Repubblica spara un fuorionda di Fini: esclusivo sì, ma niente di nuovo. Si sente il Presidente della Camera ripetere gli stessi concetti che gentilmente ci regala in pubblico, e una breve considerazione sul caso Spatuzza. A voler pensar male, il tono di voce di Fini quando parla di Spatuzza sembra quasi di soddisfazione, ma è davvero opinabile. Poi è quasi curioso che, di punto in bianco, si metta a parlare di Spatuzza. Quindi niente di nuovo, dal video esce il solito Fini ossessionato e complessato, che si è da tempo posto ben fuori da questa maggioranza. Da solo.
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Tag: Berlusconi, Gianfranco Fini






ASTRONZOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!
01/12/2009
Chi favorisce i mafiosi ? Vediamo…
da: http://komunistelli.oknotizie.virgilio.it/go.php?us=503442b918320518
Chi favorisce i mafiosi ?
Chi limita l’appicazione del carcere duro per i mafiosi, norma transitoria resa stabile con legge dal Governo Berlusconi nel 2002?
Ce lo dice il Presidente delle camere penali…
“Ho apprezzato la serietà con cui la magistratura di sorveglianza ha limitato l’applicazione del 41 bis”
Sono pienamente d’ACCORDO.
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Il giustizialista Oscar Luigi ora fa la verginella garantista
di Giancarlo Perna
È in libreria – ce ne ha parlato due giorni fa Vittorio Macioce – Quel tintinnar di vendette, cernita di opinioni dell’ex presidente Scalfaro sulla giustizia. Il libro è un inganno perché suggerisce l’immagine di un Oscar Luigi garantista. Non lo fu mai. Né da capo dello Stato, né dopo quando ha volteggiato come un folletto girotondino.
Due parole sulla cornice. Cura l’antologia Guido Dell’Aquila, giornalista di fiducia di Oscar Luigi. Già all’Unità, poi quirinalista del Tg3, Dell’Aquila seguì Scalfaro ai tempi del mandato e ha pubblicato nel 2006 un suo libro intervista sulla Costituzione. L’introduzione è di Gustavo Zagrebelsky, ex giudice costituzionale nominato da Scalfaro. Dello stampo dei Violante e dei Caselli, è presidente di Libertà e Giustizia il movimento di Carlo De Benedetti.
Non è l’Olimpo del garantismo, per cui fa impressione leggere con questi avalli le bacchettate scalfaresche alle toghe. Il libro pullula di critiche all’abuso di intercettazioni («è normale che un cittadino venga spiato di giorno e di notte?»), agli avvisi di garanzia («nato per proteggere la persona, a volte la uccide»), ecc. A scorrerlo, sembra di ascoltare le intemerate del Cav contro i magistrati. Né lui, né i suoi amici avrebbero potuto dire meglio: la separazione delle carriere? «Non è un dramma»; le luci della ribalta? «Sporcano le toghe» e così via.
Tutto filerebbe se non conoscessimo Scalfaro. Conoscendolo però, tutto crolla. Gli alati pensieri del libro non sono mai messi a confronto con i reali comportamenti del pensatore. Il risultato è un monumento all’ipocrisia: il tentativo a posteriori di sbianchettare la penosa soggezione di Oscar Luigi ai giudici milanesi di Mani pulite.
Provò a riabilitarsi già nel 2008 quando la magistratura fece cadere Prodi con le accuse al guardasigilli Mastella, poi archiviate.
Intervenendo a difesa del governo, Scalfaro rievocò il noto avviso di garanzia al premier Berlusconi durante il vertice Onu del ’94 a Napoli. Osservò: «Ci fu un tempismo singolare. Oggi come allora la domanda è dove fosse l’urgenza. Sono fatti come questi che contribuiscono ad alimentare la sfiducia dei cittadini». Si svegliava fuori tempo massimo. Quando, 14 anni prima, quell’avviso arrivò, Scalfaro non fece una piega. Né una parola di solidarietà al Cav, né un richiamo al Pool di Milano di Francesco Saverio Borrelli che ne aveva curato la regia. Finse anzi di cadere dalle nuvole. Mentendo. Già sapeva infatti dalla sera prima che il Cav sarebbe stato messo in mutande davanti al mondo. Era stato lo stesso Borrelli ad avvertirlo con una telefonata al Quirinale. Oscar si mise sull’attenti e tacque. Fosse per il timore di contraddire l’esimio interlocutore o per sadico piacere, lasciò imperterrito che la bella improvvisata napoletana facesse il suo corso.
Quegli anni – ’93 e ’94 – sono pieni di cedimenti scalfareschi al populismo giudiziario. Nel braccio di ferro tra magistratura e politica, Oscar Luigi si schierò con la prima, ritenuta irresistibile, contro i colleghi. Superò se stesso nel settembre del ’93. Il Parlamento aveva respinto la richiesta d’arresto della procura napoletana del liberale Francesco De Lorenzo accusato di tangenti mentre era ministro della Sanità. Scalfaro, tutto dalla parte delle toghe e infuriato per la bocciatura, tuonò: «Un suicidio del Parlamento. Un voto intollerabile» e minacciò di sciogliere le Camere. De Lorenzo, fu poi condannato a cinque anni. Anni dopo però, la Cassazione stabilì che la sentenza era illegittima per violazione delle norme sul giusto processo. Più volte in quegli stessi mesi, Oscar Luigi, facendo l’occhiolino ai giudici, bastonò i politici. Memorabile il suo: «I corrotti dicano tutto, restituiscano il maltolto e rinuncino all’elettorato passivo».
Costantemente in balia delle toghe, Scalfaro, obbedendo agli alti lai delle medesime, non firmò nel ’93 il decreto del guardasigilli Conso che depenalizzava il finanziamento illecito. Gli stessi magistrati non avevano però fiatato per l’identica amnistia di due anni prima che aveva salvato il Pci dalle contribuzioni moscovite. Ricordate Oscar in sciarpetta bianca e cappottino blu aggirarsi tra i tavolini dei girotondi per mettere il suo «no» ai Lodi salva premier, Maccanico, Schifani e Alfano? Bene, quando però toccò a lui con i fondi neri del Sisde (il celebre «non ci sto») accettò di buon grado il suo personale Lodo. La procura di Roma, guidata da Vittorio Mele, rinunciò infatti a processarlo per rispetto della carica. «Io rivendico con orgoglio – ha detto Mele in un’intervista del 2004 al sottoscritto – di avere applicato con i miei colleghi della procura al presidente Scalfaro un lodo ante litteram».
Invece di Oscar, furono incriminati «per attentato a organo costituzionale» i funzionari del Sisde che avevano rivelato i fatti. Come se oggi, al posto del Cav, fossero messe alla sbarra le toghe che vogliono giudicarlo. Così va il mondo dei due pesi e due misure. Ce ne faremo una ragione. Scalfaro però sia buono e ci risparmi le sue tarde resipiscenze. Non ha titolo per fare la verginella garantista. Resti, com’è giusto, nella gora in cui giace.
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Con OLS, si “coprivano a vicenda” ?
Allora va riaperta anche la cosa scritta da Perna su OLS.
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mercoledì 02 dicembre 2009, 07:00
Sui soldi sottratti al Quirinale indagato Gifuni
Un nuovo imprevisto e celebre protagonista nell’inchiesta sui fondi sottratti alla manutenzione delle tenute del presidente della Repubblica. Secondo l’edizione online de La Repubblica Gaetano Gifuni, dal 1992 al 2006 segretario generale del Quirinale e oggi segretario generale emerito, sarebbe tra gli indagati nell’inchiesta sull’ammanco di quattro milioni di euro dai bilanci del Quirinale. Gifuni, si legge nell’articolo, dovrebbe essere interrogato nei prossimi giorni in procura. Gli inquirenti vorrebbero fare luce sul ruolo che il dirigente ha avuto circa la gestione della tenuta presidenziale di Castelporziano. In particolare i magistrati mirerebbero ad accertare se Gifuni abbia favorito il nipote Luigi Tripodi, direttore del servizio «giardini e tenute presidenziali», dall’altro ieri agli arresti domiciliari con l’accusa di peculato e falso.
Promemoria (per gli ipocriti).
Un giudice non avvia autonomamente un’inchiesta contro chicchessia se non ha elementi per farlo.
Se tanti giudici hanno “perseguitato” Berlusconi e’ perche’ hanno avuto gli elementi per farlo, testimoni, pentiti o circostanze che fossero.
Berlusconi non ha subito 1000 processi, ma solo 16.
In 14 casi non e’ stato condannato GRAZIE A prescrizione (tramite leggi ad-hoc), insufficienza di prove (…), perche’ il reato non e’ piu’ reato (tramite leggi ad-hoc).
Per gli altri due casi ci sta lavorando con lo schiavo-Ghedini…
Mangano era un super-mafioso, non un missionario: cosa ci faceva a d Arcore se non era uno stalliere?
Chiedetelo a Capezzone o a Bondi. Ci sara’ da ridere.
Se i magistrati che “perseguitano” Berlusconi sono comunisti, perche’ non perseguitano Fini?
Forse perche’ Fini, CASUALMENTE, non ha mai commesso reati?
Solo per una sottigliezza, una quisquilia del genere?
Ma dai!!!!! Non puo’ essere! Un ex-fascista sarebbe il bersaglio preferito per un giudice comunista! E daii!!!
Vuoi vedere che non possono perseguitarlo perche’ e’ una persona onesta? Strano vero?
E poi: perche’ Berlusconi e’ in cosi’ buoni rapporti con i dittatori moderni?
Perche’ gli fanno corsi di aggiornamento sui loro sistemi elettorali?
Ragazzi. La misura e’ colma.
Uno che strozzerebbe chi parla della mafia, cioe’ della principale azienda italiana, non e’ adatto a fare il premier.
Rendetevene conto.
Svegliatevi.
Svegliarsi?! Non è da italiano medio. L’italiano dorme, è in coma profondo, salvo poi svegliarsi ogni tanto di soprassalto, bagnato fradicio di sudore si accorge che l’incubo continua anche da svegli.
Così è stato quando si rubava a man bassa ipotecando il futuro, che è oggi, i bot, e la milano da bere etc…
C’era chi sbraitava contro questa incosciente dilapidazione, bleargh, le solite cassandre, i soliti grilli parlanti. Lasciateci riposare che la nave va. E c’è ancora chi, nonostante lo sfacelo odierno dipenda direttamente dal debito pubblico accumulato in quegli anni, osa senza ritegno, senza timore che qualche italiano sveglio lo fulmini con uno sputo in faccia, criminalizzare il pool di milano che eroicamente mise un freno a quella deriva bancarottista, salvandoci a un pelo dal baratro. Salvandoci per modo di dire, le lacrime e il sangue furono a carico dei soliti fessi, mentre i bottini pigliavano la via di hammamet.
Dormono e ciucciano beati il biberon pieno di latte caldo, e se provi a strapparglielo saltano come invasati e strepitano COMUNIIIIISTIIIII!!!!!!
…
Ahahahah, fossi uno con “la mente” volta all’eccesso di squalifica come quelli di Repubblichella3000, potrei anche arrivare a pensare : ma cosa hanno in mano su Fini, da poterlo portare a cambiamenti del genere ?
Ovviamente, non mi riferisco esplicitamente al quotidiano, eh.
Oh, ripeto che non ho la indole di far fuori politicamente chiunque, come da sempre invece fa Repubblichella3000 a partire da Leone RISULTATO INNOCENTE E CON CONDANNA NEI CONFRONTI DI CHI L’ACCUSAVA.
Il post di prima era come Replica a “giustizia”.
Scrivi di cose di cui non conosci il significato.
Tu non sai cosa sia il garantismo.