


“Noi liberali di tutto il Mondo
vi ringraziamo per il
fatto stesso di
esistere”.
E’ questa la frase-simbolo del breve ma toccante discorso che Silvio Berlusconi, come solo pochissimi altri leader mondiali, ha tenuto alla Knesset, Parlamento israeliano. E’ il momento indubbiamente più alto di una visita storica, che ripropone l’Italia come Paese che sa decidere da che parte stare e che sa imporsi sulla scena internazionale. Unico Paese che non usa il doppiogiochismo e i tentennamenti tipici di altre pseudo-potenze europee, che magari con la bocca sorridono a Tel Aviv e contemporaneamente strizzano l’occhio a Hezbollah, Hamas & co.
Berlusconi ancora una volta si è dimostrato capo di governo rispettato, “leader coraggioso, combattente della libertà, fautore della pace”, come ha voluto sottolineare un calorosissimo Netanyahu in questi giorni. Ha piantato l’ulivo, è stato in pellegrinaggio allo Yad Vashem, si è inchinato davanti alla bandiera con la Stella di David. Cose che pochi hanno fatto. Si è beccato la furiosa reazione del neo-nazista Ahmadinejad, che nella pausa tra un’impiccagione ed un’altra, ha minacciato l’Italia di irrigidimento nelle relazioni bilaterali da parte di Teheran. Anche questo è un bene. Mai come ora il nostro Paese ed Israele sono vicini, vicinissimi: i tempi delle passeggiate a braccetto con i terroristi assassini di Hezbollah sono un triste ricordo.
“Mi sento uno di voi dal giorno in cui ho visitato Auschwitz”, ha detto (tra gli applausi scroscianti dei deputati) un commosso Berlusconi, ancor più commosso dal ricordo che Netanyahu ha fatto dell’adorata Mamma Rosa, “donna coraggiosa incinta di otto mesi che ha salvato dalla furia nazista una ragazza ebrea”. Amicizia solida, duratura, profonda. Un’amicizia giusta. Non si può stare dalla parte dei lanciatori di razzi, non si può trattare con quegli assassini che amano farsi saltare in aria sugli autobus affollati. E Berlusconi, questo, l’ha ripetuto più volte, con coraggio. Sì, perché non ha avuto problemi a dire anche che è giusto restituire le terre occupate ai palestinesi, e le alture del Golan alla Siria. Cose che solo tra amici si possono dire senza preoccuparsi di incrinare i rapporti.
Un esempio di come si fa politica estera, di come un Paese un po’ troppo spesso sputtanato (spesso per invidia) dai panzoni della Vecchia Europa sa essere grande ed autorevole. Noi, “migliori amici di Israele”, noi che sappiamo riconoscere l’infame barbarie delle leggi razziali. E lo facciamo lì, davanti alle vittime di folli errori, di crimini che la storia ha condannato abbondantemente, ma che qualche esaltato con i capelli unti ancora mette in dubbio, minacciando di annientare tutto e tutti con una bomba nucleare. “Silvio, carissimo amico italiano, deve essere un esempio per tutti i leader del Mondo, lo stimiamo e lo amiamo”. No, non sono parole nostre, ma di un Primo Ministro di uno Stato estero, di un grande popolo che sa cosa sia la sofferenza e la dignità. Israele.
Tag: Berlusconi, Israele






Bravissimo Senatore!
grazie jack
Tutto bene, ma sul Golan non sono per niente d’accordo. Quando si perde una guerra si perdono territori. Altrimenti rivoglio la Val Roya e Fiume. E Alsazia, Lorena e Prussia Orientale per la Germania.
Berlusconi ha spiegato che restituire il Golan significherebbe riaprire relazioni diplomatiche tra Damasco e Israele. E questo, anche in ottica-Gaza, è vitale.
pero’ se ti vuoi ritenere veramente una democrazia, dopo aver conquistato un territorio tratti i suoi cittadini come i tuoi. no?
Ci sono 1.700.000 Arabi Israeliani in quello Stato : dimostra che sono trattati diversamente.
http://en.wikipedia.org/wiki/Arab_citizens_of_Israel#Discrimination
mi auguro tu sappia l’inglese
zappa, io capisco che tu voglia attaccarti a qualcosa, qualunque cosa.
Ma leggi bene la pagina che hai linkato. Ci troverai elencati tutti i motivi per cui quello è un grande paese.
In cui vige lo stato di diritto. In cui la Corte Suprema discute e accoglie le denunce delle minoranze, ed esorta la politica a farsene carico.
Un paese le cui commissioni parlamentari denunciano le violazione dei diritti, le cui università fanno ricerche ad hoc, ong agiscono liberamente, e i giornali pubblicano reportage nella assoluta libertà.
In cui gli arabi, un 20% della popolazione, che condividono lingua, etnia e religione con i nemici mortali di Israele, sono eguali di fronte alla legge. E protetti dalla legge.
Certo, se Israele non fosse in guerra da quando è nato i cittadini arabi non subirebbero le (modeste) limitazioni a cui sono sottoposti. Del resto, dal 1948, le limitazioni ai cittadini ebrei da secoli residenti nei paesi arabi sono state ben altre: non ce n’è più uno.
Nessun altro paese al mondo eguaglia questo livello di democrazia in condizioni tanto difficili.
return, non capisco perche’ secondo te io vorrei attaccarmi a qualunque cosa.
“According to a 2005 study at Hebrew University, three times more money was invested in education of Jewish children as in Arab children.”
il fatto che lo studino alla Hebrew University rende la colpa israeliana minore?
“Approximately 93 percent of land in the country was public domain, including that owned by the state and some 12.5 percent owned by the Jewish National Fund (JNF). All public land by law may only be leased, not sold. The JNF’s statutes prohibit the sale or lease of land to non-Jews. In October, civil rights groups petitioned the High Court of Justice claiming that a bid announcement by the Israel Land Administration (ILA) involving JNF land was discriminatory in that it banned Arabs from bidding.”
il fatto che gruppi per i diritti civili si siano mossi per gli Arabi rende la colpa precedente minore?
e certe porcherie e discriminazioni le si devono tacere perche’ alla fin fine son la sola democrazia in medio oriente?
sul trattamento uguale di fronte alla legge ho i miei dubbi. avevo letto qualcosa in proposito, appena (e se) lo ritrovo te lo posto.
il fatto che sia in guerra fin da quando e’ nata e’ dovuto al modo in cui e’ nata. noi europei abbiamo perseguitato gli ebrei e ne facciamo pagare lo scotto agli arabi. ale’.
zappa intanto mi pare che ti manchino le basi storiche. E, scusa, il luogo comune delle colpe europee scaricate sugli arabi è, appunto, un luogo comune.
In generale, in Palestina come altrove, gli arabi scaricano le loro colpe sugli arabi.
La cosa dell’istruzione indica disparità sociale, ma non è abbastanza analitica per farci capire da cosa deriva. Potrebbe derivare anche solo dal fatto che gli arabi sono più poveri. Visto che il grosso della spesa dell’istruzione riguarda quella universitaria e il sistema è passato da una specie di socialismo a una specie di liberismo.
Certo, partiamo dal dato di fatto che in nessun paese arabo gli arabi godono di livelli di welfare paragonabili. Vero?
Israele è in guerra perché gli stati arabi non hanno mai accettato la sua esistenza. Non c’è altro motivo.
“zappa intanto mi pare che ti manchino le basi storiche. E, scusa, il luogo comune delle colpe europee scaricate sugli arabi è, appunto, un luogo comune.”
scusa l’ignoranza, allora.
ora mi potresti dire perche’ sarebbe un luogo comune?
sono sinceramente interessato.
Se tu vuoi intendere che Israele è nato grazie ai nostri sensi di colpa per il nazifascismo.
L’ideologia sionista, che è alla base della seconda alyah e porta alla fondazione dell’Yishuv, nasce nell’alveo dei nazionalismi ottocenteschi. Herzl si forma sul liberalismo laico di Mazzini e Jabotinsky aveva il mito di Garibaldi.
E non dimenticare che sempre, sempre, sempre, perfino sotto i bizantini, che erano davvero stronzi con loro, gli ebrei sono vissuti a Gerusalemme.
Come ha detto Pacifici in sinagoga: siamo arrivati a Roma come schiavi, grandi imperi sono caduti, ma noi siamo ancora qui.
questa era la situazione nel 1944
http://www.zionism-israel.com/maps/Palestine_Land_Ownership.htm
come capirai dal link non l’ho preso da un sito molto filo palestinese.
Dipende. Solo se i cittadini in questione si comportano come tali. Se mi mettono le bombe sotto casa, scavano tunnel o mi attaccano li spiano coi bulldozer.
“In poco tempo Israele, abituata alle doppiezze dei governi Dc (che ne proclamavano la difesa ma aprivano canali con un indifferenziato mondo arabo), e le incertezze di una sinistra che non ha mai voluto rompere neppure con i movimenti più estremisti dell’area palestinese, si è trovata di fronte un interlocutore serio che ne ha preso le difese in tutti i consessi internazionali anche nei momenti di maggiore difficoltà. Ecco perché l’arrivo di Berlusconi a Gerusalemme è stato salutato con calore dal governo, dalle forze politiche oltre che dall’opinione pubblica e dai giornali di tutte le tendenze. La visita italiana si colloca anche in una stagione per tanti aspetti di vigilia in Medio Oriente. Se appare assai offuscata la leadership americana per le continue incertezze dell’Amministrazione Obama, non sono pochi i commentatori israeliani che si aspettano novità da Ramallah, dove governa Abu Mazen, e da quei governi arabi che sentono infastiditi il peso della pressione iraniana, cioè di un mondo mussulmano non arabo, sull’intero mondo arabo. L’amico italiano può svolgere in questo contesto un nuovo grande ruolo e Berlusconi non si è fatto sfuggire l’occasione.”
Peppino Caldarola (che, tra l’altro, nel 2006 è stato membro della commissione Affari Esteri e Comunitari dei Ds)
link: http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/168326/
http://linkati2.files.wordpress.com/2009/10/panella-e-morigi.doc
E’ sicuramente un grande statista colui che va in israele, pianta gli ulivi, contratta forniture di armamenti bellici, e si gira dall’altra parte quando vede i check point israeliani e il muro di cemento armato che decora i confini israeliani.
Mancava solo che soggiornava in una casa colonica ubicata nei territori occupati e costruita abusivamente o che si dissetava dagli acquedotti israeliani che sottraggono acqua ai territori palestinesi.
Giustamente condanna il dittatore iraniano, senza però rendersi conto che Putin, Lukashenko e il dittatore libico sono molto similari.
La cooerenza e l’obbiettività lo distingue dagli altri leader mondiali, il muro del pianto quando lo ha visto ha chieso asilo politico a Dio Onnipotente.
Imbecille sei.
La prima cosa che ha detto, ancora prima di scendere in Israele dall’aereo in una intervista ad Haaretz ( sinistra, mica cazzi ) è stata quella di \non fare insediamenti nuovi e di fermare quelli già iniziati e non finiti\.
Mettetevi d’accordo, una volta tanto, di cosa vorreste.
Certo hai proprio ragione, ècome se vai ad Agrigento e prometti che non costruirai mai più case pericolanti.
Tu sei uno che di comprendonio sai che ne manchi di molto, vero ?
Come già negli U.S.A. nel 2006,anche oggi per gli Italiani è un giorno da incorniciare e ricordare.
Cmq la si pensi!
Tutte belle parole senatore, ma alla fine l’italia rimane il primo partner economico nella UE dell’Iran. http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/02/italia-iran-ue-interscambio.shtml?uuid=4a7938c4-1017-11df-9e9b-b68b65d39cca&DocRulesView=Libero
Pertanto, siamo al solito doppiogiochismo all’italiana con un piede in due scarpe.
Comunque, per una volta, berlusca in israele non mi è dispiaciuto
Dai, facciamo i seri. Cioè non è possibile chiudere i rubinetti da un giorno all’altro.
Nel 2009 le esportazioni sono scese del 15,9%, mentre le importazioni hanno registrato un crollo del 54,2%.
Non male come segnale eh? E aggiungici il fatto che alcune società italiane, Eni su tutte, hanno rinunciato a importanti piani di sviluppo in Iran.
Non male.
il segnale del mercato riguarda il mercato. gli accordi sono invariati, eni compresa.
certo se lo paragoni al 2008 ove abbiamo registrato un record di scambio commerciale, c’è stato un calo, ma solo perchè l’anno precedente è stato molto alto.
Guardalo in prospettiva degli ultimi anni e noterai un trend positivo ed in crescita.
Inoltre sulla rinuncia dei piani di sviluppo dell’Eni in Iran, per il momento pare un annuncio, perchè Theran ha per il momento smentito e ha dichiarato che stanno ancora negoziando.
Non ha parlato solo Berlusconi alla Knesset, anche il MInistro degli Esteri Frattini e prima ancora che Berlusconi facesse il discorso.
Poi l’ha confermato anche dopo.
Che sia un cambio di rotta è innegabile, lo si vedrà in seguito.
appunto lo vedremo, per il momento solo parole.
gli accordi ci sono ancora e rimangono invariati.
Parole ufficiali, mica bruscoletti : e chi le pronuncia ha l’abitudine di applicarle, a differenza di altri che in Israele NON hanno MAI chiesto di ufficializzarle alla Knesset ( chissà perchè ).
http://linkati2lu.files.wordpress.com/2009/11/file0083.pdf
Daw.
dopo quello che ha detto Berlusconi: pensi che l’Iran stia zitto e fermo?
Io non penso. Berlusconi ha fatto una scelta ben determinata, ben sapendo delle conseguenze. Quindi mi pare che abbia sacrificato un bel po’ di “businness”. Per un ideale.
E a me, caro licio, sembra una cosa bellissima.
Concordo in pieno
Beh mi auguro che ci sia anche un tornaconto (reciproco) in termini commerciali e culturali
In linea di principio una democrazia consolidata non dovrebbe mai far business con paesi che non rispettano i diritti umani.
Il buon Sillvio non ha avuto nessuna difficoltà a sacrificare il business altrui, infatti lui non ha interessi personali in Iran.
Un Grande Premier per una Grande Nazione.
Tanto il petrolio iraniano lo pigliamo uguale, via Russia, lo Zar Vladimir è già daccordo.
Eheheheheh……
Aggiungo :
http://linkati2lu.files.wordpress.com/2009/11/file0082.pdf
Si Registra l’assordante silenzio dell’opposizione
Paura di fare una figuraccia appena aprono bocca?
E’ una certezza.
Siamo troppo occupati in aula a discutere gli emendamenti del legittimo impredimento.
luciani barono, ora è molto più di una certezza, ma un dato di fatto
C’è però chi scrive, non essendo uno di destra ma di sinistra.
————–
Italia-Israele, la cosa migliore dell’era Berlusconi
Scritto da Peppino Caldarola
mercoledì 03 febbraio 2010
Le relazioni italo-israeliane sono il fiore all’occhiello della politica estera del centrodestra. Per anni la sinistra italiana ha sottovalutato la svolta filo-israeliana del Cavaliere. Pochi scommettevano sulla sua durata, ancora meno sul suo spessore politico. Nessuno ha capito che si era anche creata una connessione sentimentale fra l’informalità della classe dirigente israeliana e l’imprevedibilità, che rompeva tutti gli schemi, del modus operandi del premier.
Venivamo da un’altra Europa, tutta paludata nel conformismo, in cui governi di sinistra e governi post-gollisti si barcamenavano fra dichiarazioni di solidarietà verso Israele e continue aperture di credito verso improbabili interlocutori palestinesi. Inattendibile quell’Europa, inaffidabile quell’Italia o viceversa.
Poi sono arrivati Sarkozy e la Merkel, soprattutto quest’ultima, a costruire una differente posizione europea e un approccio più realistico ai fatti medio-orientali. In mezzo c’era stato Bush impegnato a fronteggiare il terrorismo in Iraq e Afghanistan ma privo di proposte per l’area più cruciale del mondo.
Qui c’è stata la novità Berlusconi. Il premier ha prima degli altri occupato uno spazio vuoto nelle relazioni europee e occidentali di Israele, rompendone l’isolamento, e ha sempre tenuto la stessa posizione. In sedici anni ha costruito una tela fittissima nei rapporti con Israele fino a diventare il più grande amico dei governi di Gerusalemme. Nei suoi anni, in questi anni di berlusconismo dilagante, è persino cambiato l’orientamento di uno dei partiti cardine della destra politica italiana con la svolta filo-sionista di Fini e dei suoi colonnelli.
In poco tempo Israele, abituata alle doppiezze dei governi Dc (che ne proclamavano la difesa ma aprivano canali con un indifferenziato mondo arabo), e le incertezze di una sinistra che non ha mai voluto rompere neppure con i movimenti più estremisti dell’area palestinese, si è trovata di fronte un interlocutore serio che ne ha preso le difese in tutti i consessi internazionali anche nei momenti di maggiore difficoltà. Ecco perché l’arrivo di Berlusconi a Gerusalemme è stato salutato con calore dal governo, dalle forze politiche oltre che dall’opinione pubblica e dai giornali di tutte le tendenze.
La visita italiana si colloca anche in una stagione per tanti aspetti di vigilia in Medio Oriente. Se appare assai offuscata la leadership americana per le continue incertezze dell’Amministrazione Obama, non sono pochi i commentatori israeliani che si aspettano novità da Ramallah, dove governa Abu Mazen, e da quei governi arabi che sentono infastiditi il peso della pressione iraniana, cioè di un mondo mussulmano non arabo, sull’intero mondo arabo. L’amico italiano può svolgere in questo contesto un nuovo grande ruolo e Berlusconi non si è fatto sfuggire l’occasione.
L’intervista ad Haaretz, giornale israeliano liberal, ha consentito a Berlusconi di rivolgersi fraternamente agli amici di Gerusalemme invitandoli a lasciare le alture del Golan per favorire una pace con la Siria e a fermare gli insediamenti nei territori occupati per aprire un canale nuovo di dialogo con la parte moderata del mondo palestinese. Chi ha visto in queste parole una presa di distanza dal governo di Benjamin Netanyahu non ha letto per intero le frasi di Berlusconi, che si è dissociato nettamente da quanti criticano la politica di colonizzazione con gli stessi argomenti degli estremisti arabi e ha invitato la Siria ad abbandonare l’appoggio alle organizzazioni terroristiche per favorire la pace. Il discorso sul Golan e sui territori, infatti, non cade in un ambiente israeliano che si rifiuta di ascoltare, soprattutto se i suggerimenti vengono da chi in sedici anni ha dimostrato di avere a cuore la sicurezza di Israele.
Il vero punto dolente delle relazioni bilaterali italo-israeliane è invece rappresentato dal dossier Iran. Berlusconi ha avuto parole chiare sul pericolo iraniano e di netta condanna delle ultime dichiarazioni dei dirigenti iraniani attorno alla Shoa e al progetto di distruggere Israele. Ma questo fa parte delle cose che gli israeliani conoscono già. Quello che Israele chiede all’Italia è un impegno a ridurre la cooperazione con il mondo degli ayatollah. Non a caso viene citato dagli osservatori l’esempio tedesco, in quanto la Merkel, per tener fede all’amicizia con Israele, ha ridotto l’interscambio con Teheran. Non stiamo tuttavia parlando di un generico dossier commerciale quanto di dossier politico-militari. Gerusalemme contesta all’Italia il contributo che Roma dà alla costruzione di un satellite attrezzato con strumentazioni per lo spionaggio che sta molto a cuore a Teheran, oltre che l’invio in Iran di velivoli militari dell’Aermacchi. La sessione degli incontri dedicata a queste materie sarà probabilmente la più spinosa e qui Israele non si accontenterà di belle parole ma chiederà impegni precisi.
Il probabile successo della visita in Israele di Berlusconi consegna alla sinistra italiana un problema in più. L’accoglienza che Gerusalemme ha riservato all’amico italiano e le parole di Berlusconi rivolte ad ammorbidire la parte arabo-palestinese costituiscono una novità con cui bisogna fare i conti. E forse, più che i conti, bisogna fare anche un’onesta autocritica. Aver privilegiato l’interlocutore arabo senza distinguere fra moderati ed estremisti e l’aver lasciato solo Israele nei suoi momenti più difficili della sua storia recente costituiscono i due buchi neri della politica estera del centrosinistra.
http://www.ilriformista.it
——————
Oh, questo scrive TUTTE le cose che abbiamo scritto sul Blog : ma non dai sinistri, eh.
Ecco perchè stavano zitti : aspettavano un altro Governo di sinistra che togliesse loro “le castagne”, per poter un domani dire “non siamo stati noi”.
http://www.affaritaliani.it/politica/israele-iran-berlusconi040210.html
####
“Noi liberali di tutto il Mondo
vi ringraziamo per il
fatto stesso di
esistere”.
E’ questa la frase-simbolo del breve ma toccante discorso che Silvio Berlusconi, come solo pochissimi altri leader mondiali, ha tenuto alla Knesset, Parlamento israeliano.
####
Che dire, mi da’ piu’ l’idea di una canzone di ramazzotti che di un discorso in un parlamento.
####
E’ il momento indubbiamente più alto di una visita storica, che ripropone l’Italia come Paese che sa decidere da che parte stare e che sa imporsi sulla scena internazionale. Unico Paese che non usa il doppiogiochismo e i tentennamenti tipici di altre pseudo-potenze europee, che magari con la bocca sorridono a Tel Aviv e contemporaneamente strizzano l’occhio a Hezbollah, Hamas & co.
####
Te sei cosi’ sicuro che la ragione sia dalla parte di Israele? se cosi fosse la soluzione sarebbe molto piu’ facile da trovare. il problema e’ che sia da una parte che dall’altra ci sono torti e ragioni.
####
Berlusconi ancora una volta si è dimostrato capo di governo rispettato, “leader coraggioso, combattente della libertà, fautore della pace”, come ha voluto sottolineare un calorosissimo Netanyahu in questi giorni.
####
lo stesso Netanyahu che si dimise da ministro quando Sharon volle lo sgombero delle colonie?
#####
Ha piantato l’ulivo, è stato in pellegrinaggio allo Yad Vashem, si è inchinato davanti alla bandiera con la Stella di David. Cose che pochi hanno fatto. Si è beccato la furiosa reazione del neo-nazista Ahmadinejad, che nella pausa tra un’impiccagione ed un’altra, ha minacciato l’Italia di irrigidimento nelle relazioni bilaterali da parte di Teheran.
#####
che Ahmadinejad sia un figlio di buona donna siamo tutti d’accordo. e se si incazza per i buoni rapporti dell’Italia con Israele, chi se ne frega, scendera’ dal cazzo.
#####
Anche questo è un bene. Mai come ora il nostro Paese ed Israele sono vicini, vicinissimi: i tempi delle passeggiate a braccetto con i terroristi assassini di Hezbollah sono un triste ricordo.
#####
ribadisco, le relazioni internazionali non sono come le tue amicizie. devi mantenere relazioni anche col diavolo. che direi Ahmadinejad rappresenta abbastanza bene.
#####
“Mi sento uno di voi dal giorno in cui ho visitato Auschwitz”, ha detto (tra gli applausi scroscianti dei deputati) un commosso Berlusconi
#####
http://www.youtube.com/watch?v=Kzpu7t_oTWc
quando si commuove io penso subito a questo.
quest’uomo e’ falso come una moneta da 3 euro.
#####
ancor più commosso dal ricordo che Netanyahu ha fatto dell’adorata Mamma Rosa, “donna coraggiosa incinta di otto mesi che ha salvato dalla furia nazista una ragazza ebrea”.
#####
se solo quella sera donna Rosa…
#####
Amicizia solida, duratura, profonda. Un’amicizia giusta.
#####
ma che siamo al parco con lo scivolo? amicizia?
#####
Non si può stare dalla parte dei lanciatori di razzi, non si può trattare con quegli assassini che amano farsi saltare in aria sugli autobus affollati.
#####
nella prima frase sei un po’ incoerente con tante tue posizioni. sulla seconda son d’accordo.
#####
E Berlusconi, questo, l’ha ripetuto più volte, con coraggio. Sì, perché non ha avuto problemi a dire anche che è giusto restituire le terre occupate ai palestinesi, e le alture del Golan alla Siria. Cose che solo tra amici si possono dire senza preoccuparsi di incrinare i rapporti.
#####
e daje con ’sti amici. se si vuole fare degli amici che faccia pure. in diplomazia contano i fatti non gli “amici”
#####
Un esempio di come si fa politica estera, di come un Paese un po’ troppo spesso sputtanato (spesso per invidia)
#####
invidia?!??!!? e dai senato’!!! ahahahah
#####
dai panzoni della Vecchia Europa sa essere grande ed autorevole. Noi, “migliori amici di Israele”, noi che sappiamo riconoscere l’infame barbarie delle leggi razziali. E lo facciamo lì, davanti alle vittime di folli errori, di crimini che la storia ha condannato abbondantemente
#####
ha fatto di molto bene, non succede quasi mai, ma qui posso dire che ha fatto bene. certo ancora questo “migliori amici di Israele”, e basta. s’e’ capito, giocano a rubamazzo insieme.
#####
ma che qualche esaltato con i capelli unti ancora mette in dubbio, minacciando di annientare tutto e tutti con una bomba nucleare.
#####
la minaccia con la bomba me l’ero persa, ma si sa che il tizio non ci sta dentro con la testa
#####
“Silvio, carissimo amico italiano, deve essere un esempio per tutti i leader del Mondo, lo stimiamo e lo amiamo”. No, non sono parole nostre, ma di un Primo Ministro di uno Stato estero, di un grande popolo che sa cosa sia la sofferenza e la dignità. Israele.
#####
beh, dopo che e’ andato la’ a dire che Israele e’ tutto cio’ che c’e’ di bene al mondo secondo te come lo doveva salutare il primo ministro Israeliano?
zappa, sei pazzo
finalmente la mia dote migliore viene riconosciuta
http://www.loccidentale.it/articolo/il+discorso+di+silvio+berlusconi+alla+knesset.0085734
bravo senatore
condivido tutto!
ti segnalo anche questa bella pagina sul Jerusalem Post piena di complimenti per Berlusconi dai lettori di tutto il mondo
http://www.jpost.com/Israel/Article.aspx?id=167677
leggili tutti dal primo all’ultimo perché vale veramente la pena
grazie anna
Più che elogi e complimenti , sembrano micro notizie.
TEHERAN, 3 FEB – Per la compagnia Statale petrolifera iraniana non e’ vero che l’Eni ha rinunciato a trattative con Iran per nuovi investimenti nel Paese Seifollah Jashnsaz, direttore della Nioc,e’ così intervenuto dopo le dichiarazioni di Berlusconi che in Israele aveva affermato che l’Eni aveva ”gia’ disdetto” la partecipazione alla terza fase di un importante progetto petrolifero in Iran. Per Jashsnaz ‘le trattative continuano con l’Eni per la terza fase di sviluppo del giacimento di Darkhovin’
Ecco infatti. Tel Aviv aveva compiuto già 35 anni.
L’ideologia sionista, che è alla base della seconda alyah e porta alla fondazione dell’Yishuv, nasce nell’alveo dei nazionalismi ottocenteschi. Herzl si forma sul liberalismo laico di Mazzini e Jabotinsky aveva il mito di Garibaldi.
————-
E’ vero, tant’è che la Dichiarazione Balfour è del 1917, ben prima dei fascismi.
Berlusconi: “A Gaza reazione giusta”
Belusconi: “Come è stato giusto piangere le vittime della Shoah così è giusto manifestare dolore per quanto che è successo a Gaza. Sempre, quando alla pace si sostituisce la guerra, alla ragionevolezza si sostituisce la violenza, viene meno l’umanità ed il rapporto tra gli uomini”.
Viva la coerenza!
Certo, coerente in tutte e due le dichiarazioni, cosa che è chiaro tu non possa capire.
L’attacco a Israele e la reazione di quel Governo, non cambia il senso della dichiarazione di Berlusconi : i morti sono morti in tutti e due i casi, la difesa è sempre giusta per l’attaccato.
E l’attaccato era Israele.
Sei un fesso, il tuo padrone ha paragonato la strage di Gaza alla Shoa, ergo l’attaco Israeliano viene equiparato alla strage nazista…adesso se vuoi arrampicati pure sui vetri
Sei fuori di testa.
Pensa, persino il captcha lo scrive : question central.
Aggiungo : tu continua a leggere Repubblichella3000, io leggo di Ebrei che scrivono da Israele.
http://linkati2lu.files.wordpress.com/2009/11/file0081.pdf
Leggere i commenti di ebrei che scrivono ad israele è paragonabile a leggere le lettere di un comunista inviate al compagno Bertinotti. Troverai sempre frasi e contenuti in linea con la propria ideologia.
Quindi il tuo riferimento a Republichella 3000, oltre a essere stupido, è privo di ogni senso logico.
Cercano sempre nuovi coloni laggiù, perchè non realizzi il sogno della tua vita ?
Il giornale israeliano Maariv non ha apprezzato l’accostamento Olocausto-Gaza e ironizza su «Silvio-Cesare» per il suo «comportamento bizzarro», lamentando come improprio il fatto che «appena giunto nei territori abbia paragonato Gaza alla Shoah»
Per quel fesso di Baroni, come vedi non sono l’unico a vedere l’incoerenza del tuo padrone.
Un piccolo OT, tanto per “gradire”.
———————————-
D’Addario/ Spunta un senatore del Pd. I nomi del “complotto”
Mercoledí 03.02.2010 16:57
D’Addario/ E Il Fatto rafforzò la teoria del complotto anti-Silvio
Nuova lezione di professionalità e obiettività giornalistica de Il Fatto, che rafforza la teoria del complotto contro il presidente del Consiglio. Titolo: ‘I nomi del “complotto” di Panorama’. Nell’articolo si spiega che un senatore del Pd, Alberto Maritati, è stato fotografato da un investigatore privato. Pedinato mentre era in compagnia del pm della dda di Bari, Giuseppe Scelsi, titolare dell’inchiesta su Giampi Tarantini e sul giro di escort, tra le quali Patrizia D’Addario, presentate a Silvio Berlusconi.
Patrizia D’Addario
LE IMMAGINI
I nomi del “complotto” di Panorama, nell’articolo de Il Fatto
Appuntamenti e incontri “filmati” – pochi giorni prima che scoppiasse lo scandalo Berlusconi-D’Addario – anche tra Maritati e l’avvocato Maria Pia Vigilante. E poi tra la Vigilante, che ne difende gli interessi, e la D’Addario. E infine: tra la Vigilante e un giornalista. Al di là dell’indagine svolta dagli investigatori privati, anche la Procura di Bari ha voluto vederci chiaro, setacciando i conti della D’Addario e controllando i suoi spostamenti, insieme con quelli dei giornalisti che avevano lavorato sul suo caso.
Un mix d’informazioni – alcune confluite nei fascicoli della procura, altre no, altre ancora prossime all’acquisizione – che ha spinto Panorama a evocare un “complotto”. Nessun complotto. Nel mirino – della procura e degli investigatori privati – c’è la “gestione” di Patrizia D’Addario e del suo materiale incandescente. E gli investigatori privati – non la procura – hanno documentato una sequenza d’appuntamenti tra un magistrato, un politico, un avvocato, un giornalista.
E in procura c’è chi si chiede se, le indagini di un investigatore privato, che riguardano il caso D’Addario , possano spingersi fino al magistrato titolare dell’indagine. Il magistrato, infatti, si chiama Giuseppe Scelsi, pm della dda di Bari, titolare dell’inchiesta su Tarantini. Il politico si chiama Alberto Maritati, senatore del Pd, ex collega di Scelsi per parecchi anni, proprio nella Procura di Bari, dove è stato procuratore aggiunto. L’avvocato è Maria Pia Vigilante, difensore della D’Addario, della quale cura gli interessi anche per controversie familiari e burocratiche.
La giornalista si chiama Maddalena Tulanti: è da anni l’apprezzato capo della redazione pugliese del Corriere del Mezzogiorno, inserto regionale del Corriere della Sera, ed è la penna che ha trasformato in un libro – Gradisca, presidente (Aliberti editore) – la biografia della D’Addario. L’investigatore privato scopre che – nel giro di pochi giorni – i quattro s’incontrano. Nel centro della città. E inserisce il tutto – fotografie incluse – nell’indagine difensiva. Il Fatto Quotidiano ha contattato il senatore Alberto Maritati, per chiedergli se davvero ha incontrato il pm Scelsi e l’avvocato Vigilante. E gliene ha chiesto i motivi.
“La teoria del complotto – esordisce – mi pare demenziale. È vero che ho incontrato Scelsi e l’avvocato Vigilante. Ho lavorato a Bari per 11 anni, quand’ero in procura, ma adesso che sono un politico, ci vengo raramente, e solo per motivi professionali. Scelsi era in prefettura, per un incontro istituzionale, e ci siamo fermati a prendere un caffè. Siamo stati insieme tra i 5 e i 10 minuti. Non di più. Non sapevo nulla dell’indagine in corso. E lui non me ne ha accennato. L’incontro è avvenuto un mese prima che lo scandalo fosse noto. Dopo, sapendo che il titolare dell’inchiesta era lui, ho capito che, dato il mio ruolo, sarebbe stato meglio non incontrarsi. Non l’ho chiamato neanche per gli auguri di Natale. È vero che nello stesso periodo ho incontrato l’avvocato Vigilante. La conosco da oltre dieci anni. È un’amica di famiglia. L’ho vista al ristorante, sul corso, e mi sono fermato a salutarla. Ho chiacchierato con lei che, peraltro, cura anche una mia causa giudiziaria. Infine: non ho mai conosciuto Patrizia D’Addario”.
**************
ECCO CHI E’ MARITATI. Maria Pia Vigilante è amica di vecchia data di Alberto Maritati, è stato considerato uno degli uomini politici più vicini a Massimo D’Alema. Maritati lo conobbe nel 1995 quando, come pubblico ministero a Bari, chiese e ottenne il proscioglimento di D’Alema accusato di aver percepito un finanziamento illecito al Pci avvenuto dieci anni prima, quando ricopriva la carica di segretario regionale del partito. Secondo una pratica evidentemente diffusa tra gli imprenditori della sanità, l’allora “re delle cliniche private” pugliesi, Francesco Cavallari, era stato generoso sia con la destra sia con la sinistra, e dichiarò ai magistrati di aver consegnato nel 1987 a D’Alema, su sua richiesta, un contributo di 20 milioni di lire. Lui, “lealmente” – come scrisse il gip nel provvedimento conclusivo –, ammise di aver ricevuto una tale somma, ma il reato di finanziamento illecito era coperto dall’amnistia del 1989, e il processo si chiuse lì. Maritati, diventato senatore nel 1999 e riconfermato in tutte le successive elezioni, nel 2000 fu sottosegretario all’Interno nel governo D’Alema e nel 2006 sottosegretario alla Giustizia nel governo Prodi.
Lo Amo
BONDI: A sinistra nessuno è così onesto da riconoscere il ruolo di Berlusconi
03 febbraio 2010 ore 16:46 “Possibile che non vi sia un solo esponente della sinistra che abbia il coraggio, l’onesta’ politica e la dignita’ di compiacersi dei riconoscimenti ottenuti dal presidente del Consiglio da parte dello Stato di Israele e dell’Autorita’ palestinese per il ruolo svolto dall’Italia nel favorire il processo di pace? Possibile che ormai l’unica questione che appassioni la sinistra e’ quella della giustizia?
Possibile che la lunga tradizione di impegno internazionale della sinistra sia approdata a questo imbarazzante silenzio? Possibile che gli interessi dell’Italia nel mondo, e il legittimo orgoglio del nostro Paese per gli apprezzamenti ricevuti nel mondo, non contino nulla agli occhi di questa sinistra?”. Lo ha affermato il coordinatore del Pdl e ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi.
————-
gran bel post e bondi ha ragione da vendere ,basta leggere i commenti sgraziati e pienio di bile dei sinistrati per capirne il senso
e se non piace bondi qui c’è un commento di peppino caldarola di certo non vicino al berlusca
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=27419
Tu daw proprio non riesci a capire gli eventi, non riesci a leggere tra le righe, non hai discernimento.
Finirà, tutto questo finirà un giorno e la gente come te dovrà andare a nascondersi.
ma visto che avete la faccia cole il culo, ne dubito
Relativamente alla visita del premier in israele qualcuno qua tenta di spacciare una normalissima visita di stato, in cui l’ospite in conferenza stampa si è limitato a dire quello che i padroni di casa volevano sentire, per un grandissimo evento che verrà ricordato nei libri di storia e scolpito sulle pietre.
L’ex compagno Bondi non si deve meravigliare del “silenzio dell’opposizione, in quanto non c’era un cazzo da dire e da evidenziare
due notizie in pillole
1) l’azienda del fornitore di mignotte Tarantini, dopo lo scandalo naviga in pessime acque, e allora una persona di fiducia di bertolaso ha deciso di comprarla.
2) Formigoni ha già fatto due mandati regionali, non può candidarsi al terzo mandato.
BALLE.
Non è affatto una “normalissima visita di Stato”, visto che Israele ha conferito a Silvio Berlusconi il massimo onore previsto per un Capo di Stato o di Governo estero, ossia la possibilità di parlare alla Knesset. E se ci aggiungi anche il discorso al Congresso, mi pare si possa dire che il nostro Premier gode di generale stima e considerazione in giro per il globo.
Prodi, lo statista integerrimo, l’amatissimo buroacrate, non è andato da nessuna parte.
Suvvia parlare nel loro parlamento e piantare ulivi fa parte del protocollo israeliano
Ti do atto invece che incontrare la Pop star rita è stata un esclusiva concessa solo a Berlusconi.
Per quanto riguarda la stima e la considerazione che, secondo te, gode a livello internazionale, fai la prova del nove digitando il suo nome e conognome su un motore di ricerca straniero.
La storia dirà che è stato un solo mediocre politico .
Quanto a Prodi, nel 2007 è stato in istraele e ha detto le stesse cose banali e diplomatiche di Berlusconi, quindi prima di offendere gente che non conosci, documentati.
fonte
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/07_Luglio/09/prodi_visita_israele.shtml
no, documentati tu.
E’ stato alla Knesset? E’ stato al Congresso? No. Il Governo Prodi era quello che spalleggiava Hezbollah.
E dici una menzogna quando affermi che fa parte del protocollo italiano. Balle, sei in malafede.
non travisare quanto dico, fa parte del protocollo israeliano.
Se realmente volevi elogiare l’attuale Premier italiano dovevi evidenziare che il discorso di leader stranieri al parlamento israeliano non è riservato a tutti.
Il motivo è semplicissimo, lo stato di israele non ha buoni rapporti diplomatici con la maggior parte delle nazioni esistenti sul globo terrestre.
Sì ma svelati, dillo tranquillamente che gli ebrei ti stanno sul cazzo. Su, sfogati. Così la smetti di pensare a Frattini.
Sai benissimo che a Frattini contesto solo la carenza di obbiettività quando prende posizioni ufficiali, nell’esercizio delle funzioni di ministro degli esteri, sulle problematiche di Israele.
Non ho nessuna pregiudiziale sulle razze diverse dalla mia, in linea di principio non amo chiunque non rispetta e/o calpesta i diritti umani inderogabili sanciti dall’o.n.u.
ahaha le stesse cose di Prodi, le stesse cose! Bella come barzelletta.
io direi che il commento di “Rabbino Mario” meriterebbe una tool ad hoc per quanto falso e divertente sia
Leggi e documentati poi eventualmente sei libero di ridere
Ps: due giorni fa ho preso un trojan in questo sito, vedi di identificare lo stronzo che lo ha inserito.
Di professione racconti proprio balle tu. Compresa quella del trojan.
guarda che non è una balla, ho dovuto usare un antispyre per rimuoverlo in quanto l’antivirus lo metteva solo in quarantena.
infilava o modificava un files chiamato smss32.exe in windows system 32
in c:\ ha anche scaricato un files chiamato u che a sua volta lanciava l’esecuzione di quel files
Sei tutto, “ma anche di più” SCEMO.
I post del senatore sono sempre così puerili e roboanti. Un fascistello ottuso con il suo mento sporgente che assiste commosso all’alzabandiera.
Un idiota col botto.
certo, assissto commosso all’alzabandiera. E non me ne vergogno. Io mi commuovo ogni volta che sento l’Inno Nazionale.
Certamente tu hai dei valori, meno roboanti, ma altrettanto importanti. Attendo speranzoso di conoscerli!
Come perdere le elezioni regionali:
Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania che impediscono di costruire centrali nucleari sul loro territorio. Una scelta fatta dall’esecutivo su proposta del ministro Scajola d’accordo con il ministro Fitto
Alla faccia del regime…
Daw, guarda che è vero. Non so perché, ma da un paio di giorni quando apro i commenti del blog Avast mi segnala un trojan.
A me non risulta niente… ok ok, ma si può avere qualche dettaglio in più?
Nessuno ha ripetuto di averlo trovato, il trojan : ce l’hai lui solo.
TEHERAN (Reuters) – Eni non si è ritirata dai colloqui per lo sviluppo della terza fase del giacimento iraniano Darkhovin.
Lo ha detto il direttore operativo della compagnia petrolifera statale iraniana Nioc (National Iranian Oil Company), Seifollah Jashnsaz, all’agenzia di stampa di stato Irna.
“Le negoziazioni con Eni per lo sviluppo della terza fase del giacimento Darkhovin continuano” ha detto. “Eni non si è ritirata dal progetto”, ha aggiunto.
Ieri nel corso del vertice tra Italia e Israele a Gerusalemme il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che in Iran Eni “ha un contratto da rispettare, salvo pagare una penale, ma ha già disdetto la possibilità che aveva di sviluppare la terza fase di un importante giacimento”.
Lo avranno sicuramente frainteso…..a quando la smentita?
“Ha fatto un discorso da politico scafato che esprime quello che sa cosa gli altri si aspettano da lui.”
appunto, viva la coerenza e comunque ho molti dubbi sulla reale commozione di Berlusconi nei confronti degli ebrei. Adesso conviene stare dalla parte di israele prima era più conveniente stare dalla parte dei palestinesi, la politica vive di interessi e a mio parere gli interessi della nostra politica non coincidono mai con quelli dei cittadini. A berlusconi degli israeliani non frega un cazzo cara Deborah Fait
Messaggio di stima e di Considerazione del Governo Inglese
“La posizione dell’Ue, come è stato ribadito lo scorso dicembre, è che ogni passaggio ulteriore nelle relazioni formali tra Israele e l’Unione deve essere visto nel contesto di un progresso nel processo di pace in Medio Oriente”.
Giù i muri, rispetto della sovranità territoriale degli stati confinanti, rispetto e pari diritti e libertà di religione a tutti i cittadini israeliani, non son mica dettagli da ignorare.
come ha detto Frattini, “è un’ovvietà”, dal momento che Israele non ha MAI fatto domanda d’adesione alla UE e Berlusconi si è limitato ad esprimere un sogno personale.
Un po’ come quando gli inglesi sognavano che la CEE non nascesse mai salvo poi inginocchiarsi davanti a tutti pur di entrar a farne parte.
“Noi liberali…” (Silvio Berlusconi)
hahahahahahahahahahh ahahahhah a hhahahah ah hahhahahaha ah ah ah hahahahhhahahah ah hah ha
E sì, ElleKappa è proprio “liberale”.
…Gli analisti di Debka però, sito assai vicino all’intelligence israeliana, non si fidano di noi. E contestano i dati forniti dalla nostra diplomazia, secondo i quali l’interscambio commerciale sarebbe dimezzato negli ultimi anni. «Secondo le nostre fonti – spiegano – le cifre dell’Istat raccontano un’altra storia: le esportazioni sono cresciute del 17% nel 2008 e la crescita si conferma nel 2009». E tra le merci esportate ci sarebbero anche «strumenti che possono essere usati nel nel programma nucleare clandestino». Inoltre non scordiamo – conclude Debka – «che l’addetto militare italiano è l’unico attaché occidentale che assiste regolarmente alle parate dell’esercito iraniano, tra i manifesti che inneggiano alla cancellazione di Israele».
http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/170521/
DEBKAfile’s sources list seven glaring examples of the thriving relations between Italy and Iran:
1. Italian foreign minister Franco Frattini recently warned the European Union, on direct orders from Berlusconi, to refrain from expanding sanctions against Iran for its nuclear violations: “We must not burn every bridge,” he said, “because Iran is a key figure and we must avoid those [sanctions] that are connected with Iranian national pride.”
2. Encouraged by the Rome government, more than 1,000 Italian firms operate inside Iran, including the energy giant Eni, Fiat Ansaldo, Danieli-Duferco and Maire Technimont.
3. Only this month, Maire Tecnimont signed a contract for the purchase of 220 million euros-worth of Iranian gas to Italy. This company also furnishes the Iranian army, as well as its space and nuclear programs, with equipment.
4. Carlo Gavazzi Space is helping Iran construct its Mesbah communications satellite, even though this program is the front for the manufacture of surveillance satellites for spying on Israel.
5. The Iveco, a subsidiary of Fiat, supplies the Iranian army and Revolutionary Guards with their fleets of heavy trucks. They are seen at every military parade in Tehran, trundling past carrying Iranian ballistic missiles.
6. Levrievo speed boats, made by the Italian FB Design, are the model for the swift craft used as seaborne bombs by the Revolutionary Guards marine units and the Hizballah commando squads, which are currently training in Iran for in-depth terrorist raids in Israel.
7. The large Italian construction firm Seli is the source of Iran’s heavy earthmoving equipment for digging tunnels. Its personnel work closely with the Iranian Ghaem company, which US intelligence has discovered to be an arm of the Revolutionary Guards. Italian heavy equipment therefore helps burrow the secret fortified bunkers where Iran conceals banned projects of its nuclear program and a top priority as US or Israeli targets of attack.
The Italians claim all these transactions as civilian in nature and they have no idea what eventual use Iran may make its purchases.
http://www.debka.com/article/8574/
………Maariv invece non ha apprezzato l’accostamento Olocausto-Gaza e ironizza su «Silvio-Cesare» per il suo «comportamento bizzarro», lamentando come improprio il fatto che «appena giunto nei territori abbia paragonato Gaza alla Shoah». Yediot Ahronot dà spazio a quello che chiama il «Berlusconi show», con ampio risalto a un articolo di colore sul pranzo di gala nella residenza del presidente Shimon Peres allietato da aneddoti e «imitazioni» del presidente del Consiglio, oltre che dall’annuncio del regalo di un suo Cd di canzoni. Il Jerusalem Post ha invece preferito titolare sugli aspetti politici della visita e in particolare sull’apprezzamento rivolto dal primo ministro Benyamin Netanyahu a Berlusconi, salutato come «un leader coraggioso che è sempre dalla parte d’Israele».
FINANCIAL TIMES – Un giornale non israeliano come il Financial Times, parlando della visita di Berlusconi in Israele, dice che il primo ministro italiano è «nei guai» («hot water») per le sue dichiarazioni in cui accosta le vittime di Gaza a quelle della Shoah. Il quotidiano finanziario dice che il premier israeliano Netanyahu non ha commentato la frase di Berlusconi.
corriere della sera.
Per quel fesso di Baroni, come vedi non sono l’unico a vedere l’incoerenza del tuo padrone.
E già qui hai calpestato l’ONU : quali “razze” sono diverse dalla tua ?
“Non ho nessuna pregiudiziale sulle razze diverse dalla mia, in linea di principio non amo chiunque non rispetta e/o calpesta i diritti umani inderogabili sanciti dall’o.n.u.”
la prova che la visita è andata più che bene si trova qui:
http://tinyurl.com/yfunv8t
Povero imbecille, l’unico che ha evidenti interessi tra gli insediamenti nuovi, per cui oggi lo strumentalizzi e poi lo condannerai quando scriverai qualcosa a favore dei pals.
. Critiche alle parole di Berlusconi, e in particolare all’accostamento Gaza-Shoah, arrivano anche dalla stampa israeliana con Maarev che ironizza su «Silvio-Cesare».
se è questa la prova siamo a posto.
IDIOTA : da Tel Aviv te lo dicono.
———————————
Non siamo piu’ “un piccolo paese di merda”..
Permettetemi di ridere.
Qui in Israele abbiamo passate tre giorni camminando a un metro da terra, eravamo tutti sulla nuvoletta con un sorriso beato sul volto, soprattutto noi di origine italiana abituati a vergognarci e a morire di rabbia per l’odio italiano per Israele, odio durato 40 e piu’ lunghi anni.
Questi tre giorni della visita di Berlusconi in Israele ci hanno fatto sognare.
Perche’ rido?
Rido perche’ i sinistri italiani, verdi di rabbia, stanno facendo il nostro lavoro, il lavoro di noi giornalisti quando i loro esponenti politici sputtanavano Israele. Loro ridevano e noi che amavamo Israele scrivevamo con vergogna e dolore le parole di odio degli esponenti della sinistra Italiana.
Rido perche’ , oggi, sono loro, i sinistri, a dire “Ecco, Berlusconi ha detto che dovete restituire il Golan. Non protestate? Ecco Berlusconi ha detto che e’ giusto addolorarsi per le vittime di Gaza dopo aver pianto per le vittime della Shoa’. Perche’ non protestate per il paragone?”
Io rido perche’ a queste persone non interessa niente degli ebrei e mettono in evidenza gli scivoloni di Berlusconi per puro odio contro di lui, non per amore e rispetto per gli ebrei, vivi o morti.
Per questo rido, perche’ sono falsi e ipocriti.
La frase incriminata detta a Betlemme davanti a Abu Mazen per ovvi motivi e’ stata , azzardo, probabilmente concordata con Bibi perche’ in Israele nessuno si e’ meravigliato o si e’ scandalizzato per quelle parole, chiaramente diplomatiche, chiaramente politicamente corrette.
Berlusconi era circondato da palestinesi, doveva dire forse “delle vostre vittime non ce ne frega niente?”
Ha fatto un discorso da politico scafato che esprime quello che sa cosa gli altri si aspettano da lui.
Allora, direte, ha fatto la stessa cosa anche con voi!
Ehhhhh No, vi rispondo, perche’ qui Berlusconi ha pianto, si e’ commosso, allo Yad va Shem si e’ fermato davanti ad ogni fotografia o filmato, sinceramente sconvolto.
A Betlemme, davanti a Abu Mazen, era serio e compassato, molto freddo e professionale.
A Gerusalemme era come un fratello, rideva, piangeva, si divertiva, quando Rita, la miglior voce di Israele, ha cantato per lui nella residenza del Presidente Peres, Berlusconi era sinceramente ammirato e divertito e alla fine c’e’ stato un abbraccio generale, tra lacrime, barzellette e sorrisi ed e’ stato a questo punto che il giornalista che era presente ha esclamato “Ma perche’ un uomo cosi’ deve ritornare in Italia? Lasciatecelo qui!”
“Vi ringrazio di esistere” , ha detto Berlusconi nel suo discorso alla Knesset, ” Ogni paese libero del mondo deve ringraziare per la vostra esistenza. Siete la dimostrazione che la democrazia e’ possibile anche al di fuori dell’Occidente”
Cito a memoria perche’ il suo discorso con le parole esatte lo trovate dovunque, voglio citare a memoria come il mio cuore ricorda le sue parole e per l’emozione che mi hanno dato: miele e dolcezza dopo aver sopportato tanto odio e amarezza.
Vi chiederete perche’ tanta ammirazione per Berlusconi che in Italia odiano.
Facile, per noi Berlusconi e’ come l’ angelo della consolazione dopo aver avuto di fronte dei demoni per tanti e tanti anni.
I politici italiani della prima e seconda Repubblica hanno odiato e sbeffeggiato Israele al di la’ di ogni limite.
Per Craxi Israele era il demonio combattuto dal novello Garibaldi e Mazzini, tutti e due insieme, uniti nel brutto corpo di Arafat.
Craxi e Andreotti , due leader tanto innamorati degli arabi da far fuggire dall’Italia gli assassini mandati da Arafat che avevano ammazzato italiani.
Occhetto e Lama che, maledicendo Israele, portavano Arafat , nel tripudio generale, ad Assisi, subito dopo gli attentati terroristici organizzati dal mostro palestinese.
La bara nera gettata da Lama e suoi seguaci davanti al Tempio Maggiore e pochi giorni dopo l’
assassinio di Stefanino Gay Tache’ di due anni.
Agnoletto e Dalema che correvano ad abbracciare Arafat, prigioniero a Ramallah, mentre Israele veniva colpito da 25.000 attentati, dicendo alle telecamere che Israele, che stava morendo, era un paese nazista.
E i pacifinti? Ve li ricordate? Ricordate qualcuno di loro in Israele per solidarieta’ mentre qua si moriva bruciati vivi colpiti da tritolo, palle d’acciaio e veleno per topi e chiodi, materiale che componeva le cinture dei kamikaze, ve li ricordate?
Io no.
Nessun pacifinto e’ venuto in Israele.
Sono passati di qua, correndo da Arafat come cagnolini obbedienti, Oliver Stone e Saramango per urlarci “Nazisti”.
E noi morivamo
E i nostri bambini venivano linciati , sbranati, smembrati e nessuno ha detto mai una parola di pieta’ per noi.
Odio e nient’altro che odio.
Parliamo anche di qualcuno non italiano, ricordiamo Chirac che a Gerusalemme, mentre i soldati israeliani lo proteggevano, si e’ messo a urlargli contro “Andate via di qua, questa non e’ casa vostra”
E che dire dell’ambasciatore francese a Londra che descrisse Israele come “Un piccolo paese di merda”
Dopo tutto questo e tanto altro, non parlero’ ancora dei cortei che apostrofavano Israele come il demonio e auspicavano la sua fine fisica, volete che l’amicizia e l’affetto di un Berlusconi non ci facciano sognare?
Ha detto due frasi sbagliate?
Si, gliele perdoniamo per tutte le altre parole sono state parole d’amore e di rispetto.
Berlusconi non e’ il Messia, e’ un politico e come tale puo’ sbagliare ma noi israeliani lo amiamo perche’ ricordiamo con brividi di disgusto e schifo chi nei suoi discorsi non riusciva a inserire nemmeno due parole, non due frasi, buone nei confronti di Israele.
Israele, come un bambino che viene sempre bastonato e preso a calci, nel momento in cui trova chi gli fa anche un sorriso, si sente in paradiso, si sente finalmente amato.
Questo e’ il sentimento che ci fa provare Silvio Berlusconi e per questo io gli dico
“Grazie, Amico Presidente”.
Deborah Fait
la solita scalmanata
“Ma come farà a essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad affermare, davanti a Netanyahu, che bombardare Gaza fu «una reazione giusta» e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen, che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle della Shoah? Zelig si limitava a cambiare faccia, a seconda dell’interlocutore da compiacere. Ma questo è un uomo in grado di cancellare il tempo e lo spazio. Riesce a stare con il pilota dell’aereo che sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati. In contemporanea, e dispensando a entrambi parole di comprensione. Nella sua vita precedente insegnava ai venditori di pubblicità a essere concavi coi convessi e convessi coi concavi. Una volta li sfidò a salutare cinquanta clienti, trovando un complimento per tutti. Solo stringendo la mano al cinquantesimo, un uomo brutto e sgradevole, rimase perplesso. Poi gli disse: «Ma che bella stretta di mano ha lei!».
Molti hanno letto quei manuali americani che insegnano a infinocchiare il prossimo in 47 lezioni. Ma solo lui ha il fegato di applicarne il precetto fondamentale: credere sempre a quel che dici, anche quando è il contrario di quel che hai appena detto. Una tecnica che evidentemente funziona persino con le vecchie volpi mediorientali. Come farà? Vorrei tanto chiederglielo, se non fosse che lui nel frattempo si è già spostato nella basilica della Natività, a Betlemme, dove sta raccontando ai frati una barzelletta sulla Madonna che avrebbe preferito una femminuccia. A quel punto mi arrendo”
Preferisci la Dviri ?
No, mi accontenterei di qualcuno che non consideri nemico chiunque non sia di estrema destra, compresi Sharon, Olmert e Livni.
Deborah è stata, lo sarebbe ancora fosse possibile, UN GRANDE ELETTORE di Sharon.
Forse non hai le notizie vere sulla persona.
Diverso è certamente il Suo modo di sentire sui FASCISTI, ma su questo, la penso allo stesso Suo modo.
E ce ne sono ancora troppi, anche “nascosti” sotto la casacca ROSSA.
Non per niente, FASCIOCOMUNISTI.
Dimenticavo : non mi risulta che Deborah sia MAI stata di estrema destra.
Deborah Fait è una persona che dopo aver vissuto nel nord italia ha scelto cooerentemente di andare a vivere in Israele.
Solo un idiota può pensare di strumentalizzare, a sostegno, delle minchiate su fascisti, comunisti, e fasciocomunisti, il buon nome di una persona che non conosce.
il sito http://www.informazionecorretta.com/ potrebbe sicuramente aiutarVi a crescere intellettualmente ed ad evitare di scrivere banalità e ovvietà senza senso.
Fu con Sharon quando uscì dal Likud, e all’epoca definiva “bravissima” Tzipi Livni, ma ti sei perso qualche puntata, perché nel frattempo sono accadute un paio di cosette e i centristi che ancora difendono la politica di disimpegno di Sharon si sono tramutati in vili imballi traditori, a cominciare dalla “bravissima” Livni che – toh – non è entrata nel governo di unità nazionale, forse perché Netanyahu persegue un’altra politica.
Oh, poi qualcuno mi spiegherà perché che si sia un’opposizione è sempre cosa consigliabile tranne che in Israele.
Dimenticavo ancora, la cosa per cui ero entrato sul Blog :
http://linkati2.files.wordpress.com/2009/10/zapatero-5.doc
So che a molti, “pruderà e rosicherà”, ne ho piacere.
basta leggere quello che scrive, anche su Kadima
C’è un sondaggio di Crespi Ricerche che dice chiaramente nel Mondo negli ultimi 150 anni solo i governi di centro-destra hanno sempre goverato bene ottenendo sempre ottimi risultati.
L’alternanza è dovuta al fatto che la gente comune tende ad annoiarsi a tutta questa efficienza e quindi la volta dopo vota diversamente.
Il sondaggio si basa su 800 telefonate fatte tutte a casa di Luiciano Baroni che imitando personaggi diversi ( per fa la voce da donna par si faccia graffiare evaristo ed ernesto) da cooerentemente sempre la stessa risposta.
NON penso ti riferisca al sottoscritto, Deborah è mia amica e la conosco molto bene.
http://www.ilgiornale.it/esteri/onore_berlusconi_insulti_teheran/06-02-2010/articolo-id=419621-page=0-comments=1
Oh, mica solo su Il Giornale, eh.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201002articoli/51942girata.asp