle sciagurate montagne.
martedì 15 giugno 2010 ore 20:53
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