4 2 2010

Travaglio crede solo a chi uccide i bambini


Ha stupito, e non poco, l’assordante silenzio di Marco Travaglio intorno alla bufera che ha investito il suo amico Antonio Di Pietro. Certo, ieri il suo giornale, il Fatto, il Gazzettino delle Procure e delle Manette, ha pubblicato una lunga intervista al leader dell’Idv, ma potevano anche evitarlo: Di Pietro non ha risposto ad alcuna domanda (stupende le non-risposte, ad esempio, sulla laurea e i famosi 32 esami in 21 mesi).
Ma Travaglio non ha niente da dire? Lui che commenta qualsiasi fatto? Tranquilli, oggi, giovedì 4 febbraio, l’autore di libretti-for-dummies si degna, finalmente, di scrivere un bell’editoriale sulla vicenda.Conoscendolo, e purtroppo lo conosciamo, possiamo facilmente immaginarne i contenuti. Se Berlusconi “non poteva non sapere”, sarà così pure per Di Pietro. E chissà che ironia sulla laurea brevissima di Tonino….
Invece niente di tutto questo. A parte le solite grandi ironie, il grande sarcasmo, che lo porta a imitare Emilio Fede storpiando i nomi (cose fenomenali tipo “Il Pompiere della Sera” e il “Banana”), Travaglio difende a spada tratta l’amico Antonio Di Pietro. Si tratta, tuttavia, di una difesa sterile, basata sull’ironia e sul sarcasmo. Mai sui fatti. Oppure è fondata sui silenzi: silenzio sulla laurea breve, sul viaggio americano, sul legame vero con Contrada (Di Pietro diceva di collaborare con Borsellino, ma Borsellino definiva Contrata come un criminale…).
Ad esempio, buona parte dell’editoriale di Travaglio è dedicata ad affondare la reputazione dell’accusatore di Di Pietro, tale Mario di Domenico (nell’editoriale non si cita neanche il nome). Per Travaglio l’accusatore è soltanto un “grafomane visionario“, e quindi, per farla breve, non è attendibile. A parte che il grafomane visionario è il fondatore, con Di Pietro, dell’Italia dei Valori, ma basta poco a Travaglio per far passare un accusatore come un bugiardo. E pensare che, in altre circostanze, si fidava ciecamente delle parole di chi abitualmente scioglieva i bambini nell’acido. Ma quello accusava Berlusconi, mica Di Pietro…




Scritto da daw e archiviato in media ___ Tags: ___ Trackback







 

55 Commenti

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  1. ilsenatore ilsenatore scrive:

    E pensare che, in altre circostanze, si fidava ciecamente delle parole di chi abitualmente scioglieva i bambini nell’acido. Ma quello accusava Berlusconi, mica Di Pietro…
    ————

    hai detto tuttto :D

  2. Rabbino Mario scrive:

    Devo rettificare parzialmente quando hai scritto: stamani in prima pagina Travaglio Marco ha pubblicato un’articolo intitolato
    Incastrato Di Pietro: frequentava incensurati

    • daw daw scrive:

      oddio, ma l’hai letto il post? Guarda che parla proprio di quell’editoriale….

      • Rabbino Mario scrive:

        Hai ragione , mi ero fermato al tuo grassetto molto feltriano “Ma Travaglio non ha niente da dire?”
        Quanto all’editoriale non lasciamolo immaginare ciò che ha scritto, leggiamolo:
        Dopo 18 anni di indagini, finalmente l’hanno
        beccato: Di Pietro frequentava poliziotti,
        carabinieri, detective americani e persino un
        questore, Bruno Contrada, prima del suo arresto
        (si badi bene: prima, non dopo). Le prove che lo
        incastrano sono le foto di una cena con questa marmaglia
        il 15 dicembre 1992, foto che giustamente il Pompiere
        della Sera divenuto incendiario sbatte in prima pagina
        con gran dovizia di particolari: se Di Pietro avesse cenato
        con pregiudicati, piduisti, stallieri, corrotti, latitanti,
        escort sarebbe passato inosservato, anzi l’av re bb e ro
        beatificato con Craxi e il Banana. Ma frequentava
        incensurati, addirittura investigatori: uno scandalo. Il
        Giornale: “Di Pietro colto sul fatto: ora parli”. L i b e ro :
        “Dossier Di Pietro. Le carte che spaventano Tonino”. Le
        foto, scattate dai carabinieri alla festa di Natale nella
        caserma del comando Legione di Roma davanti a un
        centinaio di reclute (luogo tipico per complottare
        lontano da occhi indiscreti), sono tratte da un libro che
        non esiste (l’editore Koinè dichiara al Giornale che “al
        momento c’è solo il contratto firmato e la bozza con
        molti omissis”) scritto da un ex dipietrista che ha
        denunciato 18 volte Di Pietro, ricavandone 18
        archiviazioni che lo descrivono come un grafomane
        visionario. Dunque una fonte attendibile. Ce n’è
        abbastanza per riscrivere la storia di tutta Mani Pulite. I
        mejo segugi del bigoncio sono sguinzagliati alla bisogna.
        Feltri, reduce dai trionfi del caso Boffo, incalza: “Non sarà
        che Mani Pulite fu organizzata a tavolino per distruggere
        la Prima Repubblica, con annesso pentapartito, per
        assecondare interessi anche internazionali, cui non erano
        estranei gli Stati Uniti? Perché tutti i partiti finirono in
        galera e l’ex Pci finì al governo?”. A parte il fatto che dopo
        Mani Pulite al governo finì Berlusconi, il ragionamento
        fila: la Cia usa Di Pietro per demolire i partiti
        filoamericani e portare al governo l’ex Pci. Una mossa
        geniale che nemmeno il Kgb. Il pm fu poi ricompensato
        per gli alti servigi resi – rivela Il Giornale restando serio –
        “con un fermacarte con lo stemma dei servizi Usa”. Roba
        grossa. Ma non è finita: “Perché Di Pietro non avvertì
        Borrelli di essersi recato a cena con un capo dei servizi in
        odore di mafia?”. Giusto: il pm-medium avrebbe dovuto
        prevedere che Contrada sarebbe poi stato arrestato per
        mafia e avvertire il suo capo, che non aveva niente di
        meglio da fare che tenere la lista dei commensali dei suoi
        pm. E poi, interroga Feltri, “perché Tonino fu salvato
        dall’attentato e Borsellino no?”. Ecco: perché è ancora
        vivo? Si discolpi e confessi. A questo punto urge il parere
        di un esperto, infatti il Pompiere interpella il pregiudicato
        Enzo Carra: “E’ credibile che Di Pietro avesse rapporti coi
        ser vizi”. Il giornalista obietta che una normale cena con i
        carabinieri è un po’ pochino, ma Sherlock Carra estrae la
        pistola fumante: “Il fatto stesso che ne stiamo parlando
        dimostra che così normale non è…”. Un altro cane da
        trifole dall’olfatto fino, quello con le mèches, azzanna la
        preda su L i b e ro . Prima scrive che il povero Arturo Parisi
        era nientemeno che “capo della Polizia”. Poi domanda a
        bruciapelo: “Perché Gherardo Colombo non partecipò
        alla cena nell’ombra di una caserma?”. L’affare s’i n gro s s a .
        Di Pietro va a una cena e non ci porta Colombo. Avrà
        avuto qualcosa da nascondere, “nell’ombra di una
        caser ma”, infatti lo nascose davanti a un centinaio di
        carabinieri. Ce n’è abbastanza per metterlo alle corde
        con dieci domande. Le ultime due del mèchato sono da
        ko: “9. Di Pietro, da magistrato, mantenne dei legami con
        un precedente mestiere? 10. Che mestiere?”. Qui
        l’occhiuto watchdog si tradisce e svela il suo maestro di
        giornalismo investigativo. Bernstein? Woodward? No,
        Totò con il vigile in piazza Duomo: “Noi vogliamo sapere,
        per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo
        andare? Una semplice informazione”. E Totò con Fabrizi:
        “Mi dica un po’, lei è stato mai in qualche posto?”.

  3. Albesta scrive:

    sinceramente mi sembra un po’ debole il discorso. La motivazione di fondo è che se uno crede ad un pentito, allora dovrebbe credere anche a tutti gli altri? Mi sembra un discorso un po’ superficiale (molto).
    Se però si vuole far passare l’idea che le dichiarazioni di Spatuzza sono state pompate, senza valutarne prima l’affidabilità (a mio avviso c’è stato troppo clamore), allora sono d’accordo con te. Idem per quel che riguarda Di Pietro. Facci ha giocato a fare lo Sherlock Holmes (mentre sul anana ci sono un mare di sentenze..) e, chi lo segue, prova ad accostare fatti (la laurea, la foto con Contrada, ecc) per arrivare ad un’ipotesi debole. Ma occhio a non confondere la dietrologia senza fondamento (perché come diceva van cleef in qualche film
    on basta una corda a fare l’impiccato), con sentenze. Ciò non toglie che Di Pietro deve chiarire i suoi punti oscuri, anche se in Italia c’è il vizio di non rispondere.

  4. lansich scrive:

    osessionato

  5. Malcom x scrive:

    il punto nebuloso è quello di come cavolo ha fatto in meno di tre anni a passare da commissario di polizia di stato, a responsabile polizia giudiziaria, a sostituto del pubblico ministero.
    Sicuramente tutto formalmente lecito e regolare, ma sorge il dubbio che sia intervenuta una piccola spintarella e/o una piccola raccomandazione .

  6. andrea Andrea scrive:

    Anch’io ho trovato le risposte di Di Pietro un pò ambigue, resta il fatto che l’accostamento Di Pietro-Contrada-CIA non ha alcun senso, o Di Pietro era assoldato dalla CIA, tutto da dimostrare visto che la presenza a quella cena di natale di un dipendente della Kroll non può essere sufficiente come prova, oppure Di Pietro aveva un rapporto con Contrada e quindi con la mafia. E poi mi chiedo ma questa foto era veramente così difficile da pubblicare, come mai proprio adesso, cos’è cambiato rispetto a 17anni fa, chi ha consegnato le foto a Di Domenico, già cacciato dall’albo degli avvocati per aver truffato dua anziani, sanzione applicata a seguito di una sentenza del Tribunale Civile di Roma. Se si vuole attaccare Di pietro bisognerebbe chedergli come vengono gestiti i fondi del suo partito oppure del perchè ci sia così poca “democrazia” nel suo partito, lui che sbraita continuamente contro il partito azienda, mi vien da dire il suino che da del maiale al verro.

  7. giusesette next scrive:

    incredibile! di pietro pagato dalla cia x portare il pci al potere in italia! azz… ma questi di che roba si fanno???
    mentre invece il fatto che un psicolabile che si crede presdelcons vada al parlamento israeliano a giustificare il massacro di migliaia di civili, donne e bambini in primis. una strage condannata da gran parte del mondo, x il nostro soldatino daw diventa un significativo esempio di quanto è considerato il nostro all’estero (sigh!)

    • domenico scrive:

      mi fa piacere che tu sappia interpretare quello che pensa la gran parte del mondo.
      in ogni caso meglio berlusconi che ha detto qualcosa sulla vicenda rispetto ad obama che su quella guerra è stato sempre elusivo.

      • giusesette next scrive:

        sei il solito mentecatto, non sono io che interpreto, ma:
        “…Queste le parole, pronunciate dal premier Silvio Berlusconi, che hanno attirato l’attenzione dei media internazionali al termine della visita in Medio Oriente.Berlusconi, dinanzi ad interlocutori diversi, ha espresso giudizi apparentemente diversi sull’operazione “Piombo Fuso”, l’azione militare israeliana che tra il dicembre del 2008 e il gennaio del 2009 sconvolse la Striscia di Gaza con centinaia di morti. L’operazione fu criticata dell’Onu nel rapporto Goldstone. Davanti al parlamento israeliano il presidente Berlusconi ha rivendicato il diritto di Israele a mettere in atto quell’azione bocciando il rapporto Onu. Poche ore dopo nel corso della conferenza stampa con il leader palestinese Abu Mazen ha paragonato le vittime palestinesi dell’ operazione “Piombo fuso” a quelle della Shoah….”
        …..
        a proposito se non hai capito il tuo idolo, quello con i capelli retrattili, ha già ritrattato come al solito, non so come avrà fatto a far credere che sono i soliti comunisti a travisare le sue parole, se me lo puoi spiegare tu, dall’alto del tuo sapere

        • domenico scrive:

          e si vede che il rapporto goldstone non l’hai letto tutto come molti di quelli che ci hanno scritto sopra: il rapporto goldstone critica sia israele che i militanti palestinesi.
          in ogni caso per israele il rapporto critica l’uso sproporzionato della forza ma non dice che israele non avesse il diritto di difendersi.
          e ribadisco che sto ancora aspettando di sapere cosa ne pensa obama sull’argomento.

          • andrea andrea scrive:

            Barack Obama incontra alla Casa Bianca il presidente palestinese Abu Mazen, e alla fine del vertice scandisce: «Israele ha l’ obbligo di fermare gli insediamenti ebraici in Cisgiordania. Sono fiducioso che lo Stato ebraico accetterà la soluzione dei due Stati nell’ interesse della propria sicurezza». Durato circa due ore, di cui una buona parte a quattr’ occhi, il colloquio era un tassello importante della nuova iniziativa diplomatica in Medio Oriente di Obama, che ha chiesto ai palestinesi di «rinunciare a ogni violenza contro gli ebrei».29.05.2009.

            visto anche Obama ha qualcosa da dire.

          • domenico scrive:

            io aspettavo di conoscere l’opinione di obama sull’operazione piombo fuso.
            in ogni caso lo stop agli insediamenti e la soluzione due stati mi sembrano proprio le stesse cose dette da berlusconi.

  8. anna scrive:

    semplice: di pietro è un genio incompreso, travaglio è un grande giornalista.
    finché ci sarà anche un solo cretino che vedrà questi due imbecilli ossessionati in questo modo, non se ne verrà a capo. intanto divertiamoci a guardar lo spettacolino ridicolo che danno entrambi.

    • giusesette next scrive:

      cara servetta anna, ti chiedo è + ossessionato di pietro nel condannare l’agire del satrapo che usa il parlamento x i suoi fini personali o feltri nel cercare ogni giorno di spandere letame con notizie senza fondamento o ridicole???? (di pietro al servizio della cia x far andare al potere il pci e complotta con contrada già + volte difeso dal satrapo, che cazzzate) invece niente da dire x esempio su un altro fedele servitore dello stato come pollari???????

  9. andrea Andrea scrive:

    Berlusconi a Gerusalemme. Nel pomeriggio visiterà anche la stalla dove è nato. [wisdoms].www.spinoza.it

  10. domenico scrive:

    Di pietro 15 gennaio:

    “Il colonnello Mori e il questore Contrada erano appunto esponenti di primo piano dei predetti organi ed è sicuramente capitato – anche se io ora, a distanza di quasi vent’anni, non ricordo tutte le circostanze – che a volte abbia chiesto anche agli Uffici da loro diretti, oltre ad una miriade di altri, di svolgere accertamenti e di eseguire provvedimenti. “MAGARI SARÀ PURE CAPITATO CHE, NELLE PAUSE DI LAVORO, MI SIA FERMATO A MANGIARE O A BERE UN CAFFÉ CON LORO, ANCHE PER APPROFONDIRE MEGLIO IL LAVORO. E allora? Dove sarebbe lo scandalo? Interloquire con un questore o con un colonnello dei carabinieri addetti alle investigazioni -spiega ancora Di Pietro- è il minimo che poteva, e può, fare un magistrato che, come me, stava svolgendo le indagini di Mani Pulite. Non potevo certo sapere i guai che sarebbero loro capitati anni dopo. Essi all’epoca erano solo servitori dello Stato, non delinquenti.”
    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Di-Pietro-e-il-dossier-di-foto-Io-della-Cia-Ecco-la-solita-bufala-in-vista-delle-elezioni_4204080125.html

    di pietro 3 febbraio:

    “«Contrada…Stiamo parlando di un questore, non di una escort. Per me era un funzionario dello Stato. E NEMMENO LO CONOSCEVO”.

    http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_03/dipietro-intervista-cavallaro_a3be02f2-108f-11df-ab8f-00144f02aabe.shtml

    un pò smemorato l’ex pm.

  11. andrea Andrea scrive:

    Il Senatore Giuseppe Valentino propone un disegno di legge contro i pentiti, già disconosciuto da Alfano e Maroni, che se approvato potrebbe portare alla revisione di molti processi per mafia. Il governo si difende dicendo che il disegno di legge è stato proposto dal parlamento. Ma chi è Valentino?, il senatore Valentino è collaboratore dell’onorevole Ghedini insieme all’avvocato e senatore Piero Longo, praticamente il pool di avvocati che difendono Berlusconi. Ed il governo non sapeva niente? quante balle.

    Alfano: “Piano contro la mafia”. Che fretta c’è? [lilly - roberta medda].www.spinoza.it

    • domenico scrive:

      dove l’hai letto che valentino è collaboratore di ghedini?
      tra l’altro valentino viene da AN

      • andrea andrea scrive:

        Giuseppe Valentino è vice di Niccolò Ghedini alla consulta Pdl per la Giustizia. Così come, non casualmente, relatore in Commissione giustizia al Senato è Piero Longo, avvocato che difende Silvio Berlusconi assieme a Ghedini nei processi Mills e sui diritti Mediaset. Sempre non a caso, Valentino è stato relatore alla Commissione giustizia alla Camera del processo breve.

        • domenico scrive:

          far parte del “pool di avvocati che difendono berlusconi” dovrebbe significare che è uno che si occupa dei processi in tribunale di berlusconi; cosa che quindi mi confermi non essere vera.
          valentino è un collega parlamentare di ghedini e longo a cui secondo qualcuno sarebbe impedito di poter presentare un disegno di legge senza dirlo agli altri.

          • andrea andrea scrive:

            Forse nel post delle 17:06 non sono stato molto chiaro, Valentino non fa parte del pool di avvocati del Berlusca, Ghedini e Longo invece si. Valentino è vice di Ghedini alla consulta del PDL, Longo è stato il relatore del disegno di legge. Da tutto ciò mi pare improbabile che Ghedini e quindi Berlusconi non sapessero niente dell’iniziantiva del (dis)onorevole Valentino. Spero di essere stato più chiaro

          • andrea andrea scrive:

            Quanto ad Obama è vero che non ha detto niente sull’operazione “piombo fuso”, bisogna però tenere conto che in quel momento non era ancora presidente degli stati uniti, pertanto, fedele al motto che “ci sono solo un segretario di Stato e un presidente alla volta”.
            Con ciò non voglio difendere Obama, a mio avviso troppo impegnato a far contenti tutti, e quindi nessuno, con le sue dichiarazioni

        • domenico scrive:

          valentino: fatto sta che il famigerato disegno di legge è stato presentato a fine novembre ma repubblica l’ha per caso scoperto oggi.

          obama: all’epoca non era in carica ma quando ha ricevuto abu mazen sì; in ogni caso ricordo che il rapporto goldstone che accusa israele (e i palestinesi) non ha avuto l’approvazione nè dell’italia nè degli usa quando c’è stata la votazione all’onu.

          • andrea andrea scrive:

            Il fatto che Repubblica lo abbia scoperto solo oggi non me ne frega niente, quel disegno di legge rimane una porcata che favorisce i mafiosi.

            Quanto al rapporto Goldstone vorrei ricordarti che è stato approvato con 25 voti a favore e 6 contrari (l’Itaia insieme a Stati Uniti, Paesi Bassi, Slovacchia, Ungheria e Ucraina). Forse se fossimo un pò meno servi nei confronti degli USA sarebbe meglio.

          • domenico scrive:

            vorrei ricordarti che diversamente da quello che di solito titolano i giornali il rapporto goldstone accusa sia israele che i palestinesi; quando c’è stata poi la votazione all’onu nel documento finale la parte sui palestinesi è praticamente scomparsa e si è criticato SOLO israele.
            tanto è vero che lo stesso goldstone alla fine ha dovuto dire: «Questa risoluzione mi rattrista: si riferisce solo alle accuse contro Israele. Non c’ è una frase che condanni Hamas, com’ è invece nel mio rapporto».

            e quindi io sono contento che l’italia si sia rifiutata di avallare un attacco pregiudiziale al solo israele.

  12. ilsenatore ilsenatore scrive:

    abc prova abc

  13. nick nicknamemadero scrive:

    Sinceramente ho l’impressione che quello sollevato contro Di Pietro con la foto della cena con Contrada sia in gran parte solo polverone. Ma non nego di trovare questa una nemesi interessante: per una volta, Di Pietro si trova dalla parte sbagliata del ventilatore che spara m…

    E, probabilmente, questo non è casuale.
    Scrive Peppino Caldarola: “Fra politica e gossip giudiziario per Di Pietro stanno suonando le campane a morto. Probabilmente molti, che lo hanno utilizzato in questi anni, considerano conclusa la sua carriera e vogliono liberarsi di lui. E con stile assolutamente dipietresco lo stanno crocifiggendo annegandolo nei sospetti e demolendo il suo partito politico. Chissà se arriverà, e come arriverà, l’ex pm alle prossime lezioni politiche. La sensazione è che il suo mandato sia scaduto e che i suoi sponsor si vogliano liberare di lui con gli stessi mezzi che gli hanno messo a disposizione per demolire un ceto politico. La bolla elettorale dipietresca è un boccone troppo ghiotto per lasciarla nelle mani di un uomo dal passato pieno di ombre e così incapace di trasformare la sua creatura in una formazione politica spendibile sul mercato della politica alta. La coalizione giustizialista cerca disperatamente uno sbocco che non può essergli assicurato da un personaggio che ha svolto il suo ruolo di demolitore dei partiti ma che è incapace di diventare il magnete di altre aggregazioni. Ci sarà un Di Pietro nella vita futura di Di Pietro.”
    fonte: http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/169026/

  14. Fighter982 scrive:

    Filippo Facci, in un articolo di qualche anno fa, ha definito Travaglio il “Monico Lewinsky” di Di Pietro :D :D

    • giusesette next scrive:

      che battutona, mi sto scompisciando dalle risate!!!
      ah ah ah
      fa tanto ridere quanto il punto + alto della missione dello sfregiato in israele, quando si è messo da par suo a raccontare barzellette pure davanti a preti e frati: “la sapete l’ultima? maria è arrabbiata e giuseppe gli chiede xkè, maria risponde: volevo una femminuccia:”
      ah ah ah ah che ridere…
      adesso sì che abbiamo acquisito dignità all’estero, guardate sta ridendo pure ahmadinejad

  15. Temporaneo scrive:

    DAW

    hai visto il video della demolizione abusiva di Berlusconi?

  16. Return scrive:

    La Gruber ha demolito Brunetta.

  17. Return scrive:

    Anna ma lo vuoi capire che questo non è il blog di Maria de Filippi?

    • assfingering scrive:

      E’ la donna delle pulizie, innamorata di emilio fede, passa una volta la settimana da daw e commenta di nascosto mentre daw è in bagno a piangere per l’odio che sta divorando il mondo.

  18. Filippo Tacchini scrive:

    garantista quando parli contro
    lassista quando parli pro

    un paio di troll

    risultato

    l’ennesimo inutile blog schierato
    arduo prezzo da pagare per un internet libero.

  19. licio scrive:

    Daw:
    io credo che per der definire Travaglio serva solo una sola parola: Gendarme

    • Gelli 6 1 gnurant scrive:

      Gendarme viene dal francese ( tradotto Gente d’armi) , nome a suo tempo dato dato ai militari appartenenti alle compagnia d’ordinanza del re.
      Nei tempi recenti identifica un soldato destinato a custodire il buon ordine interno delle città, in pratica quello che oggi chiamiamo Carabiniere.
      E’ evidente che a Travaglio, puoi dirgli di tutto meno che Gendarme.

  20. nando scrive:

    Assordante silenzio!
    Che paroloni roboanti per descrivere una puzzetta.

  21. Classe 1935 scrive:

    di nulla, figurati.

  22. Al Coa scrive:

    Visionando il video si può notare la latitanza della giunta sarda, relativamente alla discussione sulla crisi occupazionale sarda, il governatore Cappellacci Ugo, figlio di un commercialista personale del Premier Italiano mostra nel suo discorso populista, tutta la sua incapacità a gestire il problema e a controllare la sua giunta assenteista.
    Le immagini video non mentono, per questo motivo in molti consigli comunali non li vogliono autorizzare.

  23. Malcom x scrive:

    Italia, abbiamo un problema.
    Il governo e la politica devono tornare ai loro compiti istituzionali, quindi niente ingerenze o alimentazione forzata alle imprese private.
    Gli imprenditori devono tornare a fare business, senza l’assistenzialismo o la dipendenza dallo Stato.
    I lavoratori devono tornare ad incazzarsi punendo civilmente alle elezioni tutti coloro che non li rappresentano degnamente e non acquistando i prodotti di questi pseudo imprenditori mediocri.
    Senza citare gli esempi scontati di Fiat e Alcoa, i call center creati in sicilia e anche nel nord italia utilizzando contributi europei e regionali ne sono un esempio lampante.

  24. COBRA scrive:

    Trvagio e come il suo amico Di Pietro, ma aspetteremo ancora qualche settimana e vedremmo che sarà anche lui indagato. E chi c’azzecca: sarà Tonino a portar avanti le indagini del saputello Marco?



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