Il grande giornalismo d’America: “Babbo Natale verrà alla Casa Bianca?”
Regalo di Natale per daw-blog.com: da oggi un nuovo acquisto, Massimo Falcioni. Benvenuto a bordo Max!

Mettete insieme una delle maggiori emittenti televisive della nazione, la più popolare stella del piccolo schermo ed un Capo di Stato che, con l’intera famiglia, si racconta ed augura un buon natale al Paese. Ne otterrete uno spettacolo di successo, intitolato “Christmas at the White House”.
Ma di cosa si tratta esattamente? Semplice: di un lungo speciale trasmesso in prima serata dal canale “Abc”, nel quale il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama per l’appunto, apre le porte della sua “casa” ad Oprah Winfrey, una delle donne più potenti del globo. Se poi considerate che quest’ultima è stata la più convinta ed influente sostenitrice del Presidente democratico durante la sofferta campagna elettorale con John McCain (e ancor prima con Hillary Clinton), l’anomalia è davvero completa.
Immaginatevi infatti cosa accadrebbe se il “format” venisse, “malauguratamente”, importato in Italia. Pensate ad un’importante rete televisiva, ad uno spazio in “prime time” concesso al Premier, al Presidente del Consiglio che in braccio tiene i suoi figli (a dire il vero un pò grandicelli) e per mano la sua consorte (è vero, eventualità questa, altamente improbabile). Piazzateci poi Bruno Vespa (anche se, visto il paragone con la Winfrey, i nomi di Fede o Belpietro sarebbero più idonei), autore di domande tutt’altro che scomode e il mix è completato.
Imminenti e furibonde sarebbero le reazioni. La sinistra griderebbe al “regime”; Grillo e Di Pietro riaffollerebbero le piazze e il conduttore di “Porta a Porta” finirebbe alla gogna. Un pò come capito lo scorso settembre, quando Berlusconi scelse proprio il salotto di Vespa per celebrare il suo “miracolo abruzzese” post terremoto.
Ma torniamo alle questioni poste al Presidente Obama nel corso del faccia a faccia. «E’ cambiato il rapporto con Michelle da quando è stato eletto?», «Crede che il suo sia un matrimonio da invidiare?», «Babbo Natale verrà alla Casa Bianca?». Interrogativi vitali, indispensabili, che hanno completamente oscurato altri argomenti quali il recente rifinanziamento della missione in Afghanistan, la mancata chiusura del carcere di Guantanamo (al contrario proclamata in due anni di campagna elettorale) ed il rifiuto ad aderire al Trattato contro le mine anti-uomo.
Questa è l’America di Barack, che nessun autore di libretti-for-dummies, come Travaglio, racconta, ma che tutti celebrano. A conti fatti, qualcuno è ancora convito di trovarsi in un’atipica dittatura mediatica?
Massimo Falcioni per daw-blog.com
mercoledì 23 dicembre 2009 ore 16:05
(C) DAW-BLOG/DAW-NEWS RIPRODUZIONE RISERVATA









ilsenatore
23.12.09 17:11 at 17:11
benvenuto Max!
ilsenatore
23.12.09 17:18 at 17:18
A proposito di promesse non ottenute
http://tinyurl.com/yjepoov
zappa
23.12.09 17:24 at 17:24
intanto un benvenuto al nuovo acquisto.
poi partiamo col post.
la situazione dei media italiani e americani e' imparagonabile. per un programma accondiscente su una rete ne esistono altri che attaccano il presidente. come in Italia c'e' annozero che tratta argomenti poco graditi al premier.
il vero vulnus pero' non e' questo. ma il fatto che Obama, direttamente o indirettamente cotrolla lo 0% delle maggiori emittenti americane. berlusconi, tramite famiglia e occupazione della rai (che naturalmente fa, sbagliando, ogni governo) controlla il 100% dei canali in chiaro piu' importanti.
che poi ci siano interviste inginocchiate capita in qualunque paese. i giornalista senza schiena non sono una nostra invenzione. il nostro problema ha un solo e ben famoso nome: conflitto d'interessi.
Maxminchiate
23.12.09 17:25 at 17:25
Berlusconi Silvio non è abbronzato , non è fedele, non è sincero, non è giovane, non è rispettoso della famiglia, non è rispettoso della legge, non è rispettoso della costituzione italiana, incita a non pagare le tasse e non ha il limite dei due mandati elettorali.
A differenza di Obama monopolizza le tv private nazionali, controlla le tv pubbliche nazionali, possiede quotidiani nazionali.
Come si fa a paragonarli ?
Ai servi del blog Obama non piace perchè fondamentalmente non ama il modo di far politica e lo stile di vita del nanetto di arcore.
Benvenuto max, bell'inizio !!
Il Vate
23.12.09 17:39 at 17:39
Vedo che da parecchio tempo gira , su questo spazio, l'angosciante domanda:" pensate cosa sarebbe successo se al posto di Berlusconi ci fosse stato Prodi o il governo di centrosinistra" !!!
Ebbene, mi sono posto anch'io questo quesito ; e la risposta che ho trovato è sempre la medesima: sarebbe stato un infinità di volte meglio . Non vedo nulla di inferiore in quello che avrebbe potuto fare una coalizione di governo disastrata come quello di centrosinistra, di quello che ha fatto questa coalizione di servi bastardi , assieme al loro ducetto schifoso
Pietro
24.12.09 23:57 at 23:57
tu che chiami bastardi milioni di persone, scommetto che tu non sai nemmeno chi sia tuo padre……………..!!!!!!!!
Piazzale Loreto
23.12.09 17:49 at 17:49
l'alternanza dal 1994 ad oggi è dovuta proprio a quello che tu evidenzi.
Ogni volta si è scelta l'altra coalizione per punire quella che aveva governato male.
Ma con questo giochetto del "lui è peggio di me" fatto sostanzialmente dalle stesse persone, l'italia ora è in braghe di tela con un debito pubblico pro-capite raddoppiato rispetto al 1994.
Il ducetto invece ha decuplicato la sua ricchezza personale.
il nano
23.12.09 17:52 at 17:52
Cioè, "Più Travaglio per tutti?"
Vorresti un Travaglio americano o una situazione simil-americana da noi?
E poi: qualcuno vuole spiegarmi la faccenda dei "libretti-per-dummies" di Travaglio? Volete farmi un esempio di un libro e spiegarmi perchè è un "libretto" (vabbè qualcuno è breve ma non tutti) e perchè sarebbe "per-dummies"? Cioè, voi ve li siete letti tutti/ne avete letti abbastanza e avete deciso in base a qualche parametro che sono "per-dummies" o è una posizione aprioristica?
jack
23.12.09 18:14 at 18:14
E Benvenuto a Massimo!
Devo dire che, al di là delle interviste a pecora della Winfrey, ho pero' avuto la sensazione che pian piano la sbronza mediatica per Obama stia scemando; confesso che ho temuto la copertina del Time per il personaggio dell'anno, ed invece niente… Se poi sommiamo anche gli indici di gradimento in calo, forse stiam uscendo dal rincoglionimento collettivo, ed un minimo di obbiettività sta tornando nell'approccio verso Obama (bacucchi svedesi esclusi)
ilsenatore
23.12.09 18:19 at 18:19
ma noi però non siamo mai stati vittima del rincoglionimento collettivo. Precisiamolo
zappa
23.12.09 18:24 at 18:24
oddio. voi c'avete un rincoglionimento al contrario. pretendevate che riuscisse a fare quello che ha promesso per il suo mandato nel primo quareto d'ora.
jack
23.12.09 18:29 at 18:29
no no, mai avuto fiducia noi
zappa
23.12.09 18:35 at 18:35
mi piace sempre ricordare la fiducia di senatore nella vittoria di McCain
domenico
23.12.09 19:51 at 19:51
la chiusura di guantanamo l'aveva data come certa per il 2009.
ora slitta sembra al 2011
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/…
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2…
zappa
23.12.09 18:23 at 18:23
prenditela coi norvegesi
jack
23.12.09 18:29 at 18:29
ah vero diamine, norvegia e svezia, sempre confusione!
ilsenatore
23.12.09 18:42 at 18:42
sempre coglioni sono..
zappa
23.12.09 18:48 at 18:48
dai che per il 2010 ti tocca cambiare opinione:
http://silvioperilnobel.sitonline.it/
moro70
23.12.09 19:01 at 19:01
A molti di noi Obama non piace perchè ricorda un pò Veltroni, per il resto, anche se ovviamente parteggiavo per McCain, Obama resta il mio presidente (sotto il Berlusca, ovviamente); bisogna però ammettere che hanno esagerato….tutti a 90°, il premio nobel per la pace (anche se non ha ancora ritirato un soldato), interviste da tutte le parti, 200.000 persone festanti a Belino; se si mettesse a scrivere qualche libro e veltroni si abbronzasse un pochetto, sarebbero uguali.
maxminchiate
23.12.09 19:06 at 19:06
Bravo spiegalo tu a quel mercenario del senatore che con bushino condivideva l'alcol e le bombe.
domenico
23.12.09 19:48 at 19:48
in realtà in politica estera obama è molto bushiano e la sinistra radicale americana se ne sta rendendo conto.
quello che non sopporto è quanti fanno finta di non capirlo (penso a certi giornalisti nostrani).
maxminchiate
23.12.09 19:04 at 19:04
facciamo una scommessa oggi 23 12 2009, che Obama sarà il miglior Presidente americano degli ultimi 150 anni.
Scommettiamo anche che il ducetto di arcore non arriva a fine legislatura per colpa dei dissidi interni al pdl.
Se vinco, voi vi impegnate solennemente a pisciare controvento per una settimana.
Se perdo, vado in pellegrinaggio ad arcore in ginocchio e giuro fedeltà eterna al duce.
moro70
23.12.09 19:28 at 19:28
Scommessa accettata, anche se battere Regan e Bush, sarà veramente dura. Se però ci dovessero essere dei Berlusconi II o III non vale; deve cadere e si deve andare a votare oppure deve cambiare la maggioranza, ad esempio se diventa primo ministro il leader del csx, Fini, senza votare, hai vinto tu. Ok?
papi
23.12.09 20:48 at 20:48
aivoglia a spiegarlo e rispiegarlo ma quando la capa è di tufo non ce niente da fare…
l'italia è una repubblica PARLAMENTAREEEEEEEEE!
che centrano con noi abitudini "mediatiche" nate sul presupposto che negli usa esiste una repubblica PRESIDENZIALEEEEEE!
moro70
23.12.09 21:09 at 21:09
Quindi in america si possono fare domande stupide sul tempo e la famiglia, glissando quelle un pò più scottanti solo perchè è una repubblica presidenziale, mentre in Italia bisogna rispondere a D'Avanzo perchè è un repubblica parlamentare. Ne ho imparata una nuova.
papi
24.12.09 10:36 at 10:36
a parte che qui da noi vespa è campione nel glissarefacendo domande intorno ad un plastico…
quello che voglio dire è che in america è normale ed accettato da secoli dare risalto al capo della nazione.
qui da noi visto le catastrofiche esperienze di 70 anni fa ci siamo strutturati diversamente anche col fine di evitere certi personalismi…
poi 15 anni fa col "nuovo (vecchio rottame) che avanza"…si sta cercando di aggirare l'ostacolo con mezzucci vari…avendo la fortuna però di poter vantare un popolo vecchio e sempre più bue.
buon natale a tutti!
per oggi lasciamo perdere i bocchini…
Luciano Baroni
24.12.09 22:13 at 22:13
Ma và, cosa si è evitato sino a 15 anni fa ?
Saltare sui banchi del Parlamento, ad esempio ?
Fare scazzottate tra DC e comunisti, tra comunisti e fascisti, sempre in Parlamento ?
Chiamare "la piazza ogni 3×3 da parte delle "strutture parallele e convergenti tra Partito e Sindacato, Collaterali" e fare del Culto della personalità Togliattiana e Berlingueriana" ?
Giuro e domando : se credo a questa panzana che hai scritto, ne continui a raccontare delle altre ?
papi
25.12.09 19:05 at 19:05
ma che cazzo vai scrivendo imbecille!!?
non centra assolutamente niente!!!
ma vai a spingere vecchietti in pianeta e pastorale o lanciare statuette nei denti ad altri vecchietti…
Luciano Baroni
25.12.09 22:53 at 22:53
papi scrive:
25 dicembre 2009 alle 18:05
ma che cazzo vai scrivendo imbecille!!?
non centra assolutamente niente!!!
ma vai a spingere vecchietti in pianeta e pastorale o lanciare statuette nei denti ad altri vecchietti…
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Questo è compito tuo e degli STRONZI al tuo pari.
Return
23.12.09 21:00 at 21:00
che noia ragazzi parete un disco rotto
Luciano Baroni
24.12.09 22:09 at 22:09
C'è ghiaccio sulla "parete" ?
Scivoli alquanto ?
Return
25.12.09 12:35 at 12:35
oggi bisogna essere buoni soprattutto con gli sfortunati. buon natale!
Luciano Baroni
25.12.09 22:51 at 22:51
Vedo che il Natale ti ha insegnato qualcosa : scrivere di te.
E' già qualcosa.
Return
25.12.09 23:57 at 23:57
specchio riflesso pappapperopappappà
Luciano Baroni
26.12.09 9:36 at 09:36
Return scrive:
25 dicembre 2009 alle 22:57
specchio riflesso pappapperopappappà
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Bene, sei sul buon video, non fai nessuna fatica, è importante per il poco che riesci a recepire, continui a progredire.
Chissà………
Return
26.12.09 10:58 at 10:58
Auguri!
mery poppy
23.12.09 21:10 at 21:10
Lasciatemelo dire..tanto lo dico ugualmente anche se non mi lasciate….lo avevo predetto,lo avevo anticipato,lo ho detto a diverse persone…SCOMMETTIAMO CHE PERDONA?Scommettiamo che farà una cosa eclatante verso il suo aguzzino e tutta la famiglia?????L'ho detto appena successo,subito il giorno dopo….e cosi' è stato….cosa non si farebbe per apparire.CHE SCHIFO!!!!
daw
24.12.09 3:00 at 03:00
benvenuto a max
Wad Aviaalcù
24.12.09 10:56 at 10:56
le palle rosse nella home page di oggi, sono la perfetta sintesi dei contenuti 2009 di questo blog. ( noiosissime palle quotidiane)
Mi auguro che nel 2010 Daw ritrovi la retta via che, ai tempi del cannocchiale, gli ha permesso di scalare la classifica dei blog più cliccati.
Ogni tanto sforzati di fare un articolo che non riguardi Berlusconi
Luciano Baroni
24.12.09 11:06 at 11:06
A volte Gesù Bambino risponde.
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http://linkati2lu.wordpress.com/files/2009/11/fil…
Luciano Baroni
24.12.09 11:09 at 11:09
Il perdono e la condanna
Scritto da Davide Giacalone
giovedì 24 dicembre 2009
Il perdono dell'attentatore, da parte del presidente del Consiglio, è cosa, probabilmente, nobile. Ma anche ininfluente, dal punto di vista collettivo. Ho manifestato fastidio, diverse volte, per il modo in cui certi parenti delle vittime s'incaponiscono a chiedere che ci sia un colpevole, quasi che il dubbio arrechi offesa alla memoria di chi non c'è più.. Il colpevolismo dei congiunti si può esercitare, legittimamente, con l'uso degli strumenti processuali, quali la costituzione di parte civile, mentre assume un sapore sgradevole se sventolato quasi sia una pretesa punitiva alternativa a quella dello Stato, o d'imposizione di un determinato colpevole. Vale per chi accusa, ma vale anche per chi perdona. In questo secondo caso non cade, non recede, né s'affievolisce il dovere punitivo.
Nel diritto islamico sono i parenti delle vittime a potere decidere sulla sorte di un condannato. Trovo che sia un bell'esempio di barbarie, da non imitare. Nel caso specifico, relativo a quel che è successo a piazza Duomo, posto che tutti abbiamo visto, il compito della magistratura è, prima di tutto, stabilire se si tratta di una persona consapevole di quel che fa, o meno. Visto dall'esterno, sulla base di quel che si legge sui giornali, sembra essere un esaltato, ma non un matto. Comunque, se malato di mente lo si dovrà curare, mettendolo laddove non possa arrecare offesa all'incolumità altrui. Se, invece, ci sta con la testa, o con quel che crede essere la testa, allora si dovranno stabilire eventuali connessioni ed istigazioni, ferma restando la sua personale responsabilità penale, che deve dare luogo ad una condanna. Deve.
Il perdono, da parte della vittima, è un fatto privato. Così come il pentimento, per un delinquente, è un fatto intimo. Quel che ai tribunali compete è la valutazione dei comportamenti concreti (quindi anche della collaborazione con la giustizia), alla luce non di quel che il giudice pensa del mondo, ma di quel che è scritto nelle leggi. La giustizia deve essere giusta. Né feroce, né clemente.
Oggi è la vigilia di Natale, festività religiosa che, come accade a battesimi, comunioni e matrimoni, si presta all'esagerazione dei consumi. Sono giorni di bontà impacchettata, talché taluni potranno giudicare stonate queste parole di severità. Mi sembrano appropriate, invece, perché, nel nostro vivere collettivo, s'è smarrito il senso di responsabilità, che ha una forte radice morale, quindi, per i fedeli, anche religiosa. Sembra, penosamente, d'essere circondati da persone non responsabili di quel che fanno, o, almeno, tale è, troppo spesso, il racconto pubblico. Invece è responsabile chi dice che il Tale deve essere fatto fuori, anche se poi, vigliacco e non conseguente, prende l'applauso degli accoliti e fugge a nascondersi. Ed è responsabile chi attenta all'incolumità altrui, anche se lo ha fatto dopo avere sentito un sobillatore sostenere che quella è la via giusta. Ciascuno di noi è responsabile della propria condotta di vita, anche quando le nostre scelte non configurano alcun reato, ma si prestano ad essere giudicate negativamente.
Noi stessi, che abbiamo la fortuna ed il privilegio di scrivere e parlare agli altri, dobbiamo sempre porci il problema di cosa accadrebbe se ci prendessero sul serio. E' un peso che sento, anche perché non si vuol certo rinunciare al diritto ed al dovere di denunciare, anche con toni forti, le cose che non vanno. Subiamo spesso, invece, toni e parole privi di ragionevolezza e responsabilità. E non è un caso che la dissolutezza dei costumi, il decadere dell'etica civile, s'accompagnino al fiorire di linguaggi sguaiati, imprudenti, criminogeni.
Abbiamo tutti bisogno di maggiore serietà e severità. Chi attenta alla sicurezza di uno attacca la libertà di tutti. Deve essere condannato.
Luca 6:29
24.12.09 11:27 at 11:27
A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica
Piu che maggiore serenità, Davide Giacalone dovrebbe leggere più spesso la bibbia.
"Umanamente lo perdono", solo uno xenofobo lo poteva dire.
Luciano Baroni
24.12.09 12:49 at 12:49
La Bibbia parla anche dell'occhio per occhio, oltre che della spada.
Tu e l'agricoltore molisano siete fortunati.
il miglior discorso
24.12.09 12:02 at 12:02
il messaggio al mondo musulmano del presidente degli Stati Uniti
Il discorso di Obama al Cairo
Il testo integrale nella versione originale in inglese
I am honored to be in the timeless city of Cairo, and to be hosted by two remarkable institutions. For over a thousand years, Al-Azhar has stood as a beacon of Islamic learning, and for over a century, Cairo University has been a source of Egypt's advancement. Together, you represent the harmony between tradition and progress. I am grateful for your hospitality, and the hospitality of the people of Egypt. I am also proud to carry with me the goodwill of the American people, and a greeting of peace from Muslim communities in my country: assalaamu alaykum.
"We meet at a time of tension between the United States and Muslims around the world – tension rooted in historical forces that go beyond any current policy debate. The relationship between Islam and the West includes centuries of co-existence and cooperation, but also conflict and religious wars. More recently, tension has been fed by colonialism that denied rights and opportunities to many Muslims, and a Cold War in which Muslim-majority countries were too often treated as proxies without regard to their own aspirations.
Moreover, the sweeping change brought by modernity and globalization led many Muslims to view the West as hostile to the traditions of Islam. Violent extremists have exploited these tensions in a small but potent minority of Muslims. The attacks of September 11th, 2001 and the continued efforts of these extremists to engage in violence against civilians has led some in my country to view Islam as inevitably hostile not only to America and Western countries, but also to human rights. This has bred more fear and mistrust. So long as our relationship is defined by our differences, we will empower those who sow hatred rather than peace, and who promote conflict rather than the cooperation that can help all of our people achieve justice and prosperity. This cycle of suspicion and discord must end. I have come here to seek a new beginning between the United States and Muslims around the world; one based upon mutual interest and mutual respect; and one based upon the truth that America and Islam are not exclusive, and need not be in competition. Instead, they overlap, and share common principles – principles of justice and progress; tolerance and the dignity of all human beings. I do so recognizing that change cannot happen overnight. No single speech can eradicate years of mistrust, nor can I answer in the time that I have all the complex questions that brought us to this point. But I am convinced that in order to move forward, we must say openly the things we hold in our hearts, and that too often are said only behind closed doors. There must be a sustained effort to listen to each other; to learn from each other; to respect one another; and to seek common ground.
As the Holy Koran tells us, "Be conscious of God and speak always the truth." That is what I will try to do – to speak the truth as best I can, humbled by the task before us, and firm in my belief that the interests we share as human beings are far more powerful than the forces that drive us apart. Part of this conviction is rooted in my own experience. I am a Christian, but my father came from a Kenyan family that includes generations of Muslims. As a boy, I spent several years in Indonesia and heard the call of the azaan at the break of dawn and the fall of dusk. As a young man, I worked in Chicago communities where many found dignity and peace in their Muslim faith. As a student of history, I also know civilization's debt to Islam. It was Islam – at places like Al-Azhar University – that carried the light of learning through so many centuries, paving the way for Europe's Renaissance and Enlightenment. It was innovation in Muslim communities that developed the order of algebra; our magnetic compass and tools of navigation; our mastery of pens and printing; our understanding of how disease spreads and how it can be healed. Islamic culture has given us majestic arches and soaring spires; timeless poetry and cherished music; elegant calligraphy and places of peaceful contemplation. And throughout history, Islam has demonstrated through words and deeds the possibilities of religious tolerance and racial equality.
I know, too, that Islam has always been a part of America's story. The first nation to recognize my country was Morocco. In signing the Treaty of Tripoli in 1796, our second President John Adams wrote, "The United States has in itself no character of enmity against the laws, religion or tranquility of Muslims." And since our founding, American Muslims have enriched the United States. They have fought in our wars, served in government, stood for civil rights, started businesses, taught at our Universities, excelled in our sports arenas, won Nobel Prizes, built our tallest building, and lit the Olympic Torch. And when the first Muslim-American was recently elected to Congress, he took the oath to defend our Constitution using the same Holy Koran that one of our Founding Fathers – Thomas Jefferson – kept in his personal library. So I have known Islam on three continents before coming to the region where it was first revealed. That experience guides my conviction that partnership between America and Islam must be based on what Islam is, not what it isn't. And I consider it part of my responsibility as President of the United States to fight against negative stereotypes of Islam wherever they appear. But that same principle must apply to Muslim perceptions of America. Just as Muslims do not fit a crude stereotype, America is not the crude stereotype of a self-interested empire. The United States has been one of the greatest sources of progress that the world has ever known. We were born out of revolution against an empire. We were founded upon the ideal that all are created equal, and we have shed blood and struggled for centuries to give meaning to those words – within our borders, and around the world. We are shaped by every culture, drawn from every end of the Earth, and dedicated to a simple concept: E pluribus unum: "Out of many, one."
Much has been made of the fact that an African-American with the name Barack Hussein Obama could be elected President. But my personal story is not so unique. The dream of opportunity for all people has not come true for everyone in America, but its promise exists for all who come to our shores – that includes nearly seven million American Muslims in our country today who enjoy incomes and education that are higher than average. Moreover, freedom in America is indivisible from the freedom to practice one's religion. That is why there is a mosque in every state of our union, and over 1,200 mosques within our borders. That is why the U.S. government has gone to court to protect the right of women and girls to wear the hijab, and to punish those who would deny it.
Islam is a part of America. And I believe that America holds within her the truth that regardless of race, religion or station in life, all of us share common aspirations – to live in peace and security; to get an education and to work with dignity; to love our families, our communities, and our God. These things we share. This is the hope of all humanity. Of course, recognizing our common humanity is only the beginning of our task. Words alone cannot meet the needs of our people. These needs will be met only if we act boldly in the years ahead; and if we understand that the challenges we face are shared, and our failure to meet them will hurt us all. For we have learned from recent experience that when a financial system weakens in one country, prosperity is hurt everywhere. When a new flu infects one human being, all are at risk. When one nation pursues a nuclear weapon, the risk of nuclear attack rises for all nations. When violent extremists operate in one stretch of mountains, people are endangered across an ocean. And when innocents in Bosnia and Darfur are slaughtered, that is a stain on our collective conscience. That is what it means to share this world in the 21st century. That is the responsibility we have to one another as human beings. This is a difficult responsibility to embrace. For human history has often been a record of nations and tribes subjugating one another to serve their own interests. Yet in this new age, such attitudes are self-defeating. Given our interdependence, any world order that elevates one nation or group of people over another will inevitably fail. So whatever we think of the past, we must not be prisoners of it. Our problems must be dealt with through partnership; progress must be shared. That does not mean we should ignore sources of tension. Indeed, it suggests the opposite: we must face these tensions squarely.
And so in that spirit, let me speak as clearly and plainly as I can about some specific issues that I believe we must finally confront together. The first issue that we have to confront is violent extremism in all of its forms. In Ankara, I made clear that America is not – and never will be – at war with Islam. We will, however, relentlessly confront violent extremists who pose a grave threat to our security. Because we reject the same thing that people of all faiths reject: the killing of innocent men, women, and children. And it is my first duty as President to protect the American people. The situation in Afghanistan demonstrates America's goals, and our need to work together. Over seven years ago, the United States pursued al Qaeda and the Taliban with broad international support. We did not go by choice, we went because of necessity. I am aware that some question or justify the events of 9/11. But let us be clear: al Qaeda killed nearly 3,000 people on that day. The victims were innocent men, women and children from America and many other nations who had done nothing to harm anybody. And yet Al Qaeda chose to ruthlessly murder these people, claimed credit for the attack, and even now states their determination to kill on a massive scale. They have affiliates in many countries and are trying to expand their reach. These are not opinions to be debated; these are facts to be dealt with. Make no mistake: we do not want to keep our troops in Afghanistan. We seek no military bases there. It is agonizing for America to lose our young men and women. It is costly and politically difficult to continue this conflict. We would gladly bring every single one of our troops home if we could be confident that there were not violent extremists in Afghanistan and Pakistan determined to kill as many Americans as they possibly can. But that is not yet the case. That's why we're partnering with a coalition of forty-six countries. And despite the costs involved, America's commitment will not weaken.
Indeed, none of us should tolerate these extremists. They have killed in many countries. They have killed people of different faiths – more than any other, they have killed Muslims. Their actions are irreconcilable with the rights of human beings, the progress of nations, and with Islam. The Holy Koran teaches that whoever kills an innocent, it is as if he has killed all mankind; and whoever saves a person, it is as if he has saved all mankind. The enduring faith of over a billion people is so much bigger than the narrow hatred of a few. Islam is not part of the problem in combating violent extremism – it is an important part of promoting peace. We also know that military power alone is not going to solve the problems in Afghanistan and Pakistan. That is why we plan to invest ê1.5 billion each year over the next five years to partner with Pakistanis to build schools and hospitals, roads and businesses, and hundreds of millions to help those who have been displaced. And that is why we are providing more than ê2.8 billion to help Afghans develop their economy and deliver services that people depend upon. Let me also address the issue of Iraq. Unlike Afghanistan, Iraq was a war of choice that provoked strong differences in my country and around the world. Although I believe that the Iraqi people are ultimately better off without the tyranny of Saddam Hussein, I also believe that events in Iraq have reminded America of the need to use diplomacy and build international consensus to resolve our problems whenever possible. Indeed, we can recall the words of Thomas Jefferson, who said: "I hope that our wisdom will grow with our power, and teach us that the less we use our power the greater it will be." Today, America has a dual responsibility: to help Iraq forge a better future – and to leave Iraq to Iraqis. I have made it clear to the Iraqi people that we pursue no bases, and no claim on their territory or resources. Iraq's sovereignty is its own. That is why I ordered the removal of our combat brigades by next August. That is why we will honor our agreement with Iraq's democratically-elected government to remove combat troops from Iraqi cities by July, and to remove all our troops from Iraq by 2012.
We will help Iraq train its Security Forces and develop its economy. But we will support a secure and united Iraq as a partner, and never as a patron. And finally, just as America can never tolerate violence by extremists, we must never alter our principles. 9/11 was an enormous trauma to our country. The fear and anger that it provoked was understandable, but in some cases, it led us to act contrary to our ideals. We are taking concrete actions to change course. I have unequivocally prohibited the use of torture by the United States, and I have ordered the prison at Guantanamo Bay closed by early next year. So America will defend itself respectful of the sovereignty of nations and the rule of law. And we will do so in partnership with Muslim communities which are also threatened. The sooner the extremists are isolated and unwelcome in Muslim communities, the sooner we will all be safer. The second major source of tension that we need to discuss is the situation between Israelis, Palestinians and the Arab world. America's strong bonds with Israel are well known. This bond is unbreakable. It is based upon cultural and historical ties, and the recognition that the aspiration for a Jewish homeland is rooted in a tragic history that cannot be denied.
Around the world the Jewish people were persecuted for centuries, and anti-semitism in Europe culminated in unprecedented holocaust. Tomorrow I will visit Buchenwald, which was part of a network of camps where Jews were enslaved, tortured, shot and gassed to death by the Third Reich. Six million Jews were killed – more than the entire Jewish population of Israel today. Denying that fact is baseless, ignorant, and hateful. Threatening Israel with destruction – or repeating vile stereotypes about Jews – is deeply wrong, and only serves to evoke in the minds of Israelis this most painful of memories while preventing the peace that the people of this region deserve. On the other hand, it is also undeniable that the Palestinian people – Muslims and Christians – have suffered in pursuit of a homeland. For more than sixty years they have endured the pain of dislocation. Many wait in refugee camps in the West Bank, Gaza, and neighboring lands for a life of peace and security that they have never been able to lead. They endure the daily humiliations – large and small – that come with occupation. So let there be no doubt: the situation for the Palestinian people is intolerable. America will not turn our backs on the legitimate Palestinian aspiration for dignity, opportunity, and a state of their own. For decades, there has been a stalemate: two peoples with legitimate aspirations, each with a painful history that makes compromise elusive. It is easy to point fingers – for Palestinians to point to the displacement brought by Israel's founding, and for Israelis to point to the constant hostility and attacks throughout its history from within its borders as well as beyond.
But if we see this conflict only from one side or the other, then we will be blind to the truth: the only resolution is for the aspirations of both sides to be met through two states, where Israelis and Palestinians each live in peace and security. That is in Israel's interest, Palestine's interest, America's interest, and the world's interest. That is why I intend to personally pursue this outcome with all the patience that the task requires. The obligations that the parties have agreed to under the Road Map are clear. For peace to come, it is time for them – and all of us – to live up to our responsibilities. Palestinians must abandon violence. Resistance through violence and killing is wrong and does not succeed. For centuries, black people in America suffered the lash of the whip as slaves and the humiliation of segregation. But it was not violence that won full and equal rights. It was a peaceful and determined insistence upon the ideals at the center of America's founding. This same story can be told by people from South Africa to South Asia; from Eastern Europe to Indonesia. It's a story with a simple truth: that violence is a dead end. It is a sign of neither courage nor power to shoot rockets at sleeping children, or to blow up old women on a bus. That is not how moral authority is claimed; that is how it is surrendered.
Now is the time for Palestinians to focus on what they can build. The Palestinian Authority must develop its capacity to govern, with institutions that serve the needs of its people. Hamas does have support among some Palestinians, but they also have responsibilities. To play a role in fulfilling Palestinian aspirations, and to unify the Palestinian people, Hamas must put an end to violence, recognize past agreements, and recognize Israel's right to exist. At the same time, Israelis must acknowledge that just as Israel's right to exist cannot be denied, neither can Palestine's. The United States does not accept the legitimacy of continued Israeli settlements. This construction violates previous agreements and undermines efforts to achieve peace. It is time for these settlements to stop. Israel must also live up to its obligations to ensure that Palestinians can live, and work, and develop their society. And just as it devastates Palestinian families, the continuing humanitarian crisis in Gaza does not serve Israel's security; neither does the continuing lack of opportunity in the West Bank. Progress in the daily lives of the Palestinian people must be part of a road to peace, and Israel must take concrete steps to enable such progress.
Finally, the Arab States must recognize that the Arab Peace Initiative was an important beginning, but not the end of their responsibilities. The Arab-Israeli conflict should no longer be used to distract the people of Arab nations from other problems. Instead, it must be a cause for action to help the Palestinian people develop the institutions that will sustain their state; to recognize Israel's legitimacy; and to choose progress over a self-defeating focus on the past. America will align our policies with those who pursue peace, and say in public what we say in private to Israelis and Palestinians and Arabs. We cannot impose peace. But privately, many Muslims recognize that Israel will not go away. Likewise, many Israelis recognize the need for a Palestinian state. It is time for us to act on what everyone knows to be true. Too many tears have flowed. Too much blood has been shed. All of us have a responsibility to work for the day when the mothers of Israelis and Palestinians can see their children grow up without fear; when the Holy Land of three great faiths is the place of peace that God intended it to be; when Jerusalem is a secure and lasting home for Jews and Christians and Muslims, and a place for all of the children of Abraham to mingle peacefully together as in the story of Isra, when Moses, Jesus, and Mohammed (peace be upon them) joined in prayer. The third source of tension is our shared interest in the rights and responsibilities of nations on nuclear weapons. This issue has been a source of tension between the United States and the Islamic Republic of Iran.
For many years, Iran has defined itself in part by its opposition to my country, and there is indeed a tumultuous history between us. In the middle of the Cold War, the United States played a role in the overthrow of a democratically-elected Iranian government. Since the Islamic Revolution, Iran has played a role in acts of hostage-taking and violence against U.S. troops and civilians. This history is well known. Rather than remain trapped in the past, I have made it clear to Iran's leaders and people that my country is prepared to move forward. The question, now, is not what Iran is against, but rather what future it wants to build. It will be hard to overcome decades of mistrust, but we will proceed with courage, rectitude and resolve. There will be many issues to discuss between our two countries, and we are willing to move forward without preconditions on the basis of mutual respect. But it is clear to all concerned that when it comes to nuclear weapons, we have reached a decisive point. This is not simply about America's interests. It is about preventing a nuclear arms race in the Middle East that could lead this region and the world down a hugely dangerous path. I understand those who protest that some countries have weapons that others do not. No single nation should pick and choose which nations hold nuclear weapons. That is why I strongly reaffirmed America's commitment to seek a world in which no nations hold nuclear weapons. And any nation – including Iran – should have the right to access peaceful nuclear power if it complies with its responsibilities under the nuclear Non-Proliferation Treaty. That commitment is at the core of the Treaty, and it must be kept for all who fully abide by it. And I am hopeful that all countries in the region can share in this goal.
The fourth issue that I will address is democracy. I know there has been controversy about the promotion of democracy in recent years and much of this controversy is connected to the war in Iraq. So let me be clear: no system of government can or should be imposed upon one nation by any other. That does not lessen my commitment, however, to governments that reflect the will of the people. Each nation gives life to this principle in its own way, grounded in the traditions of its own people. America does not presume to know what is best for everyone, just as we would not presume to pick the outcome of a peaceful election. But I do have an unyielding belief that all people yearn for certain things: the ability to speak your mind and have a say in how you are governed; confidence in the rule of law and the equal administration of justice; government that is transparent and doesn't steal from the people; the freedom to live as you choose. Those are not just American ideas, they are human rights, and that is why we will support them everywhere. There is no straight line to realize this promise. But this much is clear: governments that protect these rights are ultimately more stable, successful and secure. Suppressing ideas never succeeds in making them go away.
America respects the right of all peaceful and law-abiding voices to be heard around the world, even if we disagree with them. And we will welcome all elected, peaceful governments – provided they govern with respect for all their people. This last point is important because there are some who advocate for democracy only when they are out of power; once in power, they are ruthless in suppressing the rights of others. No matter where it takes hold, government of the people and by the people sets a single standard for all who hold power: you must maintain your power through consent, not coercion; you must respect the rights of minorities, and participate with a spirit of tolerance and compromise; you must place the interests of your people and the legitimate workings of the political process above your party. Without these ingredients, elections alone do not make true democracy.
The fifth issue that we must address together is religious freedom. Islam has a proud tradition of tolerance. We see it in the history of Andalusia and Cordoba during the Inquisition. I saw it firsthand as a child in Indonesia, where devout Christians worshiped freely in an overwhelmingly Muslim country. That is the spirit we need today. People in every country should be free to choose and live their faith based upon the persuasion of the mind, heart, and soul. This tolerance is essential for religion to thrive, but it is being challenged in many different ways. Among some Muslims, there is a disturbing tendency to measure one's own faith by the rejection of another's. The richness of religious diversity must be upheld – whether it is for Maronites in Lebanon or the Copts in Egypt. And fault lines must be closed among Muslims as well, as the divisions between Sunni and Shia have led to tragic violence, particularly in Iraq. Freedom of religion is central to the ability of peoples to live together. We must always examine the ways in which we protect it. For instance, in the United States, rules on charitable giving have made it harder for Muslims to fulfill their religious obligation. That is why I am committed to working with American Muslims to ensure that they can fulfill zakat. Likewise, it is important for Western countries to avoid impeding Muslim citizens from practicing religion as they see fit – for instance, by dictating what clothes a Muslim woman should wear. We cannot disguise hostility towards any religion behind the pretence of liberalism. Indeed, faith should bring us together. That is why we are forging service projects in America that bring together Christians, Muslims, and Jews. That is why we welcome efforts like Saudi Arabian King Abdullah's Interfaith dialogue and Turkey's leadership in the Alliance of Civilizations. Around the world, we can turn dialogue into Interfaith service, so bridges between peoples lead to action – whether it is combating malaria in Africa, or providing relief after a natural disaster.
The sixth issue that I want to address is women's rights. I know there is debate about this issue. I reject the view of some in the West that a woman who chooses to cover her hair is somehow less equal, but I do believe that a woman who is denied an education is denied equality. And it is no coincidence that countries where women are well-educated are far more likely to be prosperous. Now let me be clear: issues of women's equality are by no means simply an issue for Islam. In Turkey, Pakistan, Bangladesh and Indonesia, we have seen Muslim-majority countries elect a woman to lead. Meanwhile, the struggle for women's equality continues in many aspects of American life, and in countries around the world. Our daughters can contribute just as much to society as our sons, and our common prosperity will be advanced by allowing all humanity – men and women – to reach their full potential. I do not believe that women must make the same choices as men in order to be equal, and I respect those women who choose to live their lives in traditional roles. But it should be their choice. That is why the United States will partner with any Muslim-majority country to support expanded literacy for girls, and to help young women pursue employment through micro-financing that helps people live their dreams. Finally, I want to discuss economic development and opportunity. I know that for many, the face of globalization is contradictory. The Internet and television can bring knowledge and information, but also offensive sexuality and mindless violence. Trade can bring new wealth and opportunities, but also huge disruptions and changing communities. In all nations – including my own – this change can bring fear. Fear that because of modernity we will lose of control over our economic choices, our politics, and most importantly our identities – those things we most cherish about our communities, our families, our traditions, and our faith.
But I also know that human progress cannot be denied. There need not be contradiction between development and tradition. Countries like Japan and South Korea grew their economies while maintaining distinct cultures. The same is true for the astonishing progress within Muslim-majority countries from Kuala Lumpur to Dubai. In ancient times and in our times, Muslim communities have been at the forefront of innovation and education. This is important because no development strategy can be based only upon what comes out of the ground, nor can it be sustained while young people are out of work. Many Gulf States have enjoyed great wealth as a consequence of oil, and some are beginning to focus it on broader development. But all of us must recognize that education and innovation will be the currency of the 21st century, and in too many Muslim communities there remains underinvestment in these areas. I am emphasizing such investments within my country. And while America in the past has focused on oil and gas in this part of the world, we now seek a broader engagement. On education, we will expand exchange programs, and increase scholarships, like the one that brought my father to America, while encouraging more Americans to study in Muslim communities. And we will match promising Muslim students with internships in America; invest in on-line learning for teachers and children around the world; and create a new online network, so a teenager in Kansas can communicate instantly with a teenager in Cairo. On economic development, we will create a new corps of business volunteers to partner with counterparts in Muslim-majority countries. And I will host a Summit on Entrepreneurship this year to identify how we can deepen ties between business leaders, foundations and social entrepreneurs in the United States and Muslim communities around the world. On science and technology, we will launch a new fund to support technological development in Muslim-majority countries, and to help transfer ideas to the marketplace so they can create jobs. We will open centers of scientific excellence in Africa, the Middle East and Southeast Asia, and appoint new Science Envoys to collaborate on programs that develop new sources of energy, create green jobs, digitize records, clean water, and grow new crops. And today I am announcing a new global effort with the Organization of the Islamic Conference to eradicate polio. And we will also expand partnerships with Muslim communities to promote child and maternal health. All these things must be done in partnership. Americans are ready to join with citizens and governments; community organizations, religious leaders, and businesses in Muslim communities around the world to help our people pursue a better life.
The issues that I have described will not be easy to address. But we have a responsibility to join together on behalf of the world we seek – a world where extremists no longer threaten our people, and American troops have come home; a world where Israelis and Palestinians are each secure in a state of their own, and nuclear energy is used for peaceful purposes; a world where governments serve their citizens, and the rights of all God's children are respected. Those are mutual interests. That is the world we seek. But we can only achieve it together. I know there are many – Muslim and non-Muslim – who question whether we can forge this new beginning. Some are eager to stoke the flames of division, and to stand in the way of progress. Some suggest that it isn't worth the effort – that we are fated to disagree, and civilizations are doomed to clash. Many more are simply skeptical that real change can occur. There is so much fear, so much mistrust. But if we choose to be bound by the past, we will never move forward. And I want to particularly say this to young people of every faith, in every country – you, more than anyone, have the ability to remake this world. All of us share this world for but a brief moment in time. The question is whether we spend that time focused on what pushes us apart, or whether we commit ourselves to an effort – a sustained effort – to find common ground, to focus on the future we seek for our children, and to respect the dignity of all human beings. It is easier to start wars than to end them. It is easier to blame others than to look inward; to see what is different about someone than to find the things we share. But we should choose the right path, not just the easy path. There is also one rule that lies at the heart of every religion – that we do unto others as we would have them do unto us. This truth transcends nations and peoples – a belief that isn't new; that isn't black or white or brown; that isn't Christian, or Muslim or Jew. It's a belief that pulsed in the cradle of civilization, and that still beats in the heart of billions. It's a faith in other people, and it's what brought me here today.
We have the power to make the world we seek, but only if we have the courage to make a new beginning, keeping in mind what has been written. The Holy Koran tells us, "O mankind! We have created you male and a female; and we have made you into nations and tribes so that you may know one another." The Talmud tells us: "The whole of the Torah is for the purpose of promoting peace." The Holy Bible tells us, "Blessed are the peacemakers, for they shall be called sons of God." The people of the world can live together in peace. We know that is God's vision. Now, that must be our work here on Earth. Thank you. And may God's peace be upon you.
domenico
24.12.09 12:53 at 12:53
il discorso di una donna conservatrice fatto al cairo:
Remarks of Secretary of State Condoleezza Rice
At the American University of Cairo
Monday, June 20, 2005
Thank you, Dr. Mustafa, for that kind introduction. I am honored to be here in the great and ancient city of Cairo.
The United States values our strategic relationship and our strengthening economic ties with Egypt.
And American presidents since Ronald Reagan have benefited from the wisdom and counsel of President Mubarak, whom I had the pleasure of meeting again today.
The people of America and Egypt have always desired to visit one another and learn from one another.
The highest ideals of our partnership are embodied here, at the American University of Cairo.
This great center of learning has endured and thrived — from the days when our friendship was stormy, to today, when it is strong.
Throughout its history, Egypt has always led this region through its moments of greatest decision.
In the early 19th century, it was the reform-minded dynasty of Muhammad Ali that distinguished Egypt from the Ottoman Empire and began to transform it into the region’s first modern nation.
In the early 20th century, it was the forward-looking Wafd Party that rose in the aftermath of the First World War and established Cairo as the liberal heart of the “Arab Awakening.”
And just three decades ago, it was Anwar Sadat who showed the way forward for the entire Middle East — beginning difficult economic reforms and making peace with Israel.
In these periods of historic decision, Egypt’s leadership was as visionary as it was essential for progress. In our own time, we are faced with equally momentous choices — choices that will echo for generations to come.
In this time of great decision, I have come to Cairo not to talk about the past, but to look to the future — a future that Egyptians can lead and define.
Ladies and Gentlemen: In our world today, a growing number of men and women are securing their liberty.
And as these people gain the power to choose, they create democratic governments to protect their natural rights.
We should all look to a future when every government respects the will of its citizens — because the ideal of democracy is universal.
For 60 years, the United States pursued stability at the expense of democracy in the Middle East — and we achieved neither.
Now, we are taking a different course. We are supporting the democratic aspirations of all people.
As President Bush said in his Second Inaugural Address: “America will not impose our style of government on the unwilling. Our goal instead is to help others find their own voice, attain their own freedom, and make their own way.”
We know these advances will not come easily, or all at once.
We know that different societies will find forms of democracy that work for them.
Our goals are idealistic. But our policies must be practical. And progress must be evident.
When we talk about democracy, we are referring to governments that protect certain basic rights for all their citizens — among these, the right to speak freely. The right to associate. The right to worship as you wish. The freedom to educate your children — boys and girls. And freedom from the midnight knock of the secret police.
Securing these rights is the hope of every citizen, and the duty of every government.
In my own country, the progress of democracy has been long and difficult. And given our history, the United States has no cause for false pride and every reason for humility.
America was founded by individuals who knew that all human beings — and the governments they create — are inherently imperfect. After all, the United States was born half free and half slave. And it was only in my lifetime that my government guaranteed the right to vote for all of its people.
Nevertheless, the principles enshrined in our Constitution enable citizens of conviction to move us ever closer to the ideal of democracy.
Here in the Middle East, the long hopeful process of democratic change is now beginning to unfold.
Millions of people are demanding freedom for themselves and democracy for their countries.
To these courageous men and women, I say today: All free nations will stand with you as you secure the blessings of your own liberty.
I just came from Jordan, where I met with the King and Queen — two leaders who have embraced reform for many years.
Jordan’s education reforms are an example for the region. And the government is moving toward political reforms that will decentralize power and give Jordanians a greater stake in their future.
In Iraq, millions of citizens are refusing to surrender to terror their dream of freedom and democracy.
When Baghdad was first designed, over twelve-hundred years ago, it was conceived as the “Round City” — a city in which no citizen would be closer to the center of justice than any other.
Today — after decades of murder, and tyranny, and injustice — the citizens of Iraq are again reaching for the ideals of the Round City.
Despite the violent attacks of evil men, ordinary Iraqis are displaying great personal courage and remarkable resolve. And every step of the way — from regaining sovereignty, to holding elections, to now writing a constitution — the people of Iraq are exceeding all expectations.
The Palestinian people have also spoken. And their freely-elected government is working to seize the best opportunity in years to fulfill their historic dream of statehood.
Courageous leaders, both Palestinians and Israelis, are dedicated to the cause of peace.
And they are working to build shared trust.
The Palestinian Authority will soon take control of Gaza — a first step toward realizing the vision of two democratic states living side by side in peace and security.
As the Palestinians fight terror, and the Israelis fulfill their responsibilities to help create the conditions for a viable state, the entire world — especially Egypt and the United States — will continue to offer its full support.
In Lebanon, supporters of democracy are demanding independence from foreign masters.
After the assassination of Rafiq Hariri, thousands of Lebanese citizens called for change.
And when the murder of journalist Samir Qaseer reminded everyone of the reach and brutality of terror, the Lebanese people still were not afraid.
They mourned their fellow patriot by uniting publicly with pens and pencils held aloft.
It is not only the Lebanese people who desire freedom from Syria’s police state. The Syrian people themselves share that aspiration.
One hundred and seventy-nine Syrian academics and human rights activists are calling upon their government to “let the Damascus spring flower, and let its flowers bloom.” Syria’s leaders should embrace this call — and learn to trust their people.
The case of Syria is especially serious, because as its neighbors embrace democracy or other political reforms, Syria is harboring or directly supporting groups committed to violence — in Lebanon, in Israel, in Iraq, and in the Palestinian territories.
It is time for Syria to make a strategic choice to join the progress all around it.
In Iran, people are losing patience with an oppressive regime that denies them their liberty and their rights.
The appearance of elections does not mask the organized cruelty of Iran’s theocratic state.
The Iranian people are capable of liberty. They desire liberty. And they deserve liberty.
The time has come for the unelected few to release their grip on the aspirations of the proud people of Iran.
In Saudi Arabia, brave citizens are demanding accountable government. And some first steps toward openness have been taken with recent municipal elections.
Yet many people still pay an unfair price for exercising their basic rights.
Three individuals in particular are currently imprisoned for peacefully petitioning their government — and this should not be a crime in any country.
Here in Cairo, President Mubarak’s decision to amend his country’s constitution and hold multiparty elections is encouraging.
President Mubarak has unlocked the door for change. But now, the Egyptian government must put its faith in its own people.
We are all concerned for the future of Egypt’s reforms when peaceful supporters of democracy — men and women — are not free from violence. The day must come when the rule of law replaces emergency decrees — and when the independent judiciary replaces arbitrary justice.
The Egyptian government must fulfill the promise it has made to its people — and to the entire world — by giving its citizens the freedom to choose.
Egypt’s elections, including the Parliamentary elections, must meet objective standards that define every free election.
Opposition groups must be free to assemble, and participate, and speak to the media.
Voting should occur without violence or intimidation.
And international election monitors and observers must have unrestricted access to do their jobs.
Those who would participate in elections, both supporters and opponents of the government, also have responsibilities.
They must accept the rule of law, reject violence, respect the standards of free elections, and peacefully accept the results.
Throughout the Middle East, the fear of free choices can no longer justify the denial of liberty. It is time to abandon the excuses that are made to avoid the hard work of democracy.
There are those who say that democracy is being imposed. In fact, the opposite is true: Democracy is never imposed. It is tyranny that is imposed.
People choose democracy freely. And successful reform is always homegrown.
Just look around the world today.
For the first time in history, more people are citizens of democracies than of any other form of government.
This is the result of choice, not coercion.
There are those who say that democracy leads to chaos, conflict, and terror.
In fact, the opposite is true: Freedom and democracy are the only ideas powerful enough to overcome hatred, division, and violence.
For people of diverse races and religions, the inclusive nature of democracy can lift the fear of difference that some believe is a license to kill.
But people of goodwill must choose to embrace the challenge of listening, and debating, and cooperating with one another.
For neighboring countries with turbulent histories, democracy can help to build trust and settle old disputes with dignity.
But leaders of vision and character must commit themselves to the difficult work that nurtures the hope of peace.
And for all citizens with grievances, democracy can be a path to lasting justice.
But the democratic system cannot function if certain groups have one foot in the realm of politics and one foot in the camp of terror.
There are those who say that democracy destroys social institutions and erodes moral standards. In fact, the opposite is true: The success of democracy depends on public character and private virtue.
For democracy to thrive, free citizens must work every day to strengthen their families, to care for their neighbors, and to support their communities.
There are those who say that long-term economic and social progress can be achieved without free minds and free markets.
In fact, human potential and creativity are only fully released when governments trust their people’s decisions and invest in their people’s future.
Education — for men and for women — transforms their dreams into reality and enables them to overcome poverty.
There are those who say that democracy is for men alone. In fact, the opposite is true: Half a democracy is not a democracy.
As one Muslim woman leader has said, “Society is like a bird. It has two wings. And a bird cannot fly if one wing is broken.”
Across the Middle East, women are inspiring us all.
In Kuwait, women protested to win their right to vote, carrying signs that declared: “Women are Kuwaitis, too.” Last month, Kuwait’s legislature voiced its agreement.
In Saudi Arabia, the promise of dignity is awakening in some young women. During the recent municipal elections, I saw a father go to vote with his daughter.
Rather than cast his vote himself, he gave it to his daughter, and she placed it in the ballot box. This small act of hope reveals one man’s dream for his daughter. And he is not alone.
Ladies and Gentlemen: Across the Middle East today, millions of citizens are voicing their aspirations for liberty and democracy.
These men and women are expanding boundaries in ways many thought impossible just one year ago.
They are demonstrating that all great moral achievements begin with individuals who do not accept that the reality of today must also be the reality of tomorrow.
There was a time, not long ago, when liberty was threatened by slavery.
The moral worth of my ancestors, it was thought, should be valued by the demand of the market, not by the dignity of the soul.
This practice was sustained through violence.
But the crime of human slavery could not withstand the power of human liberty.
What seemed impossible in one century became inevitable in the next.
There was also a time, even more recently, when liberty was threatened by colonialism.
It was believed that certain peoples required foreign masters to rule their lands and run their lives.
Like slavery, this ideology of injustice was enforced through oppression.
But when brave people demanded their rights, the truth that freedom is the destiny of every nation rang throughout the world.
What seemed impossible in one decade became inevitable in the next.
Today, liberty is threatened by undemocratic governments. Some believe this is a permanent fact of history.
But, Ladies and Gentlemen, there are others who know better.
These impatient patriots can be found in Baghdad and Beirut, in Riyadh and Ramallah, in Amman and Tehran and right here in Cairo.
Together, they are defining a new standard of justice for our time — a standard that is clear, and powerful, and inspiring: Liberty is the universal longing of every soul, and democracy is the ideal path for every nation.
The day is coming when the promise of a fully free and democratic world, once thought impossible, will also seem inevitable.
The people of Egypt should be at the forefront of this great journey, just as you have led this region through the great journeys of the past.
A hopeful future is within reach of every Egyptian citizen — and every man and woman in the Middle East. The choice is yours to make. But you are not alone. All free nations are your allies.
So together, let us choose liberty and democracy — for our nations, for our children, and for our future.
http://arabist.net/archives/2005/06/20/condoleezz…
ReyTS
24.12.09 15:24 at 15:24
Ma ha fatto sto discorso nello stesso luogo da cui esce sta cosa ?
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_c…
Sarei anche curioso di sapere il perchè l'occidente continua a calare le braghe verso il mondo islamico così "pacifico", così "aperto" verso le altre culture e religioni.
Sono 60 i paesi in cui i cristiani son perseguitati, quasi tutti musulmani…
Mafia a Milano
24.12.09 12:05 at 12:05
Milano la capitale immorale della Mafia legalizzata
http://www.youtube.com/watch?v=C7Knqq-lv74
domenico
24.12.09 12:20 at 12:20
c'è chi parla e chi fa i fatti:
Mafia, arrestato Ugo Martello
Referente delle cosche mafiose palermitane a Milano
24 dicembre, 10:35
MARONI, ALTRO DURO COLPO ALLA CRIMINIALITA' – "Questo è un altro colpo significativo contro la criminalità". Con queste parole il ministro dell'interno Roberto Maroni ha commentato l' arresto di Ugo Martello, avvenuto questa mattina a Milano. "E' un esponente della mafia palermitana a Milano – ha sottolineato Maroni – un referente importante da oltre 40 anni ed è stato arrestato questa mattina nella sua abitazione milanese". Il ministro ha inoltre ricordato che proprio a Milano a gennaio sarà istituito il comitato di alta vigilanza per le opere pubbliche che controllerà sulla trasparenza degli appalti per l'Expo 2015, per prevenire infiltrazioni criminali.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2…
Mago Pidielle
24.12.09 12:52 at 12:52
Maroni è un leghista, non è certo uno dei furfanti del Pdl.
Si dovrebbe anche verificare quanti giorni di carcere in media fanno questi mafiosi che il pdl-team arresta.
Il problema del monopolio da parte della criminalità organizzata del movimento di terra negli appalti pubblici è sotto gli occhi di tutti i milanesi.
Chi non lo vede, probabilmente è complice o sniffa troppa cocaina.
Luciano Baroni
24.12.09 12:55 at 12:55
http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_24/be…
Incontrovertibile : alla facciaccia tua.
http://www.ilgiornale.it/interni/berlusconi_spero…
Luci Ano
24.12.09 13:23 at 13:23
il tuo ip dice non vivi a Milano, la tua propaganda di regime di copy and past è ridicola in quanto non conosci assolutamente il problema
Luciano Baroni
24.12.09 15:04 at 15:04
il tuo ip dice non vivi a Milano, la tua propaganda di regime di copy and past è ridicola in quanto non conosci assolutamente il problema
——————–
Che ci stai a fare in un Blog o in qualsiasi altro gruppo di discussione, di carattere Nazionale ?
Sei malato ?
domenico
24.12.09 14:11 at 14:11
contrariamente a te io ritengo che le istituzioni nel loro insieme stiano vigilando: c'è la prefettura che fa i controlli e revoca già ora gli appalti, c'è la magistratura che si sta muovendo con varie inchieste in mano alla bocassini, e c'è l'annunciato comitato di vigilanza di cui parla maroni:
legge 166/09
Articolo 3 quinquies – Disposizioni per garantire la trasparenza e la libera concorrenza nella realizzazione delle opere e degli interventi connessi allo svolgimento dell`Expo` Milano 2015
Con la disposizione in esame sono dettate specifiche disposizioni per garantire la trasparenza negli appalti e subappalti affidati per la realizzazione dell`Expo` di Milano. In particolare, si prevede l`affidamento al Prefetto della provincia di Milano del compito di coordinare tutte le attivita` finalizzate alla prevenzione delle infiltrazioni della criminalita` organizzata nell`affidamento ed esecuzione dei contratti pubblici, nonche` nelle erogazioni e concessioni di provvidenze pubbliche connessi alla realizzazione dell`Expo`.
Al fine di svolgere efficacemente tali attivita`, il Prefetto si avvarra` del Comitato di coordinamento per l`alta sorveglianza delle grandi opere istituito ai sensi dell`art. 180, comma 2, del codice dei contratti pubblici, attraverso una sezione specializzata istituita presso la Prefettura. I controlli antimafia sui contratti pubblici e sui relativi subappalti e subcontratti sono effettuati osservando le linee guida gia` emanate dal Comitato di coordinamento per l`alta sorveglianza in materia di grandi opere. Inoltre, per l`efficacia dei suddetti controlli antimafia, e` prevista la tracciabilita` dei flussi finanziari, attraverso modalita` attuative da definire con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che dovra` essere adottato entro 30 giorni dall`entrata in vigore della norma. Si prevede, infine, che con il medesimo decreto sia effettuata, presso la Prefettura di Milano, la costituzione di elenchi di fornitori e prestatori di servizi, che non presentino rischi di inquinamento mafioso, elenchi ai quali possono rivolgersi gli esecutori di lavori nella scelta dei propri subcontraenti.
http://www.costruttori.sa.it/index.php?option=com…
Lucky Luciano
24.12.09 17:11 at 17:11
Come con le società quotate in borsa se i controllati nominano i controllori tutte le buone intenzioni e le normative antimafia perdono ogni effetto.
Comunque a Milano la mafia non esiste, lo ha detto il sindaco Al Moratti Capone.
http://www.youtube.com/watch?v=em7u2AiYGDc
domenico
24.12.09 12:34 at 12:34
grande confusione in casa di pietro:
Idv ritira la sfiducia a Iervolino. De Magistris: non voteremo mai con il Pdl
5:01 IDV RITIRA SFIDUCIA A SINDACO IERVOLINO
L’Italia dei valori ha annunciato il ritiro del sostegno del proprio consigliere alla mozione di sfiducia nei confronti del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. A promuovere la mozione di sfiducia era stato proprio il consigliere di Idv Franco Moxedano, poi sconfessato dal leader nazionale Antonio Di Pietro.
http://www.napolionline.org/new/idv-ritira-la-sfi…
anna
24.12.09 16:26 at 16:26
benvenuto max
e un buon natale da una vs. affezionata lettrice!
buon natale daw, senatore e tutti quanti
next
24.12.09 17:43 at 17:43
"..è in atto una campagna d'odio contro di me e l'italia!….
…….. b. mussolini – discorso al senato 1932
da la repubblica c. maltese
………………
poi sappiamo tutti chi odiava chi…………….
un saluto ai sodali del partito dell'aammmore…………..
Luciano Baroni
24.12.09 22:06 at 22:06
Sei ancora in giro, "testina" ?
Luciano Baroni
24.12.09 22:05 at 22:05
Lucky Luciano scrive:
24 dicembre 2009 alle 16:11
Come con le società quotate in borsa se i controllati nominano i controllori tutte le buone intenzioni e le normative antimafia perdono ogni effetto.
Comunque a Milano la mafia non esiste, lo ha detto il sindaco Al Moratti Capone.
———————-
Mafiose sono anche certe "teste" : come la tua.
Il Vate
24.12.09 22:19 at 22:19
Mi sono rassegnato : il problema non è Berlusconi , il problema sono quella parte di italiani che votano Berlusconi, e con la quale devo purtroppo convivere, non vale neanche la pena discutere , oramai.
Sono quella parte di popolo, ignorante, videodipendente , sottosviluppata , semianalfabeta che ammorba il (mio) paese, è sicuramente quel famoso "italiano medio" che è arrivato si e no alla 2° media e che non era nemmeno seduto nei primi banchi , tanto caro al Berlusca che costituisce il "format" sul quale indirizzare gli spot pubblicitari-politici.
Sono gli italiani che ora AMANO, che costituiscono il partito dell'amore, contrapposti a quelli che invece ODIANO
Sono gli italiani che non sono COMUNISTI ( ma vaffanculo )
Sono gli italiani perbene, quegli stessi italiani che una volta erano Fascisti
Sono gli stessi che votano il partito che non mette le mani nelle tasche degli italiani, ma che sono estremamente orgogliosi quando evadono , "che fa tanto furbo"
Potrei andare avanti per ore , ma sono stanco, dico solo che sono i soliti italiani DI MERDA , gli stessi che ti avvelenano la vita da sempre, vestiti di perbenismo.
Auguri a nessuno, tanto Gesù non è mai esistito e quindi non è mai nato , come non è mai esistito Dio, ma loro , gli italiani, l'italiano medio continua a crederci e marciarci sopra
Fuck you off
Sono estremamente triste e rassegnato
Pietro
25.12.09 0:02 at 00:02
vai a Cuba …ti aspettano.
ReyTS
25.12.09 0:43 at 00:43
Biglietto di sola andata, mi raccomando
Luciano Baroni
25.12.09 8:35 at 08:35
Ti riferisci, ovviamente, a quegli Italiani che da fascisti sono passati senza colpo ferire ai comunisti, certamente.
Anche il sottoscritto potrebbe andare avanti ore a scriverne i nomi, partendo da Eugenio Scalfari, il TUO VATE.
Sei una MERDA, nemmeno a Cuba ti prenderebbero, forse in Cina : per farne carne di PORCO.
Anyta
25.12.09 9:11 at 09:11
Guarda caso ho un un biglietto per la Corea del Nord! L'ho tenuto da parte per queste occasioni. Te lo regalo volentieri. Almeno ci toglieremo dalle palle una zecca supponente come te
orzur
27.12.09 2:58 at 02:58
a dispetto del tuo nick, non riesci a predire il futuro, ma non vivi nemmeno il presente e non conosci il passato…ergo sei solo un coglione!
secondo la comune accezione, il termine vate significa profeta. ma indica anche un poeta autore di opere profetiche ,quasi sacrali. ora, leggendo il tuo intervento, dovresti come minimo cambiare sto cazzo di nick, in nome di un minimo di coerenza.
entrando nel merito del tuo "poema" è risibile che tu consideri analfabeti-ignoranti-sottosviluppati gli elettori del berlusca quando l'antitesi di quest'ultimo, tale di pietro antonio, è l'apoteosi dell'analfabetismo,la sintesi dell'ignoranza, la sublimazione del sottosviluppo!
in ogni caso, anche se fosse come tu dici, gli italiani di merda che hanno votato il pdl sono la maggioranza quindi ….chupa chupa!
teo
25.12.09 10:31 at 10:31
ma non era un perodo in cui c'era più aammore nell'aria?
Luciano Baroni
26.12.09 11:38 at 11:38
Marcello Veneziani : di prammatica.
http://www.ilgiornale.it/interni/in_segno_pace_vi…
Arrivano i buoni
25.12.09 11:34 at 11:34
Benvenuto Falcioni.
Come primo articolo noto da subito un allineamento con gli altri che scrivono su questo blog. Insomma niente di nuovo, siamo alle solite, Berlusconi e i comunisti. cosa direbbero se.. cosa farebbero se… cosa succederebbe se…
Deludente. Il paragone tra l'informazione italiana e quella americana mi sembra ridicolo. Significa davvero non dare il minimo peso alla situazione mediatica certamente anomala in cui siamo. Il che già basta ad evitare improponibili confronti, per altro riferiti ad un singolo episodio, nella nazione del premio Pulitzer.
Luciano Baroni
25.12.09 11:58 at 11:58
Deludente. Il paragone tra l’informazione italiana e quella americana mi sembra ridicolo. Significa davvero non dare il minimo peso alla situazione mediatica certamente anomala in cui siamo.
————
Mica vero : questo Blog, assieme al 30% dei restanti media del Paese, sono netta minoranza rispetto ad un 70% in mano all'opposizione.
Non ce la fate più a convincere la gente del contrario, fattene una ragione perchè ogni giorno che passa, sempre in più se ne accorgono della balla, il gioco è bello e utile se dura il giusto : sei, siete, passati troppo oltre.
Arrivano i buoni
25.12.09 12:56 at 12:56
–Non ce la fate più a convincere la gente del contrario, fattene una ragione perchè ogni giorno che passa, sempre in più se ne accorgono della balla, il gioco è bello e utile se dura il giusto : sei, siete, passati troppo oltre.–
Fammi capire, convincere la gente del contrario?
Di cosa stai parlando?
Cosa scrivi? Se ne accorgono? Chi?
Siete?
Siamo chi?
Luciano Baroni
26.12.09 9:32 at 09:32
Ti ho risposto su un TUO testo.
TU confermi ciò che ho scritto : domande senza senso, come prima affermazioni fuori dalla realtà.
Continua, continuate ( visto che sei in compagnia ), va tutto bene così.
Arrivano i buoni
26.12.09 12:53 at 12:53
Io ti ho chiesto di spiegarmi cosa volevi dire, visto che sembra ci siano mille sottintesi che non ho inteso.
Vediamo, mi pare tu voglia dire che in Italia il 70% dell'informazione sia in mano alla sinistra e il 30% in mano alla destra.
Prendendo per buona questa tua considerazione, è normale? E' pluralismo? Io dico che è partitocrazia, bipolarismo mediatico. A me fa schifo.
Poi mi pare di capire che per te Italia e America sono la stessa cosa, o almeno situazioni paragonabili.
Queta affermazione lo ribadisco è ridicola, estremamente ridicola. Lo capirebbe chiunque, non c'è bisogno nemmeno di approfondire o spiegare.
O forse vorresti farmi credere che il presidente degli stati uniti è paragonabile a quello italiano e che la situazione mediatica americana è come la nostra ma meno accanita nell'attaccare i potenti? Vorresti farmi credere che esiste il Pulitzer in Italia e che il modo di fare inchieste è uguale?
Perchè se è cosi mi pare che discutere del pessimo articolo di Falcioni sia del tutto inutile, mi pare di parlare con il portavoce del PDL, non con un cittadino italiano capace di vedere la situazione in maniera seria e distaccata.
E la cosa che mi manda su tutte le furie è continuare a vedere la nostra poiltica come bianco e nero, o stai da una parte o dall'altra.
La tua posizione mi sembra proprio questa, quella di chi è con te o contro di te, o meglio con il partito che tu ami o contro il partito che tu ami, per non dire pro o contro Berlusconi che evidentemente sarebbe l'indicazione più vicina alla realtà. Noi hai aspettato mezzo secondo prima di dire VOI. Io quindi ti ho risposto:" VOI CHI?".Sintomo chiaro del tuo modo di vedere la politica.
Se la politica la intendi cosi, per me non è politica, è idolatria, tifoseria, religione, fede. Non mi piace e trovo inutile il dibattito, perchè si sa che i discorsi finiscono tutti a cane e gatto.
Luciano Baroni
26.12.09 15:23 at 15:23
Pian barbir.
Come prima cosa, io ho risposto SOLO ad una parte del TUO post, non ho scritto niente che sia possibile intendere, la parte che contesti a Falcioni.
Se poi TU non capisci che dentro al 30% non eistono solamente i media che non sono aprioristicamente contro il Governo ma anche altri non necessariamente a favore, non è mia responsabilità, io intendevo questo.
Che il restante 70% sia in mano in termini maggioritari alla sinistra "anche nascosta" dall'aurea "dell'indipendenza dell'informazione", mi pare incontrovertibile, checchè tu ne scriva il contrario, altrimenti prova l'elenco di quei media che sono a favore del Governo e sono la maggioranza ( secondo te ).
Neanche un secondo ho pensato e penso di rispondere SOLO a te, perchè l'elenco di chi scrive le stesse cose è ampio, anche se magari cambiano gli avverbi o gli insulti, il senso delle cose vale per quanto scrivi da singolo o collettivamente ad altri.
Io invece trovo sia necessario RISPONDERE a chi non fa altro che scrivere imbecillità e insulti, nascondendosi dietro l'anonimato che può anche essere considerato necessario quando si indicano opzioni politiche, non insulti.
Punto.
Arrivano i buoni
26.12.09 21:20 at 21:20
Io invece non lo trovo necessario. Perchè chi scrive imbecillità ed insulti è una persona che ha una visione delle cose che non cambierà certamente ricevendo pan per focaccia in un blog.
Non provo alcun piacere a discutere con chi ha una visione ristretta della politca, perchè tanto vale parlare di calcio. E' più appropriato se l'argomento è juve milan fare il tifo.
In quanto ai media ho una visione diversa dalla tua. Per me pluralismo significa che sui mezzi di comunicazione di massa, ovvero la tv non i giornali, è necessario che vi siano certamente più di tre soggetti indipendenti, oltre ad una tv pubblica non gestita dai partiti.
Non mi interessa quanti e quali siano i giornalisti a favore o contro questo o quel partito o governo, facendo questi calcoli ci sarà per forza di cose una disparità.
Tu ritieni la situazione sia anormale perchè il 70% dei mezzi è concentrato in mano ai comunisti.
Per me invece la situazione è drogata da duopoli, inammissibili per uno come me che crede nel vero pluralismo e non in quello presunto. Non sopporto il bipolarismo, il bipartitismo e tutte queste divisioni che sono di per se conflittuali e poco democratiche. Le ritengo soltanto situazioni di comodo per una classe politica inamovibile e calcificata.
Return
25.12.09 12:39 at 12:39
La donna che ha rischiato di uccidere il Santo Padre è una psicolabile, animata, a quanto pare, da un eccesso di devozione.
A forza di instillare amore e amore, sempre più amore, prima o poi capita il gesto inconsulto.
Arrivano i buoni
25.12.09 13:01 at 13:01
Spero, a questo punto, non vi sia nessuno pronto a pensare che l'incidente successo al Papa, sia nato dalla volontà di dimostrare che l'attentato a Berlusconi non è legato al "clima d'odio".
Perchè da quel che si legge in giro, bisogna essere pronti a qualsiasi sciocchezza. Ma il fatto più grave è che ci sono sciocchezze che valgono di più soltanto perchè provengono dal LATO GIUSTO. E c'è pure chi le rafforza, per onorare la propria tifoseria.
Il Vate
25.12.09 13:38 at 13:38
La donna che ha aggredito il papa era COMUNISTA
Return
25.12.09 14:40 at 14:40
Eh no. Se fosse stata comunista sarebbe stata animata dall'odio. Invece era animata dall'ammore.
Bisogna chiudere le fabbriche dell'ammore o questo non resterà un gesto isolato. Del resto il mondo è pieno di psicolabili e la sicurezza assoluta non la può garantire nessuno.
anna
25.12.09 19:41 at 19:41
Tanti auguri di buon Natale,Daw…….e complimenti per la letterina a Babbo Natale , BELLISSIMA!!!!!
ANNA 2
Arrivano i buoni
26.12.09 2:01 at 02:01
La stessa letterina girava in internet due mesi fa, la vittima però era il più amato dagli italiani.
Non che stia accusando di plagio, ma un pò di fantasia sarebbe benvenuta.
anna
25.12.09 19:45 at 19:45
A Gesu' Bambino, pardon!ANNA 2
next
25.12.09 22:53 at 22:53
bè! si sa che x voi babbo natale è gesù da grande……
maiali
26.12.09 11:45 at 11:45
x
Anyta
26.12.09 12:32 at 12:32
Hai dovuto fare brain storming per realizzare questa composizione di parole?
Anyta
27.12.09 9:32 at 09:32
Meno male che l'avete levata!!!
ReyTS
26.12.09 13:54 at 13:54
Il solito idiota che ci dimostra come alcuni hanno quella cosa chiamata testa che funziona solo come elemento decorativo, visto che al suo interno c'è il vuoto pneumatico.
Il Vate
26.12.09 15:07 at 15:07
E' certo Rey, sono quelli come te che usano la testa in modo appropriato, sono quelli come te GLI INTELLIGENTI, QUELLI CHE NON ODIANO, quelle persone che hanno fiducia in Silvio Berlusconi che ha il sole in tasca, il vero unico premier, impareggiabille , lavoratore , buono e non odiatore ,pragmatico, ottimista come i veri italiani, produttivi e capaci .
Rey vaffanculo, assieme a tutti quelli come te
ReyTS
26.12.09 15:57 at 15:57
Ma sei deficiente o cosa? Già mi stai sulle palle, ci manca ancora che ti metti ad offendermi quando nemmeno NESSUNO ti ha nominato ! Oppure il coglione qui sopra che bestemmia eri tu sotto mentite spoglie?
Comunque, in quel posticino vacci tu, visto che sembri conoscerlo così bene !!!
ReyTS
26.12.09 16:01 at 16:01
Aggiungo caro compagno, che invece di riempirti/vi la bocca con la parola ODIO e imputarlo a tutti coloro che non votano a modo vostro, di rileggerti i TUOI commenti e di tanti altri come te. E poi vediamo da che parte sta l'odio.
Il Vate
26.12.09 20:32 at 20:32
Ancora con 'sto compagno!!! Che palle !!!!
ReyTS
26.12.09 23:14 at 23:14
Da tovarich, ammettilo che sei uno di quelli che va a lustrare le pietre della scritta zivo Tito che ci sono qui sui monti di confine
Luciano Baroni
26.12.09 22:08 at 22:08
http://linkati2lu.wordpress.com/files/2009/11/26-…
La differenza tra un IDIOTA e due giornalisti.
orzur
27.12.09 3:03 at 03:03
messaggio per i moderatori :
provare a togliere l'opera d'arte di QUESTOPEZZODIMERDA ?
orzur
28.12.09 0:27 at 00:27
grazie per aver cassato sto testa di cazzo
Dettaglio
26.12.09 21:14 at 21:14
L'avranno già detto tutti, credo.
Ma il piccolo dettaglio è che lì la televisione in questione non è pubblica, nè appartiene al presidente Obama. Una televisione così, da noi, non esiste.
Luciano Baroni
26.12.09 21:35 at 21:35
Vero.
Proprio per questo non è possibile avvengano cose come questa, altrimenti li mettono in gattabuia e gettano via la chiave.
http://www.youtube.com/watch?v=Pa4e1QqG0lg&feature=player_embedded
Da noi fanno i soldi a palate.
Luciano Baroni
26.12.09 22:24 at 22:24
Arrivano i buoni scrive:
26 dicembre 2009 alle 20:20
Tu ritieni la situazione sia anormale perchè il 70% dei mezzi è concentrato in mano ai comunisti.
Per me invece la situazione è drogata da duopoli, inammissibili per uno come me che crede nel vero pluralismo e non in quello presunto. Non sopporto il bipolarismo, il bipartitismo e tutte queste divisioni che sono di per se conflittuali e poco democratiche. Le ritengo soltanto situazioni di comodo per una classe politica inamovibile e calcificata.
——————————————-
No, proprio perchè non la ritengo normale rispondo : il sottoscritto NON ritiene normale che vi siano coloro che dichiarano "indipendente" il quotidiano che dirigono o quelli che vi scrivono e alla fine invece, sono ancora più schierati di quelli di Partito.
Ed è la situazione di circa il 70% dei quotidiani così come delle reti tv : sono poche quelle che si dichiarano schierate apertamente.
Questo Paese ha un FALSO pluralismo dalla nascita, dalla costruzione della stessa Carta Costituzionale e se non si capisce questo e si opera di conseguenza, rimarrà sempre un "paesino" anche se rientra nei primi sei Paesi più industrializzati.
Io ritengo, ed ho sempre scritto in ogni dove, che il Bipolarismo è indispensabile per mettere a posto ciò che non va ed è, purtroppo, la maggior parte delle cose e uno strumento vero per poterlo fare ed applicare, è l'elezione diretta del candidato col sistema Inglese o negli USA, rapportando in modo diametralmente opposto la situazione delle nostre 2 Camere che di Perfetto come Bicameralismo, niente hanno.
Che sia necessario arrivare a questo, lo dimostra proprio il fatto che si continua a chiedere una "moralità alla politica ed a chi la rappresenta" e poi si accetta che continui lo spreco e lo sperpero : quando MAI si è vista una presa di posizione VERA dalla gente che segue il PCI-PDS-DS-PD ?
Quando MAI dalla DC-PPI-Margherita ?
Quando MAI dalla stampa in genre ?
E potrei continuare.
E parli di "inamovibile, calcificata" e riproponi il contrario di ciò che ho scritto, che è proprio da ciò che riproponi da cui viene la situazione ?
Per essere "delicato", lo ritengo "leggermente fuori dai coppi".
buffony
26.12.09 23:16 at 23:16
Pensavo fosse vietato augurarsi la morte di qualcuno su questo blogh. E' stato sdoganato! Schiatta presto e male Berlusconi! Cattiv 2010!
buffony
27.12.09 0:30 at 00:30
Poveri coglioni, ancora a farvi le pippe col morto. tre reti private più tre pubbliche più tutto il dt pesano meno del solo giochino farmvillesul totale del tempo dedicato dai giovani al video. E dire che vi avevamo avvertiti. Cazzoni! ahahahhahah
Solomon
27.12.09 1:45 at 01:45
Ahhh ma vi siete persi il meglio
durante il "thanksgiving" negli Usa ho avuto la fortuna di godermi un bel servizio in salsa reality sulla casa bianca
in cui lo spettatore ha avuto il "piacere" di godersi una colazione con presidente e famiglia e a seguire altre scene di vita quotidiana Di First lady e figlie…
Inutile dire che ero allibito
buffony
27.12.09 7:23 at 07:23
Consolati amico, almeno Obama non ha corrotto giudici, né politici, né occupato abusivamente l'etere e, fino ad ora, ha risparmiato alla sua nazione le mille figure di merda che conosciamo bene.
buffony
27.12.09 7:33 at 07:33
Non c'è che dire, l'anno finisce in bellezza. Amore a chili a kilometri a pacchi a conteiner. La bambina che scarta i regali e la battutina melensa che invoca la morte di Antonio Di Pietro.
PURO ODIO
Ve li meritate i serci in faccia. TUTTI.
BUFFONI!
moro70
27.12.09 11:33 at 11:33
Ti comunico, mente superiore, che la battuta che Daw ha cambiato con Di Pietro, nasce col soggetto di Berlusconi, ovviamente, come 1000 altre battute del genere che riguardavano prima Andreotti, poi Craxi e oggi Berlusconi. La differenza è che i buffoni come noi riconoscono una cosa simpatica come questa battuta e il vero odio che i buffoni (quelli veri) come te e i tuoi compagni di merende spargete a chili ogni giorno. Buon anno.
Il Vate
27.12.09 12:19 at 12:19
Messaggio per ReyTs
Allora: non te l'ho mai detto, te lo dico oggi, anche se penso , che la cosa non cambierà di molto la tua opinione nei miei confronti ,anzi penso che non la cambierà per nulla , conoscendo il soggetto.
A Capodistria c'è ancora la casa di mio nonno e di mio padre con gli sciàvi comunisti dentro, casa quindi rubatami dai comunisti di merda con il successivo avvallo degli accordi di Osimo firmati da quella merda ipocrita di Andreotti.
QUINDI CERCA DI IMMAGINARE ( ma non credo tu ci riesca )QUANTO MI FACCIA GIRARE I COGLIONI QUANDO QUALCUNO DI VOI MI DA DEL COMUNISTA O DEL COMPAGNO !!!!
ReyTS
27.12.09 14:58 at 14:58
Ma guarda un po', ti posso raccontare una storia praticamente simile, solo che la casa si trova a Oscurus, un po' più su di Capodistria. Casa che era rimasta disabitata e requisita dai compagni yugoslavi, visto che mia nonna era venuta in Italia ben prima dell'esodo e le sorelle e altri parenti se ne andarono dopo visto l'andazzo che stava prendendo li.
Ho potuto vedere, leggere con i miei occhi ciò che il comunismo ha portato qui, bastava sentire i notiziari o guardare chi arrivava da oltre confine. Mi ha sempre fatto rabbia sentire nella non distante casa del popolo i compagni che cantavano viva il comunismo e la libertà e la loro ipocrisia nel non voler vedere quanta libertà godevano i loro vicini di casa.
Ho sempre reputato i comunisti degli imbecilli ipocriti, di quelli per cui valevano i motti "lavora ti che magno mi" e " quel che se tuo se mio e quel che se mio se mio".
Gente pronta a spellarsi le mani ad applaudire quando i capoccia del partito durante i loro convegni esprimevano la solidarietà ai khmer di Pol Pot mentre questo faceva sparire milioni di persone, salvo poi ritrovarti sti fetenti sorridenti a dire che "mai stato comunista io".
Mi sai dire il perchè tanta gente dice di non essere comunista o che gli stessi son spariti e invece poi basta guardare una qualsiasi manifestazione di sx dove vedi un sacco di bandiere rosse?
RISTACCI (The Return
27.12.09 12:49 at 12:49
qualcuno mi spiegi come mai la protezione democratica non è riuscita a prevedere l'esondazione del lago di Massaciuccoli e lo straripamento del Serchio;
perchè la giunta martini si raccomanda al Governo e non ha ancora permesso la riapertura dell'A11, A12, e della statale Aurelia;
perchè dellai non ha ancora inviato le palafitte prefabbricate per ospitare gli sfollati.
Un saluto a tutti.
Luciano Baroni
28.12.09 9:22 at 09:22
Vai a leggere questo.
http://www.ilgiornale.it/interni/la_toscana_fa_pa…
BerlusconiVattene
27.12.09 13:26 at 13:26
Daw, complimenti per l'introduzione demenziale per giunta scopiazzata da siti altrui. Comunque… sai che il mio politico preferito è Silvio Berlusconi? E che il mio corruttore preferito è sempre Silvio Berlusconi? E sai che Silvio Berlusconi è anche il mio piduista preferito?
Anonimo
27.12.09 16:32 at 16:32
QUINDI CERCA DI IMMAGINARE ( ma non credo tu ci riesca )QUANTO MI FACCIA GIRARE I COGLIONI QUANDO QUALCUNO DI VOI MI DA DEL COMUNISTA O DEL COMPAGNO !!!!
Ma ancora non li hai capiti i berluscones?
Se non sei come loro … se non ami il Silvio adorato loro (uno che – peraltro – è la negazione personificata di molti dei principi e dei valori della destra classica) … sei commmunista.
Sillogismo semplice … per menti semplici.
ReyTS
27.12.09 17:09 at 17:09
Oh bhe, detto da te che probabilmente sei il solito che soffre di crisi "identitarie" per cui chi non si adegua al tuo/vostro modo di vedere le cose diventa automaticamente un berluscones o un fascista, vien proprio da ridere.
Il Vate
27.12.09 17:26 at 17:26
Sì lo so , vanno avanti con gli slogan che vengono loro periodicamente confezionati, adesso ad esempio abbiamo sta stronzata del partito dell'amore. Ma sei com'è,uno prova a spiegare le cose , uno cerca di far capire , ma è davvero disarmante dopo anni che frequento questo spazio sentire sempre le stesse accuse e le stesse risposte.
Prendi RayTs, come avevo previsto, non ha capito nulla di quello che avevo spiegato nel mio post delle11.19, ed è saltato fuori con la solita storia dei comunisti , dei morti , di Pol Pot ecc..
ReyTS
27.12.09 18:39 at 18:39
Mi sa che sei tu che non capisci cosa gli altri ti scrivono.
Luciano Baroni
27.12.09 20:01 at 20:01
Sì, proprio così : è uno degli "speculari", la dimostrazione lampante che "gli opposti si attraggono".
E pensa che raccontare la faccenda dei "titini" e le conseguenze subite, sia sufficiente a dargli una "patente" : quale, se ogni volta che scrive, lo fa a loro favore ?
Ho scritto sopra cosa dimostra di essere.
Il Vate
27.12.09 20:57 at 20:57
Ma chi CAZZO ha mai parlato o scritto a favore dei titini , o similari !!! Raccontaballe , sei solo capace di sparare cazzate e menzogne
Luciano Baroni
28.12.09 9:19 at 09:19
Tu sei un "opposto", dici, ai comunisti : io dico che "ogni volta che scrivi, qui, sei sempre a loro favore, contro chi non la pensa come loro.
Ogni post che hai scritto, da mesi, dimostra ciò che ho scritto.
Vai con Dio.
Se ne ha voglia di prenderti.
ReyTS (Tutto Stronzo
28.12.09 10:33 at 10:33
ma che cazzo dici!!! L'arteriosclerosi ti ha preso di brutto, guarda che ora ti prendo al targa.
Luciano Baroni
28.12.09 9:32 at 09:32
"Opposto" come questi ?
http://linkati2lu.wordpress.com/files/2009/11/cin…
Anonimo
28.12.09 8:43 at 08:43
… crisi “identitarie” per cui chi non si adegua al tuo/vostro modo di vedere le cose diventa automaticamente un berluscones o un fascista.
Ma sei un complessato?
O hai la coda di paglia?
Il fatto che certi invasati danno del comunista a chiunque non è fedele alla linea del (parecchio mutevole) Berlusconi-pensiero … è talmente evidente che davvero non capisco come lo si possa negare!!
Basta vedere la Bibbia dell'invasato, cioè Il Giornale per rendersene conto.
Tutti commmunisti. Persino Fini.
Anonimo
28.12.09 8:49 at 08:49
http://www.youtube.com/watch?v=LUGX9_2qLSk
Quel genio di Guzzanti ha così mirabilmente sintetizzato il tipo umano cui mi riferisco.
Ed a cui quì ci son parecchi che assomigliano perfettamente.
Con un'aggravante. Che questo rappresentato da Guzzanti è quello che usa l'argomento per giustificare le sue nefandezze. Diciamo che è il berlusconiano paraculo.
Mentre molti quì sembrano crederci davvero a sta cazzata del "comunismo" alle porte ed al Berlusconi come baluardo contro l'armata rossa!!
moro70
28.12.09 10:53 at 10:53
Ci crediamo nella stessa misura in cui tu credi che Andreotti ha baciato Riina sulla guancia e che il Berlusca ha intrecciato i fili delle bombe negli attentati del '92, dopo essere stato a colloquio con Provenzano nella famosa masseria
ReyTS (Tutto Stronzo
28.12.09 10:32 at 10:32
Hai ragione anonimo noi berluscones paraculi siamo così, siamo delle autentiche teste di cazzo che sanno solo negare l'evidenza. E ora che il nostro premier è stato ferito subito a piangere e dicevamo che Prodi non si poteva spostare di casa per gli insulti e le pernacchie. Stai sicuro che se quel che è successo al nostro amato ducetto in cariola fosse successo a Prodi allora vedevi che feste!!
ReyTS
28.12.09 13:18 at 13:18
Complimenti per averci dimostrato come uno che non condivide le idee altrui e si abbassa a "rubare" o imitare i nick sia così imbecille, meno male che in teoria (vostra) chi vota a sx è moralmente superiore, più intelligente, più figo e blabla vario.
Per me, rimani solo un povero "mona".
papi
28.12.09 10:57 at 10:57
buon natale al fan di di pietro…
pippo io
28.12.09 11:44 at 11:44
spero che di pietro si salvi dopo gli auguri di daw!
ma sotto sotto non sono troppo preoccupato, a memoria di berluscones non si ricorda una previsione azzeccata da quel pezzente del conduttore di questo sito, a partire dall'ormai celeberrimo "VINCERA' MC CAIN" che per mesi decorò questo spazio internautico, sostenuto dalla rispettabilissima tesi del daw che, andato in ferie 15 giorni negli states, era giustamente convinto di aver capito tutto della vita.
salvo poi essere ovviamente smentito dai fatti.
brucia ancora aver toppato, vero??
daw
28.12.09 12:00 at 12:00
Pezzente?
Ma come ti permetti? cioè, io ti ho offeso? No, non mi pare.
Sei bannato, buon anno e addio.
next
28.12.09 15:51 at 15:51
ultime novità dal partito dell'ammmore e suoi sodali:
"….."Casa e lavoro, caccia ai clandestini"
«I milanesi ci aiutino, segnalando gli immigrati irregolari e chi li sfrutta», dice Davide Boni, assessore regionale al Territorio
Controlli «igienico sanitari» nelle abitazioni dei clandestini, caccia a chi affitta case o offre lavoro agli immigrati irregolari, e l’invito ai milanesi a segnalare al Comune gli extracomunitari senza documenti. Con una mozione dai toni duri, la Lega chiede a Palazzo Marino un giro di vite «contro la presenza e lo sfruttamento degli stranieri senza permesso di soggiorno».
Nel testo della mozione si fa riferimento esplicito alle esperienze di “Comuni dove i sindaci stanno attuando politiche di verifica della popolazione straniera residente, così da evitare la permanenza di clandestini sui propri territori”. L’esempio più noto è quello di Coccaglio, il paese nel Bresciano dove il sindaco leghista ha avviato prima di Natale una campagna di controlli sulla presenza di clandestini, chiamandola White Christmas. «Il nome dell’ iniziativa è infelice, ma la direzione è quella giusta, e Milano deve seguirla», dice Alessandro Morelli, il capogruppo della Lega in consiglio di zona 5, che prima di Natale ha depositato la mozione. …….
…………………..
e ancora buone feste a tutti gli amici del partito dell'ammmore….
mery poppy
28.12.09 17:38 at 17:38
si,infatti…abito vicino alla provincia di Brescia e mi sono vergognata per loro quando ho sentito certe affermazioni contro gli extra comunitari.Che gente ignorante e senza umanità!Tutti buzzurroni e ripeto ignoranti.La lega è la sporcizia dell'Italia e bisognerebbe disinfestare essa per prima.Manderei tutti i leghisti su un bel barcone e li spedirei in Borundi in cambio di povera gente che scappa dalle guerre e da morte sicura.E ci tengo a precisare che non sono credente
domenico
28.12.09 18:52 at 18:52
bravi difendete gli sfruttatori degli stranieri farete il loro bene!
Il Vate
28.12.09 16:55 at 16:55
Te l'ho già detto, Baroni Luciano, io non ho mai , ripeto MAI parlato a favore dei comunisti, io ho sempre parlato , in questo spazio , contro Berlusconi.
Capisco che per te , come per molti , sia difficilissimo se non impossibile, capire che chi è contro Berlusconi, non necessariamente E' COMUNISTA. La propaganda del vostro ducetto è penetrata profondamente nei cervelli più deboli, meno allenati , oramai passa in maniera sistematica il fatto che chi non si inginocchia e obbedisce ciecamente al Berlusca è automaticamente e inesorabilmente comunista. Basta vedere, come pure FINI, viene fatto passare per comunista , il Giornale (di famiglia ) lo chiama addirittura "compagno", ma vi rendete conto ? Ma avete un minimo , dico un minimo di senso critico ?
Q
licio
28.12.09 18:50 at 18:50
già! certo è bello che questi poverazzi di clandestini lavorino per due soldi, una fracca di ore e magari dormendo in due metri per tre. GUAI ad accettare una proposta che venga fatta da questi buzzurri in verde.
micio
28.12.09 22:18 at 22:18
licio, guarda che chi li fa dormire in due metri per tre e li fa lavorare per due soldi sono gli stessi buzzurri in verde.
mery poppy
28.12.09 23:42 at 23:42
esatto,al mio paese chi fa tanto il leghista è il primo a sfruttarli.Passano per il paese seduti su un carro di trattore sia col caldo che col freddo….immezzo alle casse di verdura appena raccolta da loro e saltano ad ogni buca d'asfalto.Il loro PADRONE(so che non dovrebbe più chiamarsi cosi,ma purtroppo lo è in questo caso)è il leghista più sfegatato del paese.Ma guarda caso la persona più ignorante.E loro,indiani,africani..accettano perchè è meglio di cio che avevano,ma non è giusto.Siamo uomini ma penso che le bestie siano meglio di noi.
licio
29.12.09 12:51 at 12:51
Strano, non pensavo che i cinesi votassero la lega!
Anima Candida di mery, perché non prendi e vai a denunciare quel leghista? Sicuramente li sta sfruttando come clandestini, quindi sta evadendo il fisco. In più, ed è legge italiana, è uno schiavista. O devo pensare che non ti conviene mettere la faccia.
mery poppy
29.12.09 14:35 at 14:35
la faccia la metto spesso ma non posso cambiare il mondo,tanta gente corrotta finge di non vedere e vede cio che gli fa comodo…..se hai i soldi puoi fare cio che vuoi anche evitare i processi.Chi ruba una mela per fame va in galera.Apprendi??????
mery poppy
29.12.09 17:38 at 17:38
e poi c'e un altro piccolo particolare da non trascurare…..e loro,gli immigrati poi che fine faranno??risponderai :"non sono fatti miei…"allora?
Anonimo
29.12.09 9:01 at 09:01
Ma vedi Licio, il senso, le motivazioni, la base culturale (si fa per dire, visto di chi parliamo!) delle proposte legaiole in materia sono ben note. Basta leggere cosa scrivono e basta vedersi qualche immagine dei loro comizi (consiglio il doc. Camicie verdi) o il servizio trasmesso dall'ultimo Annozero.
Se ci vogliamo prendere per il culo dicendo che la propaganda legaiola e le loro proposte sono animate dall'ammmore per gli extra-comunitari e per il rifiuto dello sfruttamento … va bene.
Basta sapere che si tratta – appunto – di una presa per il culo per far passare quella che è una pericolosa, nauseante e becera propaganda razzista come si trattasse solo di un problema di linguaggio o di bon ton.
Solo che poi dovreste chiarire perchè il becerume legaiolo lo tollerate così tanto e così tanto ci "scherzate" … mentre vi inalberate ed indicate come odiatore pericoloso chi usa gli stessi modi e toni dei legaioli (vedi Di Pietro).
domenico
30.12.09 12:32 at 12:32
se c'è un lavoratore clandestino vuol dire che c'è un datore di lavoro che sfrutta lo straniero ed evade quindi tasse e contributi.
se c'è uno straniero clandestino che abita in una casa significa che c'è un proprietario di casa che affitta in nero e quindi evade le tasse.
clandestinità e sfruttamento della stessa sono cose che vanno insieme.
se un datore di lavoro ha bisogno di mano d'opera sono certo che potrebbe facilmente trovarla rivolgendosi al centro per l'impiego dove sono iscritti numerosi stranieri.
Return
29.12.09 12:32 at 12:32
Caro Daw, auguri! Tu che sei così accorto a rintracciare negli articoli calcistici di Farefuturo la subdola critica ossessiva a Berlusconi, perché non fai un po' di attenzione a quel che combinano nel settore Spettacoli Libero e La Cloaca di Feltri?
Ti aiuto: il pretesto è Natale a Beverly Hills, l'obiettivo è in un sol colpo difendere l'operato del Ministro della Cultura – lo stesso a cui dobbiamo i fondi pubblici al Barbarossa di Bossi – e colpire i finiani snob, rei di aver condiviso la stessa indignata stroncatura… di Libero e della Cloaca!
Dài, su, due righe lo meritano non credi?
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/arti…
Anonimo
29.12.09 12:58 at 12:58
Eh sì!! Aspetta e spera!!
I fedelissssimi alla linea leggon solo Repubblica e Il Fatto perchè la loro mission è la stessa de Il Giornale e di Libero ovvero difendere il capo senza se e senza ma contro i nemici ovvero contro chiunque (anche se della propria parte) non si adegua al 150% al Berlusconi-pensiero. Il tutto con una furia che li rende persino ridicoli (come nel caso che citi).
Perchè mai, quindi, dovrebbero criticare quelli che fanno il loro stesso (sporco) lavoro e dai quali, anzi, spesso copiano toni, modi e argomenti?
a peracottari!
29.12.09 14:22 at 14:22
LEGA = MERDA
Senza se e senza ma.
licio
29.12.09 18:59 at 18:59
Convinto te…
mery poppy
29.12.09 20:49 at 20:49
non è il solo….
a peracottari!
29.12.09 14:32 at 14:32
Divertente il giochino di riciclare l' essemmesse che gira su berlusconi. Non si riesce ad andare oltre l'umorismo da asilo. Un po' per limiti strutturali (quelli di destra so proprio stupidi) un po' per propaganda (volare bassi per farsi capire, appunti, dagli stupidi). Asilo asilo, sei scemo, no sei scemo tu, no tu, no tu.
Anno nuovo, vecchia solfa.
Ristacci
29.12.09 15:15 at 15:15
Daw, che dire dell'esempio di coesione e di rinnovamento che sta dimostrando il centrosinistra pugliese ?
Secondo me bisogna prendere esempio, loro sò troppo mejo, sò er non più ultras della democrazzia …… convertitevi ggente, convertitevi.
next
29.12.09 15:31 at 15:31
… a differenza del vostro comportamento in veneto: epurazione di galan e alle minacce di questo di fare un'altra lista subito a garantirgli una poltrona da qualche altra parte, bè! comportamento inappuntabile, no????
in puglia si va verso le primarie, unica scelta possibile, che decida la base!
ti ricordo che vendola non è del pd ma di rifondazione o come si chiama adesso, personalmente gli darei il mio voto anche perchè sono contrarissimo a una alleanza tra pd e udc, si cercano i voti a dx e nel far questo ai perdono i veri elettori della sx…………
Il Vate
29.12.09 15:45 at 15:45
Per non dire del casino colossale nel centrodestra siciliano, almeno in Puglia si sa che ci sono due candidati o pretendenti. Provi qualcuno a capire o spiegare quello che sta succedendo in Sicilia da sempre governata dal centrodestra con una maggioranza coesa, granitica e obbediente agli ordini del loro ducetto mafioso.
RISTACCI, PERCHE' NON CI SPIEGHI TUTTO TU ?
domenico
30.12.09 12:37 at 12:37
domandiamoci anche cosa è successo allora nel pd siciliano!
e comunque per fortuna in sicilia nessuno ha parlato di squadre fasciste che assaltano i congressi locali per imporre i loro candidati.
Ristacci
29.12.09 15:44 at 15:44
Minchia, Daw, basta buttare la lenza e subito qualche "tonno" abbocca, anche senza niente all'amo.
Bravo next, bravo, vai alle primarie … tutti in fila come in URSS quando andavate a pigliare la farina e lo zucchero.
Ah si le primarie, almeno quelle i Vs candidati riescono a vincerle.
Ristacci
29.12.09 15:48 at 15:48
x il water:
scusa ma l'indovino sei te, eppoi in Sicilia faranno un pò quello che gli pare, basta che tengano lontani gente come orlando e altri mafiosetti del piddì che hanno fatto più danni dell'esondazione del Massaciuccoli.
a peracottari!
29.12.09 17:32 at 17:32
Pazienza, ci tocca ricacciarvi nelle fogne. Via La merda mafiofascista che opprime la pace e la libertà.
licio
29.12.09 18:48 at 18:48
Beh! Caro anonimo, allora proponi qualcosa che non sia una presa per il culo, ma che garantisca anche una vita normale a tutti, non essendo razzisti al contrario. E sarò ben diposto a sottoscriverla.
E nente politicamente corretto
Anonimo
29.12.09 21:04 at 21:04
Le leggi (contro il lavoro nero, contro gli affitti in nero, contro lo schiavismo) ci sono già.
E compete agli organi a ciò deputati farle rispettare.
E visto che la Lega è al governo, dovrebbe preoccuparsi di far funzionare il sistema repressivo statale.
E invece, questi beceri scarpe grosse cervello fino, cosa fanno?
Non potenziano gli organi deputati ai controlli.
Accettano modifiche legislative che incentivano l'irregolarità (vedi il ripristino della possibilità di denunciare l'inizio di un rapporto di lavoro dopo la sua costituzione) … e poi, nelle piazze, fan la voce grossa (e volgare) e invitano alla delazione o al fai da te di qualche sindacotto da quattro soldi.
E' questo che fa schifo.
Ristacci
29.12.09 19:45 at 19:45
Della serie "komunisti allo sbaraglio", a conferma di quanto ho scritto sopra, così si legge sul cult-blog der tafano:
"Impressionante lo sfaldamento del PD in Puglia,come impressionante è la caotica situazione nel Lazio.
Temo non si tratti di situazioni locali, ma che si tratti del riflesso locale di un partito ondivago , senza una guida forte e ,sopratutto, riconosciuta.
Dire che il PD è allo sbando è certamente eccessivo , ma dire che alcuni dentro il PD facciano il tifo per un risultato negativo alle regionali per aprire ufficialmente la stagione della caccia a Bersani , mi sembra evidente.
Neanche a me piace molto il Bersani incerto di questi ultimi tempi , però mi chiedo a chi serve davvero questo autolesionismo ,questo clima di lotta continua.
Anzi non me lo chiedo perchè ho la risposta : a Berlusconi.
E questo mi fa oscillare tra la delusione e la rabbia perchè sono convinto che un PD coeso potrebbe essere il nucleo aggregante di una opposizione forte ed in grado di ostacolare l'aspirante dittatore prima e batterlo poi."
Ormai sono alla canna der gasse, menomale che Silvio Nostro ha rinnovato l'accordo con la Russia ….
Anonimo
29.12.09 20:56 at 20:56
Certo che sto ristacci l'è proprio un bel cretino!!
mery poppy
29.12.09 20:58 at 20:58
Un piccolo popolo chiamato Pigmei in questi giorni stà per essere scacciato dalla foresta nella quale vive fin dalle sue oriigini per la deforestazione voluta dai popoli,cosi detti,civili e ricchi per la lavorazione di legno pregiato.Qui non centrano nè leghisti ne comunisti…questa è una vergogna umana che pochi conoscono.Questi siamo noi civili e progrediti….questi siamo noi che cene freghiamo…tanto siamo lontani…forse siamo tutti un pò razzisti e cattivi.Li cacciano a fucilate per disperderli mentre tagliano le piante per arricchirsi e costruire cose di lusso non per la sopravvivenza…Scusate ma a me queste cose mi mandano in bestia,e scusate lo sfogo.
Luciano Baroni
29.12.09 23:14 at 23:14
Sul CORSERVA c'è un critico cinematografico-televisivo che si chiama Aldo Grasso, scrive le stesse cose, magari con linguaggio diverso ma scrive le stesse cose sul film Natale a Berverly dopo averlo visionato in anteprima, come fanno i critici di altri quotidiani : nessuno lo critica per questo, perchè scrive che le puttanate di peti ed esagerazioni scurrili non gli sono piaciute : nessuno.
Poi, esce una "bufala" su una scelta di una Commissione Ministeriale per dare sconti fiscali allo stesso film ( mai riunita ) e cominciano i guai : ma non dai critici di cui sopra ( dimenticavo : oltre il CORSERVA, Libero e il Giornale ), bensì dai "padroni della cultura cinematografica resistenziale della sinistra", con in testa Citto Maselli, che dichiarano NON potersi permettere il Ministro Bondi ( che non ne sapeva proprio niente e quindi non doveva smentire niente ) di "dare questi soldi al film di De Laurentis" perchè "con la cultura non ha niente a che fare".
Dato che però la cosa interessa molti, non solo Maselli, parte la grancassa di tutti quelli che prendono un sacco di soldi per fare i film che non escono nemmeno nelle sale, compreso quelle D'Essai, di tutti quelli che prendono i soldi anche se gli vengono "regalati" e anche loro non ne avrebbero diritto, perchè : la Legge prevede che siano fatti una certa % di incassi, che non avviene quasi mai.
Io non ho voglia di scrivere qui l'elenco dei soggetti che hanno percepito, a perdere, tutti questi contributi dallo Stato, anche con quanto successo sopra scritto, cercateveli voi sapendo che qualcuno rimarrà sempre fuori : ciò vuol dire che sono ancora di più i mangia-a-ufo.
La polemica di qualche imbecille sul Blog, invece che su questi FURTI, viene riportata perchè Libero e il Giornale dopo aver letto le proteste dei Maselli di turno e di tutto l'ambaradan della sinistra militante, "si sono permessi di far sapere che a norma della Legge, gli eventuali contributi sarebbero dovuti anche proprio per le % d'incassi elevate", non solo perchè qualche film o documentario che non incassa un cazzo o quasi, addirittura nemmeno esce nelle sale e gli danno i soldi lo stesso : proprio questo fanno notare, quei critici di Libero e Giornale, non altro e non certamente rivedono la loro critica iniziale alla scurrilità del film.
VAFFANCULO, return.
Anonimo
30.12.09 8:52 at 08:52
no-due no-due no-due … soldatino Baroni agli ordini!!
Anonimo
30.12.09 9:01 at 09:01
Poniamo tu abbia ragione ovvero poniamo che si tratti di benefici "automatici" … il punto è, caro soldatino, che nel momento in cui ci si lancia contro il FUS e si montano grandi crociate contro i finanziamenti a pioggia insultando il culturame con toni alla Goebbels … non trovi doversoso criticare i "crociati" che si "dimenticano" di rivedere anche le norme che han consentito a quella vergogna di film di ottenere dei benefici?
Ma la linea de Il Giornale e di Libero (e, quindi, anche la vostra) è sempre la stessa. Difendere ad oltranza e senza se e senza ma il governissssimo più migliorisssimo di tutti i tempi. E se fa qualcosa di palesemente sbagliato, attestarsi su questa barricata:
si vabbè ma:
- il più pulito c'ha la rogna;
- è tutto un magna magna;
- ma senti chi parla;
- zitti commmunisti.
Siete proprio monotoni.
Cambiate disco ogni tanto.
Luciano Baroni
30.12.09 10:25 at 10:25
Se tu fossi "leggermente onesto", prima di scrivere ciò che hai scritto, saresti andato alla ricerca degli articoli, iniziali e seguenti, ti saresti accorto che proprio ciò che imputi è stato fatto e per quanto riguarda quei 2 quotidiani che richiami, INASCOLTATI da anni anche dai Governi di cdx, cazzo.
Ora, il sottoscritto ritiene che un aiuto, così come lo si fa per tanti altri comparti, anche su quello della "cultura" sia giusto che esista, ma con linee guida da rivedere e più mirate, ad esempio che diano anche un corrispettivo di ritorno al Turismo : ti sei accorto che quanto ha cercato di fare la Brambilla, l'ultima arrivata, ha portato anche un aumento di circa il 10% sui Musei ?
Da qualche parte l'hai letto ?
E' difficile, molto difficile, cambiare le cose, basta pensare un attimo di più a quello che ho scritto su chi in effetti è riuscito nel tempo, a fottere i soldi pur non avendone nemmeno diritto.
Un'ultima considerazione, anche se da scrivere c'è una marea di fatti : quei due quotidiani dello scandalo, sono anche GLI UNICI dove puoi trovare, senza termine di continuità, giornalisti che NON votano Berlusconi e cdx, che anche su questo tema hanno scritto articoli anche se non in modo compiuto come vorrei e proprio per i motivi che ho scritto.
Mughini, uno che io rispetto da sempre anche se io sono tifoso della Fiore, ma LUI lo considero un onesto, senza se e senza ma.
E non mi è dispiaciuto l'articolo che ha scritto ieri in risposta a Specchia, anche se monco, anche se persino LUI non ha avuto il coraggio di denunciare appieno i LADRI.
next
30.12.09 10:49 at 10:49
… da quando "farefuturo" è diventato organo del pci????
domenico
30.12.09 13:07 at 13:07
da quando qualcuno ha detto:
""Ogni tanto abbiamo l'impressione che se Fini fosse uno dei leader del Pd, l'opposizione sarebbe molto piu' agguerrita e forte"…
Luciano Baroni
30.12.09 19:13 at 19:13
Sei ancora qui a scrivere idiozie ?
mery poppy
30.12.09 22:53 at 22:53
cretino,nemmeno io ti ho offeso,una vola e l'atro va sott'acqua…
mery poppy
30.12.09 14:33 at 14:33
noi poveri non mangremo ma visiteremo i musei….grazie di cuore.Spero di vederci almeno Berlusconi,ne sarà almeno valsa la pena….
Luciano Baroni
30.12.09 19:14 at 19:14
Su, apri l'ombrello e vola su altri lidi.
mery poppy
30.12.09 20:01 at 20:01
e tu tira l'acqua che sparisci
mery poppy
30.12.09 20:57 at 20:57
e tu..tira l'acqua che sparisci
Luciano Baroni
30.12.09 21:56 at 21:56
Scema, non ti avevo offeso, ma sei talmente STRONZA che non capisci.
next
30.12.09 10:52 at 10:52
"….**Palermo invasa dai rifiuti**
Bruciati nella notte numerosi cassonetti. Esplode la protesta dei cittadini…………"
……………..
ah! ecco dove sono andati a finire i rifiuti di napoli, x la serie: "siamo solo chiacchere e distintivo (e tanta pubblicità)"
………..
qualcuno ha mai sentito un piccolo approfondimento de 'sti fatti su reti mediaset? qualcuno ricorda lo strombazzamento mediatico sui rifiuti di napoli???
domenico
30.12.09 13:06 at 13:06
la trasmissione che cammarata sopporta di meno è sicuramente striscia la notizia!
mery poppy
30.12.09 14:35 at 14:35
io si…ah ah ah coraggio,sappi che siamo in molti a notare queste cose e tante altre…
mery poppy
31.12.09 14:48 at 14:48
e dove mettiamo tutti gli aumenti che avverranno con il nuovo anno?..autostrade,gas…?alcuni generi alimentari?,,ma siiiiiiii.tanto entriamo ai musei gratis..che ci frega?
mery poppy
30.12.09 14:38 at 14:38
….rispondevo a Next naturalmente
next
30.12.09 15:44 at 15:44
l'informazione secondo domenico è il gabibbo!!!!!
sigh e doppio sigh……………..
mery poppy
30.12.09 16:44 at 16:44
manipolazioni di mediaset…fanno vedere i servizi a modo loro intervistano le persone e mandano in onda quelle che rispondono a loro piacimeto.Cavoli,ma non ci vuole una grande intelligenza per arrivarci!
mery poppy
30.12.09 19:59 at 19:59
tira l'acqua che sparisci….