19 7 2009

Iran, non siamo che all'inizio


ancora manifestazioni in Iran

ancora manifestazioni in Iran

Li avevamo lasciati in mezzo ai lunghi e larghi boulevard di Teheran, con i volti sanguinanti e le braccia ferite. Giovani che rimproverano ai padri e alle madri le colpe della rivoluzione di trent’anni fa, che scendono in strada sfidando le codarde minacce della Guida Suprema. Non si arrendono. E due giorni fa, da quel poco che sappiamo, da quelle poche notizie e immagini sfuggite miracolosamente alla cappa di censura imposta dal regime teocratico, hanno gridato nuovamente tutta la loro rabbia per il sopruso, per il furto abnorme che li ha privati della dignità, del voto, della facoltà di esprimere la propria volontà politica. E quella dello scorso venerdì non è stata una manifestazione che passerà inosservata.

A guidarla, seppur indirettamente e dal pulpito di chi guida la preghiera del venerdì, è stato infatti un pezzo da novanta dell’establishment iraniano: quel Rafansjani che da un trentennio accede indisturbato alle leve del potere. L’unico uomo che può permettersi di sfidare pubblicamente, guardandolo dritto negli occhi, l’Ayatollah Ali Khamenei. Ex Presidente, potentissimo e ricchissimo , Ali Akbar Rafansjani è uomo che non si dà per vinto molto facilmente. E se è tornato alla carica, in un’occasione pubblica, è perché ha deciso di rompere gli indugi e di affrontare di petto la situazione, mettendo una seria ipoteca sulla carica di Guida Suprema. Non per lui, ma per chi gli sta vicino. E’ nota, infatti, la poca simpatia che l’ex Capo dello Stato nutre nei confronti di Khamenei, balzato al posto di Khomeini in una notte, come amano ricordare i suoi detrattori. Non è uno stinco di santo, il caro Rafsanjani, tutt’altro. E’ un volpone, un furbacchione che sa il fatto suo. Non segue la folla perché amico di Mousavi, bensì perché ogni occasione è utile per convincere il Consiglio degli Esperti che Ali Khamenei ha fatto il suo tempo.  Certo è che sostenere apertamente (e in diretta tv sui principali canali iraniani) che “deve essere creata un’atmosfera di libertà in cui ognuno abbia il diritto di esprimere le sue critiche. Solo così raggiungeremo la soluzione della crisi”, induce il popolo verde, quello che è stanco dell’integralismo retrogrado e maniacale della teocrazia a proseguire nella propria battaglia di civiltà e di libertà. Una battaglia sempre più silenziosa, che non può essere portata sotto i riflettori a causa del blocco dei social network, degli sms, della semplice corrente elettrica.

Ma forse oggi qualcosa è cambiato. I basiji continuano a picchiare, a dare sprangate, a compiere retate indiscriminate nelle strade e nei campus universitari. Ma quando l’eminenza grigia dell’Impero sempre più pericolante arriva a dire che “Se il Popolo non è con te, non puoi essere Guida Suprema”, forse è proprio arrivato il momento di dare il colpo del ko al regime oscurantista. Non siamo che all’inizio.





Scritto da ilsenatore e archiviato in esteri ___ Tags: , , , ___ Trackback







 

17 Commenti

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  1. Sam scrive:

    Speriamo che la libertà per gli iraniani arrivi e arrivi presto…

  2. ilsenatore scrive:

    oggi ho letto le 2 paginate di Amis sul Corriere dedicate all’Iran. in pratica, la colpa è di Bush.

  3. next scrive:

    se protestano (e con ragione)i giovani iraniani è la democrazia che scende in piazza contro la dittatura. se a protestare sono giovani italiani allora sono blackblock, cumunisti, fancazzisti, sindacalisti, pacifinti, buonisti e complici di terroristi………

  4. ilsenatore scrive:

    next, quindi berlusconi=khamenei?

  5. sexpistola scrive:

    ilsenatore: oggi ho letto le 2 paginate di Amis sul Corriere dedicate all’Iran. in pratica, la colpa è di Bush.

    Gesù che infamia, ma quando mai gli usa si sono sognati di interferire nell’autonomia di altre nazioni?

  6. giustizia scrive:

    Io mi occuperei di piu’ dei problemi italiani.

    Per quelli degli altri, a parte la solidarieta’, non possiamo fare molto.

    Esempio: come mai, a parita’ di reddito dichiarato, i pensionati vanno a piedi e i ristoratori (che sono tutti berlusconiani) girano in SUV nero?

    Mistero.

    Se tutti e due sono tartassati dal fisco (anche) per finanziare le missioni di pace all’estero, come mai c’e’ una tale disparita’ nel loro tenore di vita?

    Mistero.

    E come mai Berlusconi pensa ai paradisi fiscali all’estero e non ai milioni di ladroni fiscali nostrani?

    Mistero.

    Siamo proprio il Paese dei misteri…

    Una cosa e’ certa.

    Se gli italiani non fossero un ammasso di pecore e di ladri, ma un POPOLO, come quello iraniano, allora si che ci sarebbe da ridere per alcuni e da piangere per altri…

  7. ilsenatore scrive:

    leppie, hai fatto un miscuglio di khomeini con khamenei? :-)

  8. ilsenatore scrive:

    giustizia, intanto parliamone.

  9. daw daw scrive:

    già, lo speriamo tutti. O quasi.

  10. Tommaso scrive:

    Sperare tra l’altro non costa nulla ed ha un buon effetto sbiancante.

  11. sexpistola scrive:

    Scusa e chi la stabilisce la soglia di controllo oltre la quale si può dire che è in pericolo la democrazia ed è lecito protestare, tu senatore?

    Ragionare per paradossi è da sfigati senza argomenti, lo sai vero? Ok berlusconi non è un aiatollah, lo si intuiva bene dallo scarso controllo che ha sulla cerniera dei suoi pantaloni, ma questo cosa c’entra col fatto di avere un assetto dei media nazionali che non ha riscontro con nessuna democrazia occidentale?

  12. Leppie scrive:

    No, Khameini non è un ipocrita.

  13. pippo io scrive:

    mamma mia che profondità e acutezza! speriamo anche che non ci sia più la fame nel mondo e che l’italia vinca i mondiali. dai speriamo speriamo.

    E’ questo il genere di dibattito che di fronte a fatti d’attualità si vuole che si sviluppi?

    Ma poi quale libertà speriamo che arrivi presto? la Nostra? quella di tacere le mostruose notizie di mafia che coinvolgono oscuri apparati statali? la libertà di tacere sul messaggio delle istituzioni alla famiglia borsellino, il silenzio assordante nel giorno della commemorazione nel solco della più marcata tradizione corleonese?

    Accendiamo una candela in chiesa e chiediamo a N.S. di farci la grazia di abolire il mussulmanesimo così l’iran diventa libero come noi.

  14. Leppie scrive:

    No, io non spero affatto come voi “esportatori” che la libertà “arrivi” agli iraniani.

    Io spero che si conquistino libertà e democrazia da soli. Sicuramente con l’appoggio di chi vorrà appoggiarli. Senza le solite inteferenze ipocrite di chi parla di diritti e pensa al petrolio o al nucleare.

  15. Leppie scrive:

    Può essere che il mio subconscio mi abbia convinto che Berlusconi è peggio dei due messi assieme…

    Ma per carità, il G8 è stato un successone, quindi continua ad adorarlo.

  16. Leppie scrive:

    Come dice Tremonti, chi è contrario allo scudo fiscale è favorevole ai paradisi fiscali.

    Aspettiamo che Daw o Senatore ci facciano sapere che chi è contrario al diritto delle auto a parcheggiare sui marciapiedi è favorevole agli incidenti stradali.

  17. Leppie scrive:

    Scusa è “una testa di cazzo” favorevole agli incidenti…

    Mi chiedo se -che so- Travaglio avesse detto “testa di cazzo” a qualcuno, quanti post e quanti messaggi indignati ci sarebbero stati su questo blog…



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