Questo prete è un grande coglione
Don Giorgio de Capitani è un autentico coglione.
E’ un prete, parroco in quel di Monte di Rovagnate in provincia di Lecco, alla “riscoperta del Cristo radicale“, o meglio di “una sinistra radicale che non ha trovato finora nessun partito ideale in cui trovarmi a mio agio“. Oh, sono tutte parole sue. E’ un coglione, e mica lo diciamo noi, ci mancherebbe. E’ lui stesso ad ammetterlo in un video intitolato, appunto, “Anch’io mi sento un coglione“. E noi ci crediamo, sulla fiducia. D’altronde è un prete. Poi andiamo a leggere il suo blog (che in alto ha un bel bollino rosso, poi capiremo perchè), e qui abbiamo tutte le conferme del caso: Don Giorgio non è un solo coglione, ma un pericoloso ossessionato. Di Berlusconi. Con l’aggravante, tra l’altro, di essere un sacerdote.
Ad esempio, dopo l’attentato a Kabul, che è costato la morte di sei italiani, sei eroi italiani, Don Giorgio Il Coglione sul suo bellissimo blog scrive:
“Perché la morte di sei mercenari vale più di migliaia di disoccupati in un Paese rincoglionito? Perché onorare la morte di mercenari, quando ben pochi si ricordano dei veri testimoni della carità e della giustizia?”
Mercenari, già. E il paragone è un qualcosa di volgare. E’ una bestemmia. Ma che c’entra? Non si sa. Poi definisce il Ministro della Difesa “Ignazio del cazzo” La Russa, tanto per dare un po’ di colore ai suoi articoli. L’intervento è già stato cancellato dall’autore, “obbligato per l’insulto a La Russa, l’insulto avrebbe inquinato, secondo l’Avvocato della Curia, l’intera pagina” spiega Don Giorgio. Non solo coglione, ma anche codardo. E poi annuncia: “Avrò inevitabili sanzioni“. Ecco, ci siamo, dopo i Travaglio, i Sant’Oro e i Luttazzi arriva l’ultimo martire italiano: Don Giorgio da Monte di Rovagnate.
Ma il sacerdote non è nuovo a queste uscite. Leggendo velocemente il suo blog, si scopre una sua autentica passione per Debora Serracchiani, anzi più che passione è amore. Infatti Don Giorgio la mette in guardia, le consiglia di stare attenta ai “nemici“, in particolare a Massimo D’Alema perchè è “un compagno che ti frega“.
Ma oltre all’amore, Don Giorgio ha – come dicevamo - una autentica ossessione per Silvio Berlusconi. Sul suo blog, l’educato sacerdote difficilmente lo chiama per nome, ma preferisce l’appellativo “Demente“. E così Don Giorgio ci racconta del “culo sporco” di Berlusconi, e nei suoi post troviamo tutto il repertorio dei vari Travaglio, D’Avanzo e brutta compagnia: “sfiducia nelle istituzioni”, “uso personale della giustizia”, “demenza politica”, “ha schiacciato sotto i piedi la Politica”, “povero uomo”. Niente di diverso, insomma. Ma Don Giorgio Il Coglione va oltre. Pensate che incolpa Berlusconi, ops, scusate il “Demente“, di essere responsabile del ritorno del latino nelle Messe (Don Giorgio è contrario, anche se “l’ho studiato tanto”).
Ci piacerebbe tanto ascoltare un’omelia del sacerdote. Sarà un comizio. Lui ci tiene alla politica, alla sua Ossessione, al Demente. Pensate che nel menu del suo blog, la “politica” viene prima della “religione“. E’ un po’ particolare questo Don Giorgio. Particolare, e coglione. Tanto coglione. Troppo.
sabato 19 settembre 2009 ore 17:15
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Osservatore Attonito
19.09.09 18:36 at 18:36
Come darti torto? ;D
ilsenatore
19.09.09 18:55 at 18:55
mi spiace non averlo come parroco della mia comunità. Gli tirerei dietro tanti di quegli insulti da fargli venire l'otite.
Che schifo, che ribrezzo.
zappa
19.09.09 18:58 at 18:58
yawn
Temporaneo
19.09.09 18:58 at 18:58
definire mercenari i nostri soldati mi ricorda i mafiosi che definiscono traditori e infami i collaboratori di giustizia.
don giorgio de capitani si comporta come un perfetto mafioso.
mamo
19.09.09 19:02 at 19:02
Perchè Berlusconi non è demente? Ovvero non è affetto da demenza senile? Ah no? Beh allora…
http://www.youtube.com/watch?v=RXYRKFMxF2Y
anna
19.09.09 19:17 at 19:17
eccolo qui lo stronzo di cui leggevo, allibita, stamattina. cosa aspetta la chiesa a buttarlo fuori? vada a far politica scendendo dal pulpito.
Lea
19.09.09 19:18 at 19:18
Pesante.
mdante23
19.09.09 19:22 at 19:22
beh ,Gianni Baget Bozzo era stato sospeso perchè scese in politica perchè non fanno altrettanto col prete coglione?
charlie
19.09.09 19:37 at 19:37
A quando il post su Brunetta che dice che la sinistra deve andare a morire ammazzata?
Daw, e' piu' grave quello che dice un prete qualsiasi o un ministro della Repubblica?
Osservatore Attonito
19.09.09 20:03 at 20:03
charlie, se permetti, Brunetta non ha detto proprio così, ma cosà:
"Propongo una lotta di liberazione per i compagni della sinistra. Tornate alla politica, allo scontro politico, senza farvi dettare l’agenda dai giornali. Lo dico alla sinistra sindacale, politica e culturale perbene. Quella che è 'per male' vada pure a morire ammazzata…"
Ilpadano
19.09.09 20:04 at 20:04
Se questo prete che, bontà sua, si autodefinisce coglione vuol fare polita lasci la chiesa e vada da Franceschini.
Nel PD coglione più coglione meno che differenza fà???
votantonio
19.09.09 20:07 at 20:07
Anzichè salvare le pecorelle smarrite abbiamo i preti che fanno politica!
E' proprio vero che in Italia il primo che si alza comanda!
nick
19.09.09 20:48 at 20:48
Una specie di Savonarola dei girotondi.
Molto umano. Decisamente poco uomo di chiesa.
Ma il mondo è bello perché è vario.
Il Deputato
19.09.09 21:06 at 21:06
Sì, è un coglione.
E tu, che ne parli, sei più coglione di lui.
Se non fosse per te, non saprei nemmeno della sua esistenza… come quella di tanti altri coglioni in giro. Cui nessun coglione come te dà visibilità.
Luciano Baroni
19.09.09 22:14 at 22:14
sabato 19 settembre 2009, 11:40
La lingua del Corano inganna i musulmani
di Matteo Sacchi
Il mondo islamico fatica a essere democratico. Fatica a scindere la politica da una religione invasiva, che odia il presente e predica l’eterno ritorno alla umma coranica (l’originaria, e mitica, unità dei credenti). E tutto questo non per colpa di un passato colonialista di marca occidentale (che ha semmai altre responsabilità), ma a causa di una struttura culturale chiusa e, da secoli, volta a bloccare la creatività per sottoporla al controllo dei potenti, dei «profeti di Dio» di turno, che si sforzano di controllare e reprimere ogni dissenso intellettuale.
La manciata di concetti che abbiamo scritto in queste poche righe, nonostante sia suffragata da un gran numero di prove, esplosive e sanguinose, è sufficiente a scandalizzare la maggior parte dei ben pensanti che predicano l’equivalenza delle civiltà e sono sempre disposti a scaricare sull’Occidente la colpa primigenia di tutte le nequizie del nostro pianetino, sempre più globale. Espresse nella loro semplicità, queste idee bastano a farsi tacciare di razzismo culturale, a vedersi ricordare con piglio furioso che la Cordoba musulmana aveva diversi chilometri di illuminazione pubblica quando Londra era un tugurio fangoso.
Peccato che a ricordarci che la situazione è descrivibile proprio in questi termini, sperando magari che l’Occidente abbia un atteggiamento più consapevole, sono proprio i più avveduti e i più laici degli intellettuali nati all’ombra della Mezzaluna. Come, a esempio, Moustapha Safouan, eminente psicologo egiziano (ha tradotto L’interpretazione dei sogni di Freud in arabo) che sarà oggi al festival Pordenonelegge per discutere proprio dei legami tra cultura politica e libertà nel Medio Oriente (a Pordenone al Palazzo della provincia alle 10,30). Le sue idee in questo campo sono nettissime. Per rendersene conto basta sfogliare il suo Perché il mondo arabo non è libero. Politica e terrorismo religioso (Spirali, pagg. 200, euro 30). Uno di quei libri politicamente scorretti che molti non leggono o fanno finta di non leggere.
Parlando dei Paesi di lingua araba, il professore non ha dubbi sul fatto che la mancanza di libertà derivi da una censura intellettuale connaturata alla storia del Medio Oriente. «La storia politica europea si è costituita sul modello greco, la sovranità, il potere deriva dal consenso dalla gente… In Medio Oriente il modello è rimasto un altro. È quello degli antichi egizi, dei sumeri, la sovranità viene da Dio… Con il tempo il divino ha smesso di essere il monarca, è diventato il libro del Corano». E quindi la parola scritta è diventata una delle ossessioni dei governanti o dei gruppi politici musulmani: «Controllando la scrittura, dividendo con forza l’arabo classico, dei colti, dalla lingua parlata si è riusciti a impedire qualsiasi contagio delle idee». E questa non è una realtà ancestrale, ma qualcosa che accade anche ai giorni nostri: «La lingua parlata è nei Paesi arabi diversissima da quella scritta dai giornalisti e dagli scrittori. Moltissima gente resta esclusa. Semplicemente non è in grado di leggere i libri che vengono tradotti a uso e consumo delle sole élite. Da pochissimo la diffusione dei media come la televisione ha iniziato a cambiare questo stato di cose. Ma la maggior parte della popolazione è ancora “muta” e “sorda”, senza possibilità di imparare».
Tanto che lo stesso Safouan già da diversi anni combatte una battaglia per tradurre testi e per tenere le sue conferenze utilizzando l’arabo parlato (che sta a quello classico come l’italiano sta al latino). «Molti anni fa tradussi in arabo classico il Discorso sulla servitù volontaria di Étienne de La Boétie. È uno dei grandi classici occidentali in difesa della libertà degli individui. Circolò solo tra gli intellettuali del Marocco. Succede così a moltissimi libri… Ed è ovvio che dietro a una situazione del genere c’è un interesse politico». Questo non è certo un retaggio del colonialismo. Dice sempre Safouan: «Gli occidentali, come tutti i colonizzatori, hanno imposto un’ulteriore livello linguistico e spesso hanno badato al proprio interesse economico. Però va detto che nei territori occupati dalla Francia è stato creato un sistema di istruzione molto solido che ha aperto a molti una finestra sul mondo. Gli inglesi sono stati meno efficienti, però hanno creato al loro passaggio un sistema universitario di alto livello».
Retaggi di apertura che il terrorismo o i governi autoritari cercano di eliminare esattamente come cercano di mantenere l’arabo vivo e parlato assolutamente lontano dallo spazio della scrittura. In modo che i più restino esclusi dal mondo. Che ai più resti solo la frase meno bella del Corano: «Questo è il libro su cui non ci sono dubbi».
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Il Vaticanista Andrea Tornielli
12Sep 09
Il Papa e gli uomini di Chiesa che lavorano per se stessi
Cari amici, questa mattina ho partecipato alla messa per la consacrazione di cinque nuovi vescovi celebrata in San Pietro da Benedetto XVI. Nell’omelia il Papa ha detto:
La prima caratteristica, che il Signore richiede dal servo, è la fedeltà. Gli è stato affidato un grande bene, che non gli appartiene. La Chiesa non è la Chiesa nostra, ma la sua Chiesa, la Chiesa di Dio. Il servo deve rendere conto di come ha gestito il bene che gli è stato affidato. Non leghiamo gli uomini a noi; non cerchiamo potere, prestigio, stima per noi stessi. Conduciamo gli uomini verso Gesù Cristo e così verso il Dio vivente. Con ciò li introduciamo nella verità e nella libertà, che deriva dalla verità. La fedeltà è altruismo, e proprio così è liberatrice per il ministro stesso e per quanti gli sono affidati. Sappiamo come le cose nella società civile e, non di rado, anche nella Chiesa soffrono per il fatto che molti di coloro, ai quali è stata conferita una responsabilità, lavorano per se stessi e non per la comunità, per il bene comune. Il Signore traccia con poche linee un’immagine del servo malvagio, il quale si mette a gozzovigliare e a percuotere i dipendenti, tradendo così l’essenza del suo incarico. In greco, la parola che indica “fedeltà” coincide con quella che indica “fede”. La fedeltà del servo di Gesù Cristo consiste proprio anche nel fatto che egli non cerca di adeguare la fede alle mode del tempo. Solo Cristo ha parole di vita eterna, e queste parole dobbiamo portare alla gente. Esse sono il bene più prezioso che ci è stato affidato. Una tale fedeltà non ha niente di sterile e di statico; è creativa. Il padrone rimprovera il servo, che aveva nascosto sottoterra il bene consegnatogli per evitare ogni rischio. Con questa apparente fedeltà il servo ha in realtà accantonato il bene del padrone, per potersi dedicare esclusivamente ai propri affari. Fedeltà non è paura, ma è ispirata dall’amore e dal suo dinamismo. Il padrone loda il servo, che ha fatto fruttificare i suoi beni. La fede richiede di essere trasmessa: non ci è stata consegnata soltanto per noi stessi, per la personale salvezza della nostra anima, ma per gli altri, per questo mondo e per il nostro tempo. Dobbiamo collocarla in questo mondo, affinché diventi in esso una forza vivente; per far aumentare in esso la presenza di Dio.
charlie
20.09.09 0:30 at 00:30
<blockquote cite="comment-19589">
Osservatore Attonito: charlie, se permetti, Brunetta non ha detto proprio così, ma cosà:
“Propongo una lotta di liberazione per i compagni della sinistra. Tornate alla politica, allo scontro politico, senza farvi dettare l’agenda dai giornali. Lo dico alla sinistra sindacale, politica e culturale perbene. Quella che è ‘per male’ vada pure a morire ammazzata…”
Embe'? E' la solita dichiarazione vagamente fascistoide tipica della cosiddetta destra italiana. La sinistra "per male" puo' essere qualsiasi cosa a seconda della necessita', se Brunetta ha qualcosa di specifico in mente lo dica, altrimenti eviti di aprire la fogna con minacce vaghe e codarde.
[*]
20.09.09 9:34 at 09:34
Questo de capitani è un dilettante, un moderato.
Questo è un prete coi coglioni.
http://www.facebook.com/group.php?gid=12557269863…
conclude la sua splendida e lunga lettera, per chi si annoiasse a leggerla tutta, così:
"li/vi ripudio dal profondo del cuore. in nome della politica, dell’etica e della fede cattolica. La ripudio e prego Dio che liberi l’Italia dal flagello nefasto della sua presenza."
[*]
20.09.09 9:43 at 09:43
Hai 2 mucche?
SOCIALISMO:
Hai 2 mucche.
Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.
COMUNISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.
FASCISMO:
Hai 2 mucche
Il governo te le prende e ti vende il latte.
NAZISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.
DITTATURA:
Hai 2 mucche.
La polizia te le confisca e ti fucila.
FEUDALESIMO:
Hai 2 mucche.
Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.
DEMOCRAZIA:
Hai 2 mucche.
Si vota per decidere a chi spetta il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:
Hai 2 mucche.
Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.
ANARCHIA:
Hai 2 mucche.
Lasci che si organizzino in autogestione.
CAPITALISMO:
Hai 2 mucche
Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare
un allevamento.
CAPITALISMO SELVAGGIO:
Hai 2 mucche.
Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte
come 4 mucche.
Alla fine licenzi l'operaio che se ne occupava accusandolo di aver
lasciato morire la vacca di sfinimento.
BERLUSCONISMO:
Hai 2 mucche.
Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di
credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio
delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società
soggetta ad offerta pubblica e nell'operazione guadagni 4 mucche
beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5
mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono
trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una Società con
sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che
rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche.
Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con
l'opzione d'acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai
abbattuto le 2 mucche perchè sporcano e puzzano. Quando stanno per
beccarti, diventi Presidente del Consiglio.
Luciano Baroni
20.09.09 9:59 at 09:59
Il problema vero, non è solo lui e altri "pretuncoli".
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domenica 20 settembre 2009, 07:00
Il prete sciacallo e il silenzio del Cardinale
di Antonio Sallusti
Ci sono parole e fatti che indignano i professionisti della protesta. Altri no. Basta che Berlusconi, Brunetta, la Gelmini, Bossi e suo figlio aprano bocca che subito le agenzie battono reazioni allarmate dei vari esponenti dell'opposizione e dell'intellettuale di turno. Di Pietro insegna. Non avendo un lavoro né nulla di interessante da fare, il leader dell'Idv passa la giornate a sfornare pareri non richiesti su tutto e tutti. Ma, dicevamo, a volte non è così. Per esempio ieri non abbiamo sentito o letto condanne e prese di distanza da quegli imbecilli che stanno imbrattando i muri delle nostre città con la scritta «-6» in segno di esultanza per il successo dei talebani nell'attentato di Kabul contro i nostri soldati. Mani anonime, si dirà. Certo, ma la matrice politica è chiara, ed è da cercare nell'area dell'antiberlusconismo radicale alla quale non pochi signori che vediamo ogni sera nei talk-show televisivi strizzano l'occhio. Sono curioso di vedere se oggi la democratica Concita De Gregorio scriverà qualche cosa contro questi mascalzoni sulla sua Unità sempre pronta a dare lezioni di morale. O se Ballarò e Santoro dedicheranno qualche minuto delle loro trasmissioni per smascherare e denunciare gli sciacalli di sinistra.
Ma soprattutto mi colpisce il silenzio del cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, nei confronti di un suo dipendente, don Giorgio de Capitani, parroco a Lecco, diocesi ambrosiana. Questo prete, già noto per le sue violente omelie contro Berlusconi, ieri ha detto e scritto sul suo sito che i parà uccisi a Kabul «sono solo dei mercenari» che non meritano tanta commozione. Oggi, interpellato dal nostro inviato Luca Fazzo, rincara la dose e confida che «su tante cose anche il cardinale Tettamanzi la pensa come me, solo che non può dirlo». Ora, noi non ci permettiamo di mettere becco in casa altrui, sappiamo che nella Chiesa c'è posto per tutti, anche per gli svitati, ma è chiaro che delle due l'una: o oggi, subito, vengono presi provvedimenti tali da impedire a don Giorgio di offendere i nostri morti a nome e per conto di Dio, oppure ha ragione lui e il silenzio del cardinale diventa benedizione e complicità.
Anche perché ieri il Tettamanzi ha ricevuto parole di encomio importanti. Cito testualmente: «Il capo della diocesi milanese è l'unico che ci difende, appoggiando la nostra richiesta di costruire delle moschee. Fino ad ora è stato l'unico ad avere espresso nei nostri confronti parole cristiane e rispettose della costituzione che garantisce a tutte le religioni di avere propri luoghi di culto». A sbilanciarsi in tanto ringraziamento è stato Abdel Hamid Shaari, presidente del centro islamico milanese. Vorremo poter dire altrettanto, e cioè ringraziare il nostro cardinale per aver difeso senza indugio, oltre che i diritti degli islamici, anche quelli dei nostri soldati che non sono mercenari ma che erano a Kabul mandati dal nostro Parlamento, cioè da tutti noi, in pieno rispetto del dettato costituzionale.
Si potrebbe obiettare: don Giorgio è don Giorgio, Tettamanzi è altro. Giusto. Ma senza entrare in questioni ecclesiali, mi sembra ovvio che un fedele quando ascolta il suo parroco sia convinto che questi non parli a titolo personale ma che le sue parole siano ispirate ai sacri testi. E allora non vorremmo che qualche buon cristiano sia convinto che il buon Dio o il suo vicario in terra considerino i nostri soldati gente indegna. Senza contare che tutti i cristiani, e i preti in particolare, debbono obbedienza al proprio vescovo. Speriamo che quest'ultimo abbia tempo e voglia di farsi obbedire.
nicknamemadero
20.09.09 11:24 at 11:24
<blockquote cite="comment-19608">
[*]: COMUNISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.
Infatti, come noto, il comunismo è quanto di più prossimo al paradiso si sia mai riuscito a realizzare sulla terra.
nick
20.09.09 11:28 at 11:28
<blockquote cite="comment-19608">
[*]: COMUNISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.
Infatti, come noto, il comunismo è quanto di più prossimo al paradiso si sia mai riuscito a realizzare sulla terra.
LENIN
20.09.09 11:33 at 11:33
E si continua a parlare di conflitto di interessi,di controllo di 6 reti tv,di regime mediatico,di bavaglio alla libertà di stampa,…
La realtà vera del Paese è ben altra e questo prete ne è la puntuale conferma.Capillarmente,dove conta,posto di lavoro,chiesa,scuola,tribunali,radio e tv private e/o pubbliche,stampa,studi di medicina generaleecc…,c'è una inossidabile e spietata catena del politicamente&moralmente corretto che è il manganello operativo,24h su 24,365 gg su 365,del vero e unico regime imperante in questo sfortunato paesello,quello del fasciocattocomunismo,pronto a randellare chiunque osi discostarsi dal "loro seminato".
Ci rialzeremo davvero solo spezzando queste pesanti catene che ci paralizzano.
Prima lo facciamo,meglio è!
Luciano Baroni
20.09.09 12:06 at 12:06
<blockquote cite="comment-19616">
LENIN: E si continua a parlare di conflitto di interessi,di controllo di 6 reti tv,di regime mediatico,di bavaglio alla libertà di stampa,…La realtà vera del Paese è ben altra e questo prete ne è la puntuale conferma.Capillarmente,dove conta,posto di lavoro,chiesa,scuola,tribunali,radio e tv private e/o pubbliche,stampa,studi di medicina generaleecc…,c’è una inossidabile e spietata catena del politicamente&moralmente corretto che è il manganello operativo,24h su 24,365 gg su 365,del vero e unico regime imperante in questo sfortunato paesello,quello del fasciocattocomunismo,pronto a randellare chiunque osi discostarsi dal “loro seminato”.Ci rialzeremo davvero solo spezzando queste pesanti catene che ci paralizzano.Prima lo facciamo,meglio è!
E una di quelle che andrebbero spezzate per prima, è questa.
Ho scritto ai miei amici : probabilmente dopo questo articolo, apriranno un processo che porterà all'espulsione.
Spero che questo sia il suo obbiettivo che serve a costruire un nuovo Sindacato Giornalisti che non abbia niente a che fare con questo Soviet.
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Se non spia il Cav è giusto punirlo
Mario Giordano
Pubblicato il giorno: 20/09/09
Cari colleghi dell'Ordine dei Giornalisti,
ho saputo che martedì vi riunite a Roma per discutere di un caso importante. Ho letto le carte. «È vietato pubblicare intercettazioni con particolari sessuali e con i nomi delle persone coinvolte in un giro di favori e controfavori», sostenete con tanto di carta bollata. Finalmente, ho pensato. Lo vedi che gli amici dell'Ordine non deludono mai? Eccoli lì, lo sapevo che prima o poi sarebbero intervenuti per dire basta alle esagerazioni di Repubblica e dell'Espresso, alle sbobinature della D'Addario rubate sulla porta della toilette. Ma sì, finalmente: basta. Basta con i lettoni grandi, «non abbiamo chiuso occhio stanotte», le tartarughine, le buste, «vuol farmi leccare da una sua amica», «tu devi fare sesso da sola», le intromissioni fotografiche a Villa Certosa, il gossip in prima pagina, la lotta politica di questa sinistra radical chic che passa dal buco nell'acqua al buco della serratura. Basta con il voyeurismo d'avanzo e dei presunti intellettuali che fingono di opporsi al regime sollazzandosi come portinaie fra racconti di orgasmi e docce ghiacciate.
«È vietato pubblicare intercettazioni con particolari sessuali». Ecco lì, ho pensato, finalmente ci è arrivato anche l'Ordine. Oddio, non è stato velocissimo, meditavo tra me e me, poteva fare anche un po' di meglio dal momento che fin dalla scuola di giornalismo ci insegnano che nel mestiere la rapidità è tutto. Però, come si dice, meglio tardi che mai.. E notavo, nel leggere le carte, la severità dei toni «La sanzione», scrivete, «dev'essere di immediata efficacia». E parlate di «abuso e mancanza di grave entità» meritevole di «biasimo formale per la trasgressione accertata». Musica per le mie orecchie di fedele discepolo (tessera n. 057195, contributo annuale regolarmente versato).
Poi, però, all'improvviso la musica è stata interrotta. Ho sentito come una stecca, uno stridore, uno squittìo molesto. Sono andato a controllare. Accidenti: ho scoperto che il caso importante che sarà discusso martedì nella vostra riunione nazionale non è quello che riguarda l'Espresso e Repubblica ma quella che riguarda il direttore di "Libero". Sul banco degli imputati non ci saranno né Ezio Mauro né Peppino D'Avanzo: ci sarà Belpietro. E le intercettazioni di cui stiamo parlando, e che tanto vi scandalizzano, cari amici del giornalismo a scoppio ritardato, non sono quelle di Patrizia D'Addario ma quelle di Elisabetta Gregoraci. Che strano, vero? Io ci sono rimasto male. Molto male. E così, forse per la prima volta nella mia vita, ho pensato che mia mamma mi ha insegnato qualcosa di sbagliato. Infatti lei mi ripeteva sempre: l'Ordine è una cosa buona…
Il caso Gregoraci è noto. Ricordate l'inchiesta di Potenza, quella che coinvolse i Savoia? Saltò fuori che il potente portavoce dell'allora ministro degli Esteri Gianfranco Fini, Salvo Sottile, convocava vallette e soubrette alla Farnesina, e le faceva portare con auto blu. In effetti Sottile è stato condannato nel giugno di quest'anno a otto mesi per "peculato d'uso". Belpietro, nel giugno 2006, pubblicò l'intercettazione relativa a quell'inchiesta. E l'Ordine dei giornalisti della Lombardia lo processò e lo condannò, fissando il principio per cui, come dicevamo, «è vietato pubblicare intercettazioni con particolari sessuali», parlando di «abuso e mancanza di grave entità» e impartendo una «sanzione con immediata efficacia». Martedì, appunto, il caso arriva sul tavolo dell'Ordine nazionale, dove si discute l'appello.
Siccome dentro di me c'è un fondo di masochismo sono andato a rileggermi il verbale del processo che si tenne a Milano tre anni fa, il 18 settembre 2006. Il presidente dell'Ordine si dilungò parecchio nella discussione. E sparò citazioni a ripetizione: deontologia, legge sulla privacy, legge sul diritto d'autore, Costituzione, articolo 2, articolo 3, articolo 734 bis del Codice penale… Il tutto per dire che, anche in caso di diritto di cronaca, non si può mai mettere in piazza ciò che attiene alla vita sessuale di una persona, anche se è un personaggio pubblico e anche se è indagata. E che non si può in alcun modo ledere la «dignità dell'interessato con particolare riferimento alla riservatezza, all'identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali».
Stupendo, no? Ma allora io mi chiedo perché, cari amici dell'Ordine, se stabilite che nel rivelare gli atti di un procedimento deve essere tutelata la dignità di una persona indagata, poi lasciate che si calpesti liberamente la dignità di una persona che, invece, indagata non è. Solo perché la persona non indagata si chiama Berlusconi? E perché pensate che sia da punire chi rivela una telefonata tra Sottile e la Gregoraci e invece sia da difendere e osannare chi rivela le telefonate tra la D'Addario e Tarantini. Perché per Belpietro è «vietato pubblicare intercettazioni con particolari sessuali» e per Ezio Mauro no? Perché nel primo caso si tratta di «abuso di grave entità» meritevole di «sanzione con immediata efficacia» e nel secondo no? E, infine, perché Sottile che parla di «belle porcelle» scandalizza le vostre orecchiette profumate, mentre il lettone di Putin, gli orgasmi fai da te e le leccate à trois pare vi provochino solo eccitazioni senili?
Scusate, ma la mia è una delusione autentica. Ho visto che in questi giorni vi siete mobilitati per la libertà di stampa, ho visto che siete molto preoccupati per le querele del premier a Repubblica e perciò siete saliti sulle barricate. Ma attenzione che sulle barricate, senza equilibrio, si rischia di cadere. Il doppiopesismo è pericoloso. A volte persino ridicolo: voi che scendete in piazza per la libertà di stampa, infatti, siete i primi a imporre la "censura". Ironia della sorte: si chiama proprio così la sanzione che avete comminato a Belpietro… I difensori della libertà di stampa (di sinistra) che censurano i direttori (non di sinistra): non vi sembra di essere un po' disordinati? E già che ci siamo, permettetemi una domanda personale: se le querele dei politici ai giornalisti vi scandalizzano tanto, perché quando Di Pietro ne ha fatte otto in una settimana (a me) non mi avete nemmeno telefonato? Perché quando sul sito dell'Italia dei Valori s'invitava a impiccarmi per i piedi non mi avete mandato nemmeno un telegramma?
Un mio amico in vena di battute mi sussurra: «Che ci vuoi fare? L'Ordine regna a Varsavia». Dice che sareste perfetti per il blocco sovietico. Ma c'è poco da ridere. Ve lo ripeto: sono deluso davvero. Io, una volta, ci credevo in ciò che rappresentate. Quando venni a Roma e passai l'esame che mi diede la tessera granata dell'Ordine telefonai a casa con un groppo in gola. Commosso. Felice. Fu uno dei giorni più belli della mia vita. Adesso di quella tessera mi vergogno. Mi fate vergognare. Vorrei buttarla nella vasca delle tartarughe, ma poi penso che le mie tartarughe non se lo meritano. In fondo sono più democratiche e intelligenti di voi.
Solomon
20.09.09 13:32 at 13:32
Ma poi Brunetta non ha detto che la sinistra deve andare a morire ammazzata…
vedo che la demagogia vi è stata propinata in grandi dosi dai vostri vati…
Brunetta prima ha detto che parte di potere editoriale, politico ,intellettuale sta cercando di fare un golpe
poi ha detto la sinistra buona si ravveda ,chi invece segue questo ipotetico (ma neanche tanto)potere occulto vada a morire ammazzato
sottoscrivo
se posso
darei volentieri una mano al destino
charlie
20.09.09 14:19 at 14:19
<blockquote cite="comment-19610">
domenico: fa il pari con le dichiarazioni vagamente fascistoidi di chi parla di una “destra che va bene” e di una “destra che non va bene” fatte da chi a sinistra vuole scegliersi la destra con cui avere a che fare.
Eh? La parte fascistoide e' il "morire ammazzato", non il cercare di dividere l'avversario politico.
grigatti lauro
20.09.09 14:39 at 14:39
Berlusconi e Bossi dicono tante cazzate, soprattutto quest'ultimo sull'Italia e gli Italiani e tutti pronti a giustificare. Dice cose corrette un sacerdote da cui non ce se lo aspetta, ed ecco i Berluscones all'attacco. W la libertà.
lucyk
20.09.09 15:28 at 15:28
I veri coglioni sono quelli che si credono furbi
Scrambler
20.09.09 16:51 at 16:51
Sto stronzo è l'UNICO vero COGLIONE nell'accezione più dispregiativa del termine.
Altro che libertà di stampa… per ciò che dice sto COGLIONE merita il taglio di quell'escrescenza che c'ha in bocca!
COGLIONE!
G.L.
20.09.09 19:58 at 19:58
condivido a pieno dalla prima all'ultima parola.
Fabrizio Santoro
21.09.09 2:04 at 02:04
Vi dovete solo vergognare , siete solo capaci di difendere il vostro orticello in barba a tutte le elementari forme di amore e carità umane .Don Giorgio non è solo un magnifico prete ma anche UNA PERSONA che ci mette la faccia , a dispetto di tutti voi logorroici imbecilli che non avete neanche il coraggio di firmarvi col vostro vero nome. Parlate anche dei 13 afgani morti nell'attentato dell'altro giorno o dei 600 civili massacrati solo in questo mese , oppure sono delle merde anche loro .Siete vergognosi e ignoranti, e avete un cervello grosso come un chicco di riso .
sasexplorer
21.09.09 2:20 at 02:20
tante parole… voi siete i classici italiani menefreghisti opportunisti senza dignità, conformati al pensiero di chi vi propina parole e discorsi di rito… tutto quello che dite sono parole dette da chi vuole che siano ripetute… pappagalli!!!
parlate senza conoscere, senza sapere…
chi è il militare???
chi è il mecenario???
chi è l'operaio???
che differenza c'è tra questi???
non vi scervellate… è inutile andare su wikipedia
l'ignoranza dilaga in italia e questo ne è un esempio.
Io sono un militare… ex sottuffiaciale con 14 anni di servizio nella M.M.I. e alcune missioni a carico!
Io sono un mecenate… che mi sono fatto RACCOMANDARE (anche pagando il "caffè") per andare in missione e prendere 5000usd al mese!!!
Io sono l'operaio… (dopo il congedo) assistente tecnico motorista 6° livello stipendiale: lo stato mi paga 1300€ al mese, che con famiglia, mutuo e bollette varie a carico non arrivo manco al 15 del mese.
prima di aprire bocca contro questo o quello, informatevi… l'ignoranza è una brutta bestia.
fare il militare in italia equivale a qualsiasi lavoro statale, i giovani (inculcati da genitori) mirano solo allo stipendio fisso, non si fà più il militare per servire la patria.
a taranto se non sei un militare almeno del ruolo truppa, non trovi casa d'affitto
i mercenari giovani (e non solo) quando tornano dalle missioni corrono subito alle concessionarie BMW, AUDI o MERCEDES per cambiare l'auto.
loro sono gli operai dello stato, lavorano come loro, firmano un contratto come loro (anche se non possono scioperare).
quando un macellaio si affetta un dito, pazienza, sono i pericoli del mestiere.
quando un militare muore in missione, pazienza, sono i pericoli del mestiere
il militare non viene obbligato da nessuno ad andare in missione… una delle fondamentali regole che vigono nelle nostre FF.AA. è proprio la firma della volontarietà alla partecipazione alla missione previa conoscenza dei rischi
la differenza sta dopo… la famiglia dell'operaio le esequie le deve pagare lei… al militare caduto in missione ci sono i funerali di stato ecc. ecc.
la famiglia dell'operaio, dopo l'evento è abbandonata a se stessa… conosco personalmente casi in cui vedove e figli hanno dovuto fare i lavori più umili per tirare a campare, le bance e le bollette non conoscono la parola lutto e sono capaci anche di toglierti la casa (se ce l'hai) per ripianare il tuo debito..
tutto sommato, come sempre tutto ruota intorno al dio denaro ed anche l'operaio diventa mecenario se consapevole di eventuali irregolarità cui è sottoposto dal datore di lavoro
il prete il questione, che voi tutti state insultando, non ha detto cose sbagliate… forse ha usato frasi non corrette, ma il succo è quello e voi tutti che fate i bigotti e vi scagliate contro, fate solo il gioco di chi vi sta sopra e manipola la vostra coscienza
davanti alla morte non si possono e non si deveno fare giochi… il rammarico per la vita perduta deve esserci, il cordolio verso i famigliari di tutte le vittime è fondamentale ma… da qui a farli passare per eroi ce ne vuole
ovvero vogliono farli passare per eroi coloro che hanno tracciato un disegno dietro al coinvolgimento dell'italia nel conflitto usa-iraq
queste persone possono essere chiunque, non espressamente i politici italiani.
RIMANE IL FATTO CHE L'ITALIA E' FATTO DA GENTE IGNORANTE E COGLIONA PERCHE' SONO MAL INFORMATI E NON FANNO NIENTE PER CAMBIARE LE COSE… QUELLE SERIE!!!
Luciano Baroni
21.09.09 7:23 at 07:23
<blockquote cite="comment-19693">
sasexplorer: sasexplorer scrive:
21 settembre 2009 alle 01:30
sasexplorer scrive:
21 settembre 2009 alle 01:30
Ecco "uno che ci mette la faccia".
Ristacci
21.09.09 9:35 at 09:35
Lasciate perdere sta specie di prete ! Ora si capisce perchè non c'è più nessuno che indossa la tonaca e sono costretti ad importare preti dal katanga piuttosto che dal lago chiticaca; perchè le chiese sono vuote; perchè invece che ospitare la povera gente nelle sacrestie spingono sul Governo per aprire nuovi centri di accoglienza; (e perchè senza l'8×1000 sarebbero con le pezze ar culo).
Sta specie di prete mette come link il sito di tafanus, dove il Papa (che dovrebbe essere il capo superiore di questa specie di aiatolla cattolico) viene definito Papa nazinger ….. vabbè basta così.
Luciano Baroni
21.09.09 9:53 at 09:53
<blockquote cite="comment-19704">
Ristacci: Lasciate perdere sta specie di prete ! Ora si capisce perchè non c’è più nessuno che indossa la tonaca e sono costretti ad importare preti dal katanga piuttosto che dal lago chiticaca; perchè le chiese sono vuote; perchè invece che ospitare la povera gente nelle sacrestie spingono sul Governo per aprire nuovi centri di accoglienza; (e perchè senza l’8×1000 sarebbero con le pezze ar culo).Sta specie di prete mette come link il sito di tafanus, dove il Papa (che dovrebbe essere il capo superiore di questa specie di aiatolla cattolico) viene definito Papa nazinger ….. vabbè basta così.
Luca Fazzo da Rovagnate
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=384303
Luciano Baroni
21.09.09 12:17 at 12:17
<blockquote cite="comment-19771">
frazil: impossibile non quotarti, ciao Ris
Da un amico, appena ricevuta.
Ecco cosa HO SCRITTO A DON GIORGIO:
Vedo che si é piccato per gli "insulti" però lei non si é fatto scrupolo di insultare dei soldati morti, passando sopra anche al dolore delle famiglie.
Avrebbe almeno potuto aspettare che fossero celebrati i funerali, prima di esprimere il suo sdegno!
Cosa pensa che possano provare i parenti delle vittime, leggendo che un sacerdote ha bollato come mercenari i loro cari?
Detto questo mi preme farle presente le parole dal nostro amato Papa, Benedetto XVI pronunciate dopo l’Angelus, con cui ha nuovamente espresso profondo dolore per i militari morti in Afghanistan e ha sottolineato che i militari impegnati in missioni internazionali "operano per promuovere la pace e lo sviluppo delle istituzioni, così necessarie alla coesistenza umana".
A questo punto caro Don Giorgio ho qualche domanda da farle, e spero che sia così galantuomo da rispondere.
Lei smentisce il Papa? Dà del bugiardo al Papa? Del guerrafondaio, del “servo” degli Usa?
E come può conciliare il suo status di prete con le sue offese implicite al Papa (che rappresenta Cristo in terra) e quindi alla Chiesa?
Non trova che la sua posizione politica (perchè lei sta facendo politica, malgrado Benedetto XVI ha più volte esortato gli uomini di Dio a stare fuori dalla politica)sia in CONTRASTO con la posizione del Papa e quindi con la posizione UFFICIALE della Chiesa?
Lei non deve obbedienza al Papa e alla Chiesa?
Lei lo sa che dei 1.013 morti morti in Afghanistan nei primi mesi del 2009, ben 813 é stato per mano dei talebani, ammazzati, non per errore ma in missioni suicide e rappresaglie?
E la correttezza etica oltre che professionale, non le impone di mettere in rete ANCHE un video di come si DIVERTONO I TALEBANI?
A mozzare nasi e orecchie a chi vota..
A bruciare scuole e sfigurare stundetesse
A fucilare coppie d'innamorati.
A lapidare adultere.
A sparare colpi in testa a donne in burqa.
Ne esistono a centinaia in rete.
E a scrivere magari qualche pezzo sui diritti umani calpestati dai talebani invece che sul "Puttaniere" come chiama il nostro Presidente del Consiglio, su Maroni che "deve pulirsi il culo", su "merdopoli e puttanopoli" ecc (vedo che il turpiloquio le é congeniale, anche se se ne lamenta).
Caro Don Giorgio i preti come lei cacciano fuori dalle Chiese i veri credenti e questa lettera mi premunirò di scriverla anche alla Curia di Milano, perchè lei espleti il suo vero lavoro quello del politicante che fomenta odio, e non quello di cui indossa abusivamente le vesti..
Con disistima
QUESTA LA LETTERA ALLA CURIA DI MILANO
Oggetto:profonda indignazione per il sito di Don Giorgio
Scrivo questa e-mail per manifestare tutta la mia indignazione sul comportamento di Don Giorgio De Capitani che sul suo sito non lesina insulti ai caduti e volgarità ai rappresentanti di un governo democraticamente eletto.
Un comportamento ben poco votato alla carità cristiana, alla pietas per i morti e all’insegnamento di nostro Signore Gesù Cristo, che non è morto in croce inveendo contro i peccatori e insultandoli, anzi se non rammento male, Ha chiesto al Padre di perdonarli.
Senza contare che il succitato Don Giorgio, bollando come mercenari i nostri soldati caduti in Afghanistan smentisce persino le parole del Papa, che li ritiene “promotori di Pace”.
Non esiste più il dovere dell’obbedienza? Adesso ogni sacerdote può smentire il Papa?
Voglio aggiungere solo che è una vergogna leggere sul sito di un prete che il nostro Presidente del Consiglio è un puttaniere, che Maroni si “deve pulire il culo”, che bisogna “dare il colpo MORTALE al puttaniere”, “merdopoli o puttanopoli” e “Alé…figli di puttana (…)
Se per caso vi chiedete come mai le Chiese sono semi-vuote, il motivo l’avete sotto gli occhi, troppi sacerdoti in Italia si dedicano con solerzia alla politica dell’odio, dimenticando il loro primo dovere, che è quello che ci ha insegnato Cristo in croce: “Ama il prossimo tuo come te stesso” e non insultalo con epiteti più adatti ad un bordello che ad una parrocchia.
Che esempio ne ricava un credente che finisce sul sito di Don Giorgio? Ne rimane schifato come la sottoscritta. Mi auguro che interveniate per far cessare almeno il turpiloquio.
A questo punto amici, sta a voi, in più scriviamo e meglio é, forse riusciremo a far cessare questo sconcio, indegno della Chiesa, ma anche di un paese civile.
Io per sicurezza ho usato anche la mia mail personale per mandare la lettera alla Curia.
Needle
–
Postato da Needle su Religioni il 9/21/2009 11:08:00 AM
salvatore roma alias
21.09.09 14:36 at 14:36
rileggendo i vostri post mi accorgo di non aver inteso bene di cosa vi scandalizzate voi perbenisti dei miei… coglioni
vi scandalizzate per quello che ha detto il prete
o vi scandalizzate perchè lo ha detto un prete???
topo gigissimi
22.09.09 1:24 at 01:24
ciao,cretino un consiglio spassionato da un'ateo, ignorante più di te fatti c.u.r.A.areeeeeeeeeeeeeeeee
Telepass
22.09.09 1:52 at 01:52
ricordo male …ma c'era una campagna pubblicitaria di alcuni anni fa lo definiva fumare "il lento suicidio dei coglioni"
Che questo prete sia un grande fumatore ?
In ogni caso con tutti i coglioni che ha citato in questo video….dopo essersi confessato….starà ancora facendo la penitenza …..
franz
15.03.11 15:43 at 15:43
Sono d'accordo con lui tranne che su certe pericolose "tolleranze" in temi di bioetica, e tranne che nello stile spesso aspro che gli rimprovero.
Per i militari ha detto la verità e perfino con tatto.
Pingback: Un prete: Dio, fai morire Berlusconi « daw
bruno
12.04.11 15:36 at 15:36
E tipico della peste emozionale ingrandire quello che fa scalpore e ridurre cancellare quello che gli fa paura. Verso Don Giorgio, si è dato risalto al suo inveire contro Berlusconi augurandogli un male per toglierlo di mezzo. Si è reagito accusando il prete di fanatismo religioso e fomentatore di odio. Ho ascoltato con molto interesse il discorso di don giorgio, e lo trovato di una luciditè illuminante poichè il suo messaggio non è per niente fanatico, ma ricco di vita e di umanità. Lui parla di radicalismo vitale che purtroppo la chiesa non ha mai attuato. Addirittura dice che Cristo non ha mai voluto fondare una religione perchè il suo vivere libero non poteva essere ingabbiato nella struttura, di qualsiasi religione che fa morire la vita libera con le sue regole che sono contro la vita perché ne soffocano i sensi vitali. Il povero prete è stato manipolato dal solito gioco della Peste, la stessa che ha ucciso la vita libera di Cristo perchè ciò che è distorto odia ciò che è vivo.
TheB
19.09.09 18:52 at 18:52
Ho dato un rapido sguardo alle pagine del sedicente prete coglione… No comment senno' dopo i Santi si chiederebbero che ci fanno qui in camera mia
domenico
19.09.09 19:46 at 19:46
charlie metti l'epiteto usato da brunetta dopo "sinistra" se vuoi essere serio!
e poi sono sempre stucchevoli i commenti di chi vuole decidere gli argomenti di un blog.
se non ti interessa l'argomento proposto puoi trovare decine di altri blog e forum che parlano dell'argomento che ti interessa.
domenico
19.09.09 19:47 at 19:47
domanda retorica: il prete sta dalla parte "giusta".
Osama
19.09.09 21:40 at 21:40
perché non è "sceso" da nessuna parte. esprime le sue opionioni come tutti, preti compresi.
Luciano Baroni
19.09.09 22:59 at 22:59
Forse perchè ce ne sono troppi ?
E' vero che l'ultimo intervento di Benedetto XVI qualche segnale importante l'ha dato : vedremo qualcosa in tempi non lunghi, credo.
nick
19.09.09 20:57 at 20:57
Ha anche fatto un riferimento alla Chiesa (più attinente al post): «Dobbiamo lavorare anche con la Chiesa e nei settori, lo dico da laico mangiapreti, dove la Chiesa fa meglio dello Stato»«Certamente non collaboreremo con certi esponenti che giocano al massacro, che fanno ideologie politiche con la tonaca. Mai – conclude – la Chiesa ha avuto tanto dallo Stato, in termini dell'8 per mille. Questa è la nostra serietà».
Osama
19.09.09 21:39 at 21:39
è esattamente quello che abbiamo noi di te.
i soldati italiani sono tutti volontari e retribuiti ergo mercenari. don Giorgio è solo stato esatto con l'uso di questi termini. avercene di sacerdoti come lui.
Steve
21.09.09 0:08 at 00:08
Schifo..ribrezzo… Ma fa il piacere!
GIUSEPPE TUZIO
21.09.09 0:57 at 00:57
Anch'io vorrei essere tuo compaesano per ricordarti, un giorno sì e l'altro pure, quanto sei servo del magnaccia delle televisioni. Di quella burletta che cadrà a breve per Noemi e di come i coglioni veri siate solo voi.
Ce l'hai il coraggio di firmarti con nome e cognome o sei come quei vigliacchi che pretendono di essere chiamati eroi stando ben corazzati dentro i loro mezzi supertecnologici? Se non addirittura in ufficio a guardarsi lo spettacolo. Combattano, i vigliacchi, ad armi pari e vedremo chi tornerà a casa con il culo rotto.
Osama
19.09.09 21:42 at 21:42
recupera le pecorelle smarrite come voi, proprio "facendo politica", come dite voi. ma questo non è fare politica, è esprimere le proprie opinioni.
jack
19.09.09 22:09 at 22:09
però quando parlan di fecondazione, allora nessuna interferenza della chiesa, giusto?
Osama
19.09.09 22:27 at 22:27
assolutamente no. possono e devono parlare eccome. poi si può discutere sul come ma essendo una formazione sociale la chiesa ha tutto il diritto di far valere le proprie ragioni anche se sono contrarie alle mie convinzioni.
ilsenatore
19.09.09 22:52 at 22:52
bravo supremo jack! bravo! applauso con tanto di inchino!
[*]
20.09.09 9:05 at 09:05
ha il cuore troppo vicino al buco del culo
domenico
20.09.09 10:00 at 10:00
fa il pari con le dichiarazioni vagamente fascistoidi di chi parla di una "destra che va bene" e di una "destra che non va bene" fatte da chi a sinistra vuole scegliersi la destra con cui avere a che fare.
domenico
20.09.09 10:04 at 10:04
ma le due mucche da dove sono venute? chi te le ha date? chi le ha fatte nascere? chi le ha allevate?
nessuno si ritrova due mucche uscite dal nulla!
Luciano Baroni
20.09.09 10:05 at 10:05
Questo è ancora peggio dell'abortista "don Gallo" dei quartieri hard di Genova".
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domenica 20 settembre 2009, 07:00
Il prete rosso senza pietà: soldati mercenari
nostro inviato a Rovagnate (Lecco)
Luca Fazzo
«Chi si è ricordato di Teresa Sarti, moglie di Gino Strada? Una grande donna, altro che i maschioni fascistoidi della Folgore!». Postato ieri pomeriggio, su http://www.dongiorgio.it. E meno male che venerdì sera lo aveva chiamato l’avvocato della Curia per richiamarlo – a bare delle vittime di Kabul non ancora rimpatriate – a una maggiore temperanza.
Lui, don Giorgio De Capitani, prete di Sant’Ambrogio a Monte, ha tolto dal suo sito il commento che aveva fatto arrabbiare il vescovo, quello in cui, a poche ore dalla strage, aveva chiamato il ministro della Difesa «La Russa del cazzo». Dopodiché lo ha rimpiazzato con quello sui «maschioni fascistoidi» caduti in Afghanistan. E, nel caso il pensiero non fosse sufficientemente chiaro, ha linkato il suo sito a quello di un altro sacerdote, il genovese Paolo Farinella, che prova «conati di rigetto» per il lutto nazionale: «I soldati morti sapevano che potevano morire ma sono andati ugualmente per scelta e per interesse economico, cioè per guadagnare di più».
Per capire come nella Chiesa italiana di oggi possa esistere un prete come don Giorgio De Capitani, non c’è altro da fare che arrampicarsi quassù, nel cuore della Brianza che più leghista non si più. Monte, frazione di Rovagnate, cinquecento anime. Una bella chiesa di sassi e una bella canonica. Dentro, in un marasma di libri e di computer, lui, don Giorgio. Che parla sommessamente, quasi con dolcezza. E che per spiegare il suo stupore davanti alla arrabbiatura della Curia dice: «Io ho sempre detto cose peggiori. I miei video sono su Youtube, basta andarli a vedere. Ho detto che Berlusconi è un porco. Anzi, un porcone. Anzi, uno stupratore. Eppure la Curia non mi ha mai detto niente. Invece stavolta mi hanno fatto chiamare dall’avvocato. E ci scommetto che non è finita qui. Stavolta me la faranno pagare».
Forse, don Giorgio, c’entra anche la scelta dei tempi. Come si fa a chiamare mercenari sei ragazzi appena ammazzati? «Pane al pane e vino al vino. Mercenario vuol dire che combatti a pagamento. E quelli cos’erano? Avevano chiesto loro di andare lì, erano pagati bene, sapevano cosa rischiavano. In questo Paese se muoiono centinaia di operai sul lavoro nessuno dice niente, invece se muoiono sei mercenari sembra una tragedia nazionale. Mi dispiace per le famiglie. Però è colpa dello Stato. Se uno fa quel mestiere non dovrebbe potersi sposare, così non saremmo qui a consolare orfani e vedove».
Così la pensa don Giorgio. Così predica ogni domenica dal pulpito della sua chiesa. E i fedeli come la prendono? «Qua è pieno di leghisti, molti non la pensano come me. Ma sanno che amo questo paese, e guai se io venissi toccato. E le mie messe sono sempre piene, anche se c’è qualcuno che viene solo per criticare». Come il fedele che qualche mese fa, al momento dell’eucaristia, rifiutò la particola e gli gridò in faccia «terrorista!».
Per il popolo dei no global e degli antagonisti, don Giorgio è un mito. Per i suoi superiori, un incubo. Ogni volta che don Giorgio apre bocca – dal pulpito o sul web – giù a Lecco monsignor Bruno Molinari, vicario episcopale, si mette le mani nei capelli. «Abbiamo cercato in tutti i modi – dice don Molinari – di convincerlo a usare se non altro un linguaggio più consono». Non avete avuto grandi risultati. «Direi di no».
Eppure don Giorgio è ancora al suo posto. Lo dice con un certo orgoglio: «Io sono uno dei quarantuno preti italiani che hanno firmato il documento contro la legge sul testamento biologico, una legge inumana e oscurantista. Ebbene, di quei quarantuno preti io sono l’unico che ha ancora una sua chiesa da seguire, un suo gregge. E sa perché? Perché io sono convinto che il mio cardinale in cuor suo la pensa come me. Ma non può dirlo».
Chissà come sarà contento Dionigi Tettamanzi. Anche perché della sua Chiesa don Giorgio ha un’opinione spietata: «La Chiesa in Lombardia è spaventosa». In che senso? «Ci sono un sacco di preti che votano Berlusconi o che addirittura votano Lega. E quelli che non sono d’accordo stanno zitti per paura. Così io sono l’unico che si espone e per questo verrò fatto fuori. Il Vaticano stava già per partire all’offensiva quando con gli altri quaranta abbiamo firmato il documento sul fine vita, poi fortunatamente è partita la campagna del Giornale sul caso Boffo e in Vaticano hanno avuto altro da pensare. Ma adesso ripartiranno. Prima ci chiederanno di abiurare, poi ci sospenderanno a divinis».
Fuori c’è l’odore dello stallatico, il bar con l’insegna «Osteria», la vita tranquilla del piccolo paese. Dentro, varcata la soglia della canonica, la furia incontenibile, da Savonarola del pacifismo, di don Giorgio De Capitani. Fin quando durerà? «Siamo agli sgoccioli», dice lui. Ma finché non gli tolgono un pulpito, non starà zitto. Oggi, alle 11, messa e predica. In Curia si stanno disperando già adesso.
Luciano Baroni
20.09.09 10:08 at 10:08
Prrrrrrodi per conto del BILBERG riunito sul Mauritania, un'estate in baia Sardinya, assieme al gotha di Goldmann Sahcs e SOROS.
zappa
20.09.09 13:11 at 13:11
eh già.
meglio parlare di un prete cazzone che nessuno conosce. piuttosto che dover parlare di quel cretino di brunetta.
ma alla fine qui non c'è stato un post nemmeno per lo scudo fiscale, o per il miglior premier, di gran lunga!, dei 150 anni.
diciamo che la scelta dei post è molto indicativa delle difficoltà di giustificare, in certe situazioni. allora in quei casi si fa finta di niente.
domenico
20.09.09 13:19 at 13:19
parliamo di brunetta e di come lavoce.info (sito insospettabile per le sue simpatie) ha dato ragione al ministro nella sua contesa con l'espresso sull'assenteismo?
Luciano Baroni
20.09.09 13:27 at 13:27
E parliamo, soprattutto, delle cose che dice, no ?
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domenica 20 settembre 2009, 09:22
Brunetta: "Il golpe? Progettato da sinistra e dall'Italia peggiore"
di Antonio Signorini su Il Giornale
Ministro Renato Brunetta, quindi stiamo assistendo all’«offensiva della parte peggiore dell’Italia», a un «colpo di Stato di élites irresponsabili». Ma da dove sbucano fuori?
«Il nostro Paese è da sempre diviso in due. Una parte maggioritaria che è l’Italia dei produttori e del buon capitale. Commercianti, professionisti, lavoratori dipendenti, agricoltori, piccole imprese.. Un mondo che produce, non è esente da difetti e da vizi piccoli o grandi, ma è l’Italia del buon lavoro e del buon profitto».
E l’altra parte?
«È minoritaria, legata alla cattiva rendita finanziaria, bancaria e burocratica.. È espressione dei poteri forti, quelli delle cattive speculazioni. È l’Italia caudataria, al servizio e dipendente dal potere che negli anni della Democrazia cristiana aveva i suoi giornali e una rappresentazione culturale. A quei tempi la sua presenza era mitigata proprio dalla Dc e dalla dottrina sociale della Chiesa».
E oggi?
«Dopo il golpe dell’inizio anni Novanta e dopo l’avvento di Berlusconi e del berlusconismo al potere è andata di fatto la prima Italia, cioè una classe dirigente in nessun modo legata ai salotti buoni o cattivi. Va al potere per la prima volta senza inutili mediazioni e lo fa con programma molto chiaro: distruggere la seconda Italia, quella dei parassiti».
Quindi la campagna mediatica contro il governo sarebbe istinto di sopravvivenza.
«È il risultato del fatto che la seconda Italia, che non aveva mai voluto entrare in conflitto con il potere in quanto parassitaria, per la prima volta si è sentita veramente in pericolo e ha cercato una sponda. L’ha trovata a sinistra. Nei partiti sconfitti dalla storia dopo il crollo del muro di Berlino».
Tutto sommato è un successo per una sinistra che era sempre stata marginalizzata riuscire a imbarcare delle élites, non crede?
«Intanto sono soi-disent élite. E poi usano la sinistra come un tassì. Certo, è un taxi scalcagnato, ma le élites della rendita avevano bisogno di un luogo politico, visto che non hanno funzionato i vari club che hanno costituito. E questo luogo non poteva che essere il Pci-Pds-Ds-Pd. Un bell’abbraccio mortale che sta portando a fondo entrambi».
Buon per voi che state dall’altra parte.
«Ma no. Intanto è un paradosso mondiale che la sinistra si allei con la rendita parassitaria, ma poi questa è una miscela insopportabile e impossibile per tutti. Ma come si fa politica con partiti sfasciati e l’opposizione in mano ai giornali?».
E cosa dovrebbe fare l’opposizione?
«Io voglio fare un appello alla buona sinistra: liberati dall’abbraccio mortale delle lobby della rendita e della cattiva finanza, non è quello il tuo mondo. Stai dalla parte del popolo. Attacca il governo, criticaci, proponi politiche alternative, ma lascia stare i colpi di Stato. Lo stesso berlusconismo, il gruppo dirigente maggioritario, ha bisogno di un’opposizione politica vera. A sinistra c’è tanta gente per bene che non può sentirsi rappresentata dai padroni del cattivo vapore. Dai soliti noti come i passeggeri del Britannia».
Nel Pd chi potrebbe meglio raccogliere il suo appello, Bersani o Franceschini?
«Fino a ieri dicevo Bersani, adesso ho dubbi persino su di lui. Negli ultimi tempi ha mostrato una sua faccia stalinista che non mi piace affatto. Pensavo fosse figlio del riformismo emiliano, evidentemente con la corsa al potere si è avvicinato alle élites della rendita».
Franceschini?
«Non è nemmeno in gioco. Un traduttor dei traduttor d’Omero. Io ho stima di personalità come Chiamparino».
Facciamo qualche nome dell’Italia parassita. Intanto la sinistra.
«La campagna antigovernativa non viene dalla sinistra. Sono le finte élites che vogliono tentare il colpaccio».
Se dice «élites», di fatto sta citando un recente articolo di Andrea Romano sul «Sole 24 Ore» a proposito della retorica contro le classi dirigenti.
«Agli Andrea Romano direi di studiare un po’ più di economia e di storia recente e meno recente di questo paese. I caratteri costituivi delle élite non sono quelli che pensa lui. Una élite non si autodefinisce, non è tale perché possiede giornali o televisioni, ma perché rappresenta un popolo. Perché è parte del processo di accumulazione».
Il giornale che ha ospitato quel ragionamento è degli industriali.
«Ha scritto bene Nicola Porro sul Giornale; è strano che il quotidiano della Confindustria, dei produttori dia spazio a interpretazioni di questo tipo. Marcegaglia fa parte di una élite vera, di una famiglia che ha rischiato e insieme a lei i tanti imprenditori che hanno costruito il Paese insieme ai loro dipendenti. Queste sono le élites del nostro Paese. Non basta imbarcarsi nel Britannia per sentirsi élite, bisogna avere etica del capitalismo».
Se lei cita Andrea Romano, tutti diranno che ce l’ha con Luca Cordero di Montezemolo. È giusto?
«Per nulla. Dico una cosa che forse doveva restare riservata: ho ricevuto da poco una telefonata da Montezemolo e mi ha detto che è d’accordo con me. Mi ha fatto molto piacere perché ho avuto conferma che in Italia il buon capitale c’è. E non deve essere confuso con la cattiva rendita finanziaria, con finte cooperative, pensiamo ai processi di questi giorni».
Diamo un volto politico agli aspiranti golpisti. Pier Ferdinando Casini?
«No, quella è un’altra partita. Residuale. Non mi sembra un attore, semmai uno che aspetta. Ma uno che aspetta l’evoluzione dello scontro non potrà mai essere protagonista».
Gianfranco Fini.
«A me il discorso di Fini al congresso fondativo del Pdl piacque moltissimo. E considero il Fini di quel discorso una ricchezza per il partito».
Sta dicendo che vorrebbe che Fini tornasse quello di allora?
«Non è mai uscito. I suoi dubbi sono una ricchezza per il Pdl. Il Popolo della libertà non può che essere un partito rigoroso, ma accogliente».
A cosa puntano i golpisti?
«A fare un governo. Lo stanno già progettando, quest’estate ci sono stati incontri e hanno pure stilato le liste dei ministri, il programma di governo».
Quindi crede ai retroscena usciti in queste settimane?
«Sì, ma ne sorrido. Sono un uomo del popolo e penso che il potere sia nel popolo. Per questo quando vedo questi conati salottieri non mi preoccupo più di tanto».
Che governo farebbero le finte élites parassitarie?
«Il classico governo tecnico dei sedicenti migliori. Commis, apparati e sepolcri imbiancati. Un governo con un unico programma: la protezione della rendita».
zappa
20.09.09 13:58 at 13:58
domenico, a me sembra che chi ha scritto l'articolo su lavoce.info non abbia letto quello dell'espresso. gli ha dato un'occhiata di sfuggita e poi è partito tromba in resta.
per esempio il fatto che si hanno i dati solo dei comuni che decidono di mandarli. e secondo te chi li manda? chi ha fatto bene o chi ha fatto male?
magari leggilo l'articolo, prima di leggere un articolo che lo critica.
zappa
20.09.09 13:35 at 13:35
sei un fenomeno…
mi fai piscia' addosso dal ridere.
grande!
zappa
20.09.09 13:55 at 13:55
ah, beh. allora è molto meglio.
in pratica lui sta dalla parte del bene contro il male.
mi ricorda Flavia Vento intervista da Fabio Volo.
domenico
20.09.09 14:51 at 14:51
allora fascistoide tipo: "berlusconi farà la fine di saddam"?
charlie
20.09.09 15:10 at 15:10
Certo, infatti Di Pietro e' di destra.
domenico
20.09.09 15:13 at 15:13
ti faccio notare che l'articolo de lavoce risponde anche all'obiezione sul tipo di campione.
scandiano
20.09.09 16:26 at 16:26
RaiNews24: Riprovazione" del Papa per gli attentati: serve pace. Colpito dalla morte dei sei para' italiani a Kabul, Benedetto XVI ha voluto rendere omaggio a tutti "i contingenti internazionali che hanno avuto vittime e che operano per promuovere la pace e lo sviluppo delle istituzioni, cosi' necessarie alla coesistenza umana".
BXVI berlusconiano?
Scrambler
20.09.09 16:56 at 16:56
Anche tu ne spari parecchie di cazzate eh…
Ehi prete, la conosci la storiella della pagliuzza e della trave?
Scrambler
20.09.09 17:01 at 17:01
Ma con un nick del genere proprio tu parli di ribrezzo?
Sei tu stesso il sottoprodotto della merda, figuriamoci se puoi permetterti di fare la morale…
Scrambler
20.09.09 17:11 at 17:11
Ecco lo sapevo… t'ha fatto fare una bella figurina di merda…
Dai sù… chiuditi nel cesso.
Scrambler
20.09.09 17:12 at 17:12
Attento alle pecorelle…. ma soprattutto alle pecorine, in famiglia…
Luciano Baroni
21.09.09 0:12 at 00:12
Che brutto errore che ho fatto : è il Britannia, non Mauritania.
sasexplorer
21.09.09 2:23 at 02:23
finalmente su questo blog un giudizio coerente fatto da una persona sensata
sasexplorer
21.09.09 2:30 at 02:30
perchè???? che ci vuoi andare tu sotto l'altare del prete di turno???
ignorante, prima di scrivere informati e poi esprimi giudizi, puoi non condividere il modo in cui il prete ha scritto questa provocazione, ma non ha detto tutto perchè ci sono giochi che neanche lui conosce… lui comunque c'ha messo la faccia
Luciano Baroni
21.09.09 7:30 at 07:30
Coerente a che, a offendere dopo aver definito "logorroici imbecilli", "vergognosi e ignoranti" e "gente che non ci mette la faccia" ?
Ho già risposto da altra parte, lo ripeto qui : ma non saresti uno di quelli che si DEVE vergognare per il NON mettere la faccia ?
La maggior parte dei forumisti qui ( io sono nuovo ) si conoscono a prescindere dai nik, quindi viene a cadere la "speciosità delle vostre cazzate sul non essere da subito visibili", ma non fate come quel "prete" : lui DOVREBBE esserlo e non fare altro, perchè prima o poi dovrete pur risolvere, una buona volta, "se i preti debbono stare zitti in un paese laico, ovvero non fare politica per i rossi atei e anarchici".
chicco
21.09.09 8:50 at 08:50
Beh, se lui è un coglione……………….tu ce l'hai al posto del cervello…………un coglione!!!! e per piacere…………..vedi di non riprodurti!!!!
Luciano Baroni
21.09.09 9:33 at 09:33
Credi di essere Mentana ?
Ristacci
21.09.09 9:39 at 09:39
Compagno ascolta, lo so che la società giusta e perfetta è quella che avete propagandato voi per decenni ……. però non capisco una cosa …….. perchè la gente scappava da Berlino Est, dalla Russia, da Cuba …… perchè c'è stata la primavera di Praga, la rivolta d'Ungheria …… perchè ?
Luciano Baroni
21.09.09 9:43 at 09:43
Quoto.
frazil
21.09.09 12:13 at 12:13
impossibile non quotarti, ciao Ris
Luciano Baroni
21.09.09 9:55 at 09:55
Questi sono la rovina, il problema forte, oggi ma purtroppo da troppo tempo, della Chiesa Cattolica.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=384304
frazil
21.09.09 11:51 at 11:51
forse qualcos'altro al posto della faccia
Luciano Baroni
21.09.09 11:56 at 11:56
Non hai bisogno di convincermi.
frazil
21.09.09 12:15 at 12:15
ed è uno dei motivi, secondo me, della minore presenza in Chiesa della gente, cominciano ad averne piene le scatole
Ristacci
21.09.09 12:53 at 12:53
Ave Frazil, difensore del fronte orientale !
Luciano, la Chiesa ha perso lo spirito di umiltà che lega i veri cristiani ai valori della cristianità. Troppa politica, troppi comizi dagli altari, troppe dichiarazioni alle tv, troppa propaganda.
Gente come questo prete talebano, come zanotelli con il suo asciughino ar collo da palestinese cosa hanno a che vedere con S.Francesco & Co ? Il bene si fa senza tanto chiasso ! Questi sono dei novelli torquemada !
sasexplorer
21.09.09 14:08 at 14:08
premesso che sono apartitico, rifiuto categoricamente il comunismo.
la società giusta e perfetta non esiste… è solo un'utopia che i politici venagliano in campagna elettorale… la definizione che io do alla politica è quella di conoscenza della città… tutto il resto è ideologia partitica.
la società giusta e perfetta la possono solo fare le persone, il popolo, i cittadini di una nazione.
la libertà tanto proclamata dalle destre e dalle sinistre si ottiene solo dalla educazione civica di ogni singola persona… qualcuno ha detto che la libertà in una società non esiste (e sono daccordo) perchè la mia libertà deve finire li dove comincia la tua… ma queste sono parole al vento perchè in italia e nel mondo si cerca sempre di fottere il prossimo per primeggiare
sasexplorer
21.09.09 14:24 at 14:24
avresti dovuto quotarlo tutto il commento che ho fatto e non limitarti a sei parole tra le più insignificanti del discorso