Dittatura, ma al contrario
L’Italia è oramai sulla strada di una vera anche se inconsueta dittatura. Non è più possibile esprimere la propria opinione, se contraria al regime, nella televisione pubblica: chi prova a farlo viene messo alla gogna e se ne chiede la cacciata “a pedate” nel sedere. Si è sottoposti, se avversari del regime, ad un controllo assillante e pervadente della propria vita anche nei suoi aspetti più intimi e privati. Le proprie frequentazioni e le proprie telefonate vengono minuziosamente e diligentemente registrate e analizzate per cercare di trovare elementi che possano configurare la base di un’accusa penale, non importa quale. Quando non è proprio possibile arrivare ad un’accusa penale ed al processo vero e proprio, vengono abilmente selezionati frammenti di dialoghi o particolari di situazioni estrapolati dal contesto generale che, furbescamente quanto illegalmente lasciati trapelare alla stampa ed a media compiacenti se non complici, possano essere utilizzati, una volta dati in pasto all’opinione pubblica, per gettare almeno un’ombra di discredito sulla vittima designata. Anche un elementare e fondamentale principio della democrazia come quello del libero esercizio del voto in libere elezioni comincia ad essere messo nelle condizioni di venir meno, semplicemente non consentendo – o magari solo impedendo che venga ripristinata – la presentazione di liste sgradite. Di questo passo, finalmente, verrà rimossa anche l’ultima flebile giustificazione al perdurare dell’attuale dittatura: il fatto che ‘il dittatore’ sia votato dalla maggioranza degli elettori.
Ma la cosa veramente più assurda e incredibile, è che quelli che fanno parte della schiera dei favoriti o dei complici di questa subdola dittatura, sono quelli che più a gran voce si lamentano di esserne le vittime, sempre pronti a denunciare il loro forzato ‘silenzio’, pur continuando a farlo con gran clamore e da tutte le parti, a cominciare dalle loro trasmissioni. Anzi sfruttando abilmente la loro immagine di vittime per trarne beneficio e gloria, non solo morale. Nonché magari auspicando il silenzio – quello reale – dei servi di regime.
Una assurda e incredibile situazione: una capillare forma di pressione e di condizionamento culturale, di informazione, di giuridisdizione applicata in modo formalmente ineccepibile ma oggettivamente ineguale e distorcente, di politica abile nel girare a proprio favore qualsiasi situazione e con notevole – storica – capacità organizzativa nella mobilitazione di piazza, che, paradossalmente, si esercita con tutto il suo gigantesco potere contro chi viene indicato come “il dittatore”. Una specie di dittatura paradossale, al contrario, dove quello messo alla gogna è proprio il “dittatore”. Forse proprio perché quel dittatore è una caricatura di sé, non solo perché incapace di imporre alcunché, ma perché se prova a farlo rischia come minimo di essere accusato di concussione.
martedì 16 marzo 2010 ore 12:47
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16.03.10 13:56 at 13:56
Posso risponderti con le parole di Mario Seminerio, economista e collaboratore di Libero?
Se questo fosse un paese mentalmente sano, nella fattispecie un paese che non consentisse a titolari di concessioni pubbliche radiotelevisive di diventare premier (per l'irriducibile conflitto d'interessi che ciò genera), si sarebbe da tempo messo mano ad una riforma della giustizia…
E ancora, se questo continuasse ad essere un paese mentalmente sano, si sarebbe dovuto procedere ad una riforma di ruolo e funzioni del Csm, ad evitare il permanente cortocircuito corporativo in cui opera il cosiddetto "organo di autogoverno" dei giudici, definizione che già di per sé configura un eclatante conflitto d'interessi. …
E' il sistema ad essere minato dalle fondamenta, e non da oggi: un sistema che si è autointossicato producendo una leadership come quella di Berlusconi, che ne appare l'inesorabile nemesi. Anche per questo è disperante vedere le due piazze contrapposte: il prodotto di una follia apparentemente senza via di uscita, mentre il paese affonda inesorabilmente nel suo immobilismo oligarchico.
nick
16.03.10 14:14 at 14:14
Le parole di Seminerio, che condivido, le trovo assolutamente coerenti con il mio post: non siamo un paese normale.
La nostra è una "dittatura" paradossale, dove il nostro "dittatore" è il primo ad essere attaccato dalle presunte vittime: da Santoro alla magistratura. E di fatto hanno la meglio le vittime.
Una burla di dittatura.
ciccio
16.03.10 18:42 at 18:42
perchè? 8 milioni in più nell'anno della crisi è una pena così severa?
piddi
16.03.10 14:06 at 14:06
Paradossale anche il fatto che il supposto "perseguitato" … da quando è entrato in politica ha smisuratamente aumentato la sua ricchezza e l'ha scampata anche da processi ultra-fondati.
nick
16.03.10 14:16 at 14:16
Forse è solo un giuoco delle parti.
La commedia va bene a tutti: vittime e carnefici.
Chi soffre siamo noi poveri cittadini.
(certo non Santoro)
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16.03.10 14:55 at 14:55
Prefettamente d'accordo: simul stabant, simul cadent
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16.03.10 14:08 at 14:08
Il Parlamento aveva votato la legge Gasparri e l'aveva trasmessa a Ciampi per la firma di promulgazione. Presentava, agli occhi del capo dello Stato, svariati e seri motivi di incostituzionalità e mortificava quel pluralismo dell'informazione che è un requisito essenziale in una democrazia e sul quale, appena qualche mese prima, Ciampi aveva inviato al Parlamento un suo messaggio".
E cosa succede al Quirinale? Qui il ritratto tratteggiato a quattro mani da Scalfari e da Ciampi resta in equilibrio sospeso fra la farsa e il dramma: "La colazione era da poco iniziata – racconta ancora Scalfari – quando Ciampi informò il suo ospite del suo proposito di rinviare la legge alle Camere, come la Costituzione lo autorizza a fare motivando le ragioni del rinvio e i punti della legge da modificare. Berlusconi non si aspettava quel rinvio. Si alzò con impeto e alzò la voce dicendo che quella era una vera e propria pugnalata alla schiena. Ciampi (così il suo racconto) restò seduto continuando a mangiare ma ripeté che avrebbe rinviato la legge al Parlamento. L'altro gli gridò che la legge sarebbe stata comunque approvata tal quale e rinviata al Quirinale"
Le battute del premier sono feroci: "Ti rendi conto che tu stai danneggiando Mediaset e che Mediaset è una cosa mia? Tu stai danneggiando una cosa mia". La risposta di Ciampi non è da meno: "Questo che hai appena detto è molto grave. Stai confessando che Mediaset è cosa tua, cioè stai sottolineando a me un conflitto di interessi plateale. Se avessi avuto un dubbio a rinviare la legge, adesso ne ho addirittura l'obbligo". Conclusione di Berlusconi: "Allora tra noi sarà guerra e sei tu che l'hai voluta. Non metterò più piede in questo Palazzo".
domenico
16.03.10 14:31 at 14:31
e ovviamente tu dai per scontato che sia tutto vero?
piddi
16.03.10 14:47 at 14:47
Conoscendo il soggetto ed avendo letto le intercettazioni delle sue telefonate … se non è vero … è altamente verosimile.
domenico
16.03.10 14:53 at 14:53
io potrei dirti che "conoscendo scalfari…" ma non lo faccio.
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16.03.10 14:54 at 14:54
Tu dai per scontato che sia falso?
domenico
16.03.10 15:06 at 15:06
in ogni caso scalfari sta rivelando al pubblico le confidenze di un'altra persona…
se questo è giornalismo non saprei.
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16.03.10 15:13 at 15:13
Finché Ciampi, che è in vita, non smentisce, va preso per buono.
Parliamo dei fatti o continuiamo ad attaccarci i vizi di forma come dei Taormina qualsiasi?
domenico
16.03.10 15:21 at 15:21
vizi di forma? se uno mi fa una confidenza mi guardo bene dall'andarla a scrivere su un giornale senza chiedere il permesso all'interessato (e da come scalfari scrive è chiaro che non ha chiesto alcun permesso).
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16.03.10 15:46 at 15:46
E dài, non ti arrampicare. Se la ricostruzione fosse di fantasia Ciampi smentirebbe. Perlatro il giornalismo ha sempre fatto uso di confidenze, fa parte del mestiere. E chi si "confida" con un giornalista dovrebbe sapere quello che fa.
piddi
16.03.10 16:04 at 16:04
L'esperto di questo tipo di giornalismo era Minzolini.
Pensa un pò.
piddi
16.03.10 14:09 at 14:09
Caro Nick.
Se vogliamo dire che le continue urla "E' una dittatura!" sono esagerate … diciamolo pure.
Ma sono urla che entrambe le parti dovrebbero evitare.
Non solo una.
nick
16.03.10 14:25 at 14:25
Il paradosso italiano è a tutto tondo. Se leggi bene il post, fino alla fine, forse te ne rendi conto.
La nostra è una dittatura burla con una caricatura di dittatore.
zappa
16.03.10 14:53 at 14:53
diciamo che il nostro dittatorino ci prova a smantellare pian piano la democrazia, purtroppo per lui c'e' quella robaccia brutta che han scritto un po' di tempo fa, com'e' che si chiama? ah la Costituzione.
di robe impresentabili per una democrazia ne ha provato a fare, per fortuna spesso e' stato fermato. su altre purtroppo no.
zappa
16.03.10 14:13 at 14:13
"alla vigilia di ogni sfida elettorale, l’alleanza ormai scoperta tra la sinistra e una parte della magistratura interviene indebitamente nella campagna elettorale per influenzare il voto dei cittadini.
Ci hanno provato in Lombardia e a Roma dove non hanno consentito la presentazione delle nostre liste ed hanno cercato di far credere a tutti che la colpa fosse dei nostri delegati"
ormai ci credi anche te a queste puttanate nick?
mi sembrava d'aver capito che almeno a questa puttanata non ci credevi… e invece…
peccato.
nick
16.03.10 14:20 at 14:20
Forse è che io, a differenza tua, non credo più a nessuno. E non escludo di dare credito a qualsiasi cosa.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/ed…
zappa
16.03.10 14:32 at 14:32
mi sembra molto condivisibile l'articolo di Grosso, ma non vedo che c'entra con la puttanata detta da Berlusconi, e che anche te sembri avallare nel tuo post.
Inkursore
16.03.10 14:16 at 14:16
nick, è buono il CIAPPI?
arf arf bau bau
Il Mango di Treviso
16.03.10 14:25 at 14:25
Inkursoe a cuccia!
Inkursore
16.03.10 14:17 at 14:17
dal pacco di pasta al mangime per cani. che triste fine i fidi-fede prezzolati elettori del nano-mafia
nick
16.03.10 14:22 at 14:22
Sono d'accordo con quanto detto da Casini: l'ultima faccenda di Trani è un argomento a favore delle tesi di Berlusconi.
I Fido sono quelli che non riescono a vedere tutta la realtà, ma una sola parte.
Forse il Ciappi va bene anche a te.
Luciano Baroni
16.03.10 14:52 at 14:52
A me non va bene, forse a lui va bene questo tipo di "magistrato".
Ecco perchè ha ragione Berlusconi, ecco perchè non si può attendere oltre ed hanno sbagliato a tenere ferma la Legge approvata alla Camera oramai da un anno, senza nemmeno portarla in Commissione al Senato.
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POL – Trani, Capristo e il moribondo
Roma, 15 mar (Velino) – Carlo Maria Capristo, l’attuale procuratore di Trani, la procura che intercetta le telefonate del presidente del Consiglio e del ministro dell’Interno, è famoso per l’inchiesta che condusse circa vent’anni fa, quando era sostituto a Bari, per l’incendio del teatro Petruzzelli. Convinto che il responsabile dell’incendio fosse l’ex gestore del teatro Fernando Pinto, che fu arrestato poi scarcerato e infine scagionato e prosciolto, Capristo fece scandalo specialmente per un interrogatorio da lui condotto in un ospedale di Catania a carico di un ammalato terminale di aids, il musicologo Pierpaolo Stefanelli, che dopo dieci giorni morì. Questo è l’articolo che scrivemmo per l’occasione:
Sembrano medici. Sono avvolti nei camici d’ordinanza, di uno strano colore verdognolo, e si curvano sussurrando al capezzale del moribondo, ai due lati del letto, e gli porgono qualcosa, come una medicina, forse in un bicchiere o in una siringa. L’uomo ha la testa abbandonata sul cuscino, i capelli bianchi, la barba lunga e incolta, le guance scavate, le occhiaie profonde, le palpebre pesanti, gli occhi smarriti, la bocca semiaperta in una rantolo. Ricorda vagamente la famosa fotografia del Che sul tavolo di marmo dell’obitorio, in Bolivia. A fatica si intendono le prime parole, disturbate dai fruscii e dai rumori di fondo. Parla l’uomo in camice a sinistra e allunga la mano: “Ci possiamo fare due chiacchiere serenamente…”. Ora si vede che non regge un bicchiere né una siringa, ma un minuscolo registratore. Il moribondo non risponde, le labbra si contraggono, ma il fiato che gli avanza non basta a influenzare il registratore. L’uomo in camice a sinistra insiste: “Noi siamo qui in veste di amici, amici che vogliono raggiungere uno scopo, sapere una verità, la verità e lei ci può aiutare.. Ci dà una mano?…”. Risposta “incomprensibile”: il perito che provvederà a sbobinare il nastro di queste “due chiacchiere” fatte “serenamente” al capezzale del moribondo scriverà “incomprensibile” 34 volte. L’interrogante non si arrende: “Si faccia forza, ci deve aiutare… noi abbiamo un dovere, noi dobbiamo dare una risposta… è alla sua coscienza che rivolgo questa domanda… mi risponde, che cosa è successo quella sera maledetta quando si è incendiata quella creatura stupenda per cui lei tanto ha lavorato…”.
Il primario avvisa: “Il paziente non risponde”. La creatura stupenda di cui si parla è il teatro Petruzzelli di Bari, bruciato nella notte tra il 26 e il 27 ottobre del 1991. Sono passati quasi due anni, è il 21 giugno del 1993, e ci troviamo nell’ospedale Ascoli Tomaselli di Catania. Lo spiega il verbale dell’interrogatorio: “Siamo qui presenti noi pm Carlo Maria Capristo (è il finto medico di sinistra) unitamente al collega Giuseppe Chiego e al colonnello italiano del comando Ros dei carabinieri di Bari (è il finto medico di destra). Siamo qui ospiti nella stanza della direzione del professor Nunnari e del professor Cosentino… Rivolgiamo al prof. Nunnari, primario del reparto malattie infettive di Catania, la prima domanda: “Siamo in grado di poter colloquiare in maniera serena, senza problemi, con il malato terminale Pierpaolo Stefanelli, qui ricoverato?..”.
Alla prima domanda risponde il prof. Cosentino: “Il paziente era già risultato sieropositivo dal marzo del ‘93, gli accertamenti hanno messo in evidenza una grave deficienza dell’immunità… Le condizioni attuali sono abbastanza gravi, il paziente è entrato in uno stato confusionale legato all’infezione che prevede un interessamento in ambito cerebrale grave definito ‘dementia compless’… le condizioni respiratorie si sono ulteriormente compromesse e abbiamo ricevuto i dati clinici per una forma di polmonite da pneucisticorine…”. Il pm pone la seconda domanda: “Ci faccia capire… il paziente è in grado di essere ascoltato stamattina?”. E il professore gli risponde: “Credo di no, a noi non risponde, se non confusionalmente, non riesce a darci indicazioni neanche sul suo stato… Facciamo una domanda e lui ci risponde in un altro modo oppure ci descrive episodi che non sono avvenuti… non ci ha dato nemmeno i dati familiari…”. Il pm pone la terza ed ultima domanda: “Ma alterna momenti di lucidità… ci saranno delle fasce orarie nelle quali diventa più partecipe… quindi significa che può rispondere o quantomeno tentare di rispondere a qualche domanda…”. Il professore tenta un’ultima resistenza: “Bisogna vedere l’attendibilità delle risposte…”. Il pm tronca gli indugi: “Grazie professore per il suo contributo… Sono le 09,45 circa, ci stiamo recando nella stanza del paziente Pierpaolo Stefanelli, indagato per i reati di incendio e partecipazione ad associazione a delinquere… data l’urgenza dell’atto da compiersi abbiamo dato avviso all’avvocato Francesco D’Alessandro nella serata di ieri, l’avvocato nonostante avvisato dai carabinieri non è presente stamane… Quindi adesso entriamo nella stanza e procediamo all’interrogatorio attraverso questo apparato di registrazione e con una videoripresa fatta personalmente dal capitano dei carabinieri Giampaolo…”.
L’incappucciato fuori dalla porta. Il verbale, l’apparato di registrazione e la videoripresa del capitano Giampaolo danno atto scrupolosamente dei passi mossi dai pm dal momento in cui sono entrati nell’ospedale a quando sono saliti nella stanza della direzione a quando entrano nella stanza del malato terminale. Soltanto non danno atto della presenza di una quinta persona che è entrata nell’ospedale assieme ai due pm e ai due carabinieri, e che è incappucciato, e che rimane per il momento fuori dalla porta.
Noi invece entriamo nella stanza e riprendiamo a vedere il film girato dal capitano. I due medici finti sono sempre chini sul malato, anzi quello di sinistra, che ora sappiamo essere il pm Carlo Maria Capristo si è seduto sulla sponda del lettino di ferro battuto e continua ad allungare verso la bocca del disgraziato il suo registratore. Anche il finto medico di destra, che sarebbe il colonnello dei carabinieri italiano ha sfoderato un piccolo registratore. E si sente anche la sua voce: “Senta, lei è ricordato a Bari per la sua onestà, per la sua cura per quel teatro (Stefanelli è stato un musicologo), quindi a un certo punto veda di fare uno sforzo…”. Incalza il pm “Faccia uno sforzo con la sua memoria… è lei che deve essere ricordato per aver aiutato la città di Bari, faccia uno sforzo…”. Il fiato del moribondo rimbalza tra i due registratori e si sente finalmente la voce, poco più di una rantolo: “Ci devo pensare…”. Il pm si precipita: “Non ci pensare… in questo momento è come se fossimo due fratelli a parlare e lei ha di fronte la città di Bari… chi è questa persona, anche un nome, un’indicazione… la prego Pierpaolo, lo so che lei lo sa… ci aiuti a scoprire questa persona che brucia il teatro… che ha acceso quel fuoco o l’ha fatto accendere… questa persona ha distrutto anche i suoi sogno…”. E ancora: “Non potevano fare questo sfregio a te che avevi buttato l’anima appresso a quel teatro… oggi c’è la possibilità per te di essere… di dare la mano decisiva con la tua verità… mela devi raccontare… qualche cosa che ci aiuti ancora un poco, ti prego… tu adesso sei lucido, sei presente, sei cosciente, mi capisci quando ti parlo… è vero…”. Un rantolo: “Certo…”. E ancora il pm: “Bari ti ama e se tu ci aiuti, Bari ti ricorderà per sempre sia in vita che in morte… e tu avrai la possibilità di vivere questo momento di successo… avrai questa possibilità ne sono convinto… ti riprenderai e ti gusterai il tuo successo… Fai qualche altro piccolo sforzo… aiutami… ma come non ti ricordi più niente… che era… chi era… anche un nome, solo un nome… ti prego, dimmelo…”. Un altro rantolo: “Non lo so…”. Il pm si incazza: “Tu lo sai ma non me lo vuoi dire… lo stavi dicendo il nome, adesso non me lo vuoi più dire… ti prego… ti prego… dimmelo… qualche cosa che ti ricordi… una traccia…”.
Il controcanto del colonnello: “Dobbiamo fare giustizia…”. E il pm: “Quella giustizia nella quale tu hai tanto creduto…”. E il colonnello ancora: “Dobbiamo fare giustizia per il Petruzzelli…”. Il pm: “L’hai tanto amato quel teatro…”. Il colonnello: “Tu ce l’hai scritta quest’ultima nota nel tuo melodramma…”. Il pm: “Ti verrà in mente… vuoi riposarti un poco…”. E detta a verbale: “Diamo atto che sospendiamo… perché si riposi un poco…”.
Alla ripresa, una bella sorpresa. Il pm riapre il verbale e detta: “Diamo atto che ritorniamo dal signor Stefanelli e gli facciamo rivedere un suo amico… Tu lo conosci…”. Irrompe nella scena l’incappucciato, quello che era rimasto fuori della porta. Si è tolto il cappuccio, si butta sul letto rubando l’inquadratura al colonnello e al pm. Fa per abbracciare lo sventurato: “Beh, Paolo… che mi racconti di bello… ti ricordi quando ci siamo incontrati… la prima volta quando è stato… perché non mi hai detto niente che stavi così male… ti avrei aiutato… potevi dirmelo che avevi bisogno di essere ricoverato…”. Il ricoverato lo fissa un attimo e chiude gli occhi. Forse sta cercando di ricordare chi è. Lo scappucciato gli solletica la memoria: “Ti ricordi quella volta che ci incontrammo così casualmente per strada in corso Cavour…”. Ed entra subito nel discorso, ricominciando da dove il pm e il colonnello hanno lasciato. Ora è lui che conduce l’interrogatorio: “Ti ricordi quiella volta su corso Cavour… tu stavi con Pinto (Ferdinando Pinto, il gestore del teatro Petruzzelli)… e un’altra persona, un tipo un po’ strano… io feci con la manina così… ciao… ciao… ti ricordi… come si chiamava ‘sta persona… Mario… Giovanni… Francesco… dai, che ti viene in mente… sono convinto che tu se puoi fare un piacere a me, tu lo fai… dimmi solo il nome, che poi lo trovo io… hai tutto da guadagnare, un vantaggio in tutti i sensi… tutto quello che vuoi puoi avere… pensa un po’ tu… puoi tornare anche a Bari…”. E il pm subito, di rinforzo: “Mi posso interessare a farti spostare di qua… se ti vuoi avvicinare a Bari, ti faccio tornare a Bari… posso farlo… non ti preoccupare… non devi aver paura di niente…”. Il colonnello sobbalza: “Paura? Lei è un uomo che non avrà mai paura, ha dimostrato di essere sempre coraggioso… e poi, non ci sono qua io…”. S’interrompe, come colto un dubbio: “Quando vado via? Non ti devi preoccupare… c’è sempre qualcuno… giorno e notte… Lo vuoi vedere?… Te lo faccio vedere… in divisa…”. Va alla porta, la spalanca, s’affaccia nel corridoio, chiama qualcuno… entra un carabiniere. Si vede che è un carabiniere, effettivamente è in divisa. Il colonnello lo indica al malato: “ Lo vedi… lo vedi…”. Il malato ha gli occhi chiusi. Il colonnello urla: “Lo vedi… lo vedi…”. Finché quello riapre gli occhi e si guarda intorno, terrorizzato.
Il carabiniere esce. Lo scappucciato riprende: “Quella persona… non te la ricordi… un tipo strano… non era come te… come Pinto… che siete degli intellettuali… gente dell’ambiente artistico… quello sembrava uno della malavita… o qualcosa del genere… un tipo basso, magro… elegante, sui quarant’anni…”.
Il musicologo rantola. Il perito trascrive a verbale: “Incomprensibile”. Il musicologo agita le mani, le dita… Il pm detta a verbale: “Diamo atto che sta mimando…”. Il colonnello e lo scappucciato lo guardano, interdetti. Il pm continua a dettare: “Diamo atto che il malato ha sollevato il dito mignolo… a confermare che quella persona era magra…”. E finalmente lo chiude: “Diamo atto che il signor Stefanelli, a causa delle condizioni di salute, non è stato in grado di firmare il verbale…”.
Quindici giorni dopo, forte del successo di questo interrogatorio, il dottor Carlo Maria Capristo ha chiesto e ottenuto l’arresto di Ferdinando Pinto, ex gestore del teatro Petruzzelli, con l’accusa di incendio doloso e colposo e di concorso esterno in associazione mafiosa. Pinto è rimasto in galera sedici giorni, finché il tribunale della libertà ne ha ordinato la scarcerazione per manifesta mancanza di indizi. Mentre Pinto usciva dal carcere il suo vecchio amico e collaboratore Stefanelli moriva.
Il cartomante informatore dei carabinieri. Capristo ha continuato a indagare per anni con los stesso successo. E tuttavia è riuscito a ottenere il rinvio a giudizio di Pinto. Il processo è durato due anni. Capristo non ha avuto il coraggio di chiedere in udienza la proiezione del film girato durante l’interrogatorio di Stefanelli. Anche la difesa di Pinto ci ha rinunciato “per rispetto a quello sventurato”. È stato invece interrogato in aula l’incappucciato. Si è scoperto che è un cartomante: interroga le carte sul passato e sul futuro e informa i carabinieri. E ai carabinieri aveva detto: ho incontrato Stefanelli (ma forse l’aveva solo sognato) e m’ha detto che il teatro l’ha bruciato lui. “I magistrati mi hanno portato in quell’ospedale”, ha raccontato il cartomante in udienza, “non per accusare dell’incendio lo Stefanelli (non ci credeva nessuno), ma per indurre il musicologo ad accusare Pinto”. La testimonianza di Stefanelli avrebbe dovuto servire a puntellare il teorema dell’accusa, suggerito dai soliti pentiti: Pinto avrebbe preso un prestito a usura dalla malavita. Non essendo riuscito a restituirlo, aveva acconsentito a far bruciare il teatro. Con i soldi dello Stato avrebbe insieme ricostruito il teatro e pagato il debito.
“Quella persona della malavita che lei ha incontrato insieme a Pinto al corso Cavour”, è stato chiesto in udienza al cartomante, “ha scoperto poi chi fosse?”. “Non era vero niente”, ha risposto, “era un bluff…”.
La difesa di Pinto, nell’illustrare le malefatte dell’accusa (ce ne sono molte altre oltre quelle dell’interrogatorio) ha concluso: “Questo non è il processo a Ferdinando Pinto, questo è il processo al pubblico ministero Capristo”. Capristo ha chiesto al Tribunale di condannare Pinto a tredici anni di galera. La sentenza è attesa per la fine del mese.
(Lino Jannuzzi) 15 mar 2010 19:44
Il Mango di Treviso
16.03.10 14:24 at 14:24
Bravo Nick
Hai perfettamente ragione. Grande articolo!
nick
16.03.10 14:27 at 14:27
grazie. Anche se sei troppo buono
zappa
16.03.10 14:33 at 14:33
ah, sei conscio anche te di aver scritto delle puttanate, meno male!!!
nick
16.03.10 14:43 at 14:43
no, è solo educazione e falsa modestia
piddi
16.03.10 14:24 at 14:24
Non è più possibile esprimere la propria opinione, se contraria al regime, nella televisione pubblica: chi prova a farlo viene messo alla gogna e se ne chiede la cacciata “a pedate” nel sedere.
E' talmente "impossibile" che chi direttamente controlla già tre reti che hanno tre tg schierati dalla sua parte … sceglie anche 2 direttori di tg su tre.
Ed a fronte di ciò, tu definisci "dittatura" il fatto che, davanti a tale situazione, ci siano delle proteste?!?!?
Caro Nick. Potrai non condividere i toni di queste proteste. Ma trasformarle in atti dittatoriali mi sembra grottesco.
nick
16.03.10 14:50 at 14:50
Quello che trovo grottesco è che gli stessi pronti a scendere in piazza per la libertà d'espresione di un Santoro e di un Travaglio siano gli stessi pronti a scendere in piazza per far tacere un Minzolini.
Minzolini da quando è stato nominato direttore del Tg1 sta subendo una continua campagna di denigrazione. Soprattutto da quando ha deciso di esporre il suo pensiero con chiarezza negli editoriali. Come farebbe Santoro o Travaglio. Solo che Minzolini è contrario al "regime". Quello vero. Quello capace di massacrarti. Mica quello finto e incapace di Berlusconi.
piddi
16.03.10 15:10 at 15:10
Nick. Non perdere di vista la realtà.
Minzolini è direttore del Tg1.
Santoro ri-conduce Annozero (grazie ad una sentenza, va detto) e Travaglio ne è ospite.
Tutti e tre vengono furiosamente attaccati. Non solo Minzolini.
E con gli stessi toni violenti.
Attualmente, peraltro, solo Santoro e Travaglio non vanno in onda. E di Minzolini chiedono le dimissioni nelle piazze o su alcuni giornali ma, al momento, non risultano telefonate di Di Pietro ad un suo dipendente dell'Agcom o a Masi.
Non si capisce, quindi, perchè Minzolini, se viene insultato, sarebbe una vittima del regime (quello vero).
Mentre Santoro e Travaglio (ugualmente insultati, già a suo tempo cacciati e dei quali l'insultante ha chiesto "la testa" ad Agcom e direttore Rai) non sarebbero invece vittime di nulla ma anzi dei favoriti.
nick
16.03.10 15:18 at 15:18
Santoro non trasmette solo per le elezioni regionali (e perché ha dimostrato di non essere affidabile se lasciato fare sotto elezioni). Ma ritrasmetterà, stanne certo.
Minzolini ha rischiato di più: poteva essere indagato. Anche se non si sa bene di che. Comunque è stato sputtanato per la telefonata avuta con Berlusconi. Se dovesse bastare una telefonata di un politico importante per sputtanare un giornalista, non credo se ne salverebbe nessuno.
Insomma, forse l'ingenuo che non vede la realtà non sono io.
zappa
16.03.10 15:29 at 15:29
di non essere affidabile!
grande.
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16.03.10 15:42 at 15:42
Dunque. Minzolini viene nominato dichiaratamente per "riequilibrare" l'informazione RAI, che sarebbe squilibrata. Tutti, a cominciare da lui, riconoscono che è schierato. Tanto che dicono: beh erano schierati, dall'altra parte però, pure i suoi predecessori. Perfetto.
Arriva la campagna elettorale e che succede? il cda decide che non basta. L'informazione è ancora troppo squilibrata, nonostante Minzolini (Vespa ecc.) e spegne tutti i talk.
Restano solo i tg, in particolare il tg1 che ha ascolti pari alla somma degli altri tg. E che succede come per magia?
Minzolini non è più "di parte", no. Diventa "equilibrato", pur continuando a dire le stesse cose di prima, e anzi a rivendicare pubblicamente il diritto di seguire la sua linea.
Cosa non torna? Vediamo se lo scopri.
piddi
16.03.10 15:49 at 15:49
Nick. Non hai risposto.
Come mai uno, se viene attaccato, è vittima e gli altri due, se vengono attaccati, non lo sono?
Come mai trovi grave che uno "rischi" un indagine e lo "sputtanamento" … e se uno viene querelato e processato per diffamazione e/o "sputtanato" per presunte vacanze e/o espulso dalla rai … invece è uno che non "rischia" niente?
Siamo al due pesi e due misure … te ne accorgi?
zappa
16.03.10 15:16 at 15:16
scusa, finto e incapace?
ti ricordi il cosidetto editto bulgaro?
per caso i tre nominati dall'incapace di essere un dittatore sono usciti dalla tv pubblica.
e in questa campagna elettorale dove sono i programmi di approfondimento che disturbano il premier? puff, spariti.
domenico
16.03.10 15:23 at 15:23
hai scritto bene: "campagna elettorale"..
prima c'erano tutti e dopo ci saranno tutti.
zappa
16.03.10 15:30 at 15:30
giusto, non disturbiamo gli italiani dicendogli cose che li potrebbero far riflettere sui loro governanti proprio poco prima di votare, magari li mettiamo a disagio. magari addirittura arrivano a pensare!!!
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16.03.10 15:32 at 15:32
Non so se vi conviene a insistere su questo punto quando il 70% degli italiani rivuole i suoi talkshow ora e subito. Rischiate di perdere altri consensi.
nick
16.03.10 15:33 at 15:33
L'ho detto e lo ripeto: Santoro è uno dei migliori giornalisti televisivi italiani ed è impensabile che non ci sia. Ma il comportamento scorretto sotto elezioni di Santoro e Luttazzi (che ha portato all'editto bulgaro) mi pare sia stato sancito anche dalle autorità di vigilanza della Rai.
Comunque non condivido gli atteggiamenti censori, a prescindere da che parte provengano.
Per quanto riguarda il silenzio imposto in questa campagna elettorale, più che una dimostrazione di una presunta dittatura, penso sia solo l'ennesima dimostrazione che occorra mettere mano alla famigerata legge sulla par conditio.
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16.03.10 15:29 at 15:29
Berlusconi non è affatto incapace. E' inefficace perché la magistratura gli impedisce di portare a termine gli abusi più sfacciati, commettendone peraltro a sua volta. Se non ci fosse la magistratura, la "dittatura" (come tu la chiami) non sarebbe affatto burlesca: questo ci raccontano le intercettazioni e le altre rivelazioni di questi giorni.
Se la magistratura e Santoro non avessero nel mirino Berlusconi, lui garantirebbe un'informazione libera e plurale? Non abbiamo modo di saperlo, ma tenderei a rispondere di no: per questo esistono le costituzioni, proprio perché non bisogna fare affidamento sulla capacità autolimitante del potere. Specie se è concentrato in così grande parte nelle mani di un unico soggetto.
nick
16.03.10 15:35 at 15:35
Su questo non posso che concordare.
Comissario Basettoni
16.03.10 14:32 at 14:32
Il pezzo più comico dell'anno.
Passalo ai Vanzina che ci fanno un film.
Voi a Basaglia c'e dovete fa' un monumento. Che se cc'erano ancora li manicomi mica stavate qui a delirà…
Inkursore
16.03.10 14:36 at 14:36
è sbagliata una vocale : non è il mango ma il MONGO di treviso ihihihi. non esagerare col vino coi i tuoi accoliti ubriaconi veneti
Il Mango di Treviso
16.03.10 15:32 at 15:32
Ma come siamo spiritosi…
Comunque casomai grappa non vino xio can!
hic!
Zamax (di Treviso)
16.03.10 17:26 at 17:26
Ciao Mango! Varda qua, che corajo:
http://www.giornalettismo.com/archives/55458/gli-…
Sempre vanti!!!!!!
zappa
16.03.10 17:45 at 17:45
'sto zamarion c'avra' mica dei problemi a comprendere, perche' senno' mi dispiace rispondere a chi non ha gli stessi mezzi.
piddi
16.03.10 14:46 at 14:46
La nostra è una dittatura burla con una caricatura di dittatore.
La nostra non è una dittatura.
Così come non è un paese in cui istituzioni, giornali, televisioni sono dominati da pericolosi comunisti il cui unico scopo sarebbe quello di disarcionare Berlusconi.
Quello che manca nel tuo post è cioè la descrizione dell'altra faccia della medaglia. L'altro attore della "burla".
Se, secondo te, c'è una parte che "campa" di rendita sulla presunta resistenza al dittatore … non puoi far finta che non ci sia anche una parte che "campa" gridando continuamente al complotto communista.
E che grazie a queste "grida" ed a queste evocazioni di presunti golpe a suo danno, si arricchisce, favorisce le sue aziende e se stesso, evita condanne e processi, non risolve l'enorme conflitto di interessi, attribuisce a sempre diversi nemici (l'alleato traditore, la magistratura, i communisti) la sua incapacità di governare … etc. etc. ..
nick
16.03.10 14:53 at 14:53
Hai ragione: c'è anche questa parte della burla.
Che tuttavia, dopo la vicenda di Trani, comincia a diventare più credibile.
Poi certo, non si tratterà di 'communisti', però…
zappa
16.03.10 15:04 at 15:04
perche' dopo la vicenda di Trani?
cosa ci sarebbe di cosi' evidentemente da complotto nella vicenda di Trani?
domenico
16.03.10 15:08 at 15:08
il fatto che il fascicolo non sia stato subito mandato a roma è molto ma molto strano.
piddi
16.03.10 15:14 at 15:14
Dato che esiste un codice di procedura penale, che esiste una magistratura deputata a verificarne l'applicazione e che in ogni caso al Ministero della Giustizia c'è uno del Pdl che, quindi, suppongo dia sufficienti garanzie … su presunte irregolarità nell'indagine sia giusto lasciare a chi di dovere stabilire se ve ne sono state o no senza iniziare subito a fare i legulei.
Da "cittadino", trovo che sia assai più importante interrogarsi sui fatti che sono emersi.
domenico
16.03.10 15:19 at 15:19
e come giudichiamo il fatto che appena il ministro della giustizia mette in atto uno dei pochissimi e limitati poteri di controllo che ha (l'invio degli ispettori) ecco che vediamo il csm attivarsi contro?
nick
16.03.10 15:12 at 15:12
Tanto per fartene una idea:
http://jimmomo.blogspot.com/2010/03/ancora-fango-…
zappa
16.03.10 15:24 at 15:24
dai, uno che da' del lucido a panebianco.
ci vuole del pelo sullo stomaco.
come le intercettazioni siano uscite deve essere scoperto, ma prima di dire che son state le solite toghe rosse, magari bisogna provarlo, o si continua col giochino "garantisti con chi ci pare"?
chi l'ha fatto per me deve pagarne le conseguenze.
ma una discussione invece sul fatto stesso?
o su alfano che manda gli ispettori a intimidire, no eh?
domenico
16.03.10 15:26 at 15:26
ti contraddici: hai appena ammesso che a trani qualcosa non ha funzionato e secondo te alfano neanche gli ispettori poteva mandare?
zappa
16.03.10 15:34 at 15:34
si', facciamo finta che alfano li abbia mandati per quello gli ispettori.
certo.
domenico
16.03.10 15:17 at 15:17
aggiungiamo che:
Il reato di "violenza" contestato a Berlusconi "desueto" dal 1954
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1082653#ne…
LENIN
16.03.10 15:13 at 15:13
Il post,che condivido appieno,è l'esemplificazione più articolata e minuziosa di quanto vado scrivendo da più giorni:chiarissima è la vera e propria emergenza democratica che stiamo vivendo in queste settimane di vero crepuscolo della democrazia e delle più elementari libertà!
Il tutto non è frutto di una sindrome del complotto,ma una studiata e scientifica operazione di esproprio del potere di sovranità al Popolo Italiano.
L'essersi saldato il soverchiante potere comunista col tracotante nazifascismo giacobino eterodiretti da ben chiare centrali di interessi economici nazionali e sovranazionali sta creando una miscela esplosiva i cui effetti non tarderanno a farsi,ahinoi,tristemente presto vedere e sentire!
Il Popolo,ancorchè dibattendosi nella tempesta economica mondiale che ci attanaglia,non si distragga e sia pronto a mobilitarsi:innanzitutto invadendo e presidiando i seggi elettorali!
No all'Unione per le tasse e per i brogli pre-elettorali ed elettorali!
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16.03.10 15:16 at 15:16
grazie. Molto lucido come sempre.
piddi
16.03.10 15:17 at 15:17
Vedi Nick che significa dare la mano a questi quì?
Che si prendono il braccio, la spalla e tutto il resto.
Siamo quasi al complotto demoplutogiudaicomassonico ed alla chiamata alle armi.
piddi
16.03.10 15:22 at 15:22
L’essersi saldato il soverchiante potere comunista col tracotante nazifascismo giacobino eterodiretti da ben chiare centrali di interessi economici nazionali e sovranazionali sta creando una miscela esplosiva i cui effetti non tarderanno a farsi,ahinoi,tristemente presto vedere e sentire!
Il Popolo,ancorchè dibattendosi nella tempesta economica mondiale che ci attanaglia,non si distragga e sia pronto a mobilitarsi:innanzitutto invadendo e presidiando i seggi elettorali!
Aggiungerei, quì e là:
"con sprezzo del pericolo"
"l'ardito promotore della libertà sia pronto a marciare fiero e gagliardo"
"questi maledetti panciafichisti nemici della nazione in lotta"
"la perfida albione"
"si offra il petto a difesa del Presidente"
"come un sol uomo"
Vedi tu dove metterli. Ma secondo me ci stan bene.
LENIN
16.03.10 15:35 at 15:35
Non ha prezzo vederti sbattere dalla mattina alla sera,dalla sera alla mattina sulla tastiera,come uno sfigato fasciocattocomunista a comporre strampalati post col solo risultato di illudere te stesso di non esserlo.
Del resto il nick non mente.
piddi
16.03.10 15:57 at 15:57
Sì sì … valoroso promotore finanziario della libertà!!
Che acume! Che valore! Che eroico fiuto da cane pastore!
Hai scovato un altro nemico della nazione.
E ora orsù! Armato di cotanta fiera passione per il Presidente tuo … in alto il cor e fiero e ribaldo via verso nuove gesta a continuar la pugnace e ardente lotta contro il fasciocattocomunismo ed finicasinbersanodipietrismo!
E mi raccomando! Il giorno della guerra elettorale … nella destra il fiaschetto nella sinistra il gladio e in testa lo scolapasta … a combattere il nemico nell'infido seggio!!
LENIN
16.03.10 16:11 at 16:11
Son sempre più convinto che te se anzichè star qui a perder tempo senza far nulla andassi a guadagnarti il pane capiresti molte più cose di quelle pochissime e confuse che pensi di sapere.
Ma,certo,col nick che ti ritrovi,le mie son parole dette al vento!
piddi
16.03.10 16:22 at 16:22
Mi sà che tu hai iniziato a lavorare un pò troppo presto invece.
Magari se avessi finito almeno le scuole dell'obbligo … saresti capace di articolare discorsi un filino più sensati.
LENIN
16.03.10 17:03 at 17:03
Dai,confessati,chi ti mantiene,visto che stai qui dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina?
Fare passato?Gianfri?Te l'hanno promesso almeno un posto fesso?
E' il massimo cui un fasciocattocomunista come te può aspirare!
E,poi,è ampiamente compatibile con l'impegno di internauta 24h.
A spese ns!
piddi
16.03.10 17:33 at 17:33
Sì sì … a lavurà barbun!
Pulcinella
16.03.10 16:12 at 16:12
A proposito di nick,caro LENIN:
..o' ciuccio chiama recchialonga o cavallo…..
Malcom x
16.03.10 15:32 at 15:32
Bei tempi, Sentite un po che diceva ( oltretutto su rete 4) montanelli Indro.
http://www.youtube.com/watch?v=swb0n0lIG38
Di Berlusconi non devi temere le punizioni, ma i premi, l'italia avrà sempre i politici che si merita…come aveva ragione.
nick
16.03.10 15:46 at 15:46
Grande Montanelli. E come ha ragione.
C'è una cosa che temo di più del governo degli inetti: è il governo della magistratura.
nick
16.03.10 16:57 at 16:57
"Certo, in nessun altro paese europeo e occidentale sarebbe possibile il caso di un capo di governo messo alla berlina per le sue conversazioni telefoniche finite sui giornali prima ancora che da esse i magistrati di una remota procura fossero in grado di ricavare un'ipotesi di reato. Ma forse in nessuno di quei paesi il governo si sarebbe dedicato per anni a una guerra contro la magistratura condotta con gli anatemi pubblici e con il vittimismo, senza mai una realistica strategia di riconciliazione.
Ora la prospettiva più probabile è che tutti gli attori di questo dramma un po' assurdo escano sconfitti, sullo sfondo di un panorama di macerie. Tutti: Berlusconi, l'opposizione e la stessa magistratura." (…) "Anche la magistratura rischia di uscire sconfitta dalla guerra dei vent'anni. E' riuscita a logorare Berlusconi, ma ha logorato anche se stessa. Soprattutto ha perso credibilità agli occhi dei cittadini, alimentando i peggiori sospetti sugli interventi «a orologeria». Una vittoria di Pirro: ci vorrà tempo per ritrovare il prestigio perduto."
Stefano Folli
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Specia…
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16.03.10 17:38 at 17:38
E la cosa peggiore è che il peggio deve ancora arrivare.
Criceto Atomico
16.03.10 17:46 at 17:46
A proposito di dittatura
http://www.ilgiornale.it/interni/scoperta_bibliot…
Ma sicuramente sarà un caso …..
zappa
16.03.10 17:53 at 17:53
beh, se chiudono programmi di informazione a livello nazionale va bene, se in una biblioteca di una citta' da 40.000 abitanti non si accede a il sito de ilgiornale ti indigni.
ottimo.
Criceto Atomico
16.03.10 18:27 at 18:27
Peccato che chi lo fa dice di essere democratico e per la libertà di stampa! La coerenza sotto le suole delle scarpe!
zappa
16.03.10 18:56 at 18:56
se l'han fatto han sbagliato, chiaramente.
ma siam sicuri? cose del genere succedono, te lo posso assicurare. dipende da come viene settato il filtro.
ma sul fatto che a livello nazionale si possono chiudere i programmi mi pare di capire che invece sei d'accordo. basta essere coerenti e non dire di essere a favore della liberta' di stampa.
Criceto Atomico
16.03.10 19:07 at 19:07
E' scorretto impedire la libertà di stampa, ma è altrettanto scorretto usare i mezzi di comunicazione per accusare una persona con prove costruite ad arte.
zappa
16.03.10 19:09 at 19:09
e in questi casi esistono le sedi opportune che sono i tribunali. certo e' piu' semplice zittire prima. ma diciamo che limita' un po' la liberta'.
Luciano Baroni
16.03.10 19:34 at 19:34
ma siam sicuri? cose del genere succedono, te lo posso assicurare. dipende da come viene settato il filtro.
Ma vai affanculo.
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16.03.10 17:56 at 17:56
Ahahah, questa è propri bella, la biblioteca di Schio, snodo nevralgico del piano cyber-rivoluzionario Komunista
piddi
16.03.10 18:54 at 18:54
Ma scherzi?
Ma lo san tutti che da Schio si dipana una rete di communisti pronti ad invadere – per ora – l'Italia e poi il mondo.
Sei proprio un ingenuo incapace di cogliere la realtà che ti circonda.
Ristacci
16.03.10 17:48 at 17:48
Ave blog !
Il disegno dei comunisti è ormai chiaro, screditare Berlusconi su tutti i fronti, screditare il Governo, far perdere a tutti i costi le elezioni al PDL e se possibile con una bella batosta, e poi magari grazie ai finiani e qualche paraculo far cadere il Governo.
Rimpiangerete l'uomo dalle braccia ad anfora, l'unico che aveva ridimensionato perdavvero questa marmaglia rossa.
Salutations romaines !
Gianluigi
16.03.10 17:50 at 17:50
E così sia.
Amen!
Return
16.03.10 17:52 at 17:52
Quanto amore!
Malcom ricerche
16.03.10 18:09 at 18:09
Ogni volta che lo indagano, temono per un attentato ( frattini e bondi sono molto preoccupati ) , cercano di screditarlo, lui puntualmente guadagna consensi elettorali.
Meno male che questa volta non si è candidato alle comunali e alle regionali.
Porterete a casa la lombardia ( grazie alla lega), il veneto (grazie alla lega), la campania ( grazie alla pessima gestione bassolino) e la calabria ( grazie all'idv che corre da sola)
la regione Lazio è incognita, ma i politici Pdl che hanno parlato a piazza farnese erano troppo coatti e impediti per poter vincere.
Gianluigi
16.03.10 17:50 at 17:50
"promotore finanziario della libertà"
hahahahahahaha
troppo carina.
Return
16.03.10 17:51 at 17:51
Ma come si fa a dichiarare, per iscritto, di aver venduto un appartamento a Roma, a via Courmayeur, per 250 mila euro!!!
Ma come si fa a essere così sfacciati!!
Ma lo vedi che hanno la faccia come il culo, si credono intoccabili, pretendono di fare qualunque cosa per di più alla luce del sole, sempre colla scusa che così-fan-tutti?
L'agenzia delle Entrate indagherà su questo schifo spiattellato su tutte le prime pagine?
E se non lo farà (figurati se Giulietto permette che si indaghi la collega Mara) potrò sperare che si faccia vivo qualche magistrato, di certo una toga rossa? O devo fare pippa e mandar giù affronti del genere?
Ma quanto mi fanno incazzare!
piddi
16.03.10 19:07 at 19:07
Ma scusa. Poverina.
Ha venduto per poter comprare una casa in centro (7,5 vani 160mq circa) per la stratosferica cifra di 441.694 euro.
Cifra con la quale, notoriamente, in pieno centro a Roma puoi comprare un attico e superattico di 300mq e non un misero appartamentino di 160mq.
E' sfortunata con l'immobiliare.
Vende a poco … e compra a tanto.
Il Devoto Eugenio de
16.03.10 18:08 at 18:08
Nei commenti, spesso si parla di Minzolini e del tg1, il quale, a detta dei pochi FascioNaziMafiosi de Sinistra, vorrebbero accreditare come organo di regime, come le TV di mediaset….credo che dimentichino un piccolo particolare: Rai 3 con il TG3 e Parla con Me…non credo facciano una buona informazione pubblica, rispettando le regole di quest'ultima anzi….peraltro ora i Talk Show(?) sono temporaneamente sospesi, ma non ho notato che ci fossero delle anime fedeli al dittatore, ho solo visto il totale abuso e appropriazione di un bene pubblico per interessi personali riconducibili al PD&affini, tanto io paagoo!!!
Gianluigi
16.03.10 18:21 at 18:21
ho solo visto il totale abuso e appropriazione di un bene pubblico per interessi personali
Se ti riferisci a quando Berlusconi occupò l'etere abusivamente con le sue tv pirata, purtroppo è stato tutto sanato dal suo amico Craxi a suon di tangenti.
Criceto Atomico
16.03.10 18:31 at 18:31
Di cui tu sicuramente hai fondate prove, giusto?
piddi
16.03.10 18:51 at 18:51
Del finanziamento illecito di Mediaset al Psi non solo lui ha le prove. Pure tu hai le prove.
Tutti abbiamo le prove.
Stanno in una sentenza.
Il Devoto Eugenio de
16.03.10 21:36 at 21:36
…hem chiedo venia, di grazia, quale è la sentenza?
Andrea
16.03.10 22:46 at 22:46
Da Wikipedia, processo All Iberian 1: Finché il processo All Iberian è stato trattato unitariamente, il reato asseritamente commesso fino al 1992 era ancorato al falso in bilancio contestato fino al 1996; ciò tuttavia non modificava l'aspetto relativo alla possibile estinzione per prescrizione, in quanto essa decorre autonomamente per ciascun reato, salva la contestazione (secondo la normativa all'epoca in vigore) della continuazione (art. 81 c.p.). Avvenuta la separazione dei processi, il finanziamento illecito fu perseguito da solo, con la conseguenza che il termine prescrizionale di sette anni e mezzo sarebbe decorso dal 1992, mettendo in pericolo la pronuncia di una sentenza definitiva di merito.
Nel processo di primo grado, concluso il 13 luglio del 1998, il proscioglimento per prescrizione era stato dichiarato solo per il versamento di 10 dei 22 miliardi di lire contestati; per la restante parte dell’accusa Berlusconi era stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 10 miliardi di lire.[24]
Il processo All Iberian si è concluso il 22 novembre 2000, quando la Corte di Cassazione, confermando la sentenza d’Appello emessa il 26 ottobre 1999,[25] ha dichiarato il proscioglimento dell’imputato per intervenuta prescrizione del reato.[26]
Gianluigi
16.03.10 18:17 at 18:17
Da non credere, ci vuole una bella faccia tosta a rivoltare la frittata in questo modo così spudorato.
E' totalmente fuori controllo la protervia con la quale berlusconi e i suoi fedeli trattano un argomento così delicato per la civiltà e la tenuta di una democrazia.
La dittatura adesso non è di chi detiene e abusa del suo potere per zittire la libertà di opinione ma della vittima dell'abuso.
L'inversione totale dei ruoli vittima carnefice. Ma uno come nick ci crede veramente in quello che scrive? Sembra il delirio di un pazzo.
nick
16.03.10 21:14 at 21:14
"Ma uno come nick ci crede veramente in quello che scrive? Sembra il delirio di un pazzo."
No, figurati. Mi diverto solo a cercare di imbrogliare i furboni come te. Ma tu sei troppo furbo.
Adesso scusa ma mi devo rimettere la camicia. Di forza.
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16.03.10 21:44 at 21:44
Ho letto qualche squilibrato citare pro Berlusconi nientemeno che l'ex ministro Mancuso, che inviò ispettori a Milano e per questo perse il posto.
Allora ricordiamo anche cosa disse Mancuso su Berlusconi e Previti.
1. Via del Plebiscito
«Nel pomeriggio del 28 giugno 2000 – scrive Mancuso – vengo inaspettatamente chiamato nello studio di Berlusconi, in via del Plebiscito dove trovo presenti Pisanu, Letta e, mi pare, saltuariamente Paolo Bonaiuti. L´esigenza di questa riunione nasceva da due telefonate ricevute da Berlusconi: la prima, da parte di Giuliano Amato, allora presidente del Consiglio, e l´altra da parte dell´on. Fassino, ministro di Grazia e Giustizia, entrambe aventi ad oggetto l´amnistia e/o condono, allora attuale per molteplici ragioni (ricorrenza giubilare, sollecitazioni vaticane, situazione penitenziaria…). La seconda conversazione telefonica approda alla conclusione che il giorno dopo vi sarebbe stato un incontro ufficioso sul tema fra Berlusconi e Fassino. Dopo di che vengono decise subito due cose: che sarebbe stato esclusivamente il sottoscritto ad accompagnare Berlusconi all´incontro, e che noi due ci mettessimo subito al lavoro per la preparazione della necessaria piattaforma propositiva della questione. (…) Mentre è in corso la consultazione preparatoria tra me e Berlusconi, fa ingresso nello studio Letta, il quale, evidentemente nella veste di chi filtra le telefonate, dice così: "Presidente, c´è per te al telefono Cesare Previti che vuole parlarti subito".
Mai avrei immaginato di ascoltare il formalissimo Berlusconi esplodere in una così furiosa reazione verbale negativa, una vera e propria esplosione di insofferenza e di stanchezza psicologica sigillata dal seguente ordine di servizio per Letta: "Digli, a questo signore, che non voglio assolutamente né vederlo, né sentirlo, neanche per telefono. Basta! Basta! Non si faccia vedere!". (…) Vedo allora Letta, evidentemente non persuaso, avanzare subito il seguente invito: "Presidente, ascoltami, è meglio per tutti che tu gli risponda, è assolutamente necessario farlo. Vieni al telefono e rispondigli". Il presidente esegue l´invito con l´aria di sentirlo alla stregua di una "proposta che non si può rifiutare". Il breve colloquio telefonico seguitone non saprei dire quale risultato abbia poi avuto. Sta di fatto però che, conclusolo, Berlusconi ancora in preda a forte agitazione, torna a sedersi davanti a me e parla come segue: "Scusami, Filippo, hai capito quali sono i miei rapporti con Previti? Non mi lascia in pace; a suo tempo per il ministero di Grazia e Giustizia, e via via un´infinità di pretese incessanti nella stessa materia. Ricordalo!"».
2. Michele Saponara
«Nel corso della presente legislatura, per ben due volte, questo collega deputato, onestamente attento al divenire "dell´eterna questione Berlusconi-Previti", mi dice di sapere per certo che la preoccupazione di quest´ultimo (Previti) intorno alle note procedure di Milano era giunta a un tale punto di esasperazione da inviare all´altro (Berlusconi) una missiva di certissimo contenuto ultimativo. Nella quale, Previti latineggiava il seguente allusivo avvertimento: "Simul stabunt simul cadent"».
3. Gaetano Pecorella.
«Siamo al vicino tempo della discussione alla Camera del disegno di legge sulle rogatorie. Io più volte mi lamento della eccessiva rigidità delle posizioni di Forza Italia sugli emendamenti dell´opposizione. Mi sento contestare con concetti del genere: "Letta non vuole, Letta ha telefonato dicendo che la materia, per noi, è bloccata". Ciò essenzialmente ad opera della coppia danzante Elio Vito e Antonio Leone, capogruppo e vice capogruppo di F.I. alla Camera (…) In occasione di uno di tali miei dissensi, Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia, con irritazione e preoccupazioni visibili, mi partecipava di sua iniziativa un suo stato d´animo: "Non ne posso più dell´avvocato Previti, che parrebbe l´unico avvocato esistente; non mi dà pace con le sue continue pressioni, che talvolta accompagna con la inverosimile asserzione che io, con la pretesa fiacchezza nella conduzione del mio ruolo, starei dimostrando di 'volerlo in galera´." Gli chiedo perché non liquida la questione. Pecorella mi ribatte: "E´ molto difficile, tu sai chi c´è dietro, c´è Berlusconi"».
4. Iole Santelli.
«Non si voglia ritenerla cosa inelegante, ma ai fini della pienezza del quadro di subordinazione di Berlusconi è impossibile non tener conto della vicenda assai imbarazzante della nomina all´alta responsabilità di sottosegretario alla Giustizia di una giovane semisconosciuta neoparlamentare (Iole Santelli), già interna allo studio Previti. Pacificamente e all´evidenza trattasi di nomina proposta da Berlusconi, ma di esclusiva provenienza e diretto interesse "previtiani", solo queste essendo le credenziali per tali designazione e nomina».
5. Il giudice costituzionale.
«Durante la primavera di quest´anno, Berlusconi abbandona la sua stessa personale designazione (Filippo Mancuso, ndr). Ne segue la surrogazione di tale candidatura con quella di un intimo, attuale e continuativo sodale professionale dello studio Previti (Romano Vaccarella, ndr): surrogazione da quest´ultimo prima ventilata e poi chiaramente comunicata al sottoscritto. Si tratta di una designazione anch´essa voluta dal predetto personaggio (Previti) e formalizzata in un repentino e notturno mutamento di linea da parte di Berlusconi il quale, poi, una volta raggiunta la elezione del neo designato, non esita a dar fuori con una esclamazione piuttosto confessoria («E´ andata bene!») pronunciata addirittura nella solenne sede del Quirinale».
6. La legge Cirami.
«La vicenda è ancora in atto. Senato e Camera sono stati e sono da mesi alla frusta di una cosiddetta "urgenza e necessità", l´una e l´altra artificiose e strumentali. Motivo reale e determinante di cosiffatto andamento: il dover consegnare a tutti i costi il "prodotto finito" (…) Un "prodotto finito" mirato alla specifica finalità di avvantaggiare i processi milanesi dell´on. Previti, finalità purtroppo forte dell´indispensabile via libera del titolare unico del potere formale di comando politico, cioè Berlusconi».
7. Cronologia.
«La semplice cronologia costituisce un elemento anch´esso probatorio.
1 marzo 2002: istanza alla Cassazione per la remissione del giudizio per Previti.
30 maggio/3 luglio, la Corte di Cassazione accetta di sollevare la questione di legittimità costituzionale dell´articolo 45 (remissione).
5 luglio, viene presentato il disegno di legge Cirami al Senato.
31 luglio, Berlusconi asserisce di non conoscere il motivo dell´urgenza.
1 agosto, il Senato approva il d.d.l Cirami.
30 agosto, Berlusconi muta d´avviso, senza mai fornirne una giustificazione, e dichiara che la Cirami costituisce una urgente priorità politica e istituzionale del governo. La logica espressa da questa cronologia non potrebbe essere più stringente di com´è nel confermare il sistema di sbarramento apprestato da Previti».
8. Scioglimento delle Camere.
«Tali minacce sono pervenute sia dal presidente della commissione Giustizia Pecorella sia dallo stesso presidente del Consiglio. Il senso di tali minacce è quello di una intimidazione ripetuta, a carico dei parlamentari che si apprestano a votare o a rivotare la materia, a temere le conseguenze di un eventuale rigetto della Cirami, vale a dire lo scioglimento presidenziale della Camere. Minacce, inaudite e irresponsabili, che sottintendono la possibilità che la maggioranza scontenta imponga al presidente della Republica di compiacerla con l´immediato esercizio del potere di scioglimento. Nessuno, tra gli eccessi di questa vicenda, dimostra più di questo l´intensità e la spregiudicatezza dell´interesse messo in campo».
Il Devoto Eugenio de
17.03.10 10:51 at 10:51
…e quindi prescrizione=colpevolezza? ma dove si parla di frequenze? e poi Wikipedia tutta questa autorevolezza non ce l'ha……e dove trovo il contratto di acquisto di Rai3 da parte del PCI-PDS-DS-PD? è una TV privata? o fa parte dell'informazione PUBBLICA?
Il Devoto Eugenio de
17.03.10 10:53 at 10:53
@Andrea mi riferivo a te…pardon