La paura fa Di Pietro
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Beata coerenza. Se è Berlusconi a voler impedire la pubblicazione di un libro critico nei suoi confronti, allora si parla immediatamente di “regime“, “fascista” e tante altre belle parole. Oggi Di Pietro ha spedito una bella diffida a pubblicare per il libro di Mario Di Domenico, “il Colpo allo Stato“, libro che conterrebbe rivelazioni scottanti sull’ex pm (oltre alle foto pubblicate ieri dal Corriere).

Perché Di Pietro vuole impedire la pubblicazione di quel libro? L’autore, ricordiamolo, è un suo vecchio compagno di partito, anzi, di più: insieme hanno fondato l’Italia dei Valori e insieme ne hanno scritto lo statuto. Altra riflessione. Perché se un ex amico di Berlusconi, come i vari Guzzanti o Taormina, improvvisamente sparano sul Cavaliere diventano “credibili“, mentre gli ex amici di Di Pietro parlano per “rancore” e “rabbia“?

Certamente qualcosa intorno a Di Pietro si sta muovendo. Quella foto è potenzialmente esplosiva: Di Pietro a cena con Contrada, con i servizi segreti e con la Kroll Secret Service - cioè la società d’investigazioni americana con legami con la Cia – materializza di colpo tutti i sospetti che ruotavano intorno al leader dell’Italia dei Valori. Di Pietro, Mani Pulite, Servizi segreti, Mafia e americani: tutto insieme.

Di Domenico, tra l’altro, accusa Di Pietro di avere conti riservati e segreti alla Shangai Bank di Hong Kong (tutto da dimostrare, ovvio, ma solo già questa accusa, se fatta ad altri soggetti – e immaginate quali – diventerebbe di colpo una verità, un verbo da diffondere e ripetere ovunque). E secondo un copione già visto, oggi il Giornale lancia le “10 domande a Di Pietro“.  Staremo a vedere.

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50 Commenti a “La paura fa Di Pietro”

  1. zappa scrive:

    “tutto da dimostrare, ovvio, ma solo già questa accusa, se fatta ad altri soggetti – e immaginate quali – diventerebbe di colpo una verità, un verbo da diffondere e ripetere ovunque”

    non diventano verita’, si chiede solo che si dia una spiegazione.
    mica di piu’. di pietro per esempio dovrebbe spiegare perche’ non vuole che il libro sia pubblicato. se ci sono delle storie che vuol coprire e’ bene che vengano fuori.

    ps meno male, 4 post di fila non ce l’avrei fatta.

    • domenico scrive:

      dal corriere.

      Ma la targa premio della Kroll la prese?
      «Di coppe e targhe casa mia è piena. Anzi, debbo proprio cercarla. Ce ne sono di mezzo mondo. Forse è in mezzo a quelle della Turchia e della Corea…».

      ora immaginate il pm di pietro a cui un suo interrogato avesse risposto nello stesso modo.

    • daw scrive:

      ehehe sia benedetto questo quarto post allora :)

      • zappa scrive:

        hehe
        anche se il concetto principale, cioe’ che di pietro si comporterebbe in modo ben diverso se nella foto ci fosse qualcun’altro, mi trova d’accordo (acc! sono io che mi sto berlusconizzando o sei tei che stai diventando un maledetto comunista?)

        pero’ abbiamo una soluzione finale che e’ all’opposto. per me un politico deve rispondere di tutto. deve essere al di sopra di ogni sospetto. naturalmente sempre che i sospetti siano ragionevoli

        • daw scrive:

          beh ma allora siamo al quarto post!!!! :D

        • Sergio scrive:

          1)La foto dei due insieme accade “nel non casuale giorno dell’avviso di garanzia a Bettino Craxi”
          2)”il capo del suo pool di mani pulite, Saverio Borrelli, era al corrente di quella cena”?
          3)Di Pietro “sapeva che Contrada era il numero 3 del Sisde e che i magistrati di Palermo, col quale egli aveva comuni indagini su mafia e appalti lo considerassero un terminale della mafia”?
          4)In quali rapporti erano Lui e Contrada?
          5)Di Pietro sapeva che Contrada “era indagato per concorso esterno in associazione mafiosa un reato del quale si riempie la bocca per accusare parti politiche a lui avverse”?
          6)Sulla cena al compleanno di Noemi, una festa in luogo pubblico, è stato montato un casino epico e su questa i media di sinistra cosa dicono?
          7)”l’Antonio Di Pietro ritratto con Contrada è lo stesso che direbbe, se non si trattasse di lui e in base al teorema del non poteva non sapere, che una persona integerrima non si mette a tavola con i mafiosi pena diventare direttamente mafioso anche lui”?

          Liberamente tratto e riassunto da considerazioni della parlamentare Pdl Micaela Biancofiore

          AGGIUNGO, DELLA SERIE: CHI LA FA L’Aspetti!

  2. Temporaneo Appsss scrive:

    DAW

    spiegami questo. Tu Schifani lo hai difeso dicendo che non poteva immaginare che cosa avrebbero fatto le persone con le quali era in società.

    ok.

    Ma allora non dovrebbe valere la stessa cosa qua, e a maggior ragione visto che ai tempi della foto Contrada era un membro dello Stato, lavorando lui nel Sisde?

    • domenico scrive:

      daw infatti sta parlando della coerenza di di pietro.
      ora immagina al posto di pietro in quella foto un qualunque politico di centrodestra e poi ne riparliamo.

      • Temporaneo Appsss scrive:

        si ma non è che siccome quello non sarebbe coerente allora non lo dobbiamo essere noi.

        Il punto è: questa foto è “compromettente” o no? per daw w forse per te si. Ma se si sostengono le stesse cose dette su Schifani, non dovrebbe esserla. Quindi premesso che sulla questione “(non) coerenza” di DiPietro siam d’accordo, dimmi tu: questa foto è compromettente?

      • daw scrive:

        grazie domenico, grazie davvero perchè a volte è davvero incredibile non essere capiti…

    • daw scrive:

      Tmp, mi spiace molto, ma non hai capito niente del senso del post (e nemmeno di quello su La7.it), proprio niente.

      • Temporaneo Appsss scrive:

        scusa io ho capito

        tu hai detto che di pietro vedendo di pietro in questa foto direbbe “è amico dei mafiosi e non poteva non sapere”.

        Ok.

        E l’ho capito e hai ragionissima.

        Ma siccome lui non è coerente, dovresti esserlo tu nel dire che la foto non è per nulla compromettente. Non dicendolo perdi di coerenza esattamente come di pietro.

        Il paragone con la vicenda schifani l’ho preso per far vedere che dobbiamo anche noi essere coerenti. Di pietro non lo è, noi si. O no?

  3. zappa scrive:

    moltoOT: ”
    Il presidente della commissione per l’Infanzia, Alessandra Mussolini, in accordo con la vicepresidente Gabriella Carlucci e con Mariella Bocciardo, propone che tutti i cantanti in gara al Festival di Sanremo facciano il test antidroga. «Dopo le sue dichiarazioni – afferma Mussolini – Morgan non può partecipare al Festival di Sanremo. Chiediamo inoltre che tutti i cantanti partecipanti al Festival della canzone italiana si sottopongano ad un test anti-doping». «Il Festival – conclude Mussolini – è ormai un’istituzione e deve rimanere un veicolo di valori sani e trasparenti; anche la canzone italiana deve essere pulita!». ”

    verrebe da dire che per dire delle puttanate del genere bisogna essere fatti in vena…

    • Temporaneo Appsss scrive:

      ste idee vengono fuori solo se succede qualcosa

      per propaganda

      se non c’era la falsa questione di morgan nemmeno ci pensavano..

      • zappa scrive:

        se poi si mettono a fare i test antidroga e tolgono tutti quelli positivi e li mandano in clinica, mi sa che abbiamo bisogno di una clinica grossa come la lombardia.

        con un sacco di auto blu che fanno avanti e indietro.

    • Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

      I massimi dirigenti della RAI hanno deciso : niente Festival per Morgan il cojones.

      Si è fottuto con le sue parole : pensava di farsi pubblicità in anticipo.

      • Ristacci Ristacci scrive:

        Ahahahahah, non gli resta che suonare il valzer alle feste dell’umidità.
        E’ proprio un coglione, di quelli con la GL maiuscola.

    • Malcom x scrive:

      Buona questa, tre parlamentari ( due sono ex show chicken e l’altra è la prima moglie di Paolo Berlusconi) che ci fanno la morale e il sermone che la droga fa male.
      Concordo sull’esclusione di Morgan, l’unico che si può far l’utilizzatore finale di sesso e droga è solo lui, l’onnipotente, l’intoccabile, il perseguitato dei perseguitati, il sognatore di paesi africani in europa, l’amico intimo dei peggiori dittatori del mondo

  4. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Per DAW.

    Garantisti sempre, ma porca miseria, sono decenni oramai che si chiede chiarezza e FATTI certi, dei quali NESSUNO dà risposta.

    Per quale motivo al soggetto è permesso di far valere le cose come sul tema di questo articolo odierno di Giacalone, “giurisprudenza senza prove ma solo chiacchiere” ?
    ————————————

    Giustizia a pezze

    Scritto da Davide Giacalone
    mercoledì 03 febbraio 2010

    I “pentiti” sarebbero dovuti essere uno strumento nelle mani della giustizia, stanno diventando un sistema per radere al suolo quel poco che ne rimane. Alcuni di loro tentano l’imitazione di Ali Agca: so tutto e con le mie parole posso cambiare la sorte del mondo. La differenza sta nel fatto che il lupo grigio, se vuole, lo mandiamo all’isola dei famosi, mentre le parole di questi criminali possono mandare gli altri alle isole di Pianosa e dell’Asinara.

    Se si depura il dibattito parlamentare dalle inutili decorazioni polemiche, e si guarda alla sostanza, ci si accorge che, in materia di giustizia, si è tornati a procedere guardando alle cose minori, o, se preferite, strumentali, perdendo di vista le maggiori. Insomma, non sarà un gran risultato quando si saranno approvati il processo breve e il legittimo impedimento, bloccando così i processi in capo al presidente del Consiglio, ma resterà possibile descriverlo come un mafioso in servizio permanente effettivo. Se fosse vero, dovrebbe essere condannato e se, come penso, è falso, dovremmo evitare d’essere collettivamente diffamati.

    Il ministro Alfano, che ha già per le mani due patate bollenti, s’è affrettato a liquidare, avversandole, le proposte del senatore Giuseppe Valentino. Noi, invece, abbiamo letto le parole del capogruppo senatoriale del Pd, Anna Finocchiaro, che è persona assai bene informata sui fatti di giustizia, e ci siamo impressionati. Ella afferma che se divenisse legge la riforma degli articoli 192 e 195 del codice di procedura penale, tutti i processi di mafia salterebbero e anche le sentenze di condanna dovrebbero essere riviste. Oibò, che roba è? Sono in ballo due punti rilevanti. Il primo (192) riguarda la presenza o meno di prove: se un fatto non è provato è come se non esistesse, ma può costituire prova che ci siano indizi “gravi, precisi e concordanti”. In altre parole: se il Tizio, il Caio e il Sempronio vengono a raccontare la stessa storia, con gli stessi particolari, siamo portati a crederci. Già, ma se i tre sono dei delinquenti e si sono messi d’accordo? O, peggio, se sono tre detenuti, cui qualcuno ha suggerito la stessa storia, per avere dei benefici? Chiedere che ci sia almeno una prova, un riscontro, che avvalori le loro parole, non sarebbe che portare nella legge il metodo che usava Giovanni Falcone, non a caso avversato dai professionisti dell’antimafia. Il secondo punto (195) riguarda l’eventualità che ufficiali e agenti di polizia giudiziaria possano riferire, in aula, di cose apprese da terzi che, però, non possono essere chiamati a testimoniare (sono morti, o si rifiutano). Si può discutere sull’opportunità che riferiscano, ma se l’avvocato difensore non può controinterrogare nessuno, perché le parole pronunciate sono attribuite ad un fantasma, che razza di processo è?

    Torniamo alla Finocchiaro: se fosse vero che, imponendo l’esistenza di almeno una prova, salterebbero tutti i processi di mafia, ne deriverebbe che tutti quei processi vanno avanti senza prove, fino a sentenza. Sono sedute spiritiche, non processi. E non credo proprio che si possa chiudere un occhio, in nome del supremo interesse della lotta contro la mafia, perché in questo modo, tutto al contrario, ci si consegna nelle mani dei mafiosi, che hanno da tempo scoperto un’arma micidiale, oltre che un terreno di baratto per sfuggire ai rigori della detenzione.

    Spatuzza ha già dato bella mostra di sé. Ora è il turno di Massimo Ciancimino che, al di là di ogni altra considerazione, sta cercando di descrivere il padre Vito come un totale demente, che porta nella tomba i segreti, pagando il prezzo del silenzio, ma prima li confida al figlio inaffidabile, in modo che possa raccontarli a tutti. Delle due l’una: o non ci sono più i mafiosi di una volta, o qui c’è una giustizia che si lascia menare per il naso, salvo chiedere prestazioni a gettone ad un figlio di delinquente che è delinquente egli stesso, il quale cerca di salvare l’unica cosa che sa contare, i soldi. In ogni caso, mi sta anche bene, pure uno Spatuzza o un Ciancimino possono essere utili. Però, che diamine, purché ci sia una prova, un riscontro, qualche cosa che non ci costringa tutti a credere sulla parola a dei disonorati.

    Ecco, questo è il tema. Lo ripeto: Giovanni Falcone si atteneva a questa condotta, perché la legge già lo prevedeva. Come lo prevede. Ma siccome è invalsa l’abitudine, che quand’è togata si chiama “giurisprudenza”, di accontentarsi delle parole, il tema posto non è affatto irrilevante. Si discuta su come risolverlo, ma non è discutibile che esista e sia rilevante.

    Dice il ministro Alfano: non è nel programma di governo. E’ vero. Neanche il terremoto, ma non è un buon motivo per ignorarlo. Stia attento, perché questa è la cattiva regola del centro destra, quando si maneggia la giustizia: ci si occupa solo di quel che è immediatamente necessario, in un determinato processo, salvo poi accorgersi che tappato un buco s’apre una voragine, che crea una nuova emergenza e, quindi, un nuovo provvedimento tampone.

    Così procedendo, la giustizia italiana ha più pezze che stoffa.

    http://www.davidegiacalone.it

    • daw scrive:

      Ciao Luciano, non ho capito la domanda…

      Il pezzo di Giacalone è esemplare.

      • Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

        In effetti è una domanda se vuoi, retorica.

        La comparazione di condanne SENZA prove, checchè ne dica ‘0 zappatore, mentre l’agricoltore molisano NON risponde mai a nessuno su quanto gli si chiede e/o contesta, non presenta prove certe, anzi, rispetto a quanto viene continuamente fuori : che lui prendesse i soldi da imprenditori è certo, che lui prendesse vestiti e tanto altro, come Mecedes da 70mln di allora, è certo ma LUI non è stato MAI sanzionato e messo in galera.

        Che ci fosse un alto in grado, suo collaboratore a quella cena che si faceva dare 700mln ( hai visto mai ) da Pacini Battaglia, UN CORRUTTORE CONCLAMATO, che il “pool” ha lasciato tranquillo ( perchè l’hanno poi sfruttato come nel caso dei 700mln ) senza una condanna, anche questo è certo.

        Ma lui è “l’icona dei zappatori”, con l’altro “europeo” che hanno costretto ad andarsene dalla “magistratura” : bella coppia di ……

        Metti l’aggettivo peggio che puoi pensare ed è sempre poco.

        • zappa scrive:

          lucianino, la domanda, piu’ che retorica, era in un italiano tutto tuo.
          cosa che si puo’ dire anche del periodo in cui mi chiami ‘o zappatore.

          sulle tue certezze, se son tali, vai a denunciare e che cazzo!

          ps mi fa ridere che i miei captcha sono “have dementia”
          lucianino, non fare cosi non ti sentire chiamato in causa.

          • Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

            La frase “giurisprudenza senza prove” è riferita al periodo che spiega Giacalone, mio amico e che tu storpi nel nome, rispetto a condanne da parte di gente “magistrato” come l’agricoltore molisano, per il quale, l’avevi capito benissimo, non farti più scemo di quanto non sei, invece NON si è trovato un Magistrato con le palle che lo mandasse a giudizio e lo condannasse per le porcate fatte a Milano, per aver salvato Pacini Battaglia che gli elargiva, tra i tanti, SOLDI e altro.

            Non c’è stato nessun Magistrato con le palle e purtroppo non ci sarà ancora per molto tempo, fino alla Riforma, che vada a sollevare i 700 mln ad uno dei partecipanti a quella cena, “braccio destro” dell’agricoltore molisano.

            Visto che vorresti vedere “se ci sono cose sporche, si sappia”, che cosa leggi da 17 anni a questa parte, Topolino ?

            p.s. Anche i miei chapca si divertono, a volte : in questo c’era “financed”, guarda che caso.
            Dici che anche il chapca pensava all’agricoltore molisano?

    • zappa scrive:

      2. L’esistenza di un fatto non può essere desunta da indizi a meno che questi siano gravi, precisi e concordanti (2729 c.c.).

      “a meno che” e’ un passaggio che il cacalone poteva riportare per evitare di sembrare il solito fazioso che modifica le parole a suo piacimento per far poi tornare i suoi ragionamenti.
      si parla poi di “indizi gravi, precisi e concordanti”. l’italiano e’ una bella lingua, e in questo caso anche abbastanza chiara.
      indizi gravi, precisi e concordanti.
      e per il cacalone diventano un “fantasma”.
      cacalone, ripassi la prossima volta dopo aver studiato.

      • Santi Tutti scrive:

        Davide Giacalone che parla di giustizia, ricorda vagamente Silvio Berlusconi quando in Tribunale legge la frase di rito di dire tutta la verità.

      • domenico scrive:

        stai attento che qualche pm o giudice potrebbero considerare queste foto un “indizio grave preciso e concordante” dei rapporti di di pietro con la cia e potrebbe cominciare ad interrogare tutti i presenti alla cena per capirne le motivazioni.

        • zappa scrive:

          devo stare attento?
          mica sono di pietro io ;)
          anzi, che lo facciano e si informino, perche’ se ci fosse veramente qualche storia sporca voglio che si sappia e se ci sono dei reati che i colpevoli paghino.

  5. Ristacci Ristacci scrive:

    E’ toccato a Guido Bertolaso sfanculare i comunisti sul caso “La Maddalena”; non ci sono cazzi, Guido è come la Galbani, fa le cose per bene.
    (poi con quella camicia nera bordata di tricolore, mammamia che emozione !)
    Ahi Voi !

    • Inkursore scrive:

      Pavolini gridava “Dobbiamo morire da fascisti, non da vigliacchi”: preso il mitra si lanciò quindi verso il lago, correndo e sparando. Inseguito dai partigiani e ferito, si nascose nella fitta vegetazione sulle rive del lago. A seguito di un’ampia battuta di ricerca fu catturato ch’era ormai notte, indebolito da una ferita da pallini da caccia e tutto bagnato. (ME SA TANTO PURE DE ACQUA UMANA)

      ristacci sveja esci dala buca che la guera è finita.

      • Ristacci Ristacci scrive:

        A inkursò, inzomma de sta Maddalena che sembrava cadere a pezzi, piena di opere lasciate a metà, di danaro pubblico sperperato, n’chai gnente da dì ?

        me dici solo d’esci d’a'buca, sei proprio n’fregnone.

        • Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

          Come mai non ho letto niente di tuo su Barberino del Mugello e dei due del PD Regionale più l’ex vice-sindaco, indagati ?

  6. Inkursore scrive:

    e lefoto delle cenettte nano-craxi?

    quando la banda passo’

    lalalalala (dalla canzone di mina)

    il nano delira GAZA fu “giusta reazione” . è ormai completamente andato. daw , cambiagli il pannolone.

  7. Inkursore scrive:

    puah che pippa quelli he hanno photoshoppato il libro “noi amiamo silvio” il taroc-book che idolatra il nano. si poteva fare anche meglio.
    1,54 e solo per lui! NANO!

    vado a cazziare i dipendenti (se votano il nano, ancora meglio)

  8. domenico scrive:

    di pietro:
    ““Interloquire con un questore (contrada) o con un colonnello dei carabinieri (mori) addetti alle investigazioni –aggiunge Di Pietro- è il minimo che poteva, e può, fare un magistrato che, come me, stava svolgendo le indagini di Mani Pulite. Non potevo certo sapere i guai che sarebbero loro capitati ANNI DOPO.”
    http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo471274.shtml

    in verità contrada fu arrestato pochi giorni dopo…

    • licio scrive:

      Certo che il Fatto ha fatto un capolavoro: intevistando il diretto interessato. Il silenzio di travaglio è, a dir poco, imbarazzante….

  9. LENIN scrive:

    Che un simile personaggio tenga ben stretto per le palle(ammesso che le abbia)il PD getta un’ombra inqiuetante su che cosa sia la cd sn italiana e la sua presunta superiorità morale,culturale e politica:finchè non saranno svelati i veri retroscena che han fatto sì che il baffino d’alemino porgesse su di un piatto d’ag il blindatissimo e ultrarosso collegio del mugello all’ex-pm sgrammaticato,non sapremo davvero che cosa fosse quel movimento pittorescamente denominato “mani pulite”!

  10. nicknamemadero scrive:

    Non so voi, ma se provo a pensarci ora, proprio non riesco a credere che uno come Di Pietro possa essere stato un magistrato (e mi vengono i brividi ad immaginarmi nei panni di un suo indagato, ovviamente innocente).

    Per molti penso possa essere, viceversa, una pena dantesca di contrappasso, quella di chi in buona fede aveva creduto di poter vedere in lui l’uomo simbolo di vera, implacabile e superiore Giustizia, e deve col tempo rendersi conto, e con sempre maggior chiarezza, che quello stesso uomo sia quanto di più lontano da quell’ideale si possa immaginare.

    Tutto questo non certo e non solo per una foto, ma per tutto il resto. A cominciare dal suo essere attuale politico e capopartito: secondo me la sua più grande rivelazione.

    Ma quest’uomo era un magistrato… Non ci posso credere!

  11. [...] Prosegue Articolo Originale: La paura fa Di Pietro « DAW, il blog. [...]

  12. anna scrive:

    intanto mentre scrivo l’ignorantone sta parlando alla camera farfugliando cretinate

  13. Filippo Tacchini scrive:

    ma.. ma… di pietro a cena in una caserma con dei carabinieri.
    che sporco.

    Mi ricorda dell’utri alle feste di compleanno dei mafiosi ..

    uguale uguale

    pezzenti

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