
Vincenzo Novari, ad 3 Italia
Ricordate la lettera (pubblica) di Celli al figlio? Si scatenò un dibattito abbastanza paradossale, visto che – tra l’altro – è nato da una lettera di un signore che, oggi, ha proprio il compito di formare i giovani. Ma andiamo avanti. Oggi Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia ma soprattutto padre, pubblica sul suo profilo personale di Facebook una lettera al figlio. E questa lettera, credetemi, vale cento volte quella di Celli. E’ la lettera di un papà che cerca di trasmettere qualcosa di positivo al figlio. Una lettera di sentimenti. Senza odio, senza rancore. Una lettera d’amore di un padre al proprio figlio. Un messaggio di speranza. Di Fiducia. Per il proprio figlio e per il proprio Paese. Eccola:
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Giulio, figlio mio, l’altro giorno mi hai telefonato alle 8 di sera per dirmi quanto ti angosciasse la verifica di greco della mattina dopo. Venivi da una settimana nera per te, in cerca come sei di un difficile equilibrio tra i genitori separati, gli amici e l’amore in conflitto, lo studio e lo sport ormai inconciliabili. Forse per la prima volta, a diciott’anni, tutto ti è sembrato troppo pesante per le tue spalle. Mi hai detto che non stavi bene, che avevi provato a studiare tutto il pomeriggio, ma senza riuscirci. Avevi il mal di testa e il cuore nero.
“Papà, domani non vado - hai concluso – non voglio giocarmi mesi di studio solo perche’ la verifica arriva in un momento no. La recuperero’ la settimana prossima quando il momento buio sara’ passato e finalmente mi potrò concentrare sullo studio”. Ti ho risposto di no. Ti ho detto che quando scappi la prima volta, nella vita, prima o poi ce ne sara’ sicuramente una seconda. E poi una terza. Dopo un po’, diventa il tuo modo di vivere. Dopo, non è mai colpa tua. Dopo, c’è sempre un buon motivo per scappare, una persona con cui e’ meglio non confrontarsi, un appuntamento importante al quale non presentarsi. Ti ho detto che mancavano ancora quattro ore alla mezzanotte. Quattro ore per provare a fare del tuo meglio. Anche se non avevi fame, ti ho suggerito di prendere un pezzo di cioccolato, un po’ di pane e di metterli vicino a Senofonte. E di stringere i denti.
“Fa’ quello che puoi - ho insistito – e domattina vai alla tua verifica a testa alta. Non importera’ il voto. Se sara’ un 5, lo festeggeremo perche’ sara’ un 5 che avrai preso senza darti per vinto. Ti sara’ costato fatica e dolore, ma sara’ il piu’ bel 5 della tua vita, molto meglio di un qualsiasi 8 preso la settimana successiva. Ma se prenderai un 6 o un 7, quello sara’ il piu’ bel voto della tua vita. Te lo sarai guadagnato contro ogni pronostico e te ne ricorderai per sempre”. Questa volta mi hai ascoltato. La mattina ero in riunione quando e’ arrivato il tuo messaggio. La stanza era piena di colleghi alle prese, insieme a me, con l’ennesima emergenza aziendale di quella che sembra una storia infinita. Non ce l’ho fatta ad aspettare. L’ho aperto e l’ho letto. C’era scritto: “Ho preso 7 e mezzo. Incredibile. Grazie. Senza di te non ce l’avrei mai fatta”. Mi sono emozionato.
La mattina dopo ho letto su un giornale la lettera che un’ex collega (ci eravamo incrociati per poche settimane in Omnitel, io Direttore Marketing, lui Direttore del Personale) aveva scritto a suo figlio. Adesso questo ex-collega, dopo una carriera importante, guida un’Universita’ (finanziata coi soldi degli imprenditori italiani e quindi anche con i miei) che dovrebbe formare i giovani dirigenti dell’Italia di domani. Giulio, in questa lettera c’era scritto esattamente l’opposto di quello che ti avevo detto poche ore prima. Diceva a suo figlio di andarsene dall’Italia. Diceva che per un giovane di talento non vale piu’ la pena di lavorare nel nostro paese. Che la mediocrita’, il clientelismo, la rissa istituzionalizzata come unico strumento di confronto, l’impunita’ sono ormai l’unica legge e che le regole del gioco sono ormai talmente alterate che non vale nemmeno piu’ la pena di provarci. Tu sai quanto io ami il nostro Paese. Continuo ad emozionarmi ogni volta che per lavoro o per piacere lo attraverso da nord a sud. Però continuo ad incazzarmi ogni volta che vedo il suo potenziale sprecato. Continuo a discutere, spesso ad accapigliarmi con Ministri, burocrati e Presidenti vari (quasi tutti a Roma si fanno chiamare cosi…).
Continuo a non capire perche’ la nostra struttura pubblica sia al tempo stesso così ipertrofica e così assente, perchè i meccanismi legislativi siano così ridondanti e perche’ ogni volta che si parla con i sindacati italiani sembra che l’istinto di autoconservazione dell’apparato prevalga sempre sull’interesse dei lavoratori. Continuo a non capire perche’ le nostre televisioni siano invase da pessimi esempi per voi giovani e nascondano in maniera quasi scientifica quanto di piu’ bello produce il nostro paese… Sono tante le cose che mi mandano in bestia, almeno tante quante quelle che fanno arrabbiare il mio ex-collega, ma nonostante tutto continuo a lottare ogni giorno, proprio perche’ del mio Paese vedo i difetti, che non sono pochi e non sono piccoli. Fra non molto toccherà a te, ai tuoi amici, a raccogliere il testimone. Le sfide che vi attendono sono enormi, ma forse non più grandi di quelle che hanno affrontato i vostri nonni, che ereditarono un Paese distrutto dalla guerra, diviso, penalizzato da un’alfabetizzazione incompiuta e ancora alle prese con un’identità nazionale incerta. Certo, le esperienze all’estero sono importanti nel mondo globalizzato e integrato di oggi: come fai a competere con inglesi, francesi, tedeschi, ma anche cinesi, indiani e arabi, se non sai come ragionano? Loro vengono da decenni a casa nostra per carpire i segreti di un modello che ha punte di eccellenza riconosciute ovunque, meno che da noi.
A te, Giulio, ai tuoi compagni della generazione del ‘90, dico che il vostro futuro è qui, nel vostro Paese. A te, Giulio, dico che se non siete orgogliosi del vostro Paese, anche quando avete legittimi motivi per criticarlo, è difficile essere orgogliosi di voi stessi. La sfida è rimanere per cambiarlo, questo Paese, dove serve, col tempo che ci vuole fosse anche un sempre. Ci sara’ tanto da fare, figlio mio, e tocca a voi. Noi, in effetti, ci meritiamo un bel 5.
Ti abbraccio,
papà.
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“A te, Giulio, ai tuoi compagni della generazione del ‘90, dico che il vostro futuro è qui, nel vostro Paese”
il figlio avrà pensato ” ma che cazzo sta dicendo ” , che figura di merda tutti sanno che mio papà lavora per i cinesi.
comunque Giulio per cambiare il paese la generazione del 1990 deve mandare a casa questa classe politica di vecchi corrotti rincoglioniti e possibilmente in galera tutti coloro che vivono nell’illegalità
Poi Giulio scusami, ma che cazzo studi a fare il greco ?
senti giulio, resta pure qua ma dovrai aspettare almeno quelli dell’80 e del 70 perchè ci sono acnora quelli del 60 in carrozza, anzi forse anche loro aspettano che quelli del 50 e del 40 si levino dai coglioni, per non dire dei 30.
Quindi giulio mettiti il cuore in pace, e pensa sorridente ad un futuro normale, i videofonini e altri fallimenti lasciali alla generazione del tuo papà, loro vogliono solo far soldi sfruttando iol bene universale della comunicazione.
Adesso giulio esci di casa, vai a prendere la tua ragazza, portala a spasso e parlale guardandola negli occhi, e lascia stare telefonini e feisbuk e altri socila network, prenditi il piacere di essere te stesso e allora anche un futuro da panettiere o operaio potrà essere dignitoso e bello.
Vuoi mica finire sputtanato dalla gabanelli in prima serata come il tuò papà?????
veramente la TRE è la compagnia migliore con le offerte migliori oggi in Italia.
Giulio, studia medicina e brevetta un bel virus pé levare dai coglioni i comunisti italiani, perchè oggi è notte ma un giorno l’alba verrà.
Giulio non ascoltarlo, se uccidi i comunisti italiani, poi i comunisti cinesi licenziano tuo papà e tu diventi un povero flglio di dirigente disoccupato.
Brevetta un elisir di vita eterna per il premier italiano,
Alla piramide con cella di isolamento climatizzata ci pensiamo noi italiani.
Alla certezza della pena ne scontare una condanna eterna ci penserà un signore con la falce e un vestito scuro.
gran bella lettera!
DAW
la lettera non è di oggi ma di ieri e forse l’altro ieri.
e comunque sia questa che quell’altra sono patetiche. Voglio dire: ma saranno cavoli loro? devono spiattellarla in pubblico? è solo esibizionismo. Abbastanza ridicola come cosa, sia Celli che Novari.
Avevo detto la stessa cosa per Celli, la ridico per Novari.
che paxxe non ha pubblicato i commenti.
allora.
1) su celli dissi che era una cosa patetica perchè queste cose se le vuoi dire a tuo figlio gliele dici in privato e non spiattellandole
2) dico la stessa cosa ora. è solo esibizionismo. Che bisogno c’è di pubblicarla ai 4 venti? che cosa ce ne frega a noi?
esibizionismo e voglia di apparire. basta.
ps poi che la TRE sia il miglior operatore italiano con le migliori offerte e tariffe non ci piove.
Mah, e invece no. Bene ha fatto Celli a scrivere, bene ha fatto Novari a scrivere. E’ un segno di vitalità, di una sana dialettica, un Paese vivo.
chissà se qualcuno è in lista:
http://omgili.com/newsgroups/it/politica/h0oeq2gq91newseternal-septemberorg.html
E’ una lettera che potremmo definire,in barba al periodo,per tutte le stagioni:è il segreto del vivere facendo.
E’ quanto fa la stragrande maggioranza degli Italiani,senza aver mai avuto il tempo o la capacità di scriverla.
E’ anche la “mia” lettera!
concordo!
ottimi principi in questa lettera. ma davvero credete che l’Italia, ma soprattutto gli italiani, si possano cambiare?
credete, inoltre, che Giulio dovra’ affrontare i problemi che ci sono in Italia? anzi, lui sara’ uno di quelli che proprio beneficiera’ di questi problemi.
OT
Pardi è una persona pericolosa per la democrazia, è come le Brigate rosse, solo Curcio parlava così. La violenza è alimentata anche da chi, come Pardi, usa un linguaggio terroristico che poi pazzi di turno trasformano in oggetti lanciati. Quindi – ha concluso Gasparri – gente come Pardi è incompatibile con la democrazia
quanto ammmmmmmmmmmore
il papi utilizzatore finale mi ha detto che a natale dobbiamo essere tutti più buoni
Auguri sinceri a Silvio http://www.ansa.it/webimages/foto_large/2009/12/21/re221y4qX_20091221.jpg
Che schiaffo per la destra milanese !
La Moratti ha telefonato a dellai per farsi dare qualche consiglio su come affrontare l’emergenza neve.
dellai c’ha penzato un poinino poi ha rassicurato Letiziona dicendoni:
“Non ti preoccupare cara, telefono al sindaco piddi di colfiorito, mi faccio mandare con un volo speciale delle piddi airlain un carico di fagioli zolfini, li faccio mangiare alli scoiattoli della vardifiemme, e te li mando li a milan per risolvere il problema.”
Minchia torna in campo il fattore C di prodiana memoria, questi der piddi sono teribbili, oh come si farebbe senza ?
(p.s. si farebbe, si farebbe, eccome se si farebbe !)
deputati finiani
1. Luca Barbareschi
2. Italo Bocchino
3. Giulia Bongiorno
4. Carmelo Briguglio
5. Giuseppe Consolo
6. Giulia Cosenza
7. Marcello De Angelis
8. Aldo Di Biagio
9. Giovanni Dima
10. Alberto Giorgetti
11. Fabio Granata
12. Amedeo Laboccetta
13. Donato Lamorte
14. Nino Lo Presti
15. Gennaro Malgieri
16. Antonio Mazzocchi
17. Giorgia Meloni
18. Roberto Menia
19. Riccardo Migliori
20. Silvano Moffa
21. Alessandra Mussolini
22. Angela Napoli
23. Gianfranco Paglia
24. Flavia Perina
25. Francesco Proietti Cosimi
26. Enzo Raisi
27. Andrea Ronchi
28. Stefano Saglia
29. Souad Sbai
30. Giuseppe Scalia
31. Mirko Tremaglia
32. Adolfo Urso
33. Marco Zacchera.
senatori finiani
1. Andrea Augello
2. Mario Baldassarri
3. Filippo Berselli
4. Giovanni Collino
5. Cesare Cursi
6. Maria Ida Germontani
7. Antonio Paravia
8. Francesco Pontone
9. Luigi Ramponi
10. Maurizio Saia
11. Giuseppe Valditara
12. Giuseppe Valentino
13. Pasquale Viespoli
14. Benedetto Della Vedova (Forza Italia).
Popolo della Libertà + Carroccio al 50,5 per cento
Crescono i due partiti di maggioranza, che insieme superano addirittura il 50%. E’ il clamoroso risultato dell’ultimo sondaggio Digis sulle intenzioni di voto, realizzato tra il 18 e il 19 dicembre. Il Pdl sale al 39,5% e la Lega vola all’11. Bene il Pd, perdono terreno l’Udc e l’Italia dei Valori
Martedí 22.12.2009 15:28
Crescono i due partiti di maggioranza, che insieme superano addirittura il 50 per cento. E’ il clamoroso risultato dell’ultimo sondaggio Digis sulle intenzioni di voto, realizzato tra il 18 e il 19 dicembre. Il Popolo della Libertà sale al 39,5%, in rialzo sia rispetto alle Europee (35,3) sia nei confronti delle Politiche (37,4). La Lega Nord vola all’11% dal 10,2 di giugno e dall’8,3 del 2008 (Camera). In calo all’1% in Polo dell’Autonomia. L’Udc si attesta al 6% e perde terreno rispetto alle Europee, guadagnando qualcosa però sulle Politiche. Il Partito Democratico ottiene il 29% e sale nettamente sul dato delle ultime consultazioni (26,1) ma è lontano dal risultato delle Politiche (33,1). L’Italia dei Valori scivola al 7% dall’8 del giugno di quest’anno. In sensibile ribasso la lista comunista (Prc-Pdci), Sinistra e Libertà e i Radicali.
ll frutto avvelenato della Seconda Repubblica è la crescita zero.
La Terza Repubblica, se mai arriverà, dovrà ripartire proprio da qui. Dal lavoro e dall’impegno dei giovani e delle donne che meritano. Non per assisterli con risorse che non esistono, perché sono divorate dal terzo debito pubblico del mondo, ma più semplicemente per dare loro l’opportunità di creare, per meriti e capacità di iniziativa, ricchezza e valore. Perché, nel corso di questa interminabile transizione, tra tasse, contributi, rendite di posizione, diritti quesiti, lungaggini burocratiche, contratti a termine e carriere per anzianità è diventato difficile persino rimboccarsi le maniche.
Forse è che sono pessimista, ma dal mio punto di vista il sistema clientalare, antimeritocratico miete vittime di continuo e mi sembra più che normale che ci sai chi consiglia al proprio figlio di andare in altri paesi dove le capacità rappresentano una risorsa da sfruttare ed apprezzare.
Penso a manager poco competenti, piazzati li non per meriti ma per appartenenza politica. E non venite a dirmi che è un problema esclusivo della sinistra, sarebbe un ipocrisia inutile.
Penso a situazioni di precariato creato ad hoc, con esternalizzazioni. Assunzioni fatte grazie a conoscenze e/o amicizie politiche. E, in quanto al sindacato sono il primo a criticarlo, ma perchè mi piacerebbe forte quanto in Svezia, non schiavo del sistema politico/industriale.
Bisogna essere sinceri. Perfino nel privato l’Italia è vittima di questo sistema. Posso citare decine di esempi, a cui nessuno sfugge, nemmeno colossi internazionali. Piegati dalla burocrazia e quindi al passaggio per il favore politico.
Ben vengano le favolette, le storie commoventi, se servono a smuovere le future generazioni. Ma le buone intenzioni si fermano se davanti trovi speculatori e approfittatori. Puoi metterci tutta la buona volontà, difficile fare strada se c’è chi te la sbarra. Di queste persone, ne abbiamo in abbondanza e grazie alla loro spregiudicatezza, sono quelle che siedono sempre nel posto sbagliato.
Sondaggio Attendibilissimo – metodologia CATI – contatti 1.000 casi – data 21/12/2009
Il papi ha fatto gli auguri personalizzati ai lettori del quotidiano di proprietà della famiglia Berlusca.
http://www.ilgiornale.it/fotogallery/gli_auguri_natale_berlusconi/id=1624-foto=1-slideshow=0
Babbo Natale lo ha immediatamente accusato di tenere il piede in due scarpe
Giulio pijatela ndar secchio e studia, prenditi uno straccio di laurea che poi ci pensa papino a sistemarti in azienda.
In certi casi quindi c’è un buon motivo per rimanere in Italia!
Triste, davvero triste.
bella lettera, condivido tutto, anche perchè più o meno sono le stesse cose che mi sono trovata a dire a mio figlio però….faccio una constatazione. Giulio è RIPETENTE. Mio figlio è del 90 e…quelli del 90 sono all’università
Un pò in ritardo il discorso del papino, no?
Giulio…….E STUDIA UN PO’!!! CRIBBIO!! SEI UN ASINO! IHIHIHI
Caro Giulio,
Forse hai letto tutti i commenti o solo alcuni, forse leggerai anche il mio e, per quanto può valere, voglio incoraggiarti ad andare sempre avanti e seguire i consigli di tuo padre; lavorerà anche per i “cinesi”, come ha scritto qualche stupido, ma resta il fatto che sono stati proprio i “cinesi” a sceglierlo e questo conferma quanto di buono ci sia nelle parole di tuo padre.
Buon Natale a te Giulio e a tutti i ragazzi Italiani
Lettera del cazzo, di un coglione a cui la vita ha dato molto, che si sarà fatto pure il culo per diventare quello che è diventato, ma finge di ignorare che in questo paese del cazzo altri che si fanno il culo molto più di lui vengono sistematicamente schiacciati da una macchina inefficiente che fabbrica frustrati.
Uno su mille ce la fa. E trova il milleunesimo davanti a lui, e non si spiega perchè. Ah si è il figlio del primario.
Giulio salvati da tuo padre. Se il greco ti fa schifo fatti le pere. Sarà sempre colpa sua e della società, vai tranquillo.
E farti prescrivere qualche antidepressivo (del cazzo ovviamente) potrebbe giovarti?
sarcasmo del cazzo. tutto si risolve con la battutina del cazzo. per negare la realtà con l’ottimismo del cazzo.
non tentare di convincermi che tutto va bene coglione. il mondo non è stato mai un paradiso per tutti, imbecille. C’è chi se la passa bene e chi se la passa male.
goditi fino a che ti sarà possibile la tua fortuna e non scassare il cazzo a chi non ce l’ha col tuo ottimismo del cazzo.
un paese la cui vitalità si misura nell’ esibire in piazza il privato :\Minchia io sono questo, figlio mio, minchia qua, minchia là\.
E intanto il buon novari ci fa anche sapere che è separato e che quindi non è un buon padre. Sono commosso come dopo aver visto la pubblicità del panettone bauli.
Per intendersi: per dire una cosa PUBBLICA tramite i giornali, come può essere il parere non richiesto sulla fiducia o sfiducia nel futuro da parte delle nuove generazioni, parere espresso da un manager, ci sono molte maniere.
Quella scelta dai due a mio parere è la più melensa e patetica, chi non un papà manager allora si spari!
Quest’anno va di moda l’esposizione in piazza dei sentimenti. Siamo a natale che diamine, e il presidente gronda amore come la madonnina di civitavecchia.
Così dopo avere imposto quale telefonino, taglio di capelli, calze e altezza della gonna, il grande fratello ha deciso di occuparsi anche della nostra sfera privata entrando a panzer con le sue esemplari note educative. Sicchè uno manco sul futuro dei propri figli può riflettere e interrogarsi. Ha il template già fornito dai gestori degli altrui cervelli.
Ma vaffanculo esempi del cazzo. Crescete e fate come cazzo vi pare. Sgomitare per arrivare più in alto possibile? Bella, veramente bella morale del cazzo.
CARI GIOVANI DEL FUTURO, CAZZI VOSTRI COME PER NOI CAZZI NOSTRI. ACCETTIAMO DI SENTIRE LE VOSTRE LAMENTELE SOLO SE LA SMETTETE DI INDOSSARE TUTTI COME CLONI QUEI NUOVI MONCLERINI E SE DIMOSTRATE DI AVERE UN AUTO DI PROPRIETA’ PAGATA CON I VOSTRI SOLDI.GRAZIE.
Signor Presidente,
Lei si è chiesto ed ha chiesto ai suoi più stretti collaboratori:”perchè mi odiano?”
Io sono un signor nessuno, uno dei sessanta milioni di italiani senza volto e senza nome, buoni solo per comparire come unità statistiche nelle rilevazioni demografiche. Comunque, visto che lei ha fatto una domanda, per quello che conta il mio parere, vorrei risponderle. Io sono tra quelli che la odiano, nel senso che non la amano.
Intendiamoci: trovo l’odio un sentimento disdicevole. Ho ricevuto un’educazione cristiana, sebbene l’abbia rinnegata; però certi valori mi sono rimasti dentro. Nella mia vita ho cercato di essere sempre dalla parte dei deboli e di trovare mille attenuanti per chi ha sbagliato. Eppure nei suoi confronti provo un “non amore” irrefrenabile.
Stia tranquillo: sono un uomo di pace: faccio fatica anche ad ammazzare le mosche;perciò il mio odio non si tradurrà in altro che in un desolato isolamento. Scuoto la testa e da lei traggo insegnamento, per me e per i miei figli, di quanto non sia esempio da imitare.
Lei non conosce me, ma io conosco lei, dai tempi in cui ella era un oscuro costruttore edile quando, sindaco Carlo Sangalli (ora Presidente della Camera di Commercio di Milano) fondò l’Edilnord e iniziò a costruire a Brugherio. Ricordo le sue liti con la civica amministrazione di quella città per gli abusi edilizi e come, già allora, avesse il vezzo di ottenere con la prepotenza quello che non avrebbe potuto ottenere secondo la legge. Poi l’ho seguita nella sua avventura con Telealtomilanese e ancora con l’avvio delle Sue reti televisive. Ricordo la legge Mammì, ricordo Craxi (che ho conosciuto di persona) e gli indebiti favori che ella ha ricevuto e ricambiato con sostanziose tangenti.
La conosco, Signor Presidente: abito a cento metri in linea d’aria dagli studi di Mediaset ed a un Chilometro da Milano Due, che ella ha costruito. Non parlo per “sentito dire” ma perchè ho testimonianza diretta di quello che Ella è.
Devo dire che la Sua, non fosse una figura moralmente indecente, sarebbe da ammirare per la genialità: non ha sbagliato nulla. E’ partito con una piccola impresa, a debiti e con finanziamenti di cui lei non ha mai bene rendicontato ed ha costruito un impero, con fredda logica e con assoluta lungimiranza. Lei dice che è entrato in politica nel 1994; non è vero. Lei ha preparato il terreno molto, molto prima. Lo ha fatto comprando il
Milan, con le sue televisioni.
Più che merci lei ha comprato coscienze. Lei ha compreso molto bene cosa sia il marketing e quali siano le tecniche di vendita. Non fa mai nulla che non abbia un riscontro positivo nei sondaggi.
Per lei non ha valore morale quello che fa: ella non è il “Principe”; ha un disegno preciso, che coincide col suo interesse personale. Però ha capito molto bene che, per avere consenso, deve azionare delle “leve”, che corrispondono ai processi di immedesimazione di emulazione.
Lei ha trasformato un perdente in un vincitore, un debole in un forte, un povero in un ricco; e questo è il suo autentico miracolo. Tutto nella finzione, ovviamente.
Però, e anche questo è un Suo “merito”. Lei ha saputo rendere labile il confine tra realtà e finzione. Lei è “nudo”, come quel famoso Re; eppure lo stuolo di cortigiani e di folle osannanti che la seguono sono pronti a giurare che ella sia bello, invincibile, munifico.
Dal Principe di Machiavelli ha sicuramente imparato una cosa: il fine giustifica i mezzi; ecco perchè non è mai andato per il sottile. Per lei lo Stato è un’azienda, la cultura un optional, la povertà un “inconveniente” come arditamente l’ha definita.
Lei ha capito bene, come il Mefistofele che “la moneta cattiva scaccia quella buona” e, più ancora, che se getta a terra una manciata di monete la gente si accapiglierà per raccoglierle.
Lei, da perfetto populista si appella al popolo perchè ratifichi le sue scelte. Ma cos’è il popolo, chi è il popolo? E’ forse un monolite che, unum corde, prende decisioni all’unisono? No, lei lo sa benissimo, perchè è contornato da statistici, che il popolo non esiste se non come somma di tante unità che compongono l’insieme.
Lei sa che si compone e si scompone in continuazione e perciò ha bisogno di suggestioni in cui riconoscersi. Il popolo è:
* quello che pochi giorni prima gridava ” Osanna al figlio di David” e , poco dopo urlava a Pilato: “Libera Barabba”.
* quello che sotto il balcone di Palazzo Venezia urlava in delirio per il Duce che annunciava la dichiarazione di guerra alla Francia e poi, dopo vent’anni sputacchiava il cadavere del duce nella polvere, prima che fosse appeso a un distributore di benzina.
* quello che al nord odia i “terroni” e al sud odia i “polentoni”;
* quello che si divide negli stadi, che si divide su tutto, che perde le staffe quando è in coda, quello che cerca di non pagare le tasse e, potendo, porta i denari all’estero.
Lei ha saputo trarre il peggio da questo popolo e ha fatto leva sui suoi peggiori istinti. Ha contribuito grandemente ad affossare la nostra cultura a fare di questo paese, una volta perla della civiltà, patria della pittura, della scultura, della musica, un paese a rimorchio della peggiore cultura altrui.
Le soap opera, i programmi violenti e dozzinali che le sue televisioni somministrano al popolo, hanno contribuito grandemente a distruggere quel patrimonio di saperi che hanno fatto dell’Italia uno dei paesi più ammirati nella storia della civiltà.
*Lei ci ha lasciato il cafonal, l’idea che bisogna a tutti costi primeggiare, essere vincenti.
*Ha convinto i poveri e gli stolti che la fortuna può “baciare tutti” e che i cieli siano sempre azzurri: basta solo essere ottimisti.
* Ha definito la politica un teatrino, cancellando, con questo giudizio, secoli di civiltà ereditati dall’ellenismo, dal continuo interrogarsi dell’uomo sulla società, sui suoi poteri e limiti in rapporto ai diritti dell’individuo.
* Si è preso burla della civiltà giuridica, ha definito i giudici “persone mentalmente disturbate”. Ha spiegato a milioni di italiani che è meglio “avere” che “essere”.
* Ha insegnato che non serve rispettare le regole; anzi: se queste non corrispondono ai tuoi personali disegni fai in modo di cambiarle.
* La Casa di tutti l’ha trasformata nella casa dei vincitori, a qualsiasi costo e a qualsiasi prezzo, anche quello della indecenza.
* Ha insegnato agli italiani che la corruzione, il rampantismo, lo sgomitare per farsi largo sono la via giusta per affermarsi e che il diritto e la ragione sono solo armi per i deboli. Vae victis.
Ecco perchè non la amo signor Presidente, perchè lei è l’opposto di tutti quei valori in cui credo, che sono l’onestà, la sussidiarietà, la solidarietà, l’altruismo, la compassione, la valorizzazione dei saperi, delle bellezze naturali e artistiche di questo grande e meraviglioso paese. Non credo nel demonio Signor Presidente, ma se esistesse avrebbe il suo volto.
Detto questo provo pena per lei che è stato colpito nel fisico da un atto sconsiderato.
Io, da perfetta nullità, ho solo un’arma per poterLa colpire: il voto.
Purtroppo subirò il suo potere, indifeso come sono d’innanzi alla sua forza devastatrice. Ma me lo consenta: di quello che lei fa, non c’è nulla di fatto in nome mio.
Con disistima
Uomo della strada.
mi associo a questa lettera e le dico signor presidente che lei non vale un cazzo perchè tutta la sua fortuna non è farina del suo sacco.
Con disistima
Un padre di famiglia
Dopo un’arringa del genere potevi almeno trovare il coraggio di firmarti con nome e cognome; avresti dimostrato almeno un briciolo di dignità. Ma tant’è…….
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/rai-6/oscar-tv-report/oscar-tv-report.html
Tutti gli odiati programmi di rai3 come balarò report e che tempo che fa in testa alle ultime rilevazioni del qualitel, il nuovo indice di gradimento.
Forse è ora di smetterla con la vecchia manfrina del cazzo che sulla tv pubblica non si fanno e non si dicono certe cose?
Alla gente piace?
Che la minoranza taccia allora.
E’ la vostra lezione num uno di democrazia.