E anche Franceschini sfancula Repubblica

Robe da matti. Obama l’aveva fatto a luglio, Zapatero soltanto qualche giorno fa. Oggi tocca a Franceschini. E chi l’avrebbe mai detto? Ormai lo sport nazionale, anzi mondiale, è diventato sfanculare Repubblica. Chissà se diventerà una disciplina olimpionica? Prima l’icona della sinistra europea, oggi il segretario del Partito Democratico. Che ha detto Dario? Questo:
Con la querelle sulle vicende private del premier, ci abbiamo perso anche noi: eravamo riusciti a portare il Paese a discutere della crisi con le nostre proposte, e poi è arrivata quest’ondata.
Chiaro? Il caso delle escort, sollevato da Repubblica con una insistenza ai limiti delle molestie, ha danneggiato il Pd. Purtroppo Franceschini se ne rende conto solo ora, dopo mesi e mesi di discussioni sulla prostata di Berlusconi. Alla fine, secondo i sondaggi, la fiducia nel Cavaliere è addirittura aumentata, mentre quella in Franceschini e nel Pd rimane bassa, anzi bassissima. Oggi Dario apre gli occhi: le escort hanno danneggiato il Pd. E la sfanculata a Repubblica è servita. Poveretti, iniziano a far quasi pena…
lunedì 14 settembre 2009 ore 15:48
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Pike
14.09.09 16:57 at 16:57
ahr ahr ahr naaa ! pure SU-Dario sfancula Repubica? del resto anche Marco Rizzo ( il pelatone comunista ) dice che escortopoli ha fatto guadagnare consensi alla sinistra.
E pure il soufflè Montezum-finiano si sta sgonfiando .
Pessimismo & fastidio a sinistra.
http://www.cafenero.ilcannocchiale.it
Telepass
14.09.09 17:11 at 17:11
Mignottopoli non farà mai migrare ….. consensi alla "sinistra" …..ma farà sicuramente meditare l'elettorato cattolico moderato borghese moralista …..sull'opportunità di continuare a dare fiducia a un soggetto che ormai non ci sta più con la testa.
Il pdl questo problema….lo dovrà affrontare …prima delle prossime elezioni….
Ristacci
14.09.09 17:24 at 17:24
Poveri compagni quanto sognate, di questo passo non vi resta che aspettare il principe azzurro che vi sposi.
LENIN
14.09.09 17:29 at 17:29
Penso sia il caso che le giovani generazioni prendano coscienza di quale gramo futuro le attenda coi vari franceschinifinicasinilettafollinidalemabersaniveltroni…!
Mamma mia che incubo.
Di sicuro ne vedremo delle belle.
Giovanni Urbano
14.09.09 17:31 at 17:31
repubblica non è un organo di partito, ci sta che Franceschini non sia d'accordo con repubblica.
se ti stupisci è solo perchè non hai idea di come funzioni la democrazia e la libertà di stampa.
Repubblica non è libero o il giornale, non risponde alla politica ma all'editore.
coglione e ignorante.
piddi
14.09.09 18:33 at 18:33
Visto che parliamo di giornali, di faziosità e di correttezza … una parolina sui messaggi mafia-style di Feltri nel suo odierno editoriale? Vabbè che fa scrivere Farina … ma sti metodi alla Pecorelli sono abbastanza inquietanti.
Lo dico perchè, visto che grazie al vostro scrupolo ed alla vostra analiticità nell'attività di spulciaggio di Repubblica … ho finalmente capito che si tratta di un giornale schierato contro berlusconi … se vi applicate anche con Il Giornale o con Libero … magari capisco anche per chi lavorano loro.
Pike
14.09.09 18:49 at 18:49
Magari il camerata Ristacci non ha imparato nulla da Giulino di Mezzegra, ma i colonnelli di AN hanno imparato moltissimo dal 25 luglio del 1943. Quando Dino Grandi Bottai Ciano & C. pensarono di poter proseguire il fascismo senza Mussolini .Come si vide Grandi Bottai Ciano & C. fecero il lavoro sporco per Vittorio Emanuele III , che poi non ci pensò nemmeno un istante a mettere Badoglio anzichè lo stesso Grandi alla Presdienza del Consiglio ed estromettendo tutti i congiurati dalle stanze dei bottoni.
Credo che i colonnelli di AN il 25 luglio abbiano troppa memoria storica per ripetere la stessa stupidaggine.Vorrei proprio vederli i 50 congiurati finiani.
E comunque, io a una neo DC preferisco l'attuale "destra-destra" . Come d'altronde neppure Su-Dario pare morire dalla voglia di rifare la diccì e seppellire il bipolarismo.
Intanto A D'alema & Bersani s'avvicinano le procure. E Tarantini da sconosciuto comincia ad essere qualcuno che ha condiviso una barca.Che non è così grande da evitare che due persone si incrocino, n'est ce pas?
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Ristacci
14.09.09 18:57 at 18:57
Ave camerata Pike. Una cosa l'ho imparata che i comunisti erano, sono e saranno sempre merdosi e vigliacchi.
Marcus
14.09.09 19:28 at 19:28
Daw, che delusione… tratti la politica come fosse un eterno Inter – Milan…
papi
14.09.09 19:37 at 19:37
e chi se ne fotte di repubblica e franceschiello!?
comunque ottimo post! congratulazioni.
ora me ne fai uno dello stesso tenore su il giornale…?
yourworstingnightmar
14.09.09 19:53 at 19:53
14/9/2009 – roma: perde 1 milione di voti ma se ne rende conto solo ora: incredibile vicenda. è successo ad un noto politico che non sapendo della perdita, oggi scopre l'acqua calda.
roma – incredibile vicenda. un uomo, che di mestiere fa il politico, ha capito di aver perso 1 milione di voti per colpa delle puttane! al momento della divulgazione della verità non era presente ed il politico, solo successivamente ha appreso dei mancamenti elettorali. così i voti perduti, rischiano di essere carpiti dai 2i classificati. è incredibile, hanno detto gli altri dirigenti di partito "che ci si possa far sfuggire una tale cifra di voti che potrebbe davvero cambiare la vita". i sodali partitici del noto politico, sono in stato di choc perché mai avrebbero pensato di assistere all'estinzione quasi epocale. "la nostra vita ora è distrutta" hanno commentato in seguito. pare che il noto politico in questione, non conosca ancora i dettagli della vicenda, essendo irreperibile per motivi di propaganda. ( notizia by ANSIAROSSAPROSTATAPRESS )
Pike
14.09.09 19:54 at 19:54
La crisi al buio non la vorrà nessuno . I “poteri forti” che aizzarono i giornalisti contro la classe dirigente della prima repubblica ai tempi di tangentopoli si ritrovarono quasi travolti dalle inchieste giudiziarie.Poi il PD (già PDS e poi DS) ha troppi troppi troppi scheletri nell’armadio.Notare come D’ulemah fa stridere gli specchi con le unghie.. Per non parlare di Vendola che si assolve da solo .
Montezemolo Draghi & C. stanno già facendo retromarcia lasciando Fini col cerino acceso a scottargli le dita.
Fesso Fini a farselo lasciare tra le dita, il cerino.
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Telepass
14.09.09 20:06 at 20:06
http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_16…
in merito alla storia d'italia 1859-2009
la perla di "saggezza" di 60 secondi è al minuto 46
…surreale e fantascientifico
Temporaneo Bersanizz
14.09.09 20:12 at 20:12
intanto Bersani canta
http://tv.repubblica.it/copertina/bersani-il-cand…
ma non prendevano in giro B. per queste cose? e le fanno pure loro. doh!
mdante23
14.09.09 20:14 at 20:14
ma perchè non dann retta al berlusca? fin dall'inizio diceva che chi ci rimetteva erano quelli che cavalcavano il gossip ,ben gli sta
corrado prestianni
14.09.09 20:31 at 20:31
articilo completo da http://www.stavrogin2.com
Andrea
14.09.09 20:32 at 20:32
Capisco che per te l’unico politico di sinistra decente sia D’Alema, ogni berluschino vorrebbe alla non-opposizione D’Alema, sai che pacchia, due delinquenti che s’intendono a vista d’occhio.
piddi
14.09.09 20:42 at 20:42
Si votasse domani, Berlusconi farebbe il pieno.
Beh sì. Come alle regionali.
D'altronde ha il 135% dei consensi.
Il 100% degli italiani e pure il 35% degli stranieri.
E' il più bravissimissimo e amatissimo.
Come lui non ce n'è.
E se FI prendeva, al massimo, il 30% … e se senza la Lega manco la maggioranza relativa c'ha (elezioni docet) … e se, ad oggi, il Pdl è lontanuccio dal 50% … gli è colpa del destino cinico e baro, degli infidi alleati (ieri Bossi, poi Casini oggi Fini), dei brogli, di Veronica, di Kakà …
Andrea
14.09.09 20:42 at 20:42
Sarà anche vero che "sfanculare repubblicca" è diventato lo sport nazionale, ma a livello mondiale lo sfanculamento di Silvio-l'utilizzatore finale non ha rivali. Fossi stato in Franceschini avrei cavalcato molto di più quello che voi chiamate "gossip", anche perchè il PD di altri argomenti non ne ha e non ne avrà mai con i vari Franceschini-Bersani-Veltroni-D'Alema, fossi un elettore del PD non avrei dubbi nel votare Marino, peccato che il masochismo di sinistra non abbia limiti.
Andrea
14.09.09 20:50 at 20:50
Se il PD perde consensi per colpa delle puttane (basta chiamarle escort!) è solo perché anche tra le sue fila c'è chi le puttane le ha pagate, Tarantini era amico di tutti, le sue conoscenze vanno dal Berlusca a Dalema, lui si che se ne fotte delle ideologie, un pò come la mafia.
corrado prestianni
14.09.09 21:27 at 21:27
Il congresso-obitorio si preannuncia talmente emozionante da preparare già i crisantemi.
Naturalmente il quadro comandi,i becchini designati,il Politburo sta in largo Fochetti,alla sede di Pravdarepubblica,già insignita del trofeo "Bufala d'oro" dai produttori di mozzarella,per l'incremento dato alla produzione delle bufale negli ultimi mesi.Nella stanza dei bottoni,siede in perfetta mummificazione il no-tax Mauro,purtroppo ora impegnato a stendere nuovi tipi di contratti immobiliari: accucciato ai suoi piedi,il fido cane D'Avanzo che par dormire e sognar zoccole,ma ad ogni suono che assomigli a una B,si mette ad abbaiare.Si vocifera che sia stato addirittura addestrato da Pavlov in persona.Ogni tanto appare in alto,levitante, Frate Eugenio a braccia larghe come una tizianesca Assunta ,ad annunciar la buona novella domenicale "Sento che stavolta ce la faremo"(toccatevi!toccatevi!).
descartes
14.09.09 21:50 at 21:50
Rosicopoli è in pieno delirio. Vi rosicano principalmente tre cose.
Cosa uno: BErlusconi e i berluscones non mandano giù il fatto di non essere universalmente amati e osannati (è arrivato a dirselo da solo, anche i suoi yesman sono scettici), e allora il fatto che fini acquisti simpatie persino a sinistra li manda ai pazzi.
Cosa due: E' vero che due anni fa fini tentò di smarcarsi ma poi si tirò indietro, ma non è scritto da nessuna parte che anche questa volta andrà allo stesso modo. I berluscones lo temono, e rosicano.
Cosa tre: Il supermen è in affanno, gli metteranno la kriptonite nel viagra o chissà, ma è da casoria che perde colpi, un disastro di immagine dopo l'altro. Delirante, sconnesso, idrofobo, ha .perso il tocco. Non incanta più. Il suo ottimismo di facciata esaspera il suo elettorato che, non dimentichiamolo, oltre ad essere composto da evasori, ignoranti e sbracati antitaliani, è anche fatto di gente semplice che inizia a dubitare del nuovo miracolo italiano, specie quando stenta a tirare avanti e non vede spiragli per il futuro.
Italiani arguti pi&u
14.09.09 22:10 at 22:10
Gli ultimi post sono tutti volti ad evidenziare che Repubblica non è un giornale e che tanti sembrano non essere d'accordo con gli articoli di PUTTANOPOLI.
Perchè?
Perchè ha inventato di sana pianta gli scandali che vedono il Berlusca protagonista?
No, semplicemente perchè ne ha parlato troppo, troppo a lungo e in maniera morbosa.
E questo si sa non va bene. Questo spetta al PDL, ripetere e ribadire le stesse cose fino allo sfinimento.
BERLUSCONI E' BUONO
BERLUSCONI E' BELLO
BERLUSCONI E' FIGO
BERLUSCONI E' ER MEGLIO
BERLUSCONI E' IL PIU' GRANDE STATISTA DI TUTTI I TEMPI
La stampa ostile non va bene.
Si interessa di cose che agli italiani non interessano.
E poi fa domande scomode a cui non si può rispondere.
Un pò come quei giornalisti stranieri che chiedono se sia il caso di DIMETTERSI e ai qualit Berlusconi risponde che forse dovrebbe leggere altri giornali, forse si riferiva a Il Giornale, almeno a casa sua nessuno osa contraddirlo…
..ma chissà un giorno tutti gli daranno ragione, qualcuno diceva che i pazzi vanno assecondati, ma qui si esagera.
il nano
14.09.09 23:03 at 23:03
Ecco, sì, come dire: un giornale che non fa comodo a un partito non ha senso.
Patito inteso nel senso istituzionale del termine, specifico per non veder ritirare fuori il "teorema" – virgolettato perchè in questo senso usato impropriamente, ma proprio nel senso attribuito due o tre post fa – del "superpartico repubblica".
Un giornale, un organo di informazione, a mio modo di vedere, più piedi calpesta, più persone importanti infastidisce, più fa il suo mestiere. A meno che non agisca da sicario.
E gli unici applausi, per quanto fintamente velati, letti su questo blog, sono andati, appunto, a un sicario che domani sarà in prima fila a impalmare il padrone. Anzi, il fratello del pardone, come più volte sottolineato.
descartes
14.09.09 23:10 at 23:10
Poi dicono che non sono mafiosi. Il metodo è esattamente quello.
mdante23
14.09.09 23:22 at 23:22
Questa vicenda della libertà di stampa in Italia ha in sé tutte le caratteristiche della pochezza morale, prima ancora che intellettuale, dell’intellighenzia di sinistra. Ricorderebbe la storiella del lupo e dell’agnello, se non si trattasse di Berlusconi, che certo agnello non è.
La migliore risposta alla grande manifestazione popolare in difesa della libertà di stampa in Italia l’ha data un gruppo amici su Facebook, indicendo sulla rete, in pari data, la manifestazione nazionale virtuale per la “Libertà di cazzeggio”.
I promotori si dicono certi che, dalle parti di Roma, dove lo stesso giorno si svolgerà la seriosissima manifestazione per la libertà d’informazione, molti saranno i contributi alla loro iniziativa. Si legge nel loro appello: “Condividiamo il principio di base (la libertà di stampa ndr), anzi ne siamo fanatici sostenitori, ma siamo certi che se davvero in Italia fosse in pericolo la libertà di stampa, D’Alema e Franceschini, Bersani e Di Pietro non sparerebbero le ‘cazzate’ che sparano. D’Avanzo e Travaglio non scriverebbero le ‘cazzate’ che scrivono. E noi non ci faremmo le risate che ci facciamo. Noi siamo spiriti liberi. Liberi di scrivere e di leggere. Di ridere per ciò che altri ritengono serio e di piangere per ciò che altri ritengono divertente. Di vedere un mondo diverso da quello cupo e irreale che dipingono Scalfari e Bocca, Furio Colombo e Concita De Gregorio, Umberto Eco e Oscar Luigi Scalfaro. Liberi di credere che i veri regimi autoritari sono altri, ben più sanguinosi, stranamente ignorati da queste stesse persone che oggi sostengono di combattere un bavaglio alla stampa che non esiste. Liberi di pensare che il 19 settembre sarà la “Giornata del cazzeggio”. Liberi, infine, di bandire, per quel giorno, il concorso via internet per l’elezione del “più ‘cazzaro’ di tutti”. Che la gara abbia inizio. E vinca il migliore.
http://www.laici.it
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15.09.09 0:01 at 00:01
… ma i bravi nazi-fascisti tipo i ristacci e i pike non hanno niente da dire sulle puttanate del cerebroleso di pontedilegno e sulla badania libera?? e pensare che simili cazzate arrivano non da un partito extraparlamentare ma dal braccio destro del put nazionale. che miseria!!!
e il buon daw, un pensierino piccolo piccolo?????
Simone
15.09.09 1:15 at 01:15
Questo articolo può essere tranquillamente rivolto ai tenutari del blog e dintorni.
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Analisi a margine della strategia di Gianfranco Fini
Fare politica, oltre il presentismo
di Alessandro Campi
Gianfranco Fini non abbandonerà Silvio Berlusconi: non gli farà lo sgambetto fondando un suo nuovo partito e non darà una mano ai nemici di quest'ultimo annidati nel Palazzo, nelle redazioni dei giornali e nelle procure. E ciò non per le ragioni che suggerisce Feltri nel suo editoriale sul “Giornale” di oggi: perché diversamente, se non si decide a “rientrare nei ranghi”, anche lui e i suoi uomini verranno travolti dal fango, dai dossier anonimi e dal fuoco della calunnia a mezzo stampa. Ma per ragioni più serie e cogenti, di natura politica, che sfuggono o non sono ritenute importanti da chi ha deciso di derubricare la lotta politica a minaccia e ricatto.
La prima, sentimentale, è che quindici anni di collaborazione e di amicizia, di incontri che in alcune fasi sono stati persino quotidiani, non si cancellano d'un colpo, solo perché nel frattempo sono insorti divaricazioni e attriti. Riconoscenza e lealtà, si dice, non hanno nulla a che fare con i rapporti di potere, dove contano solo l'interesse e il tornaconto immediati, ma questo è il realismo dei cinici, che pensano di saperla lunga, di conoscere il mondo la storia e gli uomini, mentre in realtà hanno solo idee confuse e approssimative, finendo così per interpretare la politica a misura delle proprie miserie.
La seconda, più concreta e fattuale, è che Fini non ha alcuna convenienza ad apparire – ammesso sia mai stata questa la sua intenzione – come colui che colpisce alle spalle il suo antico alleato, per di più in un momento di sua oggettiva difficoltà e in una fase politicamente così turbolenta e magmatica, che sembra fatta apposta per favorire le peggiori avventure. L'elettorato non apprezzerebbe quello che a tutti gli effetti sarebbe un tradimento, un gesto estremo e imperdonabile, che in politica non ha mai portato fortuna a chi lo ha commesso.
La terza, quella dirimente, è che Fini – come lui va ripetendo, senza che nessuno si decida a prenderlo sul serio – sta conducendo una battaglia diversa – per contenuti e tempi di svolgimento – da quella che gli viene quotidianamente imputata: non una guerra di logoramento e d’usura ai danni del Cavaliere, che sarebbe in effetti un suicidio politico, ma appunto una battaglia di idee – e conseguentemente anche politica – finalizzata a due obiettivi di massima: da un lato, la creazione di un blocco sociale, politico e culturale che possa stabilizzare il berlusconismo, dandogli un futuro, e rendere permanenti le trasformazioni che hanno investito il sistema politico nell’ultimo quindicennio, a partire dal bipolarismo; dall’altro, la definizione di un orizzonte ideale, di un sistema di valori, di uno stile politico, diversi da quelli che caratterizzano attualmente il centrodestra, meno orientati al populismo e alla demagogia antipolitica, maggiormente aderenti al modo d’essere e di ragionare dei partiti e delle forze che si riconoscono nella famiglia del popolarismo europeo.
A Gubbio Fini è stato chiaro: il Popolo della libertà è e rimane il suo partito. Solo che lo vorrebbe diverso da come è attualmente. Al momento nulla più di un organigramma, all’interno del quale poco si discute e poco si decide. Un partito che la gente non vota, dice lo stesso Denis Verdini, uno dei suoi coordinatori, perché in realtà la gente vota solo e soltanto Silvio Berlusconi. Ma se le cose stanno così perché non chiuderlo direttamente? Che senso ha mantenere in piedi un simile apparato se si tratta solo di una copertura o di una messinscena, se ciò che conta – oggi, domani, sempre – è solo e soltanto la volontà di Berlusconi e la sua capacità di aggregare consenso qualunque cosa faccia e dica?
La verità è che tra i maggiorenti del partito, tra i fedelissimi di Berlusconi, ha preso piede nel corso del tempo un atteggiamento che si può solo definire nichilista e potenzialmente autodistruttivo. Il loro problema non è, forse non è mai stato, dare continuità storica al berlusconismo, farlo diventare una famiglia politica stabile, perpetuare un’eredità e dare un senso politicamente compiuto ad una stagione politica tra le più convulse e tuttavia esaltanti della recente storia italiana, ma cavalcare l’onda sino a che ci sarà Berlusconi. Brunetta, per fare un esempio, quest’atteggiamento lo ha apertamente teorizzato: io sono berlusconiano, ha scritto alla lettera qualche tempo fa, perché a me del dopo Berlusconi non me ne importa nulla. Dopo Silvio, dunque, venga pure il diluvio, tanto noi non ci saremo più e comunque a quel punto, quando la festa sarà finita, faremo altre cose. Nel frattempo, però, quanto ci siamo divertiti!
Bene, il problema di Fini, che è poi il problema dei moderati e della stessa politica italiana, è esattamente il contrario: far sì che dopo Berlusconi, quando sarà, non si torni al punto di partenza, non vincano i restauratori o i nostalgici della Prima Repubblica, non ci si trovi in un deserto di rovine, non si lasci campo libero al progetto disgregante perseguito con precisione chirurgica dalla Lega. E perché ciò accada, perché questi quindici anni di storia italiana non si risolvano dunque in una solitaria cavalcata nel deserto, avvincente quanto sterile, lo strumento del partito è a dir poco indispensabile.
Ma, appunto, un partito vero. Con un leader, certo, ma anche con una base militante, con dirigenti e quadri che trovino qualcuno a Roma disposto ad ascoltarli, con una sua autonoma piattaforma culturale, con molte anime e sensibilità al suo interno, tutte legittime e rispettose le une delle altre, come si conviene ad un partito che è nato per essere inclusivo e plurale, per parlare a quanti più italiani possibile, per imporre nella società italiana una presenza non effimera.
E invece questo partito, almeno per come appare sinora, è silente e inconsistente. Dovrebbe essere, perché a questo servono i partiti, la cinghia di trasmissione attraverso la quale stabilire un dialogo continuo e costruttivo con la società italiana nelle sue diverse articolazioni. Nella realtà, avendo sposato l’idea del partito carismatico-plebiscitario, inteso come semplice comitato elettorale, come forza d’urto da mobilitare solo in occasione di adunate propagandistiche e di scadenze alle urne, sta accadendo esattamente il contrario. Ciò che conta, ciò che si ritiene politicamente pagante, è solo il continuo appello al “popolo”, che è un’astrazione retorica, mentre si trascurano il radicamento nel territorio e il dialogo con le forze sociali organizzate, finendo così per aderire ad un’immagine falsata e sociologicamente primitiva della realtà italiana, percepita alla stregua di un magma indistinto, di un blocco destrutturato abitato da individui alla deriva, ai quali solo il carisma del capo può offrire un ancoraggio stabile. Peggio, nel convincimento che sia in corso una guerra politica all’ultimo sangue, con l’idea di dover difendere a spada tratta Berlusconi dai suoi molti nemici ovunque annidati, si è addirittura scelto di andare allo scontro frontale con qualunque forma di potere sociale organizzato. Si sospetta degli industriali perché dialogano con la Cigl. Si ritengono i sindacati un freno allo sviluppo economico. Si polemizza con la Chiesa solo perché, facendo il suo mestiere, invita a comportamenti morali gli individui. Si inveisce contro il culturame come ai tempi di Scelba. Si considerano i giornali un covo di sovversivi. Si mortifica il pubblico impiego con le campagne contro i fannulloni. Si inveisce contro il sistema bancario. Si vede nella magistratura una minaccia all’ordine costituito. Si impreca in modo indistinto contro i “poteri forti”. Si trascurano le forze dell’ordine per fare posto alle ronde. Si trattano gli immigrati, che sono ormai una presenza stabile nella società italiana, come ospiti indesiderati. Si tolgono risorse alla scuola nella convinzione che tanto i professori votino tutti a sinistra.
Insomma, stiamo assistendo allo strano spettacolo di un partito, il più grande in Italia e uno dei più grandi in Europa, che è attualmente al potere ma si comporta come una forza di minoranza, assediata e priva di respiro progettuale, senza una forza propria, in urto con il mondo intero. Un partito che senza accorgersene sta procedendo sulla strada dell’isolamento sociale, che prima o poi, quando non ci sarà più la magia di Silvio a far quadrare le cose, rischia a sua volta di diventare isolamento politico ed elettorale. Questo Fini sembra averlo capito e per questo vorrebbe un Pdl più dinamico e attivo, più strutturato e autonomo, meno condizionato in ogni suo atto dall’ombra del suo leader, che nessuno peraltro mette in discussione, più dialettico al suo interno ma anche maggiormente in grado di intrecciare relazioni, contatti, alleanze stabili con il mondo esterno, invece di stare a minacciare ogni giorno sfracelli e rappresaglie.
Questo, per chi lo abbia ascoltato con attenzione, è stato il senso autentico dell’intervento di Fini a Gubbio. Un invito al realismo e all’intraprendenza, alla sobrietà nello stile e al coraggio delle idee, un invito a fare politica fuori da una logica di continua emergenza, un invito a cambiare marcia affinché il Pdl, che resta una grande intuizione politica, ma le intuizioni debbono prima o poi concretizzarsi, possa dispiegare al meglio tutte le sue potenzialità.
Nonostante ciò – vuoi per malizia, vuoi per la soggettiva difficoltà di alcuni a distinguere tra le miserie della politica quotidiana e una critica che si vuole strategica e costruttiva – c’è chi continua a non capire, immaginando che dietro le parole del Presidente della Camera ci siano motivazioni recondite e inconfessabili. Fini è, come suole dirsi, un politico navigato. Sa bene, dunque, che le sue attuali posizioni rischiano di essere utilizzate in modo strumentale da chi, muovendosi a sua volta alla cieca, sembra avere in testa un solo obiettivo: liquidare Berlusconi a qualunque costo e con qualunque mezzo. Ma la fine traumatica di Berlusconi significherebbe la morte prematura del disegno strategico perseguito da Fini, disegno del quale si può ovviamente pensare tutto il male possibile, ma che non ha nulla a che vedere con le pazze geometrie politiche che vanno attualmente di moda sui giornali e nei corridoi del potere. In questa fase Fini sta incassando molti applausi a sinistra, una sinistra mai tanto confusa e priva di bussola, ma le sue parole, a leggerle con attenzione, hanno tutt’altro destinatario, appunto un centrodestra che invece di chiudersi a riccio dovrebbe puntare ad allargare i suoi attuali confini, e soprattutto obiettivi diversi da quelli sospettati o temuti. E questo esclude, se la politica mantiene ancora un minimo di razionalità, che egli possa prestarsi a manovre ed espedienti che peraltro rischiano di non portare a nulla e di aumentare l’attuale confusione, con danno gravissimo per la democrazia e per l’intero paese.
Stando così le cose, dispiace – ammesso il dispiacere sia una categoria politica – che le sue posizioni vengano ridotte a caricatura, che ogni sua uscita venga vissuta come un attacco o una provocazione all’interno del suo stesso campo. Dispiace, insomma, che non ci si renda conto che la sua non è una subdola battaglia contro la maggioranza di cui fa parte, ma un tentativo – discutibile, per carità, ma bisognerebbe avere il buon gusto di contestarne gli argomenti invece di ricorrere a segnali obliqui e a vaghe minacce, invece di fare continui processi alle intenzioni – teso a far crescere il centrodestra in una chiave autenticamente egemonica, a dargli un respiro europeo, a garantirgli, in primis attraverso lo strumento del partito, insostituibile in democrazia, un futuro politico e uno stabile radicamento della società. Con Berlusconi, oggi, oltre Berlusconi (e oltre lo stesso Fini), domani. Che non lo capisca Feltri, ci può anche stare: è un giornalista e il suo obiettivo non è fare politica, ma vendere più copie del giornale che dirige. Che non lo capiscano Berlusconi, i berlusconiani e i maggiorenti del Pdl, prigionieri dell’eterno presente che ormai ne condiziona ogni pensiero e azione, vittime della sindrome da complotto che essi stessi stanno irresponsabilmente alimentando, questo sì che è davvero preoccupante. Per il centrodestra, per l’Italia.
14 settembre 2009
piddi
15.09.09 12:25 at 12:25
Ma Campi è un comunista parolaio.
Amico del traditore e traditore anche lui.
Son solo chiacchiere fumose da parolaio fasciocattocomunista partitocratico.
corrado prestianni
15.09.09 17:42 at 17:42
Tutto si può dire dei votanti pdl.Certo è che i sinistrati sono ormai oltre il ridicolo,sono nella storia,nel guinness dei pirla. Han chiesto l'autografo a Fini,che due minuti prima ha detto che Mussolini è il più grande statista del secolo! Più impasticcati di così!
Telepass
14.09.09 17:46 at 17:46
Concordo….in fondo questa classe politica di oggi è lo specchio di in'italietta mediocre che sta barattando progressivamente la propria produttività e creatività individuale …. con l'assistenzialismo di stato…
Tutti vogliono vivere come parassiti sulla pelle delle future generazioni…
I nostri figli hanno una sola certezza…..un debito pubblico pro-capite stellare e probabilmente due genitori da manterere economicamente.
Telepass
14.09.09 17:55 at 17:55
si….. si…….Giulino di Mezzegra probabilmente ve la siete già scordata e non vi ha insegnato nulla….
LENIN
14.09.09 18:11 at 18:11
Saranno davvero cavoli amari.
E 'sti scimuniti sproloquiano di grande centro,diritti agli immigrati,addirittura di voto,di diritti a chicchessia e …di doveri qui non parla più nessuno.
Che squallore.
Tanto con le pensioni maturande a 'sti fancazzisti politicanti di dx,centro e sn non gliene può fregà de meno de no'artri!
Ristacci
14.09.09 18:11 at 18:11
Telepass, dai sbrigati che tra poco passa la carrozza …. e attento a non perdere la scarpetta.
LENIN
14.09.09 18:38 at 18:38
E vai…ciacciullo!
piddi
14.09.09 18:41 at 18:41
E sì. Non ci son più le mezze stagioni.
LENIN
14.09.09 18:49 at 18:49
Sbagli:per i papponi partitocratici ci sono sempre.Anche quelle.
"+soldi al sud,+soldi alle famiglie,+soldi alle imprese",da recitare prima di coricarsi,col tricolore sul cuore e l'inno di mameli in sottofondo.
piddi
14.09.09 18:51 at 18:51
E si signora cara.
E' una vergogna. E' tutto un magna magna.
Meno male che Silvio c'è.
LENIN
14.09.09 18:55 at 18:55
Lo puoi ben dire:meno male che Silvio c'è!
Vai ciacciullo menagramo&tirapiedi:rosica!
Anonimo
14.09.09 19:13 at 19:13
Benito I° nel 1945 fu stato tradito dai suoi delfini e una volta appeso in piazzale loreto ….l'italietta dei camerati fascisti e monarchici…..mutò pelle e si risvegliò repubblichina con tanta voglia di democrazia.
(il partigiano che lo ha pizzicato era un nobile monarchico)
Benito II nel 1993 fu costretto ad andare in esilio… assistette alla fine del suo PSI, con i suoi maggiori esponenti che si dividevano, confluendo nel Polo delle Libertà ed altri nell'Ulivo.
Dato molto interessante il patrimonio immobiliare del psi e della dc…..sono spariti nel nulla…
Benito III sarà tradito dai suoi delfini…..
la storia ciclicamente si ripete….
papi
14.09.09 19:41 at 19:41
giustissimo!
indaghiamo quella merda di dalema che è andato in contatto con tarantini!
… ma allora se tanto mi da tanto anche il pappone di palazzo chigi…
o no?
cazzo no! lui è un impunito!!!
che fantastica democrazia questa italia…
Pike
14.09.09 19:54 at 19:54
Si ripete ma mai uguale.
Benito Mussolini è stato travolto dalla guerra dopo i grandi bombardamenti aerei.Prima dei grandi bombardamenti aerei del '42-'43 malgrado le privazioni della guerra il "fronte interno" teneva.
Bettino è stato malaccorto a non capire che doveva smarcarsi anzichè smargiassare assumendosi le responsabilità di tutta la prima repubblica.
Ma Bettino era in delirio di potenza e aveva perso il consenso popolare e aveva contro "la gioiosa macchina da guerra" mediatica del PDS.Oltretutto c'erano forze nuove (Lega-MSI) pronte a occupare certi spazi lasciati liberi dal tramonto della prima repubblica.
Oggi ci sono IDV e l'UDC . Che non sono Lega e il MSI del 1992.
L'unico nazional-alleato che si smarca è il gran figlio Fini. Ma l'esercito di Fini ossia Alemanno LaRussa Gasparri etc. se ne stanno zitti e buoni.
Fini è accreditato, in caso si presenti a elezioni con un nuovo soggetto politico a uno scarno 4% .Vi ricordate l' " elefantino" ?
Si votasse domani, Berlusconi farebbe il pieno.
L'uso ossessivo del gossip contro Berlusconi ha immunizzato gli italiani.
Che sono meno fessi di quello che appare. Insomma gli italiani sanno che i moralizzatori del PD e dell'IDV hanno parecchi scheletri nell'armadio, che il mio concittadino "Littorio" Feltri pare dispostissimo a sparare sulla prima pagine de "Il Giornale".
Mi sa che Berlusconi ve lo ciucciate ancora un pò.
E io dico : meglio lui che bene o male rappresenta gli italiani, che l'ex Littorio Gran Figlio Fini.
Di cui si dice "Da figlio della lupa a padre dell'europa" .
http://www.cafenero.ilcannocchiale.it
Pike
14.09.09 19:56 at 19:56
“RepuBica”; lo leggevo 20 anni fà. Era un’altra cosa. Lo leggevano anche i simpatizzanti delle destra, perchè era spregiudicato e sopra le righe.Oggi è un giornale di partito. Infatti “Il riformista” guadagna copie.
Pike
14.09.09 19:58 at 19:58
…e malvagi e doppiopesisti . Io resto dalla parte sbagliata della storia.Fossi stato sedicenne nel 1943 sarei andato ad arruolarmi nella RSI , anche solo per coerenza.Io non scordo.Figurati se ora vado con i finiani.
Che tra l'altro qui da noi a Bergamo, i finiani di "fareFuturo" per inciso li stanno arruolando tra i peggiori beceroni con un "boia chi molla e un me ne frego dentro l'cor"
Pike
14.09.09 19:58 at 19:58
Nobis .
Telepass
14.09.09 20:16 at 20:16
da questo bipolarismo con un polo di centro sinistra alla deriva si rimpiange il vecchio ulivo e un polo di centro destra “ostaggio” della lega e con un leader fuori controllo….se ne esce solo con due nuovi leader e un programma condiviso e/o con la migrazione al centro da parte di quella gente che trova difficoltà a riconoscersi nelle due coalizioni….
Staremo a vedere….
mdante23
14.09.09 20:21 at 20:21
marino? quello che è stato cacciato dagli usa perchè faceva la cresta sui rimborsi spesa ? proprio lui?sempre coerenti mi raccomando eh!
Telepass
14.09.09 20:32 at 20:32
da Il Mignottaro…..( inserto settimanale allegato ad un pessimo quotidiano ) dopo aver constatato che ..cosimo mele ….ex udc .. è risultato il terzo canditato per numero di voti di preferenza ( secondo dei non eletti ) alle ultime elezioni provinciali di Brindisi…..i vertici di amica chips ….avrebbero deciso di offrire al famoso politico, da te citato, un remake del famosissimo spot
http://www.youtube.com/watch?v=oUn4-6huLOM
piddi
14.09.09 20:36 at 20:36
Aspettiamo e speriamo …
Pike
14.09.09 20:49 at 20:49
Gli italiani sono abbastanza intelligenti per capire che un Fini ( da figlio della Lupa a padre dell'europa ) o Montezemolo non sarebbero molto meglio anzi con ogni probabilità sarebbero molto peggio di Silvio Berlusconi e del suo governo.
Come sono abbastanza intelligenti e dotati di spirito critico per rendersi conto che la sinistra e l'UDC più pezzi di PDL in libera uscita non potrebbero che fare un governo debolissimo e sottoposto a continui veti incrociati.
E tra due mali si sceglie il minore.Ossia Silvio.
Gli italiani sanno che Berlusconi è un puttaniere con la morale elastica.
Ma sanno che l'alternativa sono frequentatori di troie e malversatori convinti non si sa bene perchè di detenere una supposta "superiorità morale" .E il ricordo del governo Prodi è troppo fresco.
E non sono poi così convinto che il Premier sia impopolare.
Telepass
14.09.09 21:00 at 21:00
accidenti Bersani ….che esibizione penosa….non c'è confronto
..lui è insuperabile
http://www.youtube.com/watch?v=1uMuV2iKWpw
questa l'ha racconterà al premier israeliano….
http://www.youtube.com/watch?v=3QQVzP0i9wk&NR…
Pike
14.09.09 21:44 at 21:44
Si davvero fatti per intendersi ( e infatti il CorSera lo stavano scalando assieme – ricordate Ricucci in amoroso colloquio col d'alemiano doc Nicola Latorre? ) , affarista cinico e spregiudicato .Ma molto meno simpatico e senza il carismo di Silvio B.
Il fatto è che i "giovani" del PDL e del PD sfiorano la sessantina (Fini 57 Tremonti non molti di meno ) e i "giovani" per davvero sia del PDL che del PD sono polli allevati in batteria. Nove volte su dieci sono supercooptati di ferro allevati e cooptati da capataz in funzione della propria acritica e canina fedeltà.
I militanti bravi sono stati marginalizzati in favore di cagnolini fedeli.
Il Deputato
14.09.09 22:27 at 22:27
<blockquote cite="comment-18719">
Italiani arguti più che mai: Gli ultimi post sono tutti volti ad evidenziare che Repubblica non è un giornale e che tanti sembrano non essere d’accordo con gli articoli di PUTTANOPOLI…
Non so gli altri post, ma di sicuro il penultimo, quello della telefonata Zapatero-Berlusconi, è solo tutto volto ad evidenziare che l'autore del post stesso è un po' (sono buono) idiota.
Vedi mio commento allo stesso post.
Saluti
descartes
14.09.09 23:39 at 23:39
Infatti la libertà di stampa è un argomento marginale, una ricaduta, una conseguenza del problema di fondo. Il vero problema è la criminalità organizzata di cui berlusconi è l'espressione politica. Anche la querelle con fini sembra l'ennesima cortina fumogena sull'affare rapporti fra berlusconi e la mafia, attentati degli anni 90, trattative e nascita della seconda repubblica.
yourworstingnightmar
15.09.09 1:21 at 01:21
i fascisti al pari dei comunisti, non hanno dignità.
nessun onore.
possono strillà quanto gli pare.
sono feccia.
Ristacci
15.09.09 9:45 at 09:45
caata, sei una caata
LENIN
15.09.09 13:33 at 13:33
Basta leggere la parte compresa tra "E invece questo partito…i professori votino tutti a sn.",cioè il succo politicante di questo pseudoesegeta del nulla per capire come 'sta gentaglia(finicasinifollinifranceschinibersanilettaveltronidalema…)sia distante anni luce dal Popolo Italiano:ancora difendono i fannulloni della P.A.,gli immigrati tout court e la scuolaccia di ogni ordine e grado con le insegnanti-lavandaie sinistrate che vi imperversano,passando per il blocco dei poteri forti(banche-assicurazioni) e la chiesa del clero cattocomunista che vuol governare di fatto con la caritas 'sto gran casino.
E mi fermo qui,perchè i conati di vomito sono insopportabili.
Il Popolo della Libertà è ben altro e costoro manco lo conoscono,abituati come sono a non vivere la vita reale,ma quella artificiale dei salotti e delle elite cui tutti appartengono.