Il processo del giovedì
L’ultima puntata di Annozero si è occupata della supposta ‘trattativa’ segreta intrapresa da elementi del Ros e referenti della mafia, nel periodo stragista che portò all’assasinio di Falcone e di Borsellino del 1992. Un altro grande successo di ascolti accompagnato da un’altra polemica (per le presunte ‘rivelazioni’ fatte in trasmissione e più ancora per l’interpretazione che se ne è voluto dare dalla trasmissione di Santoro: Borsellino ucciso perché ne era al corrente). Ma forse è proprio anche questo il segreto del successo di annozero: il saper montare polemiche (con arte e abilità) su temi scomodi e controversi. Tuttavia non si può non sottolineare che questa sia sempre un’operazione pericolosa e soprattutto suscettibile di errore: è possibile ritenere di poter fare dei processi in televisione? Possono questi processi mediatici sostituire o contraddire quelli ufficiali? Con quali regole di garanzia per le parti tirate in ballo?
Scrive Francesco La Licata sulla Stampa : “Come spesso accade quando la cronaca, per sua natura tutt’altro che certa e definitiva persino nei tribunali, approda alla ribalta mediatica, si è liberata un’incontrollata ridda di voci, ipotesi e reazioni che, piuttosto che semplificare la già ingarbugliata vicenda, la rendono ancora più difficile da decifrare. La prima conclusione avventata sembrerebbe proprio la presunta reazione di Borsellino alla notizia della trattativa. Sapeva, era contrario ed è morto per questo. Ma è proprio così? E se era contrario, a chi ha esposto la propria contrarietà? Vuol dire che dovremo aspettarci ulteriori rivelazioni da altri soggetti che ebbero contatti con Borsellino? Senza considerare che resta incomprensibile come sia potuto accadere che il candidato alla successione a Giovanni Falcone a capo della Procura nazionale sia rimasto silente per 25 giorni, senza avvertire la necessità di condividere con qualche amico fidato quanto aveva appreso. Ma questa sarà materia dei prossimi accertamenti”.
Ma non solo. La chiave di lettura di queste ‘rivelazioni’ fatta nel corso della trasmissione di Santoro comporta una conseguenza assai più grave, rappresentata dalla deleggittimazione dell’operato dello stato nel suo insieme e ai più alti livelli, e in particolare dei suoi soggetti più direttamente in campo nella lotta alla mafia con sacrificio, rischio e vittime reali: il corpo dei carabinieri.
Scrive ancora La Licata: “E’ comprensibile che nella vicenda abbia pesato una certa «ragion di Stato». Ciò che risulta meno accettabile è che in nome del primato della politica (una politica trasversale, visto che negli anni si sono alternati governi di segno opposto) una verità parziale sia stata offerta ai famigliari delle vittime come frettoloso risarcimento al lutto. Né ciò che si profila all’orizzonte sembra poter sanare il deficit di verità. Esposti al fuoco incrociato mediatico restano le solite prime file, spesso in funzione di parafulmini. Sullo sfondo restano le responsabilità politiche, spesso pronte a scaricare in basso il peso delle sconfitte e a rivendicare il merito dei successi. Si intravede già oggi la necessità della riapertura del processo sulla strage di via D’Amelio, minato dalle rivelazioni giunte da Gaspare Spatuzza e Massimo Ciancimino che inficiano indagini non esaltanti del passato. Sarebbe auspicabile che non venisse praticata la via breve della ricerca di un capro espiatorio, uno qualunque”.
D’altronde di precedenti assai sconfortanti non ne sono certo mancati, come il caso Canale, del quale così scrive Davide Giacalone: “Per capire meglio, usino la vita di Canale, che tanto è abituato, a far da cavia. Carabiniere, braccio destro di Borsellino, cognato del carabiniere Antonino Lombardo, quello che si sparò dopo le accuse rivoltegli da Leoluca Orlando Cascio, in diretta televisiva e senza uno straccio di contraddittorio. Allora Canale si ribellò, disse che il congiunto era stato ammazzato, che si doveva vederlo chi collaborava e chi combatteva la mafia. Gli si aprirono le porte dell’inferno: accusato, a sua volta, di mafia, con numerosi pentiti pronti a testimoniare. Carriera bloccata, vita spezzata. Canale passa anni ed anni da imputato. E’ assolto in primo grado. Assolto in secondo grado. Assolto in cassazione. La sentenza finale, copiando quella di secondo grado, spiega che non c’era un fico secco, non dico per condannare, ma neanche per indagare. L’11 agosto scorso commentai tale sentenza della cassazione, le cui motivazioni erano state depositate con scandaloso ritardo. Il Giornale di Sicilia la commenta giovedì scorso, dieci settembre, scrivendo, in buona sostanza, che secondo i supremi giudici non c’è la certezza che Canale sia colpevole, lasciando intendere che non c’è neanche la certezza che sia innocente. Ma è la legge che afferma necessaria la certezza, quindi i giudici sono obbligati a motivare la sua assenza, salvo che, per farlo, dimostrano che non c’era un bel niente. Insomma, ad un cittadino onesto, in questo caso ad un carabiniere onesto, non basta nemmeno farsi assolvere perché il fatto non sussiste, perché una volta marchiati dalle procure antimafia si resta marchiati a vita”.
Se non si comprende questo, si rischia di legittimare le accuse di un altro carabiniere, il capitano Ultimo, l’ufficiale dell’Arma che il 15 gennaio del 1993 ha arrestato Totò Riina e che da anni vive sotto scorta: “Annozero e le star che lo promuovono sono il migliore esercito di Riina Salvatore. E’ importante che ciò che resta della società civile si unisca contro questa nuova fase stragista mediatica dei nuovi Corleonesi. Alla fine quelli che hanno combattuto la mafia saranno, oltre agli attori di Annozero, il figlio di Ciancimino, i figli di Riina e magari anche quelli di Provenzano e Brusca”. Accuse sicuramente ingiuste e ingiustificate nel merito – nessuno mette in discussione l’impegno di una trasmissione come quella di Santoro contro la mafia – ma non nell’evidenziare un rischio oggettivo: l’uso strumentale dell’informazione piegandola ad una tesi precostituita. Che nel caso di annozero non aveva come vero obiettivo certo i carabinieri…
sabato 10 ottobre 2009 ore 11:41
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Anonimo
10.10.09 12:49 at 12:49
ma da come rosicate sembrate il blog delle "Giovani Marmotte"
yourworstingnightmar
10.10.09 12:54 at 12:54
anonimo, spero tu muoia presto.
Ristacci
10.10.09 13:23 at 13:23
Nick, i compagni devono spiegare perchè bernardo provenzano fu arrestato "con straordinario tempismo" il martedi successivo alle elezioni politiche del 2006, perse – come è noto – dal centrodestra per un pugno di voti.
L'arresto di provenzano se avvenuto appena un giorno o due prima
avrebbe sicuramente portato "acqua" al governo uscente – che peraltro era in rimonta ma pur sempre in svantaggio nei sondaggi riguardo all'armata del prode mortadel; probabilmente "qualcuno" temeva ciò di conseguenza ha ordito l'arresto a tempo.
Macchè potete pensar male solo voi compagnucci ?
Buon weekend !
leppie
10.10.09 14:09 at 14:09
Non so se qui di certe cose si possa ancora parlare, ma
http://uguali.wordpress.com/
rafael
10.10.09 14:09 at 14:09
aggiungiamo le smentite di mancino:
"L VICEPRESIDENTE DEL CSM REPLICA DOPO LE RICOSTRUZIONI DEI FATTI DEL '92 AD «ANNOZERO»
Mancino: non ci fu trattativa Stato-mafia
L'allora ministro dell'Interno: fantasiose ricostruzioni. «Non ci fu il mio incontro con Borsellino al Viminale».
ROMA – «Per quanto riguarda la mia responsabilità di ministro dell'Interno confermo che nessuno mi parlò di possibili trattative». Lo dichiara Nicola Mancino, oggi vicepresidente del Csm, dopo la puntata di Annozero andata in onda giovedì sera. «Ad evitare che i titoli di alcuni quotidiani di oggi, virgolettati, accreditino una trattativa Stato-mafia nel 1992 – scrive Mancino in una nota – desidero far presente che intanto si può parlare di una trattativa intavolata con lo Stato in quanto ad autorizzarla abbia dato il suo consenso chi del governo all'epoca aveva la legittima rappresentanza: il Capo del governo, il ministro dell'Interno o il ministro della Difesa. Il riferito incontro, come ricostruito ad Annozero dall'onorevole Claudio Martelli, fra il capitano Giuseppe De Donno e la dott.ssa Liliana Ferraro, all'epoca responsabile dell'ufficio del ministero della Giustizia già ricoperto dal giudice Falcone, incontro durante il quale il capitano De Donno rappresentava la disponibilità di Vito Ciancimino a collaborare a fronte di garanzie politiche, si concluse con l'invito rivolto dalla dott.ssa Ferraro al capitano De Donno di parlarne al giudice Borsellino, incaricato delle indagini».
«AZIONE DI CONTRASTO» – Quindi, si chiede Mancino, «è questa una trattativa?», e aggiunge: «quale responsabile, all'epoca, della sicurezza posso confermare che detti immediato e decisivo impulso sia alla messa a punto e alla approvazione parlamentare di provvedimenti legislativi adeguati a rafforzare l'azione di contrasto alla mafia e delle conseguenti misure di sicurezza per i detenuti più pericolosi, sia alle indagini allora in corso, indicando priorità degli obiettivi da assicurare alla giustizia e fornendo agli investigatori gli adeguati strumenti di uomini e mezzi. Tale azione – ricorda – dette in pochi mesi frutti mai raccolti nel passato».
«NESSUN INCONTRO CON BORSELLINO» – In merito poi al «presunto incontro al Viminale con il giudice Paolo Borsellino il giorno del mio insediamento», avvenuto il 1 luglio 1992, Mancino ribadisce le sue «ripetute dichiarazioni», confermando di «non avere avuto, nè quel giorno nè successivamente, alcun colloquio con il magistrato» e aggiunge: «dal momento che il pentito Gaspare Mutolo è stato citato anche durante la trasmissione televisiva di giovedì 8 ottobre, allora lo si citi per intero. Infatti, alla domanda di Mutolo, rivolta al giudice Borsellino, sul perchè fosse tornato dal ministero "tutto arrabbiato, agitato, preoccupato", Borsellino risponde, secondo quanto lo stesso pentito dichiara: "viceversa del ministro mi sono incontrato con il dott. Parisi e il dott. Contrada". La testimonianza di Mutolo è agli atti giudiziari ed è riportata per intero in un volume di cui è coautore uno degli ospiti presenti ieri nella trasmissione. Tutto ciò non è sufficiente per provare che nessun colloquio ci fu tra il ministro e il giudice in quel giorno?».
«FANTASIOSE RICOSTRUZIONI» – Inoltre, spiega ancora il vicepresidente del Csm, «la fantasiosa ricostruzione dei motivi della sostituzione del ministro Scotti con altro ministro, "più moderato", è superata da tutto ciò che quel ministro, io stesso, fece, e dai successi ottenuti nella lotta contro la criminalità organizzata, come possono testimoniare i presidenti Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, il senatore Lauro, il vicecapo della Polizia prefetto Rossi. Altro che linea morbida rispetto all'altra linea dura!». Mancino, quindi, ripete «con fermezza» che «le fantasiose illazioni di cui sono oggetto sono smentite dai fatti oltre che dalla loro intrinseca illogicità. Se schegge o apparati di servizi deviati hanno commesso azioni illegali, ciò deve essere dimostrato dalla magistratura. La magistratura – conclude – proceda anche a verificare le eventuali coperture. Sono certo che la verità potrà essere dimostrata dalle indagini giudiziarie e solo da queste».
http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_09/man…
ora mi domando:
è lecito per un programma di informazione fare "fantasiose" ricostruzioni?
Anonimo
10.10.09 15:16 at 15:16
comunque per fortuna che voi siete i missionari dell'ammmmore e della libertà!!
Non vi sta bene nulla!
Ce l'avete con tutto l'universo mondo che non la pensa come voi (anzi, come l'adorato silviuccio vostro)
E lo vorreste o muto o morto.
Luciano Baroni
10.10.09 15:22 at 15:22
<blockquote cite="comment-24385">
Anonimo: comunque per fortuna che voi siete i missionari dell’ammmmore e della libertà!!Non vi sta bene nulla!Ce l’avete con tutto l’universo mondo che non la pensa come voi (anzi, come l’adorato silviuccio vostro)E lo vorreste o muto o morto.
Se TU avessi almeno un minimo ma proprio minimo di onestà nella testa, ti metteresti a leggere la stragrande maggioranza dei post che hai scritto da quando sono venuto in questo Blog e con la stessa onesta ti faresti io cappio.
Ma so che non sarà possibile cercare di "salvarti", sei uno degli irrecuperabili.
Andrea
10.10.09 15:34 at 15:34
Qualcuno qui ha ricordato Sciascia e la "congrega degli antimafia-di-professione", riferimento a Borsellino e alle sue indagini di quel tempo, sarebbe il caso di riportare anche un'altra affermazioni di Sciascia, rilasciata in un'intervista del 1979:"Quali garanzie offre questo stato (…..) per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro (……) l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la colletività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito (……) in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un òungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutti come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi (…..) perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino".
"Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!"(Il Gattopardo)
Anonimo
10.10.09 15:37 at 15:37
Veramente voi amate uno che, di fronte al minimo dissenso, anche quando proviene dalle sue fila, da del comunista o del traditore.
E voi dietro.
Dunque di cosa parli?
Andrea
10.10.09 16:03 at 16:03
Mi chiedo come mai solo oggi la magistratura palermitana ha chiamato Ciancimino figlio a testimoniare, come mai solo oggi hanno iniziato a porsi certe domande sui rapporti mafia-politica degli anni stragisti. Cosa faceva il Procuratore Grasso in quegli anni di pax-mafiosa? così poco incline ad avallare indagini su politici, di destra e di sinistra, in odore di mafia. Sono domande lecite che tutti dovremmo porci, domande a cui i politici dovrebbero rispondere ma si sa loro (o almeno qualcuno di loro) sono, anzi si sentono, "primus super pares" rispetto a qualsiasi cittadino
nicknamemadero
10.10.09 16:04 at 16:04
Sono d'accordissimo con te. Infatti trovo che Santoro – e soprattutto Travaglio – siano proprio il massimo esempio di
libera e incontrollata ridda di voci, ipotesi e reazioni che, piuttosto che semplificare la già ingarbugliata vicenda, la rendono ancora più difficile da decifrare, anche se , viceversa, danno a intendere che l'unica interpretazione corretta sia la loro.
licio
10.10.09 17:19 at 17:19
Io mi chiedo una cosa: fino a quando ci sarà di mezzo l'interpretazione della legge, qualunque tipo di delinquente la farà franca. Dall'immigrato clandestino al boss mafioso. Fino a quando non ci sarà la certezza della pena, questo paese sarà sempre un paese di sbarlafuss
Andrea
10.10.09 17:34 at 17:34
Il comune di Fondi è stato commissariato, invece di essere sciolto per mafia, i vari politici coinvolti si sono dimessi e così Maroni si è sconfessato da solo, dopo aver firmato una relazione nella quale chiedeva lo scioglimento del comune per l'ingerenza della criminalità organizzata ha dovuto fare marce indietro, e l'ndrangheta ringrazia. Anche la Lega sta subendo il fascino mafioso?!
bah?
10.10.09 19:57 at 19:57
Le solite tesi un po' ridondanti. Dal momento che si può cadere in errore, meglio non agire, non informare, non indagare, non fare niente.
Il tutto avvalorato (e si fa per dire) da presunte opinioni altre che, se vogliamo proprio spippettarci, potrebbero anche essere errate. Insomma se errare è umano allora chiudiamo i tribunali nick? Oppure mandiamo in onda solo intrattenimento h24?
Oppure cloniamo vespa e fede?
Andrea
10.10.09 21:42 at 21:42
Lino Jannuzzi, hahahahhahahahahahahahahahahahaha!!! mago zurlì no?
Luciano Baroni
10.10.09 23:15 at 23:15
<blockquote cite="comment-24405">
Ironicamente: Lucianosenza ironia o cattiveria, mi permetto un consiglio, per provare ad abbassare i toni.Per quanto ho capito Leppie scrive in maniera sempre molto ironica, tu non prenderla sul personale, ma se piuttosto si trova tra tutti, pur avendo opinioni diverse, un punto di contatto , qusto potrebbe risultare piu’ utile o costruttivo… l’insulto libero o le porte chiuse in faccia non servono a nulla e tanto vale che ce ne stiamo ogniuno a casa sua, a sbattere la faccia sul muro delle nostre convinzioni (qualsiasi esse siano).
Bene, condividevo questa posizione, l'ho anche scritta un paio di settimane fa o forse anche prima.
Prova a cercare nella memoria i miei post e la troverai.
Oppure chiedi alla redazione che certamente sono ancora più veloci e troverai nella stessa giornata in cui l'ho scritta, che è successo l'esatto opposto da parte dei "soliti noti" ai quali per un poco non ho risposto : ma se qualcuno mi cerca, mi trova, sempre.
L'ironia è una cosa che NON permette ambiguità, non è come la satira che ha maglie più larghe : te capisci ogni volta quando la volontà non è l'ironia ma la stessa diventa il veicolo d'offesa.
licio
11.10.09 8:01 at 08:01
A proposito della "teorema del papello" cioè della trattativa stato/mafia: i "pentiti", o collaboratori di giustizia, sono diventati tali perché dopo essere stati catturati e rinchiusi in cella sono stati folgorati sulla via di Damasco, oppure perché lo stato, rappresentato, dai magistrati inquirenti, carabinieri, etc, etc li hanno convinti a collaborare? E questa opera di convincimento è o non è una trattativa?
Poi una piccola domanda: come è possibile che Riina trattasse con Dell'Utri un alleggerimento del 41 bis, nel '92? Aveva Riina, per caso, una pallla di vetro che gli mostrava il futuro? Era certo che Berlusconi di lì a due anni sarebbe diventato PResidente del Consiglio?
Io sono convinto che il boss corleonese sospettasse l'esplosione di mani pulite, e probabilmente preparava il terreno.. e quali erano i probabili attori che sarebbero potuti andare al potere?
Dopo un repulisti come mani pulite?
Anonimo
11.10.09 9:42 at 09:42
<blockquote cite="comment-24427">
nicknamemadero: Le tesi ridondanti sono quelle che fanno di annozero una trasmissione di successo e di clamore mediatico. Il mio post voleva solo porre la cosa all’attenzione delle persone intelligenti (cioè in grado e con la voglia di capire).Se a te ridondano le cose da me scritte, forse è un problema tuo. E dovresti, se in grado di farlo, porti qualche domanda anche tu.
Che facciamo, si ride?
Io mi sono posto domande e mi sono dato risposte, non fingendo di lasciare questioni aperte travestite da nobili dubbi solo per non vedere ciò che è palese e stradimostrato. Ma una domanda pilastro che mi sono fatto decenni fa, e che affonda nella mia coscienza è: è giusto pretendere che chi ci governa sia minimamente al di sopra delle umane bassezze? La risposta essendo si, mi porta a provare un misto di ribrezzo e diffidenza verso berlusconi e i suoi fedeli.
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leppie
10.10.09 12:59 at 12:59
Cos'è, il gran Mogol t'ha messo in castigo? Nonna Papera non ti fa la torta di mele?
Anonimo
10.10.09 13:26 at 13:26
augurare la morte!
Che vita grama che deve essere la tua!
Provo pena, solo una grande pena, perché hai appena dimostrato che per te nulla ha valore, neppure la vita.
Ringrazio DIO che tu appartieni allo schieramento politico contrapposto al mio.
Io, invece ti auguro lunga e radiosa vita, e che tu possa ammirare l'imminente tonfo dei tuoi idoli di merda.
leppie
10.10.09 14:00 at 14:00
Stai accusando le forze dell'ordine di essere in combutta con la mafia?
Questo dici?
Luciano Baroni
10.10.09 14:09 at 14:09
No, chi ordina sono i pm, cojones che cade di su un "nonnulla".
leppie
10.10.09 14:12 at 14:12
Ah, allora i PM sono in combutta con la mafia? Perché non li denunci?
Luciano Baroni
10.10.09 14:12 at 14:12
Credo sarebbe più giusto, qui come in TV pubblica e privata, parlare di questo.
Questo va letto non con un link, visivamente deve rimanere nel Blog.
sabato 10 ottobre 2009, 08:00
La rivolta degli imprenditori contro l’Italia di "Repubblica"
Un appello durissimo contro «Il Paese dei furbi», ovvero l’Italia di «Repubblica» e del suo editore-padrone, Carlo De Benedetti. Un uomo «bravissimo per sé, non per il Paese che si è ritrovato macerie lungo la strada». Una storia che si è ripetuta tante, troppe volte, grazie «alla sponda politica e a un’etica quanto mai discutibile»: dalla vicenda Sme all’Olivetti, fino all’ultima sentenza che costringe la Fininvest a risarcire con la cifra record di 750 milioni di euro la Cir dell’Ingegnere. Ora 16 tra imprenditori, manager e professionisti, guidati dall’ex presidente di Assolombarda Michele Perini, oggi al vertice di Fiera Milano, dicono basta.
È alquanto singolare la storia di questo Paese dove spesso la capacità del fare, del costruire, dello sviluppare attività imprenditoriali e di essere portatore di valori positivi sconta l’invidia di chi, invece, ricerca aiuti e mercato protetto fregandosene dei «morti» che lascia alle spalle delle attività fallite, delle persone che hanno perso il lavoro, delle aziende finite, chiuse per sempre.
Questa è la vera diversità tra un imprenditore e un finanziere più portato a essere un abile profittatore di situazioni favorevoli a se stesso, grazie alla sponda politica e a un’etica quanto mai discutibile.
Ecco perché serve la copertura di un autorevole, anche se criticabile, quotidiano, ecco perché è importante partecipare agli aspetti istituzionali dell’associazionismo intervenendo e bacchettando i colleghi in nome dell’etica.
Ecco perché in più occasioni si è lanciato il tema dell’etica utilizzando le pagine di Repubblica.
Credo che molti abbiano la memoria corta; per questo vogliamo elencare alcuni passaggi della vita del sig. Carlo De Benedetti e delle sue azioni.
L’uscita dalla Fiat: un puro fatto di divergenza?
L’entrata e la velocissima e proficua uscita dal Banco Ambrosiano. L’acquisto della Sme, dichiarata prima non vendibile per poi permettere a De Benedetti di acquistarla investendo 150 miliardi su un totale di 450 e lasciando a Mediobanca e Imi i restanti 300. Qualche anno dopo, fatto lo spezzatino del gruppo, le varie società furono vendute sul mercato ricavandone 2000 miliardi di vecchie lire!
Bravo! Certamente bravissimo per sé, non per il Paese che si è ritrovato macerie lungo la strada.
Per non parlare della Olivetti, che non seppe affrontare il passo susseguente al passaggio dalla meccanica alla elettronica e dall’elettronica ai servizi; e questo anche perché la ricerca di un mercato protetto con garanzia di vendite dirette allo Stato ce la ricordiamo tutti; e quando si ha la testa lì, innovazione, ricerca e sviluppo non si fanno, costano troppo e si rischia.
I telex venduti quando non si utilizzavano più e come questa tante storie di commistione tra potere ed economia politicamente protetta.
Mentre all’estero chi si ricorda della magra fatta con le dichiarazioni di acquisto della Société Générale de Belgique?
E che dire del regalo fatto da Ciampi, presidente del Consiglio in scadenza di incarico di governo nel 1994, attraverso l’assegnazione della concessione a Omnitel? Dove sono tutte queste realtà oggi? Quante piccole imprese hanno finito di esistere, quando anche noi con le nostre orecchie sentivamo rassicurare i fornitori che sarebbero stati pagati per poi ritrovarsi pezzi di carta inutili a motivo dei fallimenti di chi poi li ha trascinati nel baratro?Soggetti indifesi, tranquillizzati dal quotidiano che sbandierava la solidità e la capacità imprenditoriale.
Aspettiamo tutti con ansia per vedere come va la faccenda MC, noi crediamo di saperlo; grande plusvalenza per l’ingegnere e nulla per gli altri. Repetita iuvant, ma sempre a vantaggio dello stesso soggetto.
Non è stato l’unico a ricevere regali di Stato, ma sicuramente è tra coloro che non hanno poi sviluppato quelle idee imprenditoriali necessarie alla crescita.
Aiuti, cassa integrazione ordinaria e straordinaria, mobilità: tutte cose legittime utilizzate da molti spesso per rimettere in piedi situazioni di mercato difficile, poi rientrate nella norma.
Strumenti che hanno aiutato a superare momenti complicati, non a chiudere attività.
E ora si aspetta che il Superenalotto uscito del Tribunale di Milano obblighi alla chiusura di un gruppo importante per trasferire 750 milioni di euro e più nelle tasche del sig. De Benedetti così da permettergli di rafforzare la propria posizione nel campo dell’energia e della salute.
Avete mai visto una sentenza che esce di sabato e non dà che 48 ore di tempo per l’esecuzione; è questa una sentenza o piuttosto una coercizione che ricorda i bravi di manzoniana memoria?
Questa ci pare una ulteriore prova di quanto appena descritto: alcuni giudici utilizzano il loro potere per fini politici volendo ancora una volta delegittimare il mandato che il presidente del Consiglio ha avuto stravincendo le ultime elezioni. Se qualcuno pensa che sia solo una casualità il suo record di processi subiti e di processi finiti sempre in nulla, noi invece crediamo che tutto ciò non possa essere casuale, e che, anzi, non possa nascere senza che ci sia, coperto e alle spalle, un obbiettivo ben preciso.
Eh no! Questa volta sono gli italiani a dire: «Non ci sto!».
La credibilità della magistratura è sotto le scarpe; il tema della responsabilità del giudice e del fatto che non paghi mai per i propri errori è un problema improcrastinabile. E senza entrare nel merito delle decisioni, è impellente la riforma della giustizia.
È vero che l’astio e l’invidia verso il presidente del Consiglio sono grandi, ma ci sembra che questa volta il limite sia stato superato.
A tutti coloro che lavorano nel gruppo Mondadori va la nostra stima e la nostra considerazione per il lavoro che hanno fatto e che fanno.
Grazie! Andiamo avanti, il Paese ha bisogno di lavoro e di fatti!
Marco Ambrosini, ingegnere (Como)
Dante Benini, architetto (Milano)
Lidia Cantini, commercialista (Firenze)
Andreino Cavazza, artigiano (Tremosine)
Carlo Daveri, imprenditore (Basilicata)
Ferruccio Cicogna, manager (Milano)
Marina Curti, imprenditrice (Milano)
Vito Curti, imprenditore (Milano)
Paola Fini, imprenditrice (Biella)
Gianberto Manera, imprenditore (Ivrea)
Raffaele Nurra, architetto (Varese)
Michele Perini, imprenditore (Milano)
Flavio Riva, imprenditore (Brescia)
Riccardo Santoro, imprenditore (Milano)
Giovanni Terzi, architetto (Milano)
Roberto Tronchetti Provera, imprenditore (Milano).
leppie
10.10.09 14:15 at 14:15
Ma che c'entra con quello che ho linkato io?
nicknamemadero
10.10.09 15:08 at 15:08
Interessante. Cui aggiungo un altro significativo tassello di un quadro più generale dell'imprenditoria italiana:
http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_09/48_…
Asdrubale88
10.10.09 16:40 at 16:40
TRONCHETTI PROVERA? Imprenditore veramente in gamba eh! Ottima scelta…
ale
10.10.09 17:26 at 17:26
“Un appello durissimo ” “16 tra imprenditori, manager e professionisti”
ahahahaah ma è na pagliacciata dai, che valore ha una roba del genere che sembra copiata dal sito del Pdl e firmata da persone schieratissime politicamente quando non addirittura organiche ai partiti di cdx?
…ma Roberto Tronchetti Provera è quello del crack da un miliardino di euro?
rafael
10.10.09 14:20 at 14:20
e il pd non partecipa?
che brutta cosa!
Luciano Baroni
10.10.09 14:38 at 14:38
Sei tu che fai parte della "congrega degli antimafia-di-professione, come indicava Sciascia.
Quando posso, io faccio altre cose, come svergognare i finti antimafia e i pacifinti che sono la stessa cosa : ce l'hanno nel dna fasciocattocomunista.
E tu li rappresenti alla grande.
Anonimo
10.10.09 14:26 at 14:26
veramente ne ha parlato anche martelli
Andrea
10.10.09 15:42 at 15:42
Se bastassero le dichiarazioni di qualsiasi persona che risulti essere collegata all'eventuale reate sarebbe opportuno a questo punto chiudere tutti processi che si stanno svolgendo in italia:
giornalista:"è stato il marito ad uccidere la sua vicina di casa?. risposta del vicino:"non è possibile era una persona così generosa". bene caso chiuso il marito non è stato l'ha detto il vicino.
Luciano Baroni
10.10.09 14:35 at 14:35
Svegliati, come ti avevo invitato a fare : l'ho messa come prima riga la risposta a quello che hai postato, leggi :
Credo sarebbe più giusto, qui come in TV pubblica e privata, parlare di questo.
Luciano Baroni
10.10.09 14:39 at 14:39
Lascia stare Dio che con te ha poco a che fare, se non alla tua morte che non ti auguro ( perlomeno non presto ).
yourworstingnightmar
10.10.09 15:31 at 15:31
tra il primo ed il secondo tempo della partita…
leppie
10.10.09 15:03 at 15:03
Tu, chi?
Io?
Sei un poveretto, ora l'ho capito. Ti inventi i nemici e poi ti diverti a litigarci. Per quanto mi riguarda, puoi continuare a farlo da solo.
Quando invece vorrai discutere con me, dimmelo.
Luciano Baroni
10.10.09 15:10 at 15:10
Fai ciò che cazzo ti pare.
Sei tu che hai provocato ristacci con una domanda, ti ho risposto nel merito e provochi anche me e allora visto che continuavi e la serie di post che hai scritto sino ad ora, 2+2 =4 è automatico che tu sia uno del tipo di quelli che ho definito come faceva Sciascia.
Mi pare correlato il tutto.
leppie
10.10.09 15:14 at 15:14
Semplicemente chiedevo chi avesse ritardato, nella sua opinione, l'arresto.
L'unico quaqquaraquà sei tu, che invece di discutere inizia ad insultare.
leppie
10.10.09 15:15 at 15:15
Interessante davvero. Che c'entra con la manifestazione di oggi a Roma?
Luciano Baroni
10.10.09 15:16 at 15:16
Agli amici e amiche, l'ho mandato subito ieri mattina, con un "piccolo commento" che più o meno dice così : non ce la fanno più a tenere nascoste le cose, c'hanno provato ma gli altri non tacciono.
Tieni conto che oggi su Libero c'è una "partitina" che rischia di dare la "mazzata finale alla pregiata famiglia".
Vediamo cosa dice il CORSERVA domani.
Luciano Baroni
10.10.09 15:19 at 15:19
E allora scrivilo, come qualsiasi persona che vuole farsi capire con facilità e non scrivere frasi che possono essere e avere doppia o tripla lettura.
Luciano Baroni
10.10.09 15:20 at 15:20
C'entra, la risposta te l'ho data e se lui conviene con me che l'interessa di più, risponde.
leppie
10.10.09 15:23 at 15:23
Oh, poverino…
Be', mi dispiace, io scrivo così. Se non piace, fatti vostri.
Ironicamente
10.10.09 16:05 at 16:05
Luciano
senza ironia o cattiveria, mi permetto un consiglio, per provare ad abbassare i toni.
Per quanto ho capito Leppie scrive in maniera sempre molto ironica, tu non prenderla sul personale, ma se piuttosto si trova tra tutti, pur avendo opinioni diverse, un punto di contatto , qusto potrebbe risultare piu' utile o costruttivo… l'insulto libero o le porte chiuse in faccia non servono a nulla e tanto vale che ce ne stiamo ogniuno a casa sua, a sbattere la faccia sul muro delle nostre convinzioni (qualsiasi esse siano).
yourworstingnightmar
10.10.09 15:32 at 15:32
tu non hai una vita, quindi questo discorso non ti riguarda.
soprammobile che sei.
Anonimo
10.10.09 15:32 at 15:32
e tu che cazzo ne sai!?
Anonimo
10.10.09 15:38 at 15:38
Bravo.
Questi bifolchi, di sciascia, prendon solo la parte che serve agli amici loro (condannati).
Luciano Baroni
10.10.09 15:51 at 15:51
No, non scrivere di Sciascia che l'offendi anche da Morto.
NON era a Borsellino e o a Falcone che lui venerava, brutto stronzo falsificatore, ma ai LOC e compagnia cantante, alla gente come Violante ma non Pio La torre, che rispettava.
E infatti Violante è ancora qui, come il LOC e Pio La torre no.
Luciano Baroni
10.10.09 15:54 at 15:54
Vedi quanto sei deficiente, escremento da discarica ?
nicknamemadero
10.10.09 15:58 at 15:58
<blockquote cite="comment-24395">
Anonimo: Veramente voi amate uno che, di fronte al minimo dissenso, anche quando proviene dalle sue fila, da del comunista o del traditore.
E voi dietro.
Dunque di cosa parli?
Veramente vorrei sapere di cosa stai parlando tu
nicknamemadero
10.10.09 16:06 at 16:06
Sono d’accordissimo con te. Infatti trovo che Santoro – e soprattutto Travaglio – siano proprio il massimo esempio di
"libera e incontrollata ridda di voci, ipotesi e reazioni che, piuttosto che semplificare la già ingarbugliata vicenda, la rendono ancora più difficile da decifrare", anche se , viceversa, danno a intendere che l’unica interpretazione corretta sia la loro.
Andrea
10.10.09 16:09 at 16:09
Sei un povere demente, oggi uno come Sciascia o Pasolini del tuo presidente corruttore amico di mafiosi e di tutta la compagine politica, di destra e di sinistra, direbbero peste e corna, e tu faresti di tutto per:"svergognare i finti antimafia e i pacifinti che sono la stessa cosa : ce l’hanno nel dna fasciocattocomunista". Cerca di essere meno tifoso, per onon dire servo. E comunque Sciascia si riferiva a Borsellino e a Leoluca Orlando.
Andrea
10.10.09 16:17 at 16:17
Io invece credo che la gente debba conoscere ogni minima notizia che possa riguradre questa vicenda oscura, così come tutte le altre vicende oscure che riguardanno questo paese, neanche il fascismo riuscì a debellare la mafia, anzi, chi più vi si oppose venne poi scaricato dallo stesso regime. Oggi come allora quando si toccano i vertici che sono alla base della collusione mafia-politica si tenta sempre di minimizzare il fenomeno, l'esempio Andreotti è lampante, TG nazionali avv. Bongiorno:"assolto stupendo presidente assolto". Questo è quello che sanno gli italiani del processo andreotti, ti sembra giusto? a me no.
Luciano Baroni
11.10.09 10:20 at 10:20
Ma loro parlano di "libertà di stampa e informazione" : questa a loro va molto bene, lei è un'icona per loro.
http://www.ilgiornale.it/interni/per_questi_giudi…
Anonimo
10.10.09 16:51 at 16:51
concordo. Sono indegni. Sciascia si rivolta nella tomba a sentirsi usato per difendere certa gente.
Anonimo
10.10.09 16:54 at 16:54
si parlava del fatto che quelli alla Baroni cianciano tanto di odio ed amano poi che dell'odio e dell'invettiva contro il nemico politico ha fatto una bandiera e che – aggiungo – non esprimono mai neppure una lievissima critica ai legaioli.
Anonimo
10.10.09 16:56 at 16:56
ma sta buono.
Si sà che i magistrati son tutti comunisti e Andreotti è un santo perseguitato. Meno di SILVIO I, ma comunque pure lui perseguitato.
Luciano Baroni
11.10.09 12:32 at 12:32
li Italiani, tutti gli Italiani, che sanno di queste situazioni ?
Che voi aiutate a coprire ?
I furbetti anti-Silvio salvati dall'immunità
Franco Bechis
Pubblicato il giorno: 11/10/09
All'indomani della bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta Massimo D'Alema ha sospirato come fa chi mastica di legge e certe cose le ha sempre capite: «La sentenza ripara ad un vulnus: la lesione del principio di uguaglianza fra tutti i cittadini». Sono anni che il leader ombra del Pd lo ripete. Lo disse sei anni fa quando si affacciò in Parlamento il Lodo Maccanico. Lo aveva ripetuto qualche mese dopo quando quel testo si trasformò in Lodo Schifani: «Vìola il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge». Chissà se D'Alema ha mai letto le carte del mini processo che gli ha fatto il 3 novembre 2008 la commissione giuridica del Parlamento europeo guidata da Klaus- Hiener Lehne. Processo fortunato, perché di fronte alle pretese del tribunale di Milano che chiedeva l'autorizzazione a procedere per utilizzare le intercettazioni telefoniche D'Alema-Consorte nell'inchiesta sui furbetti del quartierino, la sentenza è stata la rigorosa applicazione del "Lodo-Strasburgo": a quel paese i giudici, non si toglie l'immunità a D'Alema. Ma se il leader del Pd avesse letto quelle carte, sarebbe trasalito: perché per non mandarlo in pasto ai giudici, i suoi colleghi di Strasburgo hanno fatto riferimento ai privilegi concessi da una legge italiana: la legge 20 giugno 2003, n. 140. E sapete come si chiama in altro modo quella legge? Lodo Schifani. Perché al suo interno stabiliva privilegi per la alte cariche dello Stato (e le norme sono state bocciate dalla Corte suprema), ma anche privilegi per tutti gli altri eletti, e grazie a quelli si è salvato D'Alema.
Per le proteste del PdL dopo la bocciatura del Lodo Alfano è insorta anche Rosy Bindi. Proprio ieri ha assicurato che mai e poi mai il Pd avrebbe voluto reintrodurre la piena immunità parlamentare: se no si vìola il principio di uguaglianza. Non parlava naturalmente di se stessa. Non era cittadina, ma ministro quando il 6 aprile 1998 ha goduto del celebre "Lodo Montecitorio". Un giudice screanzato della procura di Napoli la voleva mettere sotto processo al tribunale dei ministri per falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e abuso di ufficio per avere gestito con una certa allegria le nomine all'istituto Fondazione senatore Pascale di Napoli da ministro della Sanità. Rosy invocò e ottenne l'immunità parlamentare. E la Camera la sottrasse alla giustizia.
Per la stessa vicenda di D'Alema (inchiesta furbetti del quartierino) erano coinvolti altri due suoi colleghi di partito. Piero Fassino chiese ed ottenne da Montecitorio il via libera. Nicola Latorre, invece, ha goduto dello scudo del "Lodo palazzo Madama": il Senato il 27 marzo 2009 ha mandato a stendere i magistrati milanesi perfino tirando loro le orecchie con una reprimenda identica al comunicato del PdL dopo la bocciatura del Lodo Alfano: «Avete violato il principio di leale collaborazione fra i poteri dello Stato».
Qualche anno prima avevano utilizzato il rassicurante "Lodo Montecitorio" altri due deputati del Pd. Lo ha utilizzato il 18 dicembre 1998 Salvatore Margiotta, coinvolto nell'inchiesta della procura di Potenza sulle estrazioni petrolifere in Basilicata. Persone intercettate con lui al telefono furono arrestate, e le accuse erano pesanti: associazioni per delinquere, concorso in turbativa di asta e corruzione. Ma lui non fu gettato in pasto ai giudici. Tre anni dopo – era il 25 luglio 2001- stessa fortuna per Riccardo Marone: il tribunale di Napoli voleva sospenderlo dai pubblici uffici con l'accusa di concorso in abuso di ufficio, in falso ideologico aggravato e continuato e in truffa aggravata. Ma i suoi colleghi alla Camera gli hanno fatto scudo.
Anche gli Udc grazie ai lodi Parlamentari si sono evitati bei guai. È accaduto al ligure Vittorio Adolfo, che è sfuggito al tribunale di Sanremo (ipotesi di reato corruzione propria continuata, turbata libertà degli incanti e truffa). Come lui si è salvato Michele Ranieli (concorso in concussione con l'ex direttore generale della Asl locale) protetto dai giudici di Vibo Valentia. È andata peggio all'abruzzese Remo di Giandomenico. Accusato di corruzione e concussione, è stato salvato dal Lodo Montecitorio nel febbraio 2006. Ma la legislatura è finita lì. E Casini non ricandidandolo ne ha segnato il destino: qualche settimana dopo è stato arrestato dalla procura di Larino.
Anche Antonio Di Pietro non è stato uguale come tutti di fronte alla legge. Davanti a un suo collega – il giudice Filippo Verde – che voleva da lui 210 mila euro, è fuggito chiedendo il Lodo Strasburgo: immunità da parlamentare europeo. Uan volta ottenuto, la beffa: Di Pietro ha ammesso che aveva pure ragione il giudice Verde. Lo aveva accusato di avere trafficato con il Lodo Mondadori e lui non c'entrava nulla. Tutta colpa di un "copia e incolla" sbagliato. L'avesse fatto con lui uno qualsiasi dei giornalisti italiani oggi dovrebbe vendersi casa per ripagargli il danno. Ma appunto, un giornalista è solo un giornalista. Di Pietro appartiene a una casta superiore. E – dimenticavamo- naturalmente "tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge".
Anvedi
10.10.09 18:48 at 18:48
<blockquote cite="comment-24414">
Anonimo: ma sta buono.
Si sà che i magistrati son tutti comunisti e Andreotti è un santo perseguitato. Meno di SILVIO I, ma comunque pure lui perseguitato.
Silvio è il re dei perseguitati di questo pianeta e di tutta la galassia intera (stelle, sistemi, ammassi ed associazioni stellari, gas e polveri in genere).
Si dovesse mai istituire un premio ai perseguitati più perseguitati di tutti i tempi?
bene, quel premio porterebbe senz'altro il suo nome.
rafael
10.10.09 20:49 at 20:49
quella di mancino non è una opinione ma la sua versione già espressa in precedenti circostanze, versione che non è stata tenuta in nessun conto da santoro!
nicknamemadero
10.10.09 21:25 at 21:25
Le tesi ridondanti sono quelle che fanno di annozero una trasmissione di successo e di clamore mediatico. Il mio post voleva solo porre la cosa all'attenzione delle persone intelligenti (cioè in grado e con la voglia di capire).
Se a te ridondano le cose da me scritte, forse è un problema tuo. E dovresti, se in grado di farlo, porti qualche domanda anche tu.
rafael
10.10.09 20:53 at 20:53
sapresti dirmi nel consiglio comunale appena dimessosi quanti consiglieri erano indagati per mafia?
Luciano Baroni
10.10.09 23:04 at 23:04
Idiota : il consiglio si è dimesso compreso il Sindaco : il Ministero ha Commissariato dopo, non prima, il che vuol dire che tutto quello che scrivi è la prova della TUA idiozia.
Luciano Baroni
10.10.09 21:21 at 21:21
Questo era l'amico più importante di Sciascia, dementi.
——————————————————-
http://sarcastycon4.wordpress.com/files/2009/10/l…
Andrea
10.10.09 21:23 at 21:23
Tralasciando il fatto che nella puntata di annozero si è detto delle dichiarazioni di Mancino, nelle quali dice di non avere ricordo dell'incontro con Borsellino e delle trattative mafia-politica, resta il fatto che queste dichiarazioni cozzano con tutte le altre, Mori, De Donno, Martelli, Ayala, violante, Brusca, Ciancimino jr., i quali in vario modo hanno parlato di una trattativa mafia-politica.Mancino o è un pò smemorato o forse sa molto di più di quello che (non)dice
zappa
10.10.09 21:35 at 21:35
ah, quando non hai argomenti, la discussione perde interesse.
capisco.
poi molto interessante la lettera di 16 (ben 16, che cazzo!) imprenditori, che sicuramente non hanno nessun vantaggio ad avere mister millecondoni al governo…
zappa
10.10.09 21:38 at 21:38
travaglio a volte si prende delle libertà, ma di solito viene attaccato anche per lettura di sentenze finite in giudicato.
lui esagera, ma anche chi ce l'ha con lui, non è che ci faccia sempre una gran figura.
zappa
10.10.09 21:41 at 21:41
sei il fratello di worsting?
perchè vedo che gli argomenti si somigliano…
nicknamemadero
10.10.09 22:51 at 22:51
Ti fa ridere Lino Jannuzzi?
Prova a leggere con attenzione questo link (che riguarda lo stesso articolo proposto da Luciano Baroni, ma più diretto):
http://www.ilvelino.it/la_memoria.php?Id=965822&a…
Poi magari ci spieghi cosa ci trovi da ridere.
Luciano Baroni
10.10.09 23:06 at 23:06
Quoto.
Luciano Baroni
10.10.09 23:28 at 23:28
Beh, un pluricondannato che vuole fare le pulci agli altri, solo per rimpinguare il portafoglio : indegno per un giornalista con la schiena diritta.
nicknamemadero
11.10.09 9:55 at 09:55
<blockquote cite="comment-24429">
zappa: travaglio a volte si prende delle libertà, ma di solito viene attaccato anche per lettura di sentenze finite in giudicato.
Magari citasse solo sentenze passate in giudicato: nessuno potrebbe accusarlo per questo (come si potrebbe?).
Quanto al "a volte si prende delle libertà", lo considero un punto a tuo favore (che non avrei dato per scontato): forse è arrivato il momento che si riesca a parlare civilmente anche di Travaglio.
Luciano Baroni
10.10.09 23:37 at 23:37
Chi sta a fianco di chi ordisce una situazione del genere è odiatore di professione.
Pubblicato il giorno: 10/10/09
1983, Milano indaga Berlusconi per droga: archiviata. 1990, Venezia lo processa per falsa testimonianza: amnistia. 1994, Palmi procede per massoneria: archiviata. Milano poi lo processa per corruzione su verifiche fiscali: assolto; poi per falso in bilancio in acquisto calciatore Lentini: prescrizione; per spartizione pubblicitaria Rai e Fininvest: prescrizione; per corruzione e falso in bilancio: assolto; per frode e appropriazione indebita per acquisto terreno Macherio: assolto e amnistia; per falso in bilancio in affare Medusa: assolto; per finanziamento illecito in All Iberian 1 e falso in bilancio in All Iberian 2: prescrizione e archiviazione; per corruzione in Sme 1: assolto; per falso in bilancio in Sme 2: archiviata; per falso in bilancio in affare Medusa: assolto; per tangenti Telepiù: prescrizione; per corruzione in lodo Mondadori: prescrizione; per falso in bilancio in consolidato Fininvest: archiviata; per falso in bilancio nei bilanci Fininvest: archiviata. Palermo, Caltanissetta e Firenze lo indagano per stragi del 92/93: tre archiviazioni. Madrid indaga per telecinco: assoluzione. Roma indaga per corruzione vallette Rai: archiviata; per corruzione senatori del governo Prodi: in corso. Milano lo processa per frode in diritti televisivi: in corso; per corruzione giudiziaria David Mills: in corso; per appropriazione indebita fondi Mediatrade: in corso. Tentativo di ribaltone: in corso.
Luciano Baroni
10.10.09 23:40 at 23:40
Anche ciò che si capisce benissimo dentro a questo articolo è da accapponare la pelle.
Valori per l'Italia ?
E qui degli estimatori ce ne sono, come lui quantomeno disonesti.
http://sarcastycon4.wordpress.com/files/2009/10/q…
Luciano Baroni
10.10.09 23:43 at 23:43
Anche qui c'è poco da ridere : è diventato una delle loro icone.
http://sarcastycon4.wordpress.com/files/2009/10/o…
Luciano Baroni
10.10.09 23:52 at 23:52
Pensa, ha avallato per tutto il suo settennato, la presenza di una componente della Corte che si scoprì non avere i titoli per essere nominata e sai perchè ?
C'era il rischio che NON fossero più ritenute valide tutte le sentenze e allora hanno preferito, col suo avallo, a non fare ciò che sarebbe stato un atto dovuto : dichiararla incompatibile.
Era un reato averla nominata con l'inganno, ma in questo caso NON ci fu quella che chiamavano e chiamano ancora "l'obbligatorietà dell'azione penale", nè la messa in stato d'accusa per TUTTI coloro che sapendo ciò che era successo non intervennero, quantomeno per "violazione per omissioni di atti pubblici" e la messa in stato d'accusa all'inquilino del Quirinale.
Luciano Baroni
10.10.09 23:56 at 23:56
Ecco il dramma della realtà negata da chi ha messo il Paese in una situazione che dirsi tragica è poco.
Un Paese che ha dovuto subire e subisce lo stravolgimento dei fatti e della cose.
http://sarcastycon4.wordpress.com/files/2009/10/l…
Luciano Baroni
10.10.09 23:59 at 23:59
Poi è anche vero che la responsabilità maggiore è dei "pavidi" del '92 e '93 che erano in Parlamento, quasi tutti.
http://sarcastycon4..wordpress.com/files/2009/10/la-colpa-mortale-della-politica-e-di-essersi-consegnata-ai-pm.doc
Luciano Baroni
11.10.09 0:02 at 00:02
E che hanno permesso la "mercificazione e la collusione con la vera casta malefica che fa da collante".
E a che costi, non solo economici.
http://sarcastycon4.wordpress.com/files/2009/10/p…
Ironicamente
11.10.09 1:23 at 01:23
beh … la mia è solo un'idea non sono qui a comandare o offendere nessuno, vorrei fosse chiaro.
Scusa se te lo faccio notare ma tu spesso parti ad offendere apparentemente senza motivo ..oh, sei liberissimo di farlo per carità, ma a mio parere, in questo modo i tuoi commenti perdono di interesse e di autorevolezza.
Guarda il tuo commento 2.2.1 o il 3.1.1.1.2
sembra che offfendi cosi a caso e proprio non se ne capisce la ragione e non fa pensare bene di te.
Scusa se mi sono permesso.
Luciano Baroni
11.10.09 1:37 at 01:37
Nessuna scusa serve.
Nel merito, ti posso dire che la cosa che mi indichi, una è una conseguenza di quanto ho scritto prima per risponderti, l'altra è una serie di risposte che sono in linea con le sue, basta leggere il testo che le specifica di sequenza.
Ma a prescindere da questa mia risposta, come fai a non accorgerti che ci sono dei soggetti che vengono qui a provocare offendendo ?
Perchè nessuno di voi, te compreso, ha provato di fermarli, visto che hanno iniziato loro ( e guarda che non è cosa da bambini come uno proprio di quelli ha tenatto di gettare addosso a chi per un pezzo è stato zitto epoi ha risposto per le rime ).
Vai indietro a rileggere una parte iniziale per ogni post che hanno messo quelli della redazione, per sincerartene e vedi chi inizia sistematicamente.
leppie
11.10.09 1:45 at 01:45
Tu, Luciano.
Fine.
Luciano Baroni
11.10.09 1:49 at 01:49
Eheheheheh……..
Ironicamente
11.10.09 2:08 at 02:08
Scusami Luciano,
non ho voglia di andare indietro, spulciare e decidere chi ha iniziato, ti segnalo solo due cose, e la chiudo qui
Senza insulti sei piu' credibile e piu' simpatico ..
ok ok ho esagerato, solo piu' simpatico
per finire. se mi posso permettere un consiglio, prova a pensare che nessuno qui ce l'ha con te personalmente e se siamo qui è per condividere qualcosa, anche solo un po' di tempo .. tutto qui
Ora, rispettosamente la finisco,scusa se ti ho stressato e grazie per l'attenzione
Luciano Baroni
11.10.09 9:55 at 09:55
Grande questa "coscienza", che non si ferma nemmeno davanti al ridicolo che si evince dai teoremi non provati, ripetuti a dismisura financo utilizzando "pentiti ad orologeria che sono disponibili a cambiare ciò che hanno già detto e provato".
Che belle risposte, soprattutto "intelligenti e coscienziose" ma tutte "targate" non solo dall'ideologia che non vuole mettersi da parte nemmeno dopo le sconfitte dimostrate dalla Storia, anche da quello che si vede sfociare di continuo : l'odio personale, oggi su questo, ieri su quello ma sempre e comunque "il nemico che ti sconfigge" ( in senso lato l'ultimo virgolettato )..
nicknamemadero
11.10.09 10:25 at 10:25
Non mischiare le carte in tavole, e non cadiamo nel solito errore di farne una questione pro- o contro-berlusconi.
Si parlava di Annozero, del suo modo di fare informazione, del modo di proporla, anche quando seria e fondata (e non è da dare per scontato anche da parte degli estimatori di Santoro), secondo una tesi precostituita e finalità politica evidente (manca mai un riferimento velenoso a Berlusconi e il suo governo?). In particolare si criticava l'ultima puntata, quella con oggetto la mafia e i suoi rapporti con lo stato, con riferimento specifico alle allusioni denigratorie nei confronti dei Ros: dipinti come idioti calabraghe che avrebbero agito – di fatto – nell'interesse dei mafiosi.
Infine si faceva notare come un argomento simile, ancorché affatto dimostrato dai fatti e dalle cronache giudiziarie, ha il grande pregio di sollevare una notevole polemica e grande clamore: che sicuramente è almeno uno degli obiettivi prefissi in chi fa informazione di questo tipo (se non il principale, per i maligni).
Di questo si parlava e di questo si discuteva.
O consideri questi argomenti un attentato alla libertà d'informazione?
Luciano Baroni
11.10.09 10:17 at 10:17
E si "fidano davvero dell'incensurato", veh.
http://sarcastycon.wordpress.com/files/2009/10/om…
zappa
11.10.09 13:37 at 13:37
beh, mica ho detto che cita solo sentenze passate in giudicato. e viene anche querelato per questo con richieste di risarcimenti assurde. e poi vince.
se riusciamo a parlarne civilmente, parliamo anche nel meritodi quel che dice. non sempre son puttanate. e spesso dice cose che fan veramente girare i coglioni, sia sul cdx che sul csx.
Luciano Baroni
11.10.09 10:26 at 10:26
Guarda te la "notizia sulla libertà d'informazione e di satira".
Ehhhhhh……
http://www.ilgiornale.it/interni/se_satira_e_dest…
leppie
11.10.09 12:43 at 12:43
A me invece viene proprio voglia di andare indietro a leggere i primi interventi di Luciano…