Se il Tar sfancula la Corte d’Appello

E così, dopo tanto (inutile) sbraitare, dopo aver parlato di golpe e di “decreto criminale”, si scopre che l’errore (se vogliamo essere buoni e non dire di peggio) l’ha commesso la Corte d’Appello di Milano. Sì, perché Roberto Formigoni è stato riammesso in gara, e potrà trionfare alle elezioni regionali di fine mese. Un successo pieno, anche perché il decreto giustamente firmato ieri sera da Napolitano non è servito. Come hanno spiegato il Governatore uscente (e futuro) ed i suoi avvocati, “il Tar ha riconosciuto che l’ufficio elettorale della Corte d’Appello dopo aver accettato la nostra lista non aveva più alcun potere di intervento”. Una cosa che sembrava palese a tutti, anche perché il Consiglio di Stato aveva già ribadito più volte che i difetti contestati al listino di Formigoni non implicavano di certo l’esclusione della lista. Ma si sa, appena si vede l’ombra di Berlusconi, i nostri magistrati vengono colti da un improvviso attacco di bile, con la bava che esce dalla bocca. Un odio accecante che porta a fare di tutto e di più pur di colpire il Cavaliere. E, come stavolta, capita di farla fuori dal vaso, commettendo abusi su abusi.
Un’opposizione che non sa più dove andare a parare: prima giuravano che in caso di esclusione di Formigoni “Penati si sarebbe dimesso da qui ad un anno” (non ci credevano manco loro, ovviamente), adesso vogliono impugnare la sentenza del Tar, anche perché l’unico modo per vincere le elezioni è far fuori l’avversario ancor prima che le urne si aprano. Uno sbraitare fine a se stesso, ridicolo. Perfino Napolitano, eletto da loro e solo loro, ha spiegato chiaramente e nettamente perché quel decreto è stato firmato. Ma a loro, ne siamo sicuri, non andrà bene. Loro si affidano ai timbri quadrati anziché tondi, alla firma in meno, alle varie Corti d’Appello che fanno quello che non potrebbero e non dovrebbero. Se questo è il loro concetto di democrazia, se questo è il loro modo di intendere la trasparenza e la giustizia, siamo felici di essere antidemocratici.
sabato 06 marzo 2010 ore 20:42
(C) DAW-BLOG/DAW-NEWS RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi seguirne i commenti attraverso questo link: RSS 2.0.
Se vuoi lasciare un commento utilizza il box qui sotto:
55 Responses to Se il Tar sfancula la Corte d’Appello
Lascia un Commento Cancella la replica
breaking news









mdante23
6.03.10 22:24 at 22:24
però stavolta appoggio di pietro :a casa napolitano
ilsenatore
6.03.10 23:43 at 23:43
no povero!
nicknamemadero
6.03.10 22:48 at 22:48
Bene la sentenza del Tar. Ma, a maggior ragione di questo pronunciamento, che ragione c'era di quel decreto 'controverso'? Il primo a smarcarsene è stato Formigoni stesso, che ha subito ribadito con chiarezza che quel decreto abbia in alcun modo ha influenzato la decisione del Tar.
Non è che mi dispiaccia che ci sia la lista del Pdl nel Lazio, però, obiettivamente, farla passare in questo modo lo trovo addirittura controproducente: meglio una sconfitta onorevole che un successo (ammesso che tale sia) disonorevole e passibile di ricorso.
Ma forse sono troppo ingenuo per la politica.
ilsenatore
6.03.10 23:44 at 23:44
non esistono sconfitte onorevoli. O si vince o si perde. Ahimé
Return
6.03.10 23:47 at 23:47
anche questo è falso: esistono vittorie che sono peggio di sconfitte. Per esempio l'ultima di prodi, che ha seppellito la sinistra.
ilsenatore
6.03.10 23:55 at 23:55
infatti Prodi mica ha vinto nel 2006.
Return
7.03.10 0:03 at 00:03
Dal punto di vista elettorale, si è trattato di una vittoria. Anche quella di ieri sulla carta è una vittoria. Ma può diventare facilmente una sconfitta. Del resto, dovreste sapere bene quanto appeal ha sul pubblico il ruolo di vittima di un sopruso, Berlusconi lo interpreta da 15 anni.
tommaso
7.03.10 7:24 at 07:24
Ora mi sono ricordato la ragione per la quale avevo smesso di leggervi. Me la scrivo, mi dovesse capitare di nuovo. Buon proseguimento.
piddi
7.03.10 10:15 at 10:15
SIEG HEIL!
Return
6.03.10 23:21 at 23:21
ok, adesso pulisciti la bava.
TheB
7.03.10 14:41 at 14:41
A me sembra che la bava alla bocca ieri ce l'avesse adp (con il codazzo di grillini e piddini annesso) con la sua sciarpina viola… porello…
Return
6.03.10 23:26 at 23:26
"Siamo partiti dal nulla, non avevamo niente ma ce l'abbiamo fatta gli altri non sono nemmeno capaci di presentare le liste…".
Bossi dice che il pdl non è capace di presentare le liste… strano, visto che invece è tutto ok e i giudici comunisti hanno congiurato.
Cialtroni.
ilsenatore
6.03.10 23:45 at 23:45
non capisco cosa voglia dire "non avevamo niente", ma vabbè.
Return
7.03.10 0:06 at 00:06
significa che sono l'unico partito cresciuto senza avere alle spalle paesi stranieri, imperi mediatico-finanziari o poteri forti. Il che è la pura verità.
Return
7.03.10 0:29 at 00:29
Vorrei salutare – vado a sciare – con un articolo di Luca Telese, che quando scriveva per il Giornale dimostrava quanto fosse liberale il giornale di Berlusconi e oggi sputa sul piatto in cui ha mangiato. Riguarda Vittorio Feltri, l'uomo che oggi, come daw, plaude a Napolitano dopo avere (come daw) detto di lui peste e corna. Fra cui che un comunista rimane sempre un comunista.
E, sorpresa! Telese trova un'autobiografia, che è un'intervista del 1997, in cui Feltri confessa di essere stato, in gioventù, comunista. A riconferma di come il comunismo sia stato, e sia ancora (non si smette mai di essere comunisti) la più grande tragedia di questo paese.
4 – SE FELTRI SI DIMENTICA DI QUANDO… "TIFAVO UNIONE SOVIETICA"
di Luca Telese
Resto stupito dall'editoriale di Feltri, oggi. Infatti io so bene che si può scegliere di pubblicare le lettere che arrivano con una risposta. O che si può scegliere di non pubblicarle (sono legittime entrambe le cose). Vedo invece che il direttore de il Giornale stavolta si è inventato una nuova modalità: rispondere a una lettera che non vuole pubblicare.
Allora la domanda sorge spontanea. Che cosa gli dava fastidio in quella mia letterina? Lui dice che è troppo lunga. Curioso, visto che ha dedicato al mio programma un editoriale e mezza pagina del suo quotidiano. Ma facciamo finta che anche questo ci stia.
Però posso presumere – conoscendolo un po' – che a Feltri non sia piaciuto un passaggio che, nella sua risposta, può ommettere di far conoscere ai suoi lettori: (e cioè che Giordano e Belpietro si sono mostrati più laici di lui, riconoscendo il mio diritto a lavorare per il Giornale senza per questo dover diventare berlusconiano). Ma la cosa che più mi stupisce è che Feltri neghi di avere scritto una autobiografia (!).
E che neghi persino la sua giovanile infatuazione per il Pci che in quel libro è raccontata. Persino il suo amico e condirettore, Alessandro Sallusti, mi ha detto: "Luca, ma ne sei sicuro? Era poco più di un ragazzo, l'unica militanza di Vittorio che io conosca è stata quella nel partito sociialista".
Allora, visto che in Italia la memoria è sempre breve, e che l'archivio di un gornalista è sempre un ottimo antidoto alle amnesie provvidenziali, ecco gli estremi del libro. Si intitola "Feltri racconta Feltri" (più autobiografico di così si muore, direi). e lo pubblica, nell'ormai lontano 1997, la casa editrice Sperling & Kupfer.
L'intervistatrice che sbobinò il prezioso testo era Luciana Baldrighi. Il passaggio sbianchettato in queste ore da Feltri era questo. Già il titolo del capitolo 4, infatti, si fa promettente: "Quando facevo il tifo per l'Unione sovietica" (parole sue). A pagina 86 il Feltri del 1997, evidentemente, si sentiva più libero di raccontarsi di quello di oggi:
"Quando ero ragazzo mi sentivo comunista. Lavoravo come garzone in un negozio e mi affascinava l'Unione sovietica".
Memorabile. Perchè io – così criticato da Feltri – il mito del socialismo reale non l'ho mai avuto, anzi, sono diventato comunista proprio perché Berlinguer aveva celebrato lo strappo con Mosca. Ma procediamo con l'autoracconto feltriano: "Mi affascinava l'Unione sovietica, ‘il paradiso di tutti uguali' – sempre parole di "Feltri racconta Feltri" – dove gli operai come me avevano la stessa dignità dei padroni".
E poi cosa accade? Arriva anche l'innamoramento per gli odiati (oggi) intellettuali comunisti: "Mi capitò fra le mani ‘Il Compagno' di Cesare Pavese che mi persuase: prima o poi mi iscriverò al Pci, pensavo". Ottimo. Roba da far saltare sulla sedia, nel 1997, anche la la sua intervistatrice: "Feltri affascinato dall'Unione sovietica e dal Pci?", chiede la Baldrighi stupita. Il direttorone (al contrario di quello di oggi) confermava spavaldo:
"E' così. Proprio in quegli anni Kruscev stava rivelando al mondo i crimini di Stalin, ma la mia utopia fu più forte dello sdegno". Quindi non solo comunista, ma anche stalinista. Ed infatti Feltri spiegava: "Digerii tutto, così come riuscii a digerire, seppure con qualche fatica, l'invasione dell'Ungheria". Feltri addirittura carrista? Di più. Cercava anche – come racconta lui stesso – di fare proselitismo alla causa della grande Unione sovietica:
"Ricordo le lunghi discussioni con gli amici, le passeggiate, i dibattiti nei bar fumosi. Chissà perchè in provincia si fanno tanti dibattiti. Forse perchè si gioca a fare gli intellettuali".
Insomma: mentre io, nella mia militanza, duellavo con i filosovietici antiberlibgueriani di Cossutta (che non erano dei marziani, ma – al pari del giovane bergamasco – persone convinte di essere animate da ideali) Vittorio Feltri si emozionava per lo stalinismo reale.
Non lo dico con sarcasmo, ma per misurare la distanza fra tanti anticomunisti di oggi e la loro autobiografia: la storia d'Italia, e del novecento, sono molto più complesse di quanto non possa sembrare, come dimostrano le biografie comuniste di Ferrara, Bondi e altri insospettabili come il segretario della Cisl Bonanni.
Ma Feltri raccontava ancora: "C'era lo scontro tra i nostri sogni comunisti e il socialismo reale. Ricordo che qualcuno sosteneva che prima o poi, nell'est europa, la dittatura del proletariato sarebbe stata superata per arrivare all'odine perfetto, grazie all'uomo nuovo". Fin qui l'utopia sovietica tiene. Ci sono la prima astronmauta donna, Valentina Tereskova, le conquiste sociali, il primo uomo nello spazio, Gagarin.
Ed è solo a questo punto, che per il giovane leninista Feltri arriva la prima disillusione: "Avrei voluto tanto crederci, ma non ci riuscivo. Sentivo che si trattava di una pia illusione. E così capii che dovevo documentarmi. Lessi il manifesto del partito comunista". Così Luciana Baldrighi domanda: "la convinse?". Feltri: "Per nulla. Anzi, cominciai a vacillare sempre di più. Così mi avventurai nella lettura del Capitale, migliaia di pagine astruse che mi fecero perdere il mlume dela ragione e gli ultimi residui di fede comunista. Così, anzichè al Pci, mi iscrissi al Psi. Era il 1962″.
Leggete bene: Feltri parla di "fede comunista". Adesso, se le date non sono un'opinione, il periodo filosovietico del direttore de Il Giornale (stando a quello che lui stesso racconta) è durato da almeno un anno prima dell'invasione dell'Ungheria (1955, aveva dodici anni) fino al 1962 (quando cioè ne aveva 19).
Un giornalista di inchiesta, forse, analizzerebbe con pignoleria queste date sospettando una retrodatazione nell'età giovanile, che serve per attenuare il peso di questo lungo periodo filosovietico. Ma la cosa che più stupisce – ovviamente – è che il Feltri di oggi – passi dalla retrodatazione alla cancellazione. Non è mai stato comunista, racconta oggi, si è iscritto direttamente al Psi. Per compiere questra operaizione, però, deve addirittura arrivare a cancellare il suo libro: "Non ho mai scritto nessuna autobiografia", ci dice. Giusto: "Feltri dimentica Feltri". Ecco perché concordo con lui almeno su una cosa: ha fatto bene a non pubblicare la mia lettera.
piddi
7.03.10 10:30 at 10:30
Quello che accusa gli altri di essere pesante … fa l'ennesimo post-replica in cui sostiene sempre le stesse cose ovvero che i giudici di Milano ce l'hanno con Berlusconi.
Ma solo quelli civili e penali però.
Perchè quelli amministrativi, con questa sentenza, si son guadagnati la patente di "buoni".
Vedrete che, se il TAR del Lazio darà ragione anche al Pdl del Lazio, ne scriverà uno in cui dirà che anche i Giudici civili di Roma sono communisti anti-berlusconiani.
E' il solito leit-motiv.
Anche questo post è condito dalle solite falsità (questione di timbri quadri o tondi scrive il nostro "leggero") e dalla solita ignoranza (il TAR ha concesso la sospensiva. Non è detto che, nel merito, darà ragione).
Comunque questa sentenza – come giustamente dice Nick (a cui non faccio i complimenti perchè quì l'adesione ad un commento altrui viene scambiato per "patente") – dimostra che, se avessero serenamente atteso le decisioni dei magistrati come qualsiasi cittadino dovrebbe fare, la porcata di ieri non sarebbe servita. Hanno scatenato una cagnara ed inferto l'ennesimo colpo allo stato di diritto inutilmente.
Nel Lazio già si poteva votare la Polverini.
E magari il TAR avrebbe riammesso anche il Pdl
In Lombardia non c'erano più problemi
Ma lorsignori non volevano correre rischi.
Volevano vincere facile (in Tribunale).
Ma nessuna sorpresa.
L'hanno già fatto (ex-cirielli, processo breve, rogatorie, depenalizzazioni …). E' uno stile di governo.
piddi
7.03.10 10:45 at 10:45
si interpreta nel senso che il rispetto dei termini orari di presentazione delle liste si considera assolto quando, entro gli
stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste, muniti
della prescritta documentazione, abbiano fatto ingresso nei locali
del Tribunale. La presenza entro il termine di legge nei locali del
Tribunale dei delegati puo’ essere provata con ogni mezzo idoneo.
Straordinario!!
Il Tribunale civile di Roma è abbastanza grande.
Ci sono parecchie sezioni e parecchie cancellerie.
Ci sono un bar ed una banca.
Ed è dislocato su tre distinti edifici.
Lo stesso quello penale.
Se io, avvocato o cittadino, devo depositare un atto o devo iscrivere un ricorso o passare un atto per la notifica entro un certo giorno … devo andare, in quel giorno, presso l'ufficio competente ed entro l'orario di chiusura.
Se arrivo troppo tardi, trovo la porta chiusa e non mi ritirano l'atto. Punto e basta.
Se arrivo entro l'ora di chiusura, entro e, se c'è fila, rimango lì perchè sono già dentro l'ufficio e nessuno può cacciarmi.
Apprendo con piacere che da oggi non funziona più così.
Basta che io, entro le ore x, abbia varcato il portone del Tribunale.
Poi posso andare in Banca, al Bar, fumarmi una sigaretta con gli amici, far quattro chiacchiere, fare i giri che voglio, fare un'udienza … e poi, con comodo, quando ho finito tutto, vado nell'ufficio e, se lo trovo chiuso da un'ora, mi faccio riaprire e deposito.
Perchè varrà per tutti quest'interpretazione degli orari di apertura e chiusura di un ufficio?
Mica varrà solo per i partiti?
amore
7.03.10 10:56 at 10:56
Che c'entra, vuoi mettere in discussione la volontà popolare?
Lui è lui e voi nun siet'n'cazzo!
Ristacci
7.03.10 11:30 at 11:30
Ave Blog !
A parte la dabbenaggine di chi ha presentato tardi la lista a Roma, si tratta di episodi alquanto oscuri. Si sa benissimo che i comunisti sono maestri negli imbrogli elettorali, ed ora che sono in A.T.I. con dipietrini e radicali (boni quelli ! se perdavvero avessero fatto gli scioperi della fame sarebbero tutti all'alberi pinzuti) ne sono sempre più convinto.
Quindi, mi dispiace per il popolo viola (di rabbia) però saranno le urne a fare giustizia, sempre che vostri scrutatori truffatori non ci mettano la matita.
A Noi !
TheB
7.03.10 14:43 at 14:43
Mah, il "tardi" a Roma e' da vedere…
Esistono versioni contrastanti, fra cui una che dice che gli scatoloni con la documentazione erano presenti in "zona presentazione" prima della scadenza, quindi presentabili.
Luciano Baroni
7.03.10 14:55 at 14:55
Si, registrato dai Carabinieri che hanno "preso e impachettato il tutto, scrivendo DOVE erano posizionati".
zappa
7.03.10 14:53 at 14:53
veramente la matita la stavano a mettere gli altri per cambiare la lista dei nomi, hai sbagliato obbiettivo.
Return
7.03.10 11:35 at 11:35
http://www.corriere.it/politica/10_marzo_07/cala-…
lehitraòt!
ilsenatore
7.03.10 12:01 at 12:01
Return, hai perso lo skipass?
Return
7.03.10 12:11 at 12:11
no, aspetto i soliti ritardatari.
Nel frattempo, dispenso buone notizie
Luciano Baroni
7.03.10 14:17 at 14:17
Ahahahahah, chi vive sperando……
Luciano Baroni
7.03.10 12:21 at 12:21
http://linkati2.files.wordpress.com/2009/10/il-vo…
Ehhhhh….
raf
7.03.10 12:33 at 12:33
come pensavo … berlusconi è un pollo.
che fretta c'era di emanare questo decreto?
senza tale provvedimento la decisione del TAR sarebbe apparsa immediatamente come la certificazione della malafede della CDA, con ovvie ripercussioni e carte da giocare in campagna elettorale.
però sono pure polli quelli del csx.
non si rendono conto che questa stupida manifestazione, così come la campagna contro il decreto interpretativo, verranno letti come odio nei confronti non dei politici di cdx ma della stessa base elettorale che sostiene lo schieramento governativo?
ilsenatore
7.03.10 12:38 at 12:38
e andare dietro a Di Pietro li porta ad essere automaticamente contro il Presidente della Repubblica, che è la carica istituzionale con il più alto indice di gradimento nel Paese.
next
7.03.10 17:05 at 17:05
… naturalmente dopo l'unto del signore, obviously….
x fortuna che il silvietto vostro c'è!!! sigh!
nicknamemadero
7.03.10 12:41 at 12:41
Come sempre, c'è chi riesce ad avere una visione chiara e obiettiva della situazione:
http://www.davidegiacalone.it/politica/governo-so…
PS: con dedica particolare a return e zappa
Luciano Baroni
7.03.10 14:13 at 14:13
Non mi ha convinto sulla tutela, anzi, la penso proprio all'inverso.
Ho scritto qualche giorno fa, sui "polli", ma ancora lui pare credere solo alla ricostruzione dei Radicali, così come molti hanno creduto alle falsificazioni fatte su Milano e soprattutto a chi ha FALSIFICATO IL PROPRIO RUOLO DI CORTE D'APPELLO, escludendo Formigoni.
Il problema vero per l'accoppiata fasciocomunista ( l'agricoltore molisano e Bersanik ) è che Napolitano MAI sarebbe arrivato alla seconda NON firma sul DL : quando MAI si sarebbe dimesso ?
Dispiace, Giacalone, a volte non sono d'accordo e questa è sostanza.
zappa
7.03.10 14:54 at 14:54
stavolta son d'accordo con cacalone, ma sinceramente mi sembrava anche un'analisi facile da fare.
non che non la condivida.
piddi
7.03.10 12:48 at 12:48
Condivido.
Ma non per dare una patente.
Semplicemente condivido.
Si può dire?
piddi
7.03.10 12:50 at 12:50
Quindi, mi dispiace per il popolo viola (di rabbia) però saranno le urne a fare giustizia …
Lo spero anche io.
… sempre che vostri scrutatori truffatori non ci mettano la matita.
E i giudici son communisti e gli scrutatori son truffatori … ma non vi siete stancati? Cambiate disco!
mdante23
7.03.10 13:09 at 13:09
è la pura e semplice verità, sono loro che non si stancano
piddi
7.03.10 14:12 at 14:12
… e dalla solita ignoranza (il TAR ha concesso la sospensiva. Non è detto che, nel merito, darà ragione).
Mi correggo. Ha dato ragione. La parola spetta ora al Consiglio di Stato.
Luciano Baroni
7.03.10 15:24 at 15:24
Altra "ignoranza" : hai fatto l'esposto al Consiglio di Stato ?
piddi
7.03.10 15:05 at 15:05
Aggiungerei al commento di Giacalone (noto comunista)
questi altri.
http://www.corriere.it/editoriali/10_marzo_07/com…
Un altro comunista?
http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/ele…
Ed un cattocomunista?
O semplicemente, a forza di strappi ed arroganza … parecchia gente comincia a rompersi ed a prendere coscienza?
mdante23
7.03.10 15:16 at 15:16
16 anni che remano contro ,che dici e dicono che la gente è stanca …si dei compagniucci i più falsi e bugiardi che ci siano sulla faccia della terra ,la replica del capo dello stato fa ben intendere
Luciano Baroni
7.03.10 15:23 at 15:23
——-Messaggio originale——-
Da: Luciano
Data: 07/03/2010 13.56.14
A: sic8@vatiradio.va
Oggetto: [] Letto sul Corriere della Sera.
Regionali: la Cei critica il decreto salvaliste
07 Marzo 2010 13:16 POLITICA
ROMA – La Conferenza episcopale scende in campo contro il decreto approvato dal governo e controfirmato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per risolvere il pasticcio delle liste elettorali in Lombardia e Lazio. Parla monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e presidente degli Affari giuridici della Cei. "Cambiare le regole del gioco mentre il gioco e' in corso e' un atto altamente scorretto", ha detto monsignor Mogavero alla Radio Vaticana, sottolineando che "le regole non sono un aspetto accidentale del vivere insieme ma dettano il binario su cui incamminarsi per poter finalizzare la democrazia". (RCD)
——————————————————————————————————————-
Quale sarebbe la "democrazia", monsignor Mogavero, quella che permette ad una Corte d'Appello di FALSIFICARE atti della Corte, come ha spiegato il TAR, nel fare un Decreto di non ammissione di una Lista Elettorale quando NON poteva farlo, al Tribunale di MIlano ?
E' forse "democrazia" falsificare un metodo di raccolta delle liste come è avvenuto a Roma, NON accettando la consegna delle Liste collegate al Centrodestra, permettendo che altri rappresentanti di Lista si sdraiassero a terra bloccando chi aveva già DEPOSITATO GLI SCATOLONI DELLA LORO DOCUMENTAZIONE dentro gli appositi spazi, ordinando alle Forze di Polizia di bloccare chi aveva diritto di NON essere bloccato ?
Lei, monsignore, troppo spesso parla "a senso unico", ma vorrei ricordarLe che "il senso unico" è un "segnale stradale", non è nei Precetti a cui Lei si deve attenere e mi pare di aver capito, in questi mesi particolarmente, che Benedetto XVI troppe volte ha dovuto CHIARIRE E NON CONFERMARE troppi momenti a cui Lei ed altri monsignori avete "derogato".
Nella speranza di non doverLe più fare notare qualcosa, buon pomeriggio.
Luciano Baroni, Bologna ( dalla terra in cui un "sistema politico" ha un monsignore come Carraffa ).
ale
7.03.10 15:30 at 15:30
ahahahahahah quanto ammore
baroni, le accuse vanno provate mica sparate a caso.
piddi
7.03.10 15:36 at 15:36
Provate?
E perchè?
Che prova vuoi?
Lo dicono i capi suoi … quindi è vero.
Luciano Baroni
7.03.10 18:37 at 18:37
Eccola qua, cojones.
Precisazione non da poco da parte del Portavoce della CEI : leggete cosa dice del quando è stata fatta la dichiarazione del "monsignore", ciò vuol dire che "l'informazione" in genere, NON avendolo specificato, ha lasciato intendere che la critica fosse stata fatta DOPO che il CdM ha deciso il dl.
VERGOGNA.
Non riesco ad incollare il testo del TELEVIDEO, cosa che invece ho fatto per la posta : lo trovate facilmente alla pagina 121, 2.
Pateravegloria
7.03.10 15:15 at 15:15
Toh, guarda, perfino la Cei prende posizione. Ah già, i soliti cattocomunisti, che sbadato. La vera Fede ed il vero Cristianesimo sono esclusivo appannaggio del Partito dell'Ammmmoreeee!!!
next
7.03.10 15:17 at 15:17
costituzionalista zagrebelski
"….E con ciò?
"Con ciò si violano l'uguaglianza e l'imparzialità, importanti sempre, importantissime in materia elettorale. L'uguaglianza. In passato, quante sono state le esclusioni dalle elezioni di candidati e liste, per gli stessi motivi di oggi? Chi ha protestato? Tantomeno: chi ha mai pensato che si dovessero rivedere le regole per ammetterle? La legge garantiva l'uguaglianza nella partecipazione. Si dice: ma qui è questione del "principale contendente". Il tarlo sta proprio in quel "principale". Nelle elezioni non ci sono "principali" a priori. Come devono sentirsi i "secondari"? L'argomento del principale contendente è preoccupante. Il fatto che sia stato preso per buono mostra il virus che è entrato nelle nostre coscienze: il numero, la forza del numero determina un plusvalore in tema di diritti".
E l'imparzialità?
"Il "principale contendente" è il beneficiario del decreto ch'esso stesso si è fatto. Le pare imparzialità? Forse, penseremmo diversamente se il beneficiario fosse una forza d'opposizione. Ma la politica non è il terreno dell'altruismo. Ci accontenteremmo allora dell'imparzialità".
Anche lei, come l'ex presidente Onida, considera il dl una legge ad personam?
"Questa vicenda è il degno risultato di un atteggiamento sbagliato che per anni è stato tollerato. Abbiamo perso il significato della legge. Vorrei dire: della Legge con la maiuscola. Le leggi sono state piegate a interessi partigiani perché chi dispone della forza dei numeri ritiene di poter piegare a fini propri, anche privati, il più pubblico di tutti gli atti: la legge, appunto. Si è troppo tollerato e la somma degli abusi ha quasi creato una mentalità: che la legge possa rendere lecito ciò che più ci piace"…….
………………………….
HA CREATO UNA MENTALITA': CHE LA LEGGE POSSA RENDERE LECITO CIO' CHE PIU' CI PIACE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ilsenatore
7.03.10 14:19 at 14:19
Zagrebelsky è quanto di più fazioso e falso possa esistere a livello di costituzionalisti.
Basta aver studiato sui suoi testi per provare vomito e sconcerto. In ogni riga dei suoi scritti compaiono velate allusioni al mostro Berlusconi.
Bertoladro
7.03.10 15:29 at 15:29
zagrebelsky è molto fazioso. è uno che ha studiato tanto al contrario di te che sei un asino.
ilsenatore
7.03.10 15:32 at 15:32
purtroppo ho dovuto studiare Zagrebelsky. E' stato un momento orribile.
Bertoladro
7.03.10 15:28 at 15:28
o l'ultima di berlusconi. che sta seppellendo la destra.
piddi
7.03.10 15:35 at 15:35
Quello è fazioso.
Il tal altro è comunista.
L'altro ancora è ossessionato.
Quelli lì poi! Son truffatori.
E poi ce l'hanno tutti con noi.
E non ci lascian lavorare.
E chi si oppone rema contro.
E che palle!!
Sono 15 anni che piangete!!
next
7.03.10 17:09 at 17:09
.. enon hai aggiunto che gli italiani TUTTI lo hanno votato e quindi lo vogliono al timone della patrìa barca
Malcom x
8.03.10 10:37 at 10:37
il tar non sfancula nessuno, ha solo sospeso la sentenza della corte di appello.
Le firme irregolare c'èrano e andranno regolarizzati con il d.l. di venerdi notte.
Comunque certe dichiarazioni del formigun, non mi sono piaciute, spero si ravveda prima del 28 marzo 2010.
Luciano Baroni
8.03.10 11:17 at 11:17
piddi scrive:
7 marzo 2010 alle 14:12
… e dalla solita ignoranza (il TAR ha concesso la sospensiva. Non è detto che, nel merito, darà ragione).
Mi correggo. Ha dato ragione. La parola spetta ora al Consiglio di Stato.
Replica
Malcom x
8.03.10 16:26 at 16:26
Considerato che :
In merito alla sentenza del tar lombardo
a) il dispositivo delle motivazioni di sentenza non è stato ancora pubblicato e verrà emesso tra qualche giorno
b) per ora possiamo solo dire che il ricorso, il quale chiedeva esclusivamente l'annullamento di quanto illustrato previa SOSPENSIVA (vedi pagina 39 dello stesso ricorso), è stato accolto
c) ci andrei molto cauto a sostenere che il T.a.r. ha sfanculato la Corte di appello e che è possibile identificare oggi , che qualcuno abbia realmente ragione e/o torto.
Però se vogliamo continuare a raccontare le minchiate riportate dai giornali, possiamo benissimo farlo.