Siamo in guerra, bisogna combattere
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soldati

Parlare così a caldo è sempre difficile, così come scrivere due righe. Si rischia sempre di cadere nella retorica, nella prosopopea strappalacrime. I fatti li sappiamo tutti, ormai: per l’ennesima volta (e questa è stata una delle volte peggiori), un kamikaze, il solito terrorista scrupolosamente indottrinato, si è schiantato contro due nostri blindati Lince. Sei morti, quattro feriti. Quindici le vittime civili. E’ forse giunto il momento di dire le cose come stanno, che tutti se ne convincano e si mettano il cuore in pace: siamo in guerra, una guerra globale contro il terrorismo che ha nello sciagurato Afghanistan il suo epicentro. Lì c’è pressoché tutto il Mondo, e ci siamo noi. Certo, i nostri militari hanno in questi anni fatto moltissimo, più di quanto fosse loro richiesto: hanno costruito strade, ospedali, scuole, case. Ed è questo il lato che più piace ricordare ai tanti che mettono la testa sotto la sabbia, volendo ignorare che per fare tutte queste belle cose i nostri uomini corrono, come si è visto, rischi mortali. Lo fanno a loro rischio e pericolo, tra allarmi che suonano a tutte le ore del giorno e della notte, con il cuore perennemente in gola. Con la sabbia e il terriccio afghano che ti entrano dappertutto, e si appiccicano alla pelle dandoti la sensazione di essere sempre sporco. Con il terrore di non rivedere più la famiglia lasciata a casa.

Certo, sono lì anche per arrotondare lo stipendio, per prendere qualche soldo in più per programmare il futuro, una famiglia; magari per pagare l’università ai figli o per ristrutturare casa. E allora? Che c’è di anormale e di vergognoso in tutto questo? Nulla, assolutamente nulla. Non si tratta di mercenari, ma di gente che crede in quello che fa. Ragazzi, uomini e donne che si comportano bene. Persone comuni, che hanno coraggio da vendere. Eppure c’è sempre chi, subdolamente, tira in ballo il dio denaro, le presunte vere motivazioni che spingerebbero centinaia di italiani ad andare in quell’inferno. E’ la guerra, niente di misterioso o di poco comprensibile. E’ tutto estremamente chiaro. Bisogna combattere. Combattere per noi, per la nostra sicurezza; combattere per gli afghani che aspirano da decenni ad una parvenza di libertà, anche minima. Combattere perché il Mondo intero possa sentirsi più sicuro. Sconfiggere il nemico, perché fino a prova contraria i talebani questo sono, è un dovere.

Non si può scappare, non si può indietreggiare. Paradossalmente sono queste tragedie che ci fanno capire quanto fondamentale sia stare laggiù: finché un vigliacco, un infame, sarà libero di scorazzare indisturbato con 100 chili di esplosivo in macchina in quella che dovrebbe essere la via più sicura di Kabul, significa che c’è ancora molto da fare.

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142 Commenti a “Siamo in guerra, bisogna combattere”

  1. Simone scrive:

    Era esattamente quello che cercavo di dire nel post sotto.

    Concordo al 100%.

    Mi sento di aggiungere però che una gran fetta di responsabilità la hanno le nostre istituzioni tutte dal momento che non serve aspettare altri morti per capire che le strade sono due:

    - si rimane, MA IN GUERRA

    - si riportano a casa tutti quanti

    Ogni altra soluzione, come quella di rischiare la vita dei nostri soldati per non assumersi la responsabilità di dichiarare guerra, è disonesta intellettualmente e schifosamente vigliacca.

  2. anna scrive:

    onore alle vittime.

  3. Telepass scrive:

    Ora che il sultano afgano è stato rieletto ( con qualche broglietto) …non sarebbe ora di finirla di giocare a fare i soldati e di tornare a casa ….magari a pattugliare e a stanare come topi i mafiosi?

    Oltretutto i due autoblindi sono saltati in aria mentre tornavano dall’aereoporto dove erano andati a prelevare due commilitoni in licenza…

    Il nostro ministro della difesa, considerato che ama le zone di guerra, potrebbe istituire un ponte aereo e non in auto per questi tipi di trasferimenti…

    La cosa più tragica è che i militari deceduti…è tutta gente del sud….un sud che nel terzo millennio vede ancora la carriera militare come unica fonte di reddito realizzabile…..

  4. Telepass scrive:

    Non oso pensare cosa possa succedere nei casi di un conflitto vero…..i talebani che hanno scacciato i “russi” ci massacrerebbero tutti…..in quanto non siamo fortunatamente un popolo abituato a far la guerra….vera…

    La russa …portali a casa ——–e ti regaliamo un risiko …..

  5. ilsenatore scrive:

    Telepass: Il nostro ministro della difesa, considerato che ama le zone di guerra, potrebbe istituire un ponte aereo e non in auto per questi tipi di trasferimenti…

    no, perchè per andare dall’aeroporto alla base è necessario spostarsi via terra. Non ci sono altre soluzioni né possibilità. E’ rischiossima quella strada, ma è l’unica.

  6. jack scrive:

    I campioni della vigliaccheria sono sempre presenti, e sono gli stessi che vanno in giro per l’Europa a dire che si vergognano di essere italiani.

    La vergogna sarebbe quella di scappare con la coda tra le gambe come proponete voi, che nemmeno vi rendete conto di cosa si stia facendo laggiù , e che non avete nemmeno idea di cosa significhi onore.

  7. il nano scrive:

    Dai per scontato che tutti condividano il tuo punto di vista, che tutti debbano per forza farlo.

    Io sono convinto che questa guerra non risolverà il problema del terrorismo. Sono convinto che l’Afghanistan non si normalizzerà con gli eserciti. Non c’è riuscita l’URSS a normalizzarli, non ci stanno riuscendo gli occidentali.

    Non ho una soluzione alternativa da proporre, non ho a portata di mano una bacchetta magica. Ma i miei dubbi rimangono.

    Mi chiedo quali siano i risultati ottenuti in questi anni, se valgono le molte vite dei militari e le troppe vite dei civili che sono andate perdute. Non solo ad poera dei talebani, come ben sai.

    Tu sei profondamente convinto di sì, io continuo a pensare di no.

  8. piddi scrive:

    Di guerre nell’ultimo secolo ne abbiamo già fatte troppe…..ai nostri figlio vogliamo lasciare una nazione di pace …..non di amanti dei conflitti bellici.

    Scusa eh … ma trattasi di retorica da quattro soldi.

  9. piddi scrive:

    La cosa più tragica è che i militari deceduti…è tutta gente del sud….un sud che nel terzo millennio vede ancora la carriera militare come unica fonte di reddito realizzabile…..

    Questa poi è davvero insopportabile.

    Il solito ritornello.

    Si manifesta grande contrizione e dispiacere per i “poveri morti”, ci si strappa i capelli, si maledice chi li ha mandati … il tutto parlando come se questi militari fossero solo dei poveri disperati a cui non fregava nulla della patria e che non potevano avere motivazioni diverse dalla fame e dalla voglia di tirar su due soldi.

    Se davvero siete dispiaciuti … iniziate a portar rispetto.

  10. urlacher scrive:

    burn, poor idiot.

  11. urlacher scrive:

    riferito a osama… che vedo non esserci più, quindi mi sa che l’auspisio si è verificato!

  12. urlacher scrive:

    auspicio…… dislessia galoppante a leggere certi commenti.

  13. [...] DAW » Siamo in guerra, bisogna combattere Mi auguro che sia a livello politico, che a quello pubblico, mediatico, la cosa non venga STRUMENTALIZZATA, come succede per tutto quanto oramai. Adesso tutta l’attenzione e solidarietà va verso le vittime e i familiari, verso coloro che con la loro vita si danno da fare per aprire scuole, e rifar partire quel paese martoriato. [...]

  14. ilsenatore scrive:

    Telepass: carriera militare professionale nella quale sei addestrato per uccidere un tuo simile.

    non è proprio così, ma tant’è.

  15. l'autonomo scrive:

    Tutto questo ideologismo malato dei guerrafondai fascisti che si fanno belli del “coraggio” e dell’ “eroismo” dei nostri parà,fascisti bastardi pure quelli che svegliano le spine di notte con acqua gelata e manganelli costringendoli a cantare faccetta nera,fa schifo.

    Meglio un contadino afghano senza scarpe e senza tutta la tecnologia dell’occidente democratico.

    Ben gli stà a quei sei parà,se ne fossero stati a casa a coltivare la terra avrebbero fatto molto di più per se stessi e la loro terra.

    Armi al popolo.Autonomia operaia

  16. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    16 l’autonomo scrive:

    17 settembre 2009 alle 18:28

    Tutto questo ideologismo malato dei guerrafondai fascisti che si fanno belli del “coraggio” e dell’ “eroismo” dei nostri parà,fascisti bastardi pure quelli che svegliano le spine di notte con acqua gelata e manganelli costringendoli a cantare faccetta nera,fa schifo.

    Meglio un contadino afghano senza scarpe e senza tutta la tecnologia dell’occidente democratico.

    Ben gli stà a quei sei parà,se ne fossero stati a casa a coltivare la terra avrebbero fatto molto di più per se stessi e la loro terra.

    Armi al popolo.Autonomia operaia

    ESCREMENTO DI MAIALE.

  17. piddi scrive:

    Capisco.

    Quindi sono contadini quelli che caricano un auto di esplosivo e la fanno saltare?

    Però. Che contadini sti afghani!!

    P.S.: … ma questo fantomatico contadino italiano pronto a sparare a qualsiasi cosa militaresca che si muoveva nei suoi campi … dove l’hai visto? Che film era? E in questo film, sparava solo a camicie brune o nere … o anche ai soldati alleati? A quelli gli sparava o gli offriva da bere?

  18. l'autonomo scrive:

    Luciano Baroni scrive

    “escremento di maiale”

    vai volontario in Afghanistan,almeno ci eviti la tua presenza e dimostri il tuo coraggio a tutti.

    organizza una bella falange coi tuoi amici,gli afghani ci risparmieranno la fatica.

    Armi al popolo,o solo bossi deve avere i fucili.

  19. Porca di quella paletta Porca di quella paletta scrive:

    Art. 11

    L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

    Basta far l’analisi logica dell’articolo 11 della Costituzione, per capire che i nostri soldati non dovrebbero essere laggiù.

  20. yourworstingnightmare yourworstingnightmare scrive:

    nessun blog da cancellare.

    piuttosto tutti quanti, dobbiamo cancellare dalle nostre testoline….ogni elemento deteriore perché propagandistico.

    mi spiego meglio.

    c’è qualcuno che può negare che le forze “straniere” presenti in afganistan, stiano cercando di ricostruirne tanto il tessuto sociale quanto quello economico-politico?

    no, credo che questo qualcuno latiti.

    c’è qualcuno che può negare che le forze “straniere” presenti in afganistan, stiano nel bel mezzo di una guerra?

    no, credo quello di prima…

    ed allora, dove sta la verità?

    non lo so, mai avuta in tasca…però ritengo che sia oltraggioso considerare tutti quei ragazzi, o come degli sciocchi invasati o come dei mercenari.

    e nemmeno sono figli del sud che derelitti, non trovano di meglio che “lavorare” in divisa. sono anche questo ma non solo questo.

    e se proprio devo etichettarli, allora lo faccio come più mi aggrada.

    sono avamposti di pace e libertà.

  21. alexxxxx scrive:

    il ministro La Russa lo ha detto in presa diretta (e in epoca non sospetta), senza alzare la voce ma con chiarezza: l’occasione referendaria dello scorso giugno è stata sciupata a causa di un gioco di calendario abilmente gestito e manovrato dalla Lega, essendo noto a tutti che trascinare alle urne a giugno inoltrato la metà degli italiani è una “mission impossible”. Così, quasi in sordina, è venuta meno la possibilità di compiere quella transizione dal bipolarismo al bipartitismo che avrebbe definitivamente consacrato il passaggio ad una “Terza Repubblica” fatta di governi più stabili e di democrazia decidente, centrata su due grandi partiti all’americana chiamati ad alternarsi alla guida del Paese.

    Ora, a cose fatte, è inutile piangere sul latte versato, ma è opportuno evitare che al danno si aggiunga la beffa. Qualcuno, infatti, dopo aver sabotato il raggiungimento del traguardo bipartitico, sembra essersi dato l’ulteriore obiettivo di mettere in discussione perfino l’assetto bipolare, e almeno questo esito deve assolutamente essere scongiurato. Occorre una campagna politica semplice, chiara, onesta, che mostri plasticamente agli elettori i termini della posta in gioco: da una parte, c’è chi, pur tra inevitabili incertezze o indecisioni, lavora al consolidamento di “country-parties”, di “partiti-Paese” che hanno l’ambizione di garantire stabilità e governabilità, sulla base di un mandato esplicito che tocca agli elettori conferire o revocare nelle urne; dall’altra, c’è chi insegue il desiderio di un pernicioso ritorno all’indietro, in base al quale le maggioranze parlamentari tornino a formarsi, a scomporsi e a ricomporsi nel Palazzo, anche alle spalle della volontà espressa dai cittadini al momento del voto.

    Per l’Italia, si tratterebbe di una torsione pericolosa, poco compatibile non solo con le esigenze di chiarezza che la politica occidentale ci richiede, ma anche con vincoli economici (in primo luogo, il fardello del debito pubblico) che sconsigliano vivamente la resurrezione di un sistema politico frammentato, centrato sulla capacità di ciascuna forza politica di imporre veti e ricatti alla propria stessa coalizione.

    In questo contesto si inserisce la partita politica dell’Udc. Pierferdinando Casini si è rivelato un leader combattivo, capace di resistere e di rimanere in piedi nel momento per lui più difficile: e questo è un merito oggettivo che gli va riconosciuto. Così come, ovviamente, è del tutto legittimo che, dopo aver attraversato la fase per lui più delicata, ora coltivi l’ambizione di far pesare maggiormente il proprio ruolo, di incidere di più sul quadro politico nazionale: è un ragionamento e un desiderio assolutamente comprensibile, dal suo punto di vista. Ma, se davvero vuole fare qualcosa di utile per il Paese, farà bene per un verso a connotarsi su alcuni contenuti, su alcuni temi precisi, incalzando il governo sul terreno delle riforme, e per altro verso a giocare le sue carte dentro il quadro bipolare, e non promuovendo velleitari tentativi di scardinarlo. Altrimenti, che lo voglia o no, finirà stretto in spazi politici angusti: un antiberlusconismo privo di prospettive, e un minoritarismo condizionato dall’esigenza di far sopravvivere il suo piccolo partito. E sarebbe davvero troppo poco.

  22. [...] DAW » Siamo in guerra, bisogna combattere [...]

  23. Lothar scrive:

    Che dite! Ha tutti i torti Bossi!?

    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

    Corsera:

    BOSSI: TUTTI A CASA – Chi parla fuori dal coro è Umberto Bossi. «La missione in Afghanistan è esaurita – ha detto il Ministro per le riforme a Monfalcone (Gorizia). «È esaurita – ha aggiunto Bossi – anche se c’è qualcuno che dice che, così, è come darla vinta al terrorismo. Forse in parte è vero, ma è difficilissimo riuscire a portare a casa di altri la democrazia». Rispondendo alle domande dei giornalisti, Bossi ha detto che «se gli inglesi, che sono da secoli colonialisti, affermano che serviranno venti anni per portare la democrazia in Afghanistan, c’è da credergli. Spero che a Natale possano venire tutti a casa». Immediata la reazione di La Russa: «Se Bossi parla di rientro dei militari della Folgore attualmente impegnati in Afghanistan allora ha ragione, altrimenti sarebbe una dichiarazione incomprensibile».

  24. OnestaMente scrive:

    Ma quali eroi! Giovani che ammazzano altri giovani per far si che alcuni ricchissimi diventino ancora più ricchi. Per la felicità delle multinazionali delle armi, delle grandi banche , con cui i governi si indebitano all’inverosimile per finanziare queste avventure. Giovani che seguono quell’armiamoci e partite, che vanno a combattere per espandere un impero che non è il loro. Altro che sicurezza, altro che democrazia. Ma la storia si ripete e l’Afganistan è ancora la tomba degli imperi.

  25. Porca di quella paletta Porca di quella paletta scrive:

    “Lasciate che la gente creda di governare e sarà governata” ( william penn)

    Questa è la forma di democrazia che noi occidentali, che viviamo quotidianamente con elettricità, acqua potabile, e connessione a banda larga, vogliamo esportare in tutto il globo.

    Siamo sicuri che gli indiani d’america erano d’accordo con il vecchio continente a farsi massacrare e rinchiudere in riserve pur di creare il grande stato democratico che esista oggi sulla terra ?

    La storia ciclicamente si ripete, ma l’essere umano non impara mai

    nulla.

  26. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    daw: Luciano, non capisco perchè scrivi così, che è successo?

    Avevo fatto un post, quello dei 4 articoli che non era politico, ma solo informativo.

    Quando ho cliccato per applicarlo, ho visto il post ma sopra c’era scritto in nero grassetto, che era in moderazione per avere il via libera ( non ricordo il testo preciso ).

    Allora ho fatto, su quello pensando che lo avreste visto nello stesso momento, Replica ed ho scritto il testo al quale fai la domanda.

    Poi, anche dopo aver chiuso, quando ho riaperto ho visto che mi continuava a dire che era in attesa, mentre la mia frase successiva alla quale hai risposto, c’era.

    Tutto qui, visto che adesso il post con i 4 articoli c’è.

    Buona serata.

    p.s. Ma perchè le parole da trascrivere, sono sempre così imbecilli da “intepretare” e spesso dice ERROR ?

  27. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Lothar: Che dite! Ha tutti i torti Bossi!?°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°Corsera:BOSSI: TUTTI A CASA – Chi parla fuori dal coro è Umberto Bossi. «La missione in Afghanistan è esaurita – ha detto il Ministro per le riforme a Monfalcone (Gorizia). «È esaurita – ha aggiunto Bossi – anche se c’è qualcuno che dice che, così, è come darla vinta al terrorismo. Forse in parte è vero, ma è difficilissimo riuscire a portare a casa di altri la democrazia». Rispondendo alle domande dei giornalisti, Bossi ha detto che «se gli inglesi, che sono da secoli colonialisti, affermano che serviranno venti anni per portare la democrazia in Afghanistan, c’è da credergli. Spero che a Natale possano venire tutti a casa». Immediata la reazione di La Russa: «Se Bossi parla di rientro dei militari della Folgore attualmente impegnati in Afghanistan allora ha ragione, altrimenti sarebbe una dichiarazione incomprensibile».

    Roma – “Spero che a Natale possano venire tutti a casa”: lo ha detto il Ministro per le Riforme, Umberto Bossi, oggi a Monfalcone (Gorizia), commentando la strage di militari italiani a Kabul. “Quanto accaduto – ha aggiunto Bossi – significa che è difficile esportare la democrazia”. Secondo Bossi, “il tentativo di portare la democrazia in Afghanistan è fallito”. “Le missioni costano un sacco di soldi – ha aggiunto – e purtroppo anche delle vite umane. Questo è sicuro. Io sono sempre dello stesso parere. A casa quanto prima”. Bossi ha annunciato che su questo tema “si discuterà nel prossimo Consiglio dei Ministri”. Immediate le reazioni del mondo politico: per il leader dell’Udc Pierferdinando Casini Bossi “è un irresponsabile.” “Se Bossi parla di rientro dei militari della Folgore attualmente impegnati in Afghanistan allora ha ragione – ha detto il ministro della Difesa La Russa – altrimenti sarebbe una dichiarazione incomprensibile”.

    Berlusconi: si decide con gli alleati “Siamo tutti speranzosi di poter portare a casa i nostri ragazzi al più presto”, ha detto Silvio Berlusconi arrivando al Consiglio europeo. Ma ha poi spiegato che “non c’è per ora nessuna idea, è un problema internazionale. Nessun paese da solo può decidere perché si tradirebbe la fiducia dei partner”. “Siamo tutti convinti – ha proseguito il premier – che il meglio per tutti quanti sia di uscire presto dalla nostra presenza cospicua in Afghanistan, aumentata per il periodo elettorale. Ne ho parlato con Obama al G8. Stiamo preparano un piano che può essere tanto più veloce quanto più efficace sarà l’addestramento che saremo riusciti a dare alle forze dell’ordine afghane”.

    dalla home de Il Giornale.

  28. Pike Pike scrive:

    Volete stare al caldo d’inverno, scaldati dal metano ? volete la benzina da mettere nelle vostre auto ? ecco , qui poveri soldati morti a Kabul erano là per quello .

    E le ipocrisie avanzano, tutte.

    http://www.cafenero.ilcannocchiale.it

  29. Marco scrive:

    scrivo qui per la prima volta e vorrei dire un paio di cose.

    Senza voler scadere nella retorica mi unisco a coloro che piangono per le vittime. Ma non è questo l’argomento di cui voglio parlare.

    Per rispondere alle accuse di fascismo verso la Folgore, verso gli eserciti occidentali ricordo all’autonomo che questa non è la realtà. Non quella attuale almeno. L’esercito fascista, nonnista non esiste più. Queste persone sono dei coraggiosi uomini che si sono assunti la responsabilità di fare ciò che il buon pensiero vieta. Difendere noi, l’occidente e tutti coloro che vogliono essere non soggiogati. Sono la stessa razza di persone che sono morte invadendo l’Italia e la Germania nel 1944/45. Se ci sono ancora gli esaltati sono l’eccezione e non la regola. Il militare è il primo che odia la guerra perchè sa che a rimetterci la pelle sarà lui. Il militare non è un mercenario, è uno stupido vilipeso idiota che crede in quei balzelli chiamati patria, libertà, onore. Anche qui il caso opposto è l’eccezione e non la regola.

    Il commercio è ricchezza, benessere, miglioramento delle condizioni, non un dogma ma la storia lo conferma con forza. Chi commercia è ricco.

    L’ultima cosa riguarda le multinazionali delle armi. I produttori di armi sono sottoposti a controlli allucinanti. Esistono liste di nazioni e società non solo straniere ma artefici di cosiddette triangolazioni, a cui è vietato non solo a parole vendere armi o tecnologia che possa essere trasformata in strumento di offesa.

    I controlli sono reali e restrittivi a tal punto che una buona parte dei pezzi industriali è da considerarsi potenzialmente un’arma. Esistono responsabilità aziendali ed individuali con rilascio di firma presso i ministeri della difesa nazionali, ogni pezzo è tracciabile dalle forze di sicurezza interna. Credo che la normativa sia di dominio pubblico e leggibile su siti di CIA o FBI almeno per gli USA, magari anche su quello dell’UE. Veramente non si banalizzi la questione sul commercio di armi, specialmente da parte degli Americani. Non si creda ai soliti luoghi comuni, con buona pace dei pacifisti ideali che peccano di ingenuità. Inclusi coloro che sono ancora convinti che le guerre arricchiscano solo i vincitori. L’Italia e il Giappone ne sono il più fulgido esempio.

  30. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Marco: scrivo qui per la prima volta e vorrei dire un paio di cose.Senza voler scadere nella retorica mi unisco a coloro che piangono per le vittime. Ma non è questo l’argomento di cui voglio parlare.Per rispondere alle accuse di fascismo verso la Folgore, verso gli eserciti occidentali ricordo all’autonomo che questa non è la realtà. Non quella attuale almeno. L’esercito fascista, nonnista non esiste più. Queste persone sono dei coraggiosi uomini che si sono assunti la responsabilità di fare ciò che il buon pensiero vieta. Difendere noi, l’occidente e tutti coloro che vogliono essere non soggiogati. Sono la stessa razza di persone che sono morte invadendo l’Italia e la Germania nel 1944/45. Se ci sono ancora gli esaltati sono l’eccezione e non la regola. Il militare è il primo che odia la guerra perchè sa che a rimetterci la pelle sarà lui. Il militare non è un mercenario, è uno stupido vilipeso idiota che crede in quei balzelli chiamati patria, libertà, onore. Anche qui il caso opposto è l’eccezione e non la regola.Il commercio è ricchezza, benessere, miglioramento delle condizioni, non un dogma ma la storia lo conferma con forza. Chi commercia è ricco.L’ultima cosa riguarda le multinazionali delle armi. I produttori di armi sono sottoposti a controlli allucinanti. Esistono liste di nazioni e società non solo straniere ma artefici di cosiddette triangolazioni, a cui è vietato non solo a parole vendere armi o tecnologia che possa essere trasformata in strumento di offesa.I controlli sono reali e restrittivi a tal punto che una buona parte dei pezzi industriali è da considerarsi potenzialmente un’arma. Esistono responsabilità aziendali ed individuali con rilascio di firma presso i ministeri della difesa nazionali, ogni pezzo è tracciabile dalle forze di sicurezza interna. Credo che la normativa sia di dominio pubblico e leggibile su siti di CIA o FBI almeno per gli USA, magari anche su quello dell’UE. Veramente non si banalizzi la questione sul commercio di armi, specialmente da parte degli Americani. Non si creda ai soliti luoghi comuni, con buona pace dei pacifisti ideali che peccano di ingenuità. Inclusi coloro che sono ancora convinti che le guerre arricchiscano solo i vincitori. L’Italia e il Giappone ne sono il più fulgido esempio.

    Uno dei problemi è che ci sono ersone ( ? ) che sono talmente obnubilate dall’odio, che sarebbero liete se perdessimo là e accetterebbero qua, cose come questa.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=383488

  31. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Marco: scrivo qui per la prima volta e vorrei dire un paio di cose.Senza voler scadere nella retorica mi unisco a coloro che piangono per le vittime. Ma non è questo l’argomento di cui voglio parlare.Per rispondere alle accuse di fascismo verso la Folgore, verso gli eserciti occidentali ricordo all’autonomo che questa non è la realtà. Non quella attuale almeno. L’esercito fascista, nonnista non esiste più. Queste persone sono dei coraggiosi uomini che si sono assunti la responsabilità di fare ciò che il buon pensiero vieta. Difendere noi, l’occidente e tutti coloro che vogliono essere non soggiogati. Sono la stessa razza di persone che sono morte invadendo l’Italia e la Germania nel 1944/45. Se ci sono ancora gli esaltati sono l’eccezione e non la regola. Il militare è il primo che odia la guerra perchè sa che a rimetterci la pelle sarà lui. Il militare non è un mercenario, è uno stupido vilipeso idiota che crede in quei balzelli chiamati patria, libertà, onore. Anche qui il caso opposto è l’eccezione e non la regola.Il commercio è ricchezza, benessere, miglioramento delle condizioni, non un dogma ma la storia lo conferma con forza. Chi commercia è ricco.L’ultima cosa riguarda le multinazionali delle armi. I produttori di armi sono sottoposti a controlli allucinanti. Esistono liste di nazioni e società non solo straniere ma artefici di cosiddette triangolazioni, a cui è vietato non solo a parole vendere armi o tecnologia che possa essere trasformata in strumento di offesa.I controlli sono reali e restrittivi a tal punto che una buona parte dei pezzi industriali è da considerarsi potenzialmente un’arma. Esistono responsabilità aziendali ed individuali con rilascio di firma presso i ministeri della difesa nazionali, ogni pezzo è tracciabile dalle forze di sicurezza interna. Credo che la normativa sia di dominio pubblico e leggibile su siti di CIA o FBI almeno per gli USA, magari anche su quello dell’UE. Veramente non si banalizzi la questione sul commercio di armi, specialmente da parte degli Americani. Non si creda ai soliti luoghi comuni, con buona pace dei pacifisti ideali che peccano di ingenuità. Inclusi coloro che sono ancora convinti che le guerre arricchiscano solo i vincitori. L’Italia e il Giappone ne sono il più fulgido esempio.

    Uno dei problemi è che ci sono ersone ( ? ) che sono talmente obnubilate dall’odio, che sarebbero liete se perdessimo là e accetterebbero qua, cose come questa.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=383488

    La madre dei cretini è sempre incinta e purtroppo, partorisce anche.

    Saluti.

  32. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Fatto, adesso clicco e vediamo se lo prende anche senza la sigla.

    Ciao.

    p.s. Senza la sigla non lo prende il commento.

  33. Telepass scrive:

    Stamani parliamo di “esclusività”

    Ieri un noto Tg di una tv privata nazionale ha messo in onda un intervista “esclusiva” con la moglie dell’uomo che ha sgozzato la figlia.

    Oggi un noto quotidiano nazionale, pubblica una foto esclusiva di uno dei cadaveri dei soldati a Kabul.

    Ritengo che questo modo di fare i giornalai spettacolarizzando il modo di fare informazione comprando in esclusiva queste forme di sciaccallaggio….vada rivisto…

    Abolire immediatamente ogni forma di finanziamento pubblico alla carta stampata…..potrebbe essere un primo passo per obbligarli a tornare a fare i giornalisti e non gli sciacalli di un pessimo reality show

  34. Telepass scrive:

    Ieri tra tutte le dchiarazioni ipocrite dei nostri politici si è distinto un uomo che non ama mai spettacolarizzare il suo operato…Umberto Bossi

    Ha detto una cosa intelligentissima…..citando gli ex coloniatori dell’afghanistan ( è stata una colonia inglese sino al 1919) che prevedono che ci vorranno 20 anni per portare una decente forma di democrazia in afghanistan.

    Il suo “portiamoli a casa” è un sottile messaggio politico per dire ai suoi alleati che è ora di finirla di giocare a fare la guerra ed è venuto il tempo di attivare quei canali diplomatici che mettano in condizione l’onu ( cioè l’intero mondo ) a occuparsi del processo di normalizzazione dell’afghanistan.

    L’italia si è sempre distinta per le capacità diplomatiche di mediazione a livello internazionale…Temo però che l’attuale Ministro degli Esteri soffra molto l’ingerenza dell’attuale premier e a volte non è in grado di svolgere attività diplomatica con paesi che particolarmente non amano lo stato di Israele.

  35. Telepass scrive:

    Frattini è un ottimo politico, ma spesso, nell’esercizio delle sue funzioni di Ministro degli esteri, pecca di lucidità diplomatica ogni volta che si trova a confronto una problematica che sfiora lo stato di Israele.

    In ambito Onu è richesta la capacità diplomatica di dialogare anche con il peggiore dei dittatori…e lui forse non è l’uomo giusto.

    Tutto qua…non sono razzista…non credo nelle razze superiori…non amo la guerra.

  36. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    il nano: Piddi, siamo tutti d’accordo, noi che scriviamo da qui, che i fascisti sono i Talebani e i fanatici loro sostenitori (tengo a precisare che per me lo erano anche quando combattevano contro l’URSS, quando qualcuno li definiva “combattenti per la libertà”).Il vero problema non è come percepiamo noi la situazione ma come la percepiscono loro.E’ molto facile quando un paese è percorso da mezzi militari di altri paesi convincere un povero cretino (chi si fa saltare su una macchina piena di esplosivo è innanzitutto quello per me) che i nemici sono quelli e non chi parla la sua stessa lingua, crede nel suo stesso dio e veste proprio come lui. Anche perchè purtroppo a questi mezzi militari capita, ogni tanto, di combinare dei pasticci e fare stragi grandi o piccole di civili. I famosi “danni collaterali”.In buona sostanza: la popolazione afghana probabilmente ha molta difficoltà a condividere la nostra concezione di “buoni” e “cattivi”, ha difficoltà a capire chi sono gli amici e chi i nemici.A prevenire accuse di filotalebanismo chiarisco che sono convinto che le forze armate occidentali abbiano fatto anche un bel po’ di cose buone da quelle parti.

    No, non è la “facilità di convincere un cretino”, se pensate alla quantità in giro per il mondo di questi “cretini” : è il convincimento derivante dalla loro Saharia, dall’inculcamento di un Corano che è Religione e Stato e che gli insegna che NON possono commistiarsi con “l’infedele” e che “il martirio li porta in Paradiso ecc.”.

    Noi li abbiamo già qui, i fatti come quelli di Sana, la Pakistana e della ragazza Marocchina di 18 anni uccisa dal padre, sono dentro a quella logica di cui sopra.

  37. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Telepass: Stamani parliamo di “esclusività”Ieri un noto Tg di una tv privata nazionale ha messo in onda un intervista “esclusiva” con la moglie dell’uomo che ha sgozzato la figlia.Oggi un noto quotidiano nazionale, pubblica una foto esclusiva di uno dei cadaveri dei soldati a Kabul.Ritengo che questo modo di fare i giornalai spettacolarizzando il modo di fare informazione comprando in esclusiva queste forme di sciaccallaggio….vada rivisto…Abolire immediatamente ogni forma di finanziamento pubblico alla carta stampata…..potrebbe essere un primo passo per obbligarli a tornare a fare i giornalisti e non gli sciacalli di un pessimo reality show

    Non sono d’accordo : vanno fatte quelle interviste, bisogna che si capisca cosa succede in quelle famiglie e cosa dimostra il fatto che il padre si vestiva Occidentale, si fingeva integrato e poi, come si evince anche da cosa ha dichiaratao la SBAI, parlamentare, cosa in effetti riteneva assieme a un qualche imam sia necessario fare anche nei confronti dei figli o delle figlie.

    Quella madre, col pianto negli occhi, ha DOVUTO DIRE CHE AVEVA SBAGLIATO LA FIGLIA perchè altrimenti la SUA VITA è in pericolo : fuori c’è il suocero e l’imam.

  38. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Telepass: tutti i quotidiani giornali di oggi hanno un padrone e vivono di assistenzialismo di stato..e con questa categoria professionale di giornalai in piena crisi di identità etica …sono facilmente plasmabili e influenzabili.I giornali devono vivere di copie vendute ai loro lettori e di pubblicità ….e non di assistenzialismo sociale sulla tiratura giornaliera.

    Io sarei d’accordo, soprattutto perchè Repubblichella3000 non avrebbe più i soldi per le copie che REGALA e oramai, si contano sulle migliaia e migliaia.

    E anche il CORSERVA, anche se in misura minore.

  39. der suchende scrive:

    sei un idiota.

    bugiardo o fazioso.

    in ogni caso non capisci nulla di geopolitica. dev’essere orribile vivere in una campana come al tua

  40. Antonio Padulo scrive:

    “transition strategy” che squallore.

    Mi aspetto un post a riguardo.

  41. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Per gli ESCREMENTI DI MAIALE.

    venerdì 18 settembre 2009, 16:52

    Kabul, il Colle: “Mantenere impegni” Lunedì i funerali di Stato per i 6 parà

    Tokyo – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a margine dell’incontro con il neoeletto primo ministro del Sol Levante, ha parlato della strage avvenuta ieri a Kabul. “Esprimo inannzitutto profondo cordoglio per i nostri sei caduti in Afghanistan. Oggi incontrando il primo ministro giapponese ha voluto subito parlare della tragedia avvenuta iera e portarmi le condoglianze sue e del suo Governo”

    “Tener fede all’impegno preso” “Da parte del nostro Paese c’è la conferma a tener fede all’impegno preso con la comunità internazionale su mandato delle Nazioni Unite con compiti compiti di lotta al terrorismo ai fini della stabilizzazione e della pacificazione di un’area così critica”. “Non credo ci sia nulla da rivedere nella missione Italia in Afghanistan”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in chiusura della visita a Tokyo citando peraltro un intervento di Piero Fassino per rivelare che “non trapela nessun divisione su questa posizione neppure da parte dell’opposizione”.

    “Discussione comprensibile” “Discutere l’equilibrio tra le varie componenti – militari, civili, istituzionali – della missione in Afghanistan credo che sia argomento degno di nota. Il che non ha nulla a che vedere con intenzioni di ripensamento o annullamento di un impegno che il Consiglio Supremo di Difesa ha stabilito essere pienamente coerente e condiviso dalle istituzioni italiane”, ha sottolineato Napolitano. “Ritengo che sia comprensibile la discussione su come reimpostare, su come rimotivare la missione delle Nazioni Unite e non solo la presenza americana in Afghanistan”, ha argomentato il Capo dello Stato.

    “Non è una guerra americana” “Non è una guerra americana come a volte grossolanamente si dice ma è un impegno della Comunità internazionale per la stabilizzazione, la pacificazione e lotta contro il terrorismo”. In particolare, riguardo alla presenza dei contingenti italiani a Kabul ed Herat, Napolitano ha sottolineato che non si tratta solo di “una presenza militare; i componenti civili di Trading, e di Institutional Building sono sempre stati molto importanti anche in altre aree di crisi”. E questo, ha sottolineato il Presidente della Repubblica, “viene riconosciuto al nostro paese come apporto peculiare dell’Italia ed è la chiave per comprendere la particolare vicinanza delle popolazioni ai soldati italiani». E ha concluso: «Non spetta a me, ma spetta al governo e al Parlamento una eventuale ridiscussione sull’impegno italiano”.

    Domenica a Roma per accogliere le salme Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano accoglierà domenica mattina, a Roma, le salme dei militari italiani uccisi nell’attentato a Kabul e lunedì parteciperà ai funerali di Stato nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Lo si apprende a margine della visita del Capo dello Stato in Giappone. Napolitano rientrerà in Italia , come previsto, sabato.

    Portavoce Nato: “Non possiamo ridurre ora il nostro impegno” “Non possiamo permetterci di ridurre ora il nostro impegno in Afghanistan”. È quanto ha detto all’Ansa il portavoce della Nato James Appathurai, sottolineando che l’obiettivo dell’Alleanza è quello di far sì che gli afghani possano prendere in mano la loro sicurezza. “Ma questo va fatto in modo appropriato e misurato” attraverso un’opportuna strategia di transizione, ha spiegato.

  42. l'autonomo scrive:

    ev1s-75-125-60-61.theplanet.com

  43. max scrive:

    ma quante cazza!

    ma dove le senti ste cazzate, ma sei un ignorantone!

    ma di che nemici parli, di che terroristi parli????

    qua gli unici terroristi sono quelli che invece di starsi a casa propria vanno a rompere il cazzo in medio oriente, per sporchi motivi economici.

    noi stiamo in Afganistan perche di la devono passare gli oleodotti che porteranno petrolio e gas in occidente, qua se ne fregano dei talebani! a lori gli interessa l’oleodotto, i soldi, il potere e la possibilità di vendere armi a chiunque!

    perche non vanno anche in palestina a proteggere donne e bambini che muoiono ogni gorno sotto le bombe israeloamericane?

    e secondo te perchè i terroristi ci odiano tanto? te lo sei domandato????

    te lo dico io perchè, perche da 50 anni andiamo in medio oriente a fare i porci comodi nostri a danno di quella povera gente.

    che pensi che uno la mattina si sveglia e decide di farsi saltare in aria per ammazzare gente innocente?

    li abbiamo portati alla disperazione percio ci odiano.

    E FAI LAVORARE UN PO IL CERVELLO COGLIONE!

  44. Mucca Pirata scrive:

    Sempre meglio qui… Minacce armate, minacce giudiziarie…

    Mhh, che bel ambientino.

  45. michael scrive:

    i nostri militari hanno in questi anni fatto moltissimo, più di quanto fosse loro richiesto: hanno costruito strade, ospedali, scuole, case

    AHAHAHHAHAHAHAHHHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHHAHAHHAHAHHAHAHAHHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHA

  46. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    sabato 19 settembre 2009, 07:00

    Ma a sorpresa la Chiesa vuole lasciarli a Kabul

    di Andrea Tornielli

    La Chiesa italiana si stringe alle famiglie dei soldati morti nell’attentato di due giorni fa in Afghanistan, chiede che si ripensi «come restare» a Kabul ma al tempo stesso non ritiene praticabile un immediato ritiro delle nostre truppe impegnate in una missione di pace che si trasforma ogni giorno di più in missione di guerra.

    Più di qualcuno potrebbe stupirsi di questa posizione, immaginando che la Conferenza episcopale italiana e la stessa Santa sede, tradizionalmente contrarie alle guerre e impegnate per risolvere con le armi della diplomazia e del negoziato i conflitti e le crisi internazionali, siano in prima linea nel chiedere il rientro dei nostri militari, dopo l’alto prezzo in vite umane pagato dal nostro Paese. In realtà, pur nella drammaticità del momento, è proprio la Chiesa a ricordare che vi sono tanti motivi per restare, nonostante i rischi sempre più alti.

    Ieri mattina il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che prima della nomina ad arcivescovo di Genova era stato per tre anni Ordinario militare e in questa veste aveva più volte visitato le nostre missioni all’estero, ha ricordato che i militari italiani sono «uomini di pace e di dialogo», riconosciuti «da tutti come uomini buoni, capaci di ascoltare e di stabilire rapporti, lontani dalla conflittualità». Significativa la frase conclusiva del porporato: il ricordo delle vittime «deve diventare motivo ulteriore per stringerci gli uni agli altri pensando in particolare ai loro familiari e a tutti gli altri militari che, in Afghanistan e altrove, svolgono il loro servizio per l’ordine e la pace per un migliore futuro di tanti popoli e di tanti Paesi». Parole che nel ribadire la natura della missione italiana ne sottolineano l’impegno positivo.

    Più esplicito e articolato il giudizio messo in pagina dal quotidiano cattolico Avvenire, nell’editoriale firmato da Andrea Lavazza, che ricorda come «il tentativo di puntellare una fragilissima democrazia» si scontri «con l’ostinata resistenza di un coagulo di radicalismi religiosi islamici, di mire geopolitiche esterne e di interessi economici legati alla droga». Alla domanda se valga ancora la pena di presidiare Kabul, il quotidiano della Cei risponde di sì, per evitare «il collasso della regione e il ritorno del Paese a santuario della rete di Bin Laden, non dando l’impressione ai fondamentalisti che le grandi democrazie siano deboli e arrendevoli. E, prima di ogni altra cosa, si può e si deve stare a fianco della popolazione afghana che sinceramente aspira a vivere fuori dall’incubo di una guerra permanente».

    La Santa sede, da parte sua, non ha espresso posizioni ufficiali sull’argomento. E a chi ricorda il fiero impegno di Papa Wojtyla, ormai anziano e malato, e di tutta la diplomazia vaticana, per impedire la guerra in Irak del 2003, nei sacri palazzi si ricorda la sostanziale differenza tra la guerra in Afghanistan e quella contro il regime di Saddam Hussein scatenata successivamente. «La prima poteva rientrare nel diritto alla difesa – spiegano al Giornale autorevoli fonti vaticane – perché in Afghanistan si trovavano le centrali del terrore. Lo stesso non si può invece dire per l’Irak». In ogni caso, si fa notare, si tratta di missioni internazionali, e la necessità di stabilizzare quei Paesi e di non abbandonarli a se stessi esiste, anche e soprattutto dopo azioni di guerra condotte con grande dispiegamento di forze in modo relativamente rapido ma senza strategie lungimiranti sulla gestione del dopoguerra.

    Celebrando le esequie dei caduti di Nassirya, nel 2003, il cardinale Camillo Ruini aveva detto: «Non fuggiremo davanti ai terroristi assassini, li fronteggeremo con coraggio, energia, determinazione. Ma non li odieremo… Tutto l’impegno dell’Italia è orientato a salvaguardare e promuovere una convivenza dove ci sia spazio per la ragione». Oggi la Chiesa chiede che i Paesi coinvolti discutano su come far sì che le missioni di pace siano davvero efficaci. Ma la sua posizione istituzionale non è diversa da quella espressa dal Quirinale e dal governo italiano.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=383793

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=383797

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=383795

    Dopo la carneficina, gli sciacalli Insulti ai sei paracadutisti morti

    È ora di dare le armi (e non solo) ai nostri soldati

    Napolitano scende in campo: restare in Afghanistan per mantenere gli impegni

    Domani i caduti rientrano in patria, lunedì i funerali di Stato

    Intesa Roma-Washington: il premier incontra il neoambasciatore Usa Mercoledì vedrà Obama

  47. l'autonomo scrive:

    prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubavano

    poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici

    poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perchè erano fastidiosi

    e poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente perchè non ero comunista

    poi vennero a prendere me e non era rimasto più nessuno a protestare

  48. ilsenatore scrive:

    ecco uno dei tanti esempi. DOBBIAMO rimanere là, dobbiamo smettere di essere egoisti e pensare unicamente al nostro orticello.

  49. Telepass scrive:

    Di guerre nell’ultimo secolo ne abbiamo già fatte troppe…..ai nostri figlio vogliamo lasciare una nazione di pace …..non di amanti dei conflitti bellici.

    ma…Se ti interessa …in legione straniera….cercano sempre dei mercenari….vai a Marsiglia in Rue de les idiots …c’è un bar denominato “..l’homme sans cerveau”……chiedi di Simon detto trois doigts

  50. ilsenatore scrive:

    quoto e riquoto.

  51. OnestaMente scrive:

    E tu sapresti esattamente quello che avviene laggiù?

    “I campioni della vigliaccheria sono sempre presenti, e sono gli stessi che vanno in giro per l’Europa a dire che si vergognano di essere italiani”

    E dovrei andare in giro a dire di esserne fiero?

    Primo Problema: in giro è pieno di Italioti rumorosi , maleducati e ignoranti, in larghi gruppi da veri pecoroni, che vanno sempre esternando a voce alta i loro pensieri da teledipendenti razzisti. Non ne vado fiero.

    Secondo Problema: L’italia è nata come un occupazione e conquista da parte della cricca massonica risorgimentale sponsorizzata dall’Inghilterra: Cavour, Mazzini, Garibaldi, ecc.”Fatta l’Italia facciamo gli italiani”, per fortuna questa soluzione finale non gli è riusita bene. Lo stupro sistematico delle ricchezza del Sud (ex regno delle due sicilie) e vari plebisciti truffa hanno lasciato ferite che sembravano dimenticate, ma che in questi anni stanno ritornando prepotentemente, anche grazie alla lega, ma sopratutto per il lavoro degli storici indipendenti.

    No non sono fiero di essere italiano, soratutto quando vedo aumentare le violenze contro i Gay e gli immigrati.

    Non sono fiero di essere italiano quando sento opinioni prese pari-pari dalla TV.

    Non sono fiero di essere italiano quando vedo l’idiozia di massa in cui siamo sprofondati.

  52. alberto franzo scrive:

    Scappare è inutile, siamo lì e li aiuteremo fino alla fine..

    L’URSS non stava normalizzando, si voleva aprire la via al petrolio nel iraniano e iracheno…

  53. ilsenatore scrive:

    l’Urss stava conquistando, che è ben diverso.

  54. zappa scrive:

    ah sì? L’URSS voleva fare quello?

    e gli Usa cosa volevano fare quando hanno iniziato questa guerra?

    guarda questo filmato da 5:50 fino a 8:30:

    http://www.youtube.com/watch?v=_CzyGjx3100

    have fun.

  55. Telepass scrive:

    Se chiedi a un qualsiasi italiano i motivi per cui siamo andati laggiù……probabilmente ti dice per il burka….

    C’è un film…”il cacciatore di aquiloni” che potrebbe aiutarti a comprendere che cosa è effettivamente quel paese in cui il fanatismo talebano è solo il paravento di una piccola casta di privilegiati che vogliono vivere, senza fare un cazzo, sulla pelle del popolo afgano.

    Questa ex colonia inglese…è solo ricca di papaveri da oppio….e sinceramente non vedo i motivi per cui i nostri soldati sono laggiù.

    di guerre nel secolo scorso ne abbiamo fatte due…dagli esiti devastanti …poi ci siamo impegolati (per il petrolio) nella prima e nella seconda guerra del golfo…mentre abbiamo passivamente accettato il massacro di pulizia etnica a quattro passi da casa nostra.

    I soldati che sono nelle missioni in kossovo…in libano…in afghanista ….sono tutti volontari professionisti …… e non sono certo la per amor di patria….per difendere la nostra popolazione…..o il tricolore…

    Quindi se c’è un italia che vuole combattere…vada a far la mercenaria nelle legioni straniere….questi politici con le manie di “alessandro magno”….ci hanno rotto i maroni.

  56. ilsenatore scrive:

    ma bisogna per forza sempre buttarla in politica? pure oggi? mah…

  57. urlacher scrive:

    torna a usare l’utensile agreste, va’!

    certo che portare l’oracolo della verità michael moore a sostegno delle proprie tesi, oltretutto quando riporta per conferma l’osama… beh, torna in campagna!

  58. ilsenatore scrive:

    dimentichi una piccola cosa: l’Italia, grazie a Dio, fa parte in un sistema di alleanze multilaterali che comportano oneri più che onori.

  59. piddi scrive:

    I soldati che sono nelle missioni in kossovo…in libano…in afghanista ….sono tutti volontari professionisti …… e non sono certo la per amor di patria….per difendere la nostra popolazione…..o il tricolore…

    Quindi se c’è un italia che vuole combattere…vada a far la mercenaria nelle legioni straniere….questi politici con le manie di “alessandro magno”….ci hanno rotto i maroni.

    Ergo, per te, chi fa il militare volontario professionista (e persino in un corpo d’elite) o lo fa solo e soltanto per soldi … e allora è un mercenario … o è uno scemo guerrafondaio che dovrebbe andare a fare il mercenario.

    Vista l’alta considerazione che ne hai … mi sa tanto che il tuo indignato dispiacere è falso come giuda.

  60. Ristacci Ristacci scrive:

    “il fanatismo talebano è solo il paravento di una piccola casta di privilegiati che vogliono vivere, senza fare un cazzo, sulla pelle del popolo afgano.”

    più o meno quello che fanno i comunisti in Italia, ecco perchè li difendono a spada tratta stì mussulmani infami.

    Bomba atomica, gas nervino, napalm, DDT, questo ci vuole altro che discorsi 1

  61. Telepass scrive:

    non è sfiga…ma è un semplice calcolo delle probabilità di chi sceglie la carriera militare professionale nella quale sei addestrato per uccidere un tuo simile.

    Se poi…..la carriera militare professionale è una delle pricipali fonti di reddito per un giovane residente nel sud…..incazzati coi loro politici…che ad ogni tornata elettorale gli raccontano le favole…..

  62. Ristacci Ristacci scrive:

    La cosa più tragica è che i militari deceduti…è tutta gente del sud….un sud che nel terzo millennio vede ancora la carriera militare come unica fonte di reddito realizzabile…..

    Sbagliato ! Ce ne sono tanti che fanno i mafiosi, li spacciatori, i killer per mille euro, i contrabbandieri, l’estorzori, ecc. ecc. poverini !

  63. zappa scrive:

    senatore che ti devo dire? mi spiace per quei 6 ragazzi, per i familiari e gli amici.

    ma se fai il soldato e vai in zona di guerra vuol dire che l’hai messo in conto. sai che può finire così.

    coraggiosi? sicuramente. ma non per questo chi si è sempre opposto a questa guerra deve tacere.

    tu dici:

    ilsenatore: Paradossalmente sono queste tragedie che ci fanno capire quanto fondamentale sia stare laggiù

    io la vedo un po’ diversamente. sono queste tragedie che ci dimostrano come la nostra presenza là sia stata uno sbaglio iniziale a cui ora bisogna rimediare in qualche modo.

    qui si parla del perchè siamo in afghanistan e se restare o meno.

    qui ci si continua a raccontare la palla che siamo andati là a portare la democrazia. cercavo di ricordare che è una palla. e pure bella grossa.

    che ora la soluzione per uscire da lì possa essere proprio di rendere l’afghanistan una democrazia è un’idea sensata. ma smettiamola di fare le anime candide che credono che questo fosse il motivo.

    i motivi sono fondamentalmente due:

    1 c’era bisogno di placare la sete di giutizia/vendetta per l’11 settembre.

    2 oro nero.

    per avere questi due risultati ora ci ritroviamo impantanati in una guerra che sembra ben lungi dal finire e purtroppo porterà altri lutti.

  64. Telepass scrive:

    a far le scuole ….ci si manda i 2500 volontari trentini che hanno ricostruito Onna …e non dei soldati in assetto di guerra e i cacciabombardieri appena comprati dal nostro ministro della difesa.

    Per comune cittadino afghano. un soldato straniero è come il soldato nazista che ai tempi del fascismo scorazzava sul nostro terrirorio…..

  65. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Una prece per i nostri Parà della Folgore.

    ———————————————–

    Quattro articoli correlati sull’attentato.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=383469

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=383484

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=383480

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=383473

  66. Telepass scrive:

    è vero…scusatemi….ti insegnano anche a dialogare con il vietcong ….

  67. ilsenatore scrive:

    il petrolio afghano???

  68. ilsenatore scrive:

    certo, mandaci i 2500 volontari trentini a rifare le casette.

    E poi te li trovi sbudellati dai talebani che delle casette se ne fregano, visto che sono abituati a tagliare naso, orecchie e dita a chi OSA votare.

    Siamo realisti, su.

  69. piddi scrive:

    Per comune cittadino afghano. un soldato straniero è come il soldato nazista che ai tempi del fascismo scorazzava sul nostro terrirorio…..

    Ullalà!! Che paragoni!

    Ergo, visto che le forze internazionali sono lì a sostenere il nuovo governo afghano contro i talebani … i “fascisti” non sarebbero i talebani (quelli che avevano instaurato un regime di una ferocia che davvero ha pochi uguali – l’ho letto e poi visto anche io il cacciatore di aquiloni) … ma i loro successori.

    Beh. E’ un’interpretazione …

  70. zappa scrive:

    l’hai visto il filmato?

  71. zappa scrive:

    si parla di oleodotti.

    presentati il giorno stesso dell’insediamento del governo.

  72. zappa scrive:

    urlacher, una risposta sui contenuti, no?

    ti pareva una brutta cosa?

    karzai perchè è lì?

    casualmente lavorava con cheney.

    toh a volte il destino.

    e anche il diplomatico americano. stessa azienda. petrolifera.

    a volte il destino è proprio strano.

  73. Telepass scrive:

    in afghanistan un soldato prende 177 € al giorno.tra diaria e retribuzione …sono circa 5.500 euro al mese…esentasse in quanto prodotte fuori dai confini nazionali.

    € 5.500,00 …è un equo prezzo per la vita di un essere umano ….secondo me assolutamente no !!!

    Quindi se vuoi analizzare il perchè si scelga di fare il militare professionista ….lo possiamo fare…..

    quanto ai mercenari…..a me fa incazzare quella gente che evoca l’onor di patria dalla loro scrivania ….magari senza aver fatto e/o provato sulla propria pelle un solo giorno di conflitto bellico….è questa gente che deve andare a fare i mercenari….non i soldati…

    Te capi :)

  74. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Se lo ritenete opportuno, posso anche cancellare il Blog dai preferiti.

    Saluti.

  75. Telepass scrive:

    Premesso che l’italia con il piano marchall ha firmato una cambiale in Bianco eterna con gli Americani….nessuno ci ha obbligato ad andare in iraq,,,,in kossovo…in Afghanistan….è stata una scelta politica dettata spesso da interessi economici.

    Capisco anche che un esercito professionale lo si deve tenere “allenato” (gli alieni potrebbero invaderci anche questa sera)…..ma l’italia , sull’esperienza di due conflitti bellici devastanti, ha scelto di ripudiare la guerra….e successivamente anche di eliminare anche l’obbligo della Leva Militare Obbligatoria….

  76. Telepass scrive:

    Secondo te il livello medio di istruzione di un contadino afghano che probabilmente campa coltivando papaveri da Oppio è in grado di capire che le forze internazionali sono li a sostenere il nuovo governo afghano ?

    io ho dei forti dubbi….

    Nelle montagne del nord, durante la seconda guerra mondiale, se incontravi un fascista o un soldato nazista….il contadino gli sparava ancora prima di chiedergli il nome e il motivo per cui era li…..

  77. il nano scrive:

    Piddi, siamo tutti d’accordo, noi che scriviamo da qui, che i fascisti sono i Talebani e i fanatici loro sostenitori (tengo a precisare che per me lo erano anche quando combattevano contro l’URSS, quando qualcuno li definiva “combattenti per la libertà”).

    Il vero problema non è come percepiamo noi la situazione ma come la percepiscono loro.

    E’ molto facile quando un paese è percorso da mezzi militari di altri paesi convincere un povero cretino (chi si fa saltare su una macchina piena di esplosivo è innanzitutto quello per me) che i nemici sono quelli e non chi parla la sua stessa lingua, crede nel suo stesso dio e veste proprio come lui. Anche perchè purtroppo a questi mezzi militari capita, ogni tanto, di combinare dei pasticci e fare stragi grandi o piccole di civili. I famosi “danni collaterali”.

    In buona sostanza: la popolazione afghana probabilmente ha molta difficoltà a condividere la nostra concezione di “buoni” e “cattivi”, ha difficoltà a capire chi sono gli amici e chi i nemici.

    A prevenire accuse di filotalebanismo chiarisco che sono convinto che le forze armate occidentali abbiano fatto anche un bel po’ di cose buone da quelle parti.

  78. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Le scelte sono state fatte, la prima come decisione della Carta Costituzionale, la seconda come decisione innovativa perchè le esigenze vanno avanti con i tempi ed è meglio, in ogni Paese, valutare la quantità di militari e relative armi che possono servire anche rispetto alle alleanze Internazionali : per questo un Esercito di Professionisti, che è cosa ben diversa dal mercenario.

    Poi è anche vero che l’art.11 dice certe cose : rivolgersi, per questo, al Governo D’Alemallah.

  79. piddi scrive:

    No alla guerra e alla violenza!!

    E siam pronti a prendere le armi per sostenerlo!!

    Ma vaffanculo và. Scemo de guera.

  80. castigamatti scrive:

    AVVISO AL WEBMASTER

    ===============

    Dati i contenuti diffamatori, l’incitamento ad imbracciare le armi contro altri cittadini e la firma con una sigla sinistra si prega di trasmettere IP dell’utente identificatosi nel commento 16 del 17/09/2009 come “l’autonomo” alla DIGOS in modo da favorire l’attività investigativa per la repressione dei reati legati al terrorismo. grazie,

    un cittadino stufo di mentecatti paranoidi.

  81. piddi scrive:

    Capisco.

    Quindi sono contadini quelli che caricano un auto di esplosivo e la fanno saltare?

    Però. Che contadini sti afghani!!

    P.S.: … ma questo fantomatico contadino italiano pronto a sparare a qualsiasi cosa militaresca che si muoveva nei suoi campi … dove l’hai visto? Che film era? E in questo film, sparava solo a camicie brune o nere … o anche ai soldati alleati? A quelli gli sparava o gli offriva da bere?

  82. jack scrive:

    certo, in fondo basta chiudere gli occhi e le guerre spariscono.

    Ah, la mamma dei cretini che é sempre incinta…

  83. Ristacci Ristacci scrive:

    Ci mancava ir brigatista rotto, la mamma delle testedi’azzo è sempre incinta, perdavvero !

  84. Ristacci Ristacci scrive:

    Perchè non ci vai te in affeganistein così fai la fine di cè ghevara e poi ti faranno ir monumento e le magliettine stampate, levati di ‘ulo ca’ata !

  85. l'autonomo scrive:

    Si una bomaba atomica nel tuo culo.

  86. mdante23 mdante23 scrive:

    quoto anch’io

  87. telepass scrive:

    concordo….altrimenti la legione straniera…dove li trova i mercenari (:

  88. l'autonomo scrive:

    io mi diverto con gente come voi,tutti i giorni.Solo che,talvolta,appena mi vedete tornate nelle fogne.

    Ho pensato che dei coraggiosi come voi preferissero un ardua battaglia alle fogne,almeno potrebbe tornarvi un poco di amor proprio,oppure siete ancora quelli di san babila ore 20,che quando non gli tira usano il manganello.

    Magari il buon la russa vi manda qualche escort di seconda mano e la coca che ha avanzato dopo la serata col nano.

    Oppure vi accontentate del viagra.

  89. l'autonomo scrive:

    Ristacci,vai anche tu volontario.

    Oppure organizza una bella marcia su roma,prendi il potere e ammazza tutti i comunisti,i mussulmani,i froci,gli ebrei,gli zingari e tutti quelli che ti pare e se famo du risate.Malaka,malakiste

  90. yourworstingnightmare yourworstingnightmare scrive:

    mi intrometto solo per ricordare all’intero PIANETA che fascismo e comunismo sono la stessa identica merda.

    auguri…

  91. l'autonomo scrive:

    yourworstingnightmare yourworstingnightmare scrive:

    17 settembre 2009 alle 19:11

    nessun blog da cancellare.

    piuttosto tutti quanti, dobbiamo cancellare dalle nostre testoline….ogni elemento deteriore perché propagandistico.

    mi spiego meglio.

    c’è qualcuno che può negare che le forze “straniere” presenti in afganistan, stiano cercando di ricostruirne tanto il tessuto sociale quanto quello economico-politico?

    no, credo che questo qualcuno latiti.

    c’è qualcuno che può negare che le forze “straniere” presenti in afganistan, stiano nel bel mezzo di una guerra?

    no, credo quello di prima…

    ed allora, dove sta la verità?

    non lo so, mai avuta in tasca…però ritengo che sia oltraggioso considerare tutti quei ragazzi, o come degli sciocchi invasati o come dei mercenari.

    e nemmeno sono figli del sud che derelitti, non trovano di meglio che “lavorare” in divisa. sono anche questo ma non solo questo.

    e se proprio devo etichettarli, allora lo faccio come più mi aggrada.

    sono avamposti di pace e libertà.

    Io lo nego.

    Siete ridicoli e faziosi.

    Sparlate di democrazia,fascismo e comunismo.

    Poi si spacciano bombardamenti indiscriminati per avamposti di pace e libertà.

    Tutti hanno il diritto ad usare la forza se uno solamente la usa.

    Oppure devo porgere la guancia per il vostro piacere.

    Se trovo un fascista che dice di volermi mettere nelle camere a gas io lo elimino fin che sono in tempo,la stessa logica usata da voi per esportare la democrazia,carogne codarde.

  92. piddi scrive:

    … e aggiungo che Ristacci e l’Autonomo lo confermano.

  93. OnestaMente scrive:

    Si smettiamola di pensare solo al nostro orticello e andiamo a distruggere quelli degli altri!

  94. daw scrive:

    Luciano, non capisco perchè scrivi così, che è successo?

  95. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Non è così l’interpretazione che la Politica del Parlamento ne ha dato, eccetto in un caso che NON è stato nemmeno discusso, non solo votato, l’intervento dei nostri caccia che hanno portato morte.

    REMEMBER il tutto ?

    alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

    Questo sopra è quanto la NATO per conto dell’ONU stanno facendo.

    L’indicazione del Parlamento Italiano ai nostri militari, sta lì dentro, in quelle frasi.

  96. Osama scrive:

    e prima che ci andassero come arrivava il metano?

    pike non dire sciocchezze.

  97. Simone scrive:

    pike, come è solito, dice pane al pane e vino al vino.

    e non è da tutti essere onesti intellettualmente come è lui.

    d’altronde, fa parte della minoranza che coltiva ancora un ideale in questo paese decadente dove non si pensa altro che a mangiare, trombare e a sparare sentenze senza conoscere di persona le cose come stanno.

    Fatemelo dire, onore a Pike.

  98. daw scrive:

    Luciano, se metti un commento con più di 2 link il sistema lo identifica come spam in automatico, e va sbloccato manualmente. Per questo non lo vedevi.

    Sulle parole: purtroppo non piace nemmeno a me quel sistema, ma tu non sei registrato? Se ti va fallo, ci metti 5 secondi (linki in alto a destra) e così poi ad ogni commento non devi più diventare matto a scrivere quelle parole.

  99. Porca di quella paletta Porca di quella paletta scrive:

    Il Seppuku è un termine giapponese che indica un rituale per il suicidio in uso tra i samurai.

    il disonore per noi occidentali è una idiozia e ogni problematica conseguente la si risolve con una transazione legale o con una bella fuitina.

    Invece nella civiltà giapponese è una cosa serissima.

    Di conseguenza la madre del samurai non è cretina anche se li partorisce.

    Naturalmente se il Seppuku lo fai in italia, finisci in galera, per aver violato una legge sovrana di questo stato.

  100. daw scrive:

    Luciano, ovviamente devi loggarti (una volta e basta), quando entri nel blog la prima volta devi andare su login e poi mettere la password. Se entri correttamente, quando metti un commento non vedi neanche la maschera delle sigle da copiare…

  101. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Pare che questa volta, tutto sia andato per il meglio.

    Ciao, buonanotte, vado a vedere se dormo.

  102. il nano scrive:

    Veramente l’URSS, in modo molto simile a quanto avviene adesso, sosteneva un governo a lui “amico”. E voleva, a suo modo, normalizzare la situazione. E non dimentichiamoci, e lo dico senza alcuna intenzione di fare polemica, che se l’Afghanistan è diventato il vespaio che è adesso, è anche in parte colpa di chi allora sostenne senza discernimento chiunque allora combattesse l’URSS. Non è un caso nè un mistero che Osama ha iniziato da quelle parti la sua carriera, molto probabilmente con l’appoggio della nazione di cui è diventato il peggior nemico.

  103. il nano scrive:

    Dimenticavo: per buona parte degli afghani resta difficile comprendere la differenza fra ciò che facevano i sovietici da quelle parti e ciò che ci fanno, per dire, gli italiani.

    Di sicuro la differenza resta impercettibile fra quelle fasce di popolazione dalle quali i talebani riescono a reclutare i loro guerriglieri e i dementi che si fanno saltare sulle autobombe.

  104. il nano scrive:

    Non sono d’accordo, Telepass. Abolire il finanziamento pubblico vorrebbe dire far si che SOLO ed ESCLUSIVAMENTE chi ha i soldi potrà fare informazione.

    Il fatto è che la qualità dell’informazione, alla fin fine, la fanno gli utenti con le loro scelte. E come disse un grande uomo (Cavour, o De Gasperi?) l’italiano medio ha l’intelligenza di uno studente delle medie che siede negli ultimi banchi,

  105. Telepass scrive:

    tutti i quotidiani giornali di oggi hanno un padrone e vivono di assistenzialismo di stato..e con questa categoria professionale di giornalai in piena crisi di identità etica …sono facilmente plasmabili e influenzabili.

    I giornali devono vivere di copie vendute ai loro lettori e di pubblicità ….e non di assistenzialismo sociale sulla tiratura giornaliera.

  106. piddi scrive:

    Ecco bravi.

    Parlate tra voi idioti.

  107. daw scrive:

    Telepass, perdonami, so che non sarà così però te lo faccio notare, ogni volta che nomini Frattini te ne esci con questa storia che è “ebreo” e di Israele (tutto vero), e mi sembra che lo fai notare con sofferenza. Che è questa storia?

  108. Telepass scrive:

    Repubblica l’ho mai comprata, in quanto non mi piace il tipo di impaginazione che ha adottato sin dall’inizio.

    Temo però che se vengono meno i finanziamenti pubblici saranno molte le testate che chiuderanno bottega.

    Lo tzunami iniziale, per assurdo, aiuterebbe questa categoria di giornalai disoccupati ex-servi dei loro padroni a ritrovare la propria dignità professionale e a rinascere.

    Quanto all’esclusività …chi compra foto di cadaveri ancora caldi….e chi compra interviste di una madre il cui marito sgozza la propria figlia…non è un giornalaio….è uno sciacallo !!!

    i

  109. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    venerdì 18 settembre 2009, 11:58

    La Russa: “No ritiro E’ segno di debolezza” Premier: “Transizione”

    Roma – Dopo l’attentato di ieri subito si è riaperto il dibattito politico sul rientro o meno dei nostri italiani in missione in Afghanistan. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – a margine di una visita al Sacrario dell’esercito a Roma – torna a ripetere la linea del governo, già espressa ieri a Bruxelles. “Noi avevamo già un progetto, sempre condiviso con gli alleati, di riportare a casa i soldati che avevamo mandato in occasione del periodo elettorale, e poi bisognerà mettere a punto una transition strategy per caricare di maggiore responsabilità il nuovo Governo”.

    L’Italia migliore “Addolorato ma fiero del coraggio e dell’abnegazione dei nostri ragazzi e anche ammirato della dignità e della forza dei loro cari. Questa è l’Italia migliore da cui dobbiamo prendere esempio. Silvio Berlusconi”. È quanto ha scritto il presidente del Consiglio sul libro delle firme posto all’interno del sacrario del Palazzo dello Stato maggiore dell’esercito, dove il premier ha reso omaggio ai sei parà della folgore caduti ieri nell’attentato in Afghanistan.

    Paese lontano dall’essere civile L’Afghanistan è un paese “ancora moto lontano dall’essere civile e moderno”. Il premier torna sulla situazione in Afghanistan. “Noi, come gi altri alleati, siamo impegnati per difendere la democrazia che si sta affermando in questo paese e che, comunque, è ancora molto lontano dall’essere civile e moderno. Abbiamo poco fa parlato di ciò che gli italiani possono fare ad esempio nella città di Herat, che è più avanti nella modernità. Io – ha aggiunto – ho detto per esempio che un’idea potrebbe essere quella di asfaltare le strade perché lì ci sono discariche continue e questo dà proprio un senso dell’abbandono e del Medio Evo”.

    La Russa: non parlare di ritiro “Ipotizzare in queste ore una exit strategy dall’Afghanistan sull’onda dell’emotività potrebbe essere inteso come un segno di debolezza verso il terrorismo e potrebbe accrescere la violenza verso i nostri soldati”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso di una conferenza a Palazzo Chigi, al termine del Consiglio dei ministri.

    Entro Natale 500 a casa Il ministro della Difesa l’ha confermato: “Entro Natale rientreranno, come previsto, i 500 uomini in più. Il rientro completo dall’Afghanistan ci sarà quando il Governo legittimo sarà in grado di contrastare le minacce esistenti”. La Russa ricorda che “siamo ancora in Kosovo. La strada è lunga per il Kosovo, figuriamoci per l’Afghanistan”

  110. Ristacci Ristacci scrive:

    No Piddi, io sono più selettivo, eliminerei solo ciò che è da eliminare, ciò che è un pericolo effettivo o potenziale, è questa la differenza tra il rosso ed il nero, te sei rosa e certe cose un le ‘apisci.

  111. l'autonomo scrive:

    Piddi avamposto di democrazia,sei platonico o aristotelico?

    é troppo sottile per te?

  112. l'autonomo scrive:

    Bravo eliminati da solo,che fai un favore all’universo,un pericolo in meno per te stesso.

  113. l'autonomo scrive:

    La folgore e il battaglione s.marco,come i granatieri di sardegna,sono battaglioni fascisti per addestramento e per le persone che li compongono,parlo per esperienza personale e diretta.Penso che tu non abbia mai fatto parte di uno di questi.

    Queste persone sono quelle messe sotto inchiesta per i bordelli con minorenni in bosnia,somalia,kosovo e iraq.

    Queste persone prendono 6.000 euro al mese per ammazzare altre persone come cani in mezzo a una strada.

    Queste persone sono le stresse che quando muoiono di tumori vari per uranio impoverito delle loro armi vengono insultate e le loro famiglie,che chiedono giustizia, minacciate e tacciate di antipatriottismo.

    Mi devi spiegare se sono dei servi della sconfitta del nostro beaneamato mussolini che stiamo pagando ancora adesso facendo i cani da guardia del capitalismo occidentale,mentre potevano avere una gloriosa nazione nazionalsocialista dispensatrice di onore e rispetto per i cadaveri dei suoi figli,oppure ambasciatori della grande e civile italia del puttaniere.

    Torante nelle fogne fascisti codardi.

  114. l'autonomo scrive:

    Fatti le tue seghe mentali,imbecille.

  115. l'autonomo scrive:

    Trading and Institutional Building,alla faccia,sono puri escrementi di maiale della nato di cui si ciba il vostro nazionalfascismo,eppure napolitano era comunista quando i giudici comunisti reprimevano gli autonomi e il movimento,allora come se son servi li vogliamo,anche comunisti purchè servi.

    Ma se avvesse citato Emergency,ops quelli si che so comunisti,bastardi e schifosi.

    Siete solo delle povere persone,senza un minimo di dignità.

  116. yourworstingnightmare yourworstingnightmare scrive:

    siete siete…ma perché generalizzi?

    stai a battibeccà con luciano baroni…e non rompe li cojoni a tutti!!!

    e poi, visto che so’ intervenuto…ma che cazzo stai a dì, fai 1 casino co’ le nazionali, le esportazione, i nazionalfascisti, nonno giorgio.

    e lascia stare emergency, emergency, emergency…o fatti curare dai suoi medici che sono bravi.

    quelli di emergency non sono comunisti, lo credi tu…chi ama la vita NON PUÒ ESSERE COMMMMUNISTA!!!!

    a cazzaro.

    e lascia sta’ pure la dignità…

  117. ilsenatore scrive:

    bene autonomo. Abbiamo letto da due giorni le tue schifezze. E abbiamo il tuo IP.

    Ora sei pregato di sloggiare, o ne pagherai le conseguenze sul piano legale. Con quello che hai detto ieri, si potrebbe aprire un fascicolo enorme.

    Ora sei pregato di sloggiare per sempre da qui.

  118. yourworstingnightmare yourworstingnightmare scrive:

    troppa importanza, senatò…

  119. l'autonomo scrive:

    Io di fascicoli aperti e chiusi ne ho da vendere.

    Sono stato arrestato sul tetto del leoncavallo.

    Le tue minacce fanno ridere,porta tutto il post in tribunale.

    Di conseguenze legali c’è ne saranno molte.

    Ti do pure nome e cognome con indirizzo:

    Giovanni Spreafico

    via s.carlo 19

    Lissone

    A infami conigli.

  120. ilsenatore scrive:

    hai ragione, ma mi sono rotto le palle di questi vermi

  121. ilsenatore scrive:

    bene. Ora sparisci.

  122. l'autonomo scrive:

    Ducetto di turno,sparisci tu e se mi succede qualcosa nell’ombra sei il primo indiziato.

    Possibile che non si trovi un fascista con le palle.

  123. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Guardati allo specchio e ricordati di esserne senza.

  124. yourworstingnightmare yourworstingnightmare scrive:

    beh, ti dirò, dei tuoi procedimenti penali e delle tegole che ti sono cadute in testa, causa scalate di tettoie varie, me ne frega poco però ti dico, giovanni…che se cerchi i fascisti, devi annà ‘n’atra volta al leoncavallo…lì è pieno così!!!

    quello è l’habitat ideale, l’humus migliore fermenta lì.

    con lo sprezzo del pericolo che qui manifesti, dai, vai…

  125. l'autonomo scrive:

    Vis a Vis,infami

  126. l'autonomo scrive:

    Non ho avuto nessuna tegola sulla testa,io rivendico le mie idee e le mie azioni,fino alla galera,due volte, alle denunce,alle minacce e oltre.

    Una volta si rispettava l’avversario ora manco quello,a me va bene,l’ho imparato sulla mia pelle.

    Se per scrivere su un blog si deve arrivare a questi livelli affari vostri e di chi ci scrive,ma non pensate di avere un futuro di rose e fiori.

  127. yourworstingnightmare yourworstingnightmare scrive:

    ma tu fai bene a rivendicare quello in cui credi.

    viviamo in un paese libero nonostante il gioco sporco del pci e dei suoi surrogati successivi…

    fai bene a credere in quello che credi.

    solo che è merda…

    ti potrei dire che anche i talebani “rivendicano”…e te lo dico.

    fascismo si chiama.

    però io sono contrario ad ogni censura.

    ogni tuo commento, inoltre, è uno stimolo a non indietreggiare di fronte al pensiero unico che si staglia immanente.

    per questo chiedo al senatore di cestinare il tuo ip.

    senatò, aprigli una card privilegiata, fai qualcosa!

    tu, autonomo…come memoria storica, nel tuo stronzo piccolo, sei di stimolo…

    a me stimoli due cose.

    la peristalsi…ma lo sanno tutti che non posso fare a meno di evocare tali effetti liberatori…poi mi stimoli pure la voglia di combatetre il fascismo, comunque si palesi, qualunque tetto calchi…

    e pure questo lo avrebbero dovuto capire tutti ormai, pure i miei “amici” geni.

    ripeto…viviamo in un paese libero nonostante il tuo ip.

  128. ilsenatore scrive:

    già, perchè tu (come tanti) vedi le cose solo da una parte. Non importa che uno qui dentro abbia detto che è giusto che siano morti quei fascisti, maiali, ecc ecc. No, a te non te ne frega niente. Quello che va condannato è il comportamento di Daw o mio.

  129. yourworstingnightmare yourworstingnightmare scrive:

    ciao genio…

    mi chiedevo dove fosse l’apportatore di serenità…

  130. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    NAPOLITANO FA ASPETTARE I MORTI

    Martino Cervo

    Pubblicato il giorno: 19/09/09

    Imbarazzo è poco. Incidente diplomatico, forse, per ora è troppo. Di certo c’è una successione di fatti che ha instillato in qualcuno, anche ai piani alti dello Stato, più di un interrogativo nelle ultime ore. La concatenazione di accadimenti, misti a un clima strano e di non detto che aleggiava ieri, più o meno è questa. La mattina peggiore del 2009 per l’esercito italiano sorprende Giorgio Napolitano all’estero. Il capo di Stato è appena arrivato in Giappone dalla Corea del Sud. Le sue funzioni sono rette, in Italia, da Renato Schifani, presidente del Senato, come prevede la Costituzione.

    La prima carica dello Stato riceve la notizia dell’attentato kamikaze che strappa le vite di sei ragazzi della Folgore a Kabul durante l’intervallo del “Don Carlo”, opera di Verdi cui stava assistendo al Teatro Bunka Kaikan della capitale giapponese. Napolitano ha un fitto colloquio telefonico con il capo di Stato maggiore dell’esercito, Vincenzo Camporini. Esce un comunicato in tempi rapidissimi: Napolitano «esprime il suo cordoglio per la morte di sei valorosi militari italiani impegnati in Afghanistan in una difficile missione internazionale per la pace e la stabilità». Il presidente sta valutando, aggiungono i dispacci d’agenzia, «di anticipare il rientro in Italia da Tokyo, dove si trova in visita ufficiale». Addirittura, Sky Tg 24 dà per certa la notizia del ritorno affrettato. Il Colle fa sapere: «Prenderò le mie decisioni sulla base delle notizie che avrò successivamente».

    Successivamente (quattro ore dopo, siamo sempre a giovedì), il colonnello Benito Milani, che comanda la caserma Bandini di Siena da cui erano partiti i militari, dice all’Ansa che «i feretri con le salme potrebbero tornare in Italia domani o dopodomani». Cioè ieri o oggi. Napolitano nel frattempo prosegue la visita (16-19 settembre, spiega il sito del Quirinale). Incontra le maestranze del Teatro alla Scala di Milano, di scena a Tokyo, sale sul palco accanto all’imperatore Akihito e all’imperatrice Michiko. Rassicura il sovrintendente Lissner sui tagli alla cultura: «Questo è per me un argomento prioritario». Saluta l’Assemblea plenaria dell’Italy-Japan business group all’Istituto italiano di Cultura spiegando che «gli ultimi anni hanno fatto registrare un notevolissimo sviluppo delle relazioni tra Roma e Tokyo, in primo luogo grazie al dinamismo e allo spirito competitivo delle imprese italiane e giapponesi». Nel frattempo, ovviamente si tiene informato sugli sviluppi dell’attentato. Scambia una telefonata con il ministro della Difesa Ignazio La Russa: «È stata una telefonata molto toccante», spiega l’ex colonnello di An.

    Ieri però, a mezzogiorno, quando in Giappone erano le 19, è stato proprio La Russa a spiegare, al termine del consiglio dei ministri, che «le salme arriveranno domenica mattina presto e ci sarà il presidente della Repubblica che ha voluto assicurare la sua presenza». Presenza non anticipata rispetto ai programmi. Intanto, a margine di un incontro con gli editori nipponici, Napolitano spiegava: «Mi hanno spiegato che l’imperatore Akihito e l’imperatrice Michiko hanno fatto un gesto di attenzione senza precedenti accompagnandomi alla rappresentazione del “Don Carlo”. È un fatto senza precedenti che l’imperatore partecipi a una rappresentazione teatrale pubblica. È un gesto di grande attenzione giustificato anche dalla sua passione per la musica». Dopo aver parlato dell’impegno dell’Italia in Afghanistan, ribadito che la missione non cambia, Napolitano ha avuto un colloquio col nuovo premier progressista Yukio Hatoyama. «Credo che si stiano aprendo in Giappone, con questo nuovo governo, scenari di grande interesse. Il premier mi ha chiesto perché ci sono voluti 50 anni per arrivare al punto in cui siamo con la Ue e ha spiegato che intende proporre in Asia un processo simile». Mentre lo diceva, c’era chi si chiedeva perché Napolitano non fosse tornato prima in Italia.

  131. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Non scusiamo il ritardo

    Maurizio Belpietro

    Pubblicato il giorno: 19/09/09

    C’è una specialità in cui gli italiani anche di fronte a una tragedia sono imbattibili: le prediche inutili. Lo si tocca con mano in questi giorni, di fronte ai corpi senza vita di sei nostri soldati. Subito dopo l’attentato di Kabul è cominciato un balletto di prese di posizione che dimostra una sola cosa: molti onorevoli dicono cose disonorevoli pur di finire sulle pagine dei giornali. Dinnanzi alle bare bisognerebbe invece avere il coraggio di tacere e, se proprio non ci si trattiene, sarebbe consigliato dire cose sensate o quanto meno documentate. E invece no, si discute se sia meglio restare oppure andarsene in tutta fretta, se le regole d’ingaggio siano sbagliate o non sia meglio deporre le armi per trasformare i nostri in una truppa di crocerossini.

    Un dibattito che va sotto il segno dell’ipocrisia e camuffa le parole per nascondere una realtà che potrebbe urtare la suscettibilità dell’opinione pubblica, la quale è certo di animo sensibile e per niente guerrafondaia, ma non stupida. Meglio sarebbe dire la verità: quella afgana è una missione di guerra, non di pace, come invece si continua a lasciar credere. Altrimenti non avremmo fatto decollare i bombardieri. I nostri soldati sono lì per combattere e non per distribuire torroni: a Kabul, Herat, Farah, Ghowr e Badghis lottano per sconfiggere i talebani, e ad agosto, nel solo Nord, i conflitti sono stati una decina, in ognuno dei quali i militari italiani hanno rischiato la vita.

    Sarebbe ora che la classe politica avesse il coraggio delle proprie responsabilità e spiegasse al paese come stanno le cose, preparandolo anche ai lutti: senza infingimenti, né ambiguità, dicendo che quella che si combatte laggiù è una guerra nell’interesse nostro, dell’Italia e degli italiani. Chi ha il peso delle decisioni dovrebbe anche chiarire che sarà lunga e non una favola di Natale, con i soldati che rientrano per le feste, e per vincerla ci vorranno più uomini, altri soldi e nuove regole. Non si può più infatti tacere sulla disposizione che impedisce alle nostre truppe di sferrare un’offensiva, ma le costringe a reagire solo se attaccate, impedendo di colpire i banditi nei loro covi. La guerra è guerra e non si combatte con una mano dietro la schiena, né facendo opere di bene per contentare i pacifisti.

    Di fronte alla tragedia e per meglio onorare i caduti serve un sussulto di onestà e realismo, che può venire solo da chi ha senso dello stato e poteri di comando. E, a proposito di istituzioni, nel momento di cordoglio che ci ha coinvolti tutti quanti, non ci piace la notizia che ci è giunta ieri in redazione, che parla di rinvio del ritorno in patria delle salme dei nostri soldati. Secondo fonti militari avrebbero dovuto atterrare a Roma ieri sera o al più tardi sabato mattina, ma poi si è preferito spostare l’arrivo a domenica, probabilmente per aspettare il ritorno dal Giappone di Giorgio Napolitano e consentire al capo dello stato di accogliere adeguatamente le bare. Sappiamo che ora troveranno una giustificazione qualsiasi per evitare al Quirinale una brutta figura, ma la ricostruzione dei cronisti di Libero lascia pochi dubbi. Già non avevamo apprezzato che il presidente della repubblica non avesse interrotto il viaggio appena saputo dell’attentato a Kabul (e se qualcuno gli ha consigliato di restare in Asia gli ha reso un cattivo servizio), ma sapere che si è ritardato il ritorno dei morti per far con comodo ritornare i vivi, ci pare intollerabile. A noi, e forse anche ai familiari dei caduti.

  132. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Un commento su Panorama, nella home.

    Padova, 19 settembre 009.

    E continuiamo a chiamarlo Presidente ! !

    Ha mille ragioni mille, “Libero” a sottolinearlo.

    Mi sembra che nonostante la strage di Kabul compiuta dai Talebani sui nostri soldati della “Folgore” con l’uccisione di sei ragazzi ed il ferimento di quattro, l’”Uomo del Colle” non si è scomposto ed ha continuato il viaggio in Asia con la Sua Clio ( non ho capito…illuminatemi… ma è una Renault ?) invece di fare ritorno immantinente in Patria per ricevere ed onorare le salme dei nostri eroi. ? Come ? impegni di Stato impellenti ? Ma che c’è di più impellente di fronte ad una Morte annunciata ?

    Vi immaginate se l’avesse fatto Silvio Berlusconi ?

    Bandiere Rosse, cortei di Epifani , della Fiom dei no-global, dei centri (a)sociali, giornali come Repubblica l’Espresso, L’Unità, Di Pietro ( il Nonsenso politico), D’Avanzo, Travaglio, Santoro Floris, Pardi, Eco, Camilleri, Franceschiello, Bersani, D’Alema & Sons, tutti in piazza con “Falce e Martello” a gridare <>

    VERGOGNA, VERGOGNA VERGOGNA ITALIA ! !

    Perché non chiediamo le Sue dimissioni ( noi del Popolo Libero con lo “scettro Costituzionale “) affinchè vengano rispettate quelle giovani morti ?

    Dite che mi prenderò una denuncia per mancato rispetto o peggio ? E perché, di grazia. Per essere un Italiano VERO, anche se di età avanzata ?

    lapolide

  133. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Una risposta.

    Ciao Lapolide…

    Il mezzopresidente,mezzo perchè è stato votato solo da una parte dei parlamentari che avevano una risicata maggioranza, io non lo riconosco in quanto ha trascorso una vita a denigrare l’Italia prima e a sfruttarla poi……

    Cosa ti vuoi aspettare da un voltagabbana con tonnellate di pelo sullo stomaco? beh si qualcosa ci possiamo aspettare una querela……

    Marcello

  134. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Sui problemi derivati dagli ingaggi, per i nostri Parà e per qualsiasi altro nostro Militare o Civile, impegnati nelle Missioni Internazionali.

    Un esempio di regole di ingaggio è la procedura delle quattro S, abbreviata in 4S, seguita dall’esercito americano presso un posto di blocco, allo scopo di fermare un’auto o un qualsiasi veicolo ritenuto pericoloso.

    Le quattro fasi sono:

    Shout (grida): i soldati, a 150 metri di distanza segnalano al conducente di fermarsi, attraverso segnalazioni manuali, grida, segnali luminosi;

    Show (mostra): a 100 metri dal posto di blocco il conducente del veicolo viene colpito da un laser verde, per costringerlo a rallentare;

    Shove (allontana): nel caso l’auto non avesse ancora rallentato, i soldati sparano alcuni colpi in aria;

    Shoot (spara): quando il veicolo giunge alla pericolosa distanza di 50 metri, i soldati si ritengono autorizzati a sparare al fine di neutralizzare (se necessario anche ferire e uccidere) il presunto aggressore.

    Prendiamo il caso4 (quello di dover sparare) e facciamo alcune considerazioni di fisica elementare.

    Una velocità di 50 km/h corrisponde 13,8 metri al secondo quindi un veicolo per percorre 50 metri impiega 3,6 secondi.

    Supponiamo pure che il militare abbia una prontezza di riflessi eccezionali e che spari alla distanza di 50 metri, uccidendo al primo colpo l’autista, il mezzo continuerà ad avanzare per forza di inerzia.

    Provate ad andare in auto a 50km/h in presa diretta e togliete il piede dall’acceleratore, vedrete che il veicolo rallenta lentamente e continua a percorre ancora diverse decine di metri.

    Pertanto il mezzo sospetto arriverà cmq nei pressi del checkpoint a meno di non averlo fatto saltare con un colpo di cannone.

    A mio avviso bisognerebbe mettere ad un checkpoint, magari in Afganistan, gli estensori di queste regole.

    Saluti Marcello

  135. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Compagni con l’elmetto Se la fa Obama la guerra è bella

    Fausto Carioti

    Pubblicato il giorno: 19/09/09

    Fedeli alla linea

    Ci volevano Concita De Gregorio e Massimo D’Alema per riempire due pagine dell’Unità con un’intervista sulla guerra in Afghanistan nella quale si parla di tutto tranne che dell’unica cosa vera, quella da cui dipende l’atteggiamento del Pd: Barack Obama, ultimo oggetto di devozione rimasto alla sinistra italiana. Il presidente statunitense, che ha puntato tutte le sue carte sulla pacificazione di Kabul, di defezioni e tentennamenti non vuole sentire parlare. E gli ex comunisti, fedeli alla linea atlantica come un tempo lo erano al patto di Varsavia, si adeguano. Il rapporto con Washington, per loro, non è mai stato importante come oggi.

    Dalle parti del Partito democratico italiano la consegna è chiara: stare al fianco degli Stati Uniti, il cui nuovo ambasciatore, David H. Thorne, è entrato da pochi giorni in carica a Roma e ha già iniziato il suo giro di consultazioni più o meno ufficiali. Questa manifestazione di amicizia incondizionata, però, andrebbe esercitata senza perdere di vista i pochi elettori rimasti al Pd. I quali, se venissero a sapere che il loro partito ha l’esigenza di superare il governo Berlusconi in filoamericanismo, non gradirebbero. Così si è deciso di muovere qualche critica di facciata a come viene gestita la missione militare in Afghanistan, ma guardandosi bene dal tirare in ballo il suo responsabile politico, il presidente Obama. Tantomeno ci si azzarda a chiedere il ritiro dei nostri soldati.

    La guerra giusta

    L’attuale e massiccio impiego di soldati in Afghanistan, infatti, non porta la firma di George W. Bush, che pure aveva iniziato il conflitto, ma quella del suo successore democratico. Già la campagna elettorale di Obama per la presidenza degli Stati Uniti era stata giocata, sotto il profilo della politica estera, proprio sulla contrapposizione tra la “guerra sbagliata”, quella in Iraq, e la “guerra giusta”, combattuta a Kabul e dintorni, sulla quale bisogna investire tutto. Per affrontare quest’ultima nel modo migliore Obama ha confermato al suo posto Robert Gates, che già era stato segretario alla Difesa nell’amministrazione Bush e da lì aveva gestito la seconda fase della guerra in Iraq e in Afghanistan. Obama ha poi chiamato a guidare le truppe sul campo il generale Stanley McChrystal, uno che si è fatto la fama di duro a Bagdad e che basa la sua strategia su un impiego oneroso di truppe, americane ed alleate.

    Quanto a noialtri, Obama e il suo vice, Joe Biden, hanno sempre detto che avremmo dovuto svolgere un ruolo importante nello scenario afghano. Nel programma con cui hanno vinto la corsa alla Casa Bianca si leggeva: «Le alleanze tradizionali dell’America, come la Nato, debbono essere trasformate e rafforzate, anche su materie di sicurezza comune come l’Afghanistan, la sicurezza nazionale e la lotta al terrorismo. Rinnoveremo le alleanze e ci assicureremo che i nostri alleati contribuiscano con una giusta quota alla nostra sicurezza reciproca». Insomma, prima ancora di essere eletti già si preparavano a chiederci di fare di più. Concetto ribadito dinanzi al Senato americano, un mese fa, proprio da Thorne: «Se sarò confermato ambasciatore, incoraggerò l’Italia a continuare il suo impegno per fornire personale militare e aiuti alla ricostruzione e allo sviluppo per l’Afghanistan e il Pakistan».

    Togliere i nostri soldati da laggiù, come vorrebbe la grandissima parte degli elettori di sinistra (e pure una fetta consistente di quelli di destra), o anche ridurre la nostra presenza, è un’opzione che per Washington, semplicemente, non esiste. Anche perché McCrystal, tra pochi giorni, chiederà altri soldati a Obama, e la sua richiesta è condivisa da Mike Mullen, capo degli Stati maggiori della Difesa, e dal generale David Petraeus, responsabile delle operazioni in Medio Oriente. I vertici militari vorrebbero schierare sul teatro afghano altri quarantamila soldati, e per Obama non sarà facile accontentarli. L’opinione pubblica statunitense inizia a essere stufa del conflitto, quasi quanto quella italiana.

    Gara di fedeltà

    Piero Fassino, al pari dei suoi colleghi di partito, ha ben presente la situazione, e in queste ore smania per far vedere agli americani che il Pd è un amico più fedele del governo Berlusconi, dove c’è quell’inaffidabile di Umberto Bossi. Così ieri il responsabile esteri del Partito democratico ha inviato a Washington la professione di fede che si attendevano dal principale partito dell’opposizione italiana: «È giusto stare in Afghanistan, che di tutti è il territorio più esposto e più difficile», ha sancito pubblicamente Fassino, perché «garantire la sicurezza in Afghanistan vuol dire garantirla ovunque nel mondo». Allineato e coperto. Lo stesso Berlusconi non avrebbe saputo fare di meglio.

  136. Luciano Baroni Luciano Baroni scrive:

    Basta indecenze: questa è una guerra

    Maria Giovanna Maglie

    Pubblicato il giorno: 19/09/09

    LA MISSIONE

    Ai morti di Kabul dobbiamo un po’ di decenza, e se è inutile aspettarsi di trovarne in Antonio Di Pietro, che non conosce l’espressione, è naturale aspettarsela da un ministro della Repubblica, quale è Umberto Bossi. La decenza impone di non mostrare ai parenti dei morti e ai militari che rimangono lì a lavorare che al primo incidente grave, al primo segno serio e concreto della tremenda difficoltà nella quale si trovano le missioni militari internazionali, le autorità, gli esponenti politici, gli intellettuali pensosi, preparano la fuga, peggio, che ritengono quella missione inutile o pericolosa, dunque che i morti se la sono cercata.

    La decenza impone di dire almeno una parte della verità, cioè che in Afghanistan si è spostato il fronte duro, il terrorismo peggiore, anche se disperato ed estremo, quello che per qualche anno ha piagato l’Iraq. Nell’ex inferno di Saddam Hussein la strategia di George W. Bush, proprio lui, il mostro detestato in Europa, che gli americani già rimpiangono, e che comunque hanno eletto tutte e due le volte possibili, ha funzionato, il braccio armato essendo il fantastico generale Paetreus, adesso lo stesso tentativo strategico, con una massa di soldati che dall’Iraq finalmente si riversano in Afghanistan, si può tentare contro i talebani. Nessuna ritirata è pensabile, nessuna conferenza internazionale la renderebbe possibile, di transition, transizione, si potrà parlare non prima di un anno almeno. Piuttosto varrà la pena di smetterla finalmente di chiamare missioni di pace spedizioni infide, pericolose, per le quali serve preparazione alla guerra, delle peggiori. Chi le fa lo sa benissimo, come lo sanno le famiglie. La decenza impone di non fingere che la realtà sia diversa da quella che tutti conoscono. Facciamola finita, visto che ci siamo, che il lutto ogni po’ ci incalza, di raccontarci che la Costituzione italiana ripudia la guerra, ché di fragorose sciocchezze quella Costituzione è piena, basti l’incipit su una Repubblica fondata sul lavoro. Se non si riesce a cambiarla laddove sembra la scimmiottatura di un testo dell’Unione Sovietica, teniamola come un vecchio reperto, la polvere ci si accumuli serena.

    Ai nostri morti di Kabul, come a quelli calpestati e negletti di Nassirya, dobbiamo la decenza del giudizio severo. I talebani sono il Male, meglio ne sono un miserabile strumento. Devono essere sconfitti, almeno è doveroso provarci. Non basterebbe certo levare le tende per fingere che non esistano, per illudersi che si contentino di vivere nel loro Paese, limitandosi a torturare gli afghani, a diseducare i bambini, a perseguitare le donne. Non funziona così, e questo errore lo ha già fatto l’America in compagnia dell’Europa negli spensierati anni 90, mentre Osama bin Laden preparava in Afghanistan l’11 Settembre, la strage di Madrid, quella di Londra. Se in Italia non è successo, non è mica perché abbiamo fatto i bravi, è perché siamo andati in missione con i cattivi, qualche volta azzeccando le mosse, qualche volta sbagliando, almeno reagendo. Ho molto stima e simpatia per Bill Clinton, soprattutto se lo paragono a Barak Obama, ma non ho dimenticato che il Sudan gli voleva consegnare Osama bin Laden nel 1995, e lui graziosamente rifiutò, loro lo espulsero, lui riparò in Afghanistan. A Barak Obama oggi in una possibile conferenza internazionale dobbiamo chiedere maggiore impegno militare e muso duro, non chiacchiere radical chic, altrimenti lui farà la fine di Jimmy Carter con l’Iran, ma nei guai finiremo anche noi.

    Ai nostri morti di Kabul dobbiamo infine due cose ancora, semplici apparentemente eppure quasi impossibili nel Bel Paese. Pretendiamo rigore dai musulmani che vengono a vivere in Italia e pensino di comportarsi da aspiranti talebani. Non una moschea in più, non un microfono concesso a un imam improvvisato, regole certe e pene severe per chi le viola. Il padre assassino di Pordenone sia condannato all’ergastolo. Ci sarebbe anche da fare un po’ di sano buon giornalismo, meno escort e qualche reportage all’estero in più, che non capiti più di sentirla definire una guerra lontana, dimenticata, così che ai nostri morti tocchi di morire due volte.

  137. Marco scrive:

    con tutto il rispetto io sono stato all’interno dell’esercito, precisamente dove vengono addestrati gli ufficiali insieme a loro, quindi parlo per esperienza personale non meno di te.

    In ogni caso, per te è solo una questione politica, un modo come un altro per attaccare generalizzando, atteggiamento che non ti permette di considerare l’unicità e particolarità dei singoli individui. Per molti è un lavoro, hai ragione, ma la maggior parte ci crede ai balzelli di cui ti parlavo.

    Eviterei fossi in te di dare del fascista a chiunque non condivida la tua opinione, il tuo è un comportamento fascista.

  138. castigamatti scrive:

    leggendo i commenti di gente come TELEPASS che pontifica su tutto e su tutti mi tornano in mente alcuni colleghi d’università, “compagnucci” a modo loro, ai quali bisognava spiegare per filo e per segno tutto perché non sempre riuscivano a comprendere le “sfumature”… orbene, laureatisi, con protervia dimentichi del passato, iniziavano a pontificare contro i loro stessi benefattori apostrofandoli come “fasci”… con i sinistri, al solito, è come dare le perle ai porci… transeat, ad maiora!

    P.S.: TELEPASS, dal momento che sei automunito perché non imbocchi l’autostrada e corri af… là troveresti molti mentecatti con cui confrontarti

  139. castigamatti scrive:

    autonomo… levati dai coglioni maiale di merda… le fogne sono il posto più adatto a te!

  140. Salvhoffa scrive:

    Gli estorsori, almeno impara a parlare italiano, tu di dove sei, vicino all’Accademia della Crusca immagino, piccolo uomo.

    Io ero e sono contro quella guerra, ma quei soldati meritano comunque il mio rispetto perchè penso che credevano nella Patria che li ha mandati a morire lì.

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