Le primarie di domenica scorsa del PD, di cui si può dire quello che si vuole, ma in ogni caso vanno rispettate come segno di impegno civile di molti cittadini, sono finalmente terminate e con esse la lunga stagione congressuale che ha ingessato il Partito Democratico in una campagna elettorale continua ed in una lotta di tutti contro tutti. Lentamente, quindi, l’opposizione si stabilizzerà e troverà i suoi nuovi equilibri nella nuova gestione bersaniana.
Una fase nuova potrebbe quindi aprirsi, rispetto al fumo veltroniano ed alle sciocchezze filo dipietriste di Franceschini, grazie ad un leadership (e ci mettiamo dentro anche D’Alema e soci) più rodata e più concreta, che potrà finalmente evitare le schizofrenie del passato che hanno visto un PD sempre più debole cannibalizzato dal fattore molisano e dai suoi strali propagandistici in stile fascista.
E’ però necessario che, in questo clima di scontro eterno, un passo sia fatto da entrambe le parti: ci é ben chiaro che in questi anni ed ancor di più in questi mesi una buona parte del centrosinistra ha tentato in tutti i modi possibili la distruzione e la demonizzazione di Silvio Berlusconi, ricevendo in cambio solo batoste elettorali, ma ci é anche ben chiaro che il muro contro muro ha anche alimentato fenomeni inaccettabili come appunto Di Pietro e le varie schegge impazzite della politica italiana, premiati dalla parte più urlante del popolo della sinistra italiano, non consentendo un confronto decente se non proficuo tra le due maggiori forze.
Per questo, Presidente Berlusconi, le chiediamo oggi di fare un primo passo: l’uscita del Migliore piacentino su Marrazzo e le vicende escort non è stata da manuale, se davvero la sua intenzione é quella di una normalizzazione dei rapporti con il Presidente del Consiglio, ma cerchi di passare oltre anche a questa, ed incontri Pier Luigi Bersani. Faccia un passo in avanti, lo inviti a Palazzo Chigi o anche a cena, cerchi di spiazzare anche questa volta e si metta con Bersani a discutere di cosa il Governo vuole fare nei prossimi mesi per quel che riguarda il carico fiscale, l’uscita dalla crisi e gli assetti istituzionali. Si prenda pure dei « niet » come risposta, mica siam obbligati ad andare d’accordo, non siamo tutti nello stesso partito, ma dia un segnale di riconoscimento ad una leadership che, per una volta, é in mano ad una persona concreta e più pacata nei modi e nei termini (e che viene molto apprezzata anche nel popolo del centrodestra, almeno rispetto agli ex leader disarcionati).
Forse questa é un’occasione per riportare il PD alla ragione, per isolare gli estremisti dipietristi e per mettere una parziale pietra sopra a molte cose ; farebbe bene alla maggioranza, che con un avversario finalmente credibile potrebbe fare meglio quadrato e smettere di scannarsi al suo interno, e darebbe un segnale di riappacificazione al Paese, il primo dopo quel 25 aprile di Onna unanimemente riconosciuto come il massimo momento unitario della politica italiana. E poi, Presidente, incontrare Bersani le consentirebbe pure di attaccargli la scarlattina. In fondo, é pur sempre un comunista.