Piccoli balilla crescono

Partigiani in azione, sessanta e passa anni dopo le loro ultime più o meno eroiche imprese. Solo che stavolta i combattenti per la libertà hanno poco più che dieci anni. Una mattina surreale, quella vissuta alla scuola media “Belli” di Roma, quartiere Prati (non Testaccio). Una mattina in cui la campanella delle 8 dà il via ad un “Bella ciao” corale e sentito. Bimbi e genitori che danno fiato alle corde vocali, con ugole che ballano come fossero tanti accaldati vacanzieri in qualche balera della Romagna.
Il motivo? Beh, sempre il solito: protestare contro la censura fascista. Stavolta l’uomo in camicia nera è una Signora, la Preside Carla Costetti, colpevole di aver contestato il fatto che il coro della Scuola, invitato ad esibirsi al Ministero dell’Istruzione davanti al Sottosegretario Pizza, abbia deciso di stracciare patti e programmi concordati e di aver intonato le note della popolare canzone partigiana. Immediate le repliche di politici a vario titolo scandalizzati, genitori inorriditi dall’arroganza della Preside, che chiedeva le scuse degli adulti. La Signora Costetti da quel giorno è la donna più ingiuriata d’Italia, il muro dell’edificio scolastico è diventato un murale pieno di sconcezze contro la Preside e contro il suo sopruso da Ventennio. Tutto ciò è vergognoso.
Siamo di fronte all’ennesima strumentalizzazione di ragazzini che probabilmente non sanno neppure cos’è “Bella Ciao”, non hanno mai sentito parlare del Sottosegretario Pizza, e più che alla politica pensano al calcio o a sognare in preda alle prime cotte adolescenziali. Quelli che dovrebbero vergognarsi sono i genitori, già pronti a costruire i propri figli indottrinandoli nel senso che loro prediligono, anche se si tratta di una cosa più grande di loro.
Ma si sa, l’indecenza non ha mai fine.
lunedì 07 giugno 2010 ore 20:16
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sguup
7.06.10 21:19 at 21:19
Sono le nostre splendide radici. la repubblica che nasce dalle ceneri fumanti del nazifascismo. La canzone degli eroi liberatori della patria. i partigiani!
belllllaaaaaaa ciao ciao ciao
RANDAGIO
7.06.10 21:46 at 21:46
é strumentale almeno quanto far cantare un bambino in processione, fargli cantare l'inno nazionale italiano. far cantare meno male che nerone c'è…..personalmente metterei in galera i loro genitori che permettono tutto questo.
LENIN
8.06.10 1:13 at 01:13
Purtroppo a Roma è una consuetudine:ricordo le lenzuola con scritte ingiuriose contro la Moratti,all'epoca Ministro dell'Istruzione,in occasione della sua riforma,appese sui muri delle scuole primarie di Primavalle.
E' tipico delle famiglie "de sinistra" capitoline:allevano la prole così come si fa per tramandare il tifo calcistico per la Roma o la Lazio.
E' l'italietta solita fasciocatto…
Chi dice di far riforme,di dover cambiare,dovrebbe riflettere sulla prima sede del cambiamento vero della gente:la testa!
zappa
8.06.10 12:21 at 12:21
che schifo questi genitori!
addirittura volere che i loro figli siano antifascisti!
ma dici lo stesso dei genitori che portano i figli in chiesa?
daw
8.06.10 12:51 at 12:51
ah io direi di sì
zappa
8.06.10 14:19 at 14:19
beh, da un anticristo come te, non potevo che aspettarmi questo!!!
zappa
8.06.10 12:22 at 12:22
ps o "l'indecenza non ha mai fine" o "l'indecenza spesso non ha fine".
ilsenatore
8.06.10 12:52 at 12:52
grazie, vero e correggo subito!
zappa
8.06.10 14:18 at 14:18
prego
Alessandro Lombardo
9.06.10 12:27 at 12:27
Beh .. sempre meglio che fargli cantare ullallaullallaullalalà no?