Quei poveri giudici tesi e irritati
Ascolta con webReader
Il blogger pg

Il blogger pg

Era bravo, anzi bravissimo. Per i suoi colleghi di distretto era un esempio da seguire. Il suo nome è Gaetano Dragotto e faceva il procuratore generale di Ancona: ora lascia la magistratura. Il motivo? Il Csm, il Consiglio Superiore della Magistratura, non lo ha confermato.

Come mai questa decisione del sempre giusto Csm? Tranquilli, calma, Berlusconi non c’entra niente. Dragotto non aveva espresso giudizi positivi sul Cavaliere, quindi non è questo il motivo della sua cacciata. L’ex pg, semplicemente, si era limitato a sottolineare alcune castronerie, davvero grosse, presenti in alcune sentenze scritte da alcuni suoi colleghi. Guai, in questo Paese, a criticare un magistrato. Nella relazione approvata dal Cms si sottolinea che l’iniziativa dell’ex pm “ha creato all’interno del distretto un clima di tensione e irritazione in un numero indefinito di colleghi, tanto che sull’argomento fu indetta un’apposita assemblea della sezione locale dell’Anm e solo dopo di essa, fu interrotto l’inserimento dei documenti nel blog”.

Eh sì, perchè Dragotto riportava le castronerie dei colleghi in un blog, chiamato Temi Nera, tra l’altro anonimo. Tra le tante, la sentenza riguardante un maniaco che aveva mostrato il proprio pene ad una bambina, assolto da un giudice perchè impossibilitato dal “trattenersi dall’urinare”. Ma una delle sentenze più belle è quella che concede le attenuanti generiche ad un senegalese perchè “l’imputato è africano e l’Africa è povera“.

Quindi, morale della favola, un giudice non può essere criticato da un collega, tra l’altro neppure in presenza di errori così plateali e ridicoli. Perchè, così dice il Csm, si crea in clima di irritazione e tensione. Poverini questi giudici, così tesi per quel blog. Però guai, ad un magistrato è permesso giudicare un imputato sul quale ha più volte manifestato palesi apprezzamenti negativi (eufemismo), perchè in questo caso di tensioni, irritazioni, sospetti (legittimi o meno) non se ne parla proprio. Guai.

Infine una curiosità: l’ex pm ha da pochissimo firmato gli arresti per l’ex sindaco del pd, ma questa circostanza sicuramente non ha a che vedere con la bocciatura del Csm. Il Csm è una cosa seria, si occupa di blog.

  • Print
  • email
  • Digg
  • del.icio.us
  • Alice OkNo
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • PDF
  • MySpace
  • Twitter
  • Add to favorites

Tag: , ,

23 Commenti a “Quei poveri giudici tesi e irritati”

  1. Telepass scrive:

    è un semplicissimo caso di deontologia professionale molto frequente per chi è iscritto in un albo professionale

    ti faccio un esempio se l’avvocato daw si limita a sottolineare alcune castronerie, davvero grosse, presenti in alcune sentenze scritte dal suo collega ghedini….probabilmente se il signor mavalà lo segnala al suo ordine prosessionale il povero avvocato daw viene sottoposto a procedimento disciplinare

    E corretto ? sicuramente no ma gli ordini professionali e la stessa magistratura…sono come la P2 …caste massonici i cui aderenti devono accettare usi e consuetudi medioevali …e in cambio ottengono lavoro, protezione, privilegi sociali.

  2. ilsenatore scrive:

    l’imputato è africano e l’Africa è povera“.
    ————————

    ahahah, robe da “io speriamo che me la cavo” :D

  3. puntaspilli scrive:

    Chi ha ucciso davvero la Giustizia?

    «Così muore la giustizia», s’indigna l’Associazione nazionale magistrati, mettendosi di traverso alla nuova legge sulle intercettazioni. Per carità, tutti i provvedimenti sono criticabili, anzi criticabilissimi. Il problema è che la giustizia è già morta, o meglio, muore giorno per giorno nelle aule dei tribunali che punteggiano la penisola.
    Non è retorica. Semmai è la vernice sporca dell’approssimazione, della mancanza di professionalità, di un’organizzazione del lavoro irrazionale, della cialtroneria, qualche volta della più imperdonabile strafottenza. Esagerazioni? Andiamo al 15 aprile 2009, tre mesi fa, una delle tante date nere di questa giustizia malata. A Bari, città dalle forti infiltrazioni criminali, 21 mafiosi del clan degli Strisciuglio vengono scarcerati e non perché sono stati assolti ma perché la motivazione della sentenza che li aveva condannati più di un anno prima, il 16 gennaio 2008, non è ancora arrivata. Il giudice R.A.P, è stato lento. Troppo lento. Ma non è questo il solo punto avvilente della vicenda. Tre mesi prima, come racconta Stefano Livadiotti, nel suo libro Magistrati L’ultracasta, era stato promosso a presidente di un tribunale per i minori con la seguente motivazione: «Elevata laboriosità, «grande attaccamento al lavoro», «particolari» doti organizzative. Figurarsi se non le avesse avute.

    È chiaro? È il sistema che non funziona, è il sistema che permette alle singole rotelle di girare a vuoto, è il sistema che tollera, e in passato ancora di più, sacche di improduttività impressionanti. Nel 2006 R.A.P. era arrivata al top della carriera. E il Consiglio superiore della magistratura, la cabina di regia del sistema giudiziario italiano insieme a quel potentissimo sindacato che è l’Anm, aveva ratificato la sua promozione fra squilli di tromba che oggi paiono grotteschi: «I pareri confermano il giudizio di elevata capacità professionale del magistrato che, specie nei processi di maggiore complessità come quelli in materia di criminalità organizzata, ha assicurato una rapida celebrazione dei giudizi e un elevato livello qualitativo del lavoro».

    La giustizia muore a Bari come a Milano dove questa settimana è intervenuto di forza il ministro Angelino Alfano per porre fine a uno sconcio che durava da troppi anni. Il giudice G.M.B, dal 25 marzo 2003 al 16 settembre 2008 ha depositato in ritardo la bellezza di 365 sentenze. Come dire la goccia quotidiana della sciatteria per un anno intero. Attenzione: quando si parla di ritardi si giunge anche ai 5 anni, detto in altro modo quando sono arrivati gli ispettori del Guardasigilli mancavano all’appello ancora 234 verdetti. Missing. Il presidente della sesta sezione civile Alda Vanoni definiva in una relazione «indegna la situazione cui, in ogni modo, l’organo disciplinare non ha saputo porre alcun rimedio sanzionatorio». Risultato: il Csm ha fissato con calma il suo bravo processo per il 16 ottobre, ma il ministro Alfano si è stufato di questa vergogna, ha strattonato la Sezione disciplinare del Csm e la Disciplinare ha sospeso, come si dice in questi casi, dalle funzioni e dallo stipendio G.M.B.

    Ci sono casi come questo, ma anche più stravaganti, che vengono puniti in modo blando, con una pena al brodino, e rovinano così la reputazione della categoria, quelle centinaia di toghe che lavorano a testa bassa, parlano poco, non amano i titoli ad effetto. Invece a scorrere i nostri tribunali ci si imbatte in storie che nemmeno un artista avrebbe saputo immaginare. Prendiamo R.I., in forze al tribunale di sorveglianza di Bologna. «Concedeva – lo scrive il Csm, non noi – a un detenuto permessi con cadenza mensile per il compleanno della figlia e ad un altro un permesso per l’imminente pericolo di vita del fratello per la cui morte aveva già dato permesso». Come si vede, qui siamo all’insulto della logica, del buonsenso, del decoro minimo. E il Csm? Lo ha scudisciato con l’ammonimento. Altra punizione camomilla.

    È così, con comportamenti scriteriati e pene che fanno il solletico, che muore la giustizia. Che i tribunali s’intasano e s’ingolfano di pratiche, che i boss vengono scarcerati per decorrenza dei termini, che le cause si trascinano per dieci, venti, trent’anni e si trasformano in incredibili staffette dove un giudice passa il fascicolo all’altro che lo smista poi a un terzo e così via senza un intervento uno per fermare quel vergognoso moto perpetuo. Fino al record dei record, raccontato proprio dal Giornale: un processo in Sicilia cominciato nel 1816 e finito solo qualche mese fa, ormai in vista del duecentesimo compleanno.

    È la corporazione che difende se stessa, non colpisce i privilegi e le immunità, o comincia a farlo solo adesso dopo decenni di lassismo, fa politica dagli schermi dell’Anm, a sua volta divisa in correnti come e peggio del Parlamento, con la destra, il centro e la sinistra, in perenne lotta fra di loro, ma consociativi quando si tratta di sistemare le poltrone che contano. È la corporazione che nel disastro dei processi pendenti lascia ai giudici ben 51 giorni di ferie l’anno – del resto erano 60 fino al 1979. E le paghe sono le più alte di tutta l’Europa continentale. Eppure nel periodo 1999-2006, come dimostrano gli studi di Daniela Cavallini, su 1.010 procedimenti disciplinari, ben 812 si sono chiusi con l’assoluzione e 126 con una condanna all’acqua di rose: l’ammonimento. Solo 2 magistrati sono stati rimossi e 4 destituiti. In pratica, chi ci rimette la poltrona è lo 0,065% delle toghe. Una percentuale da Paese dei sogni. E infatti la giustizia muore.

    Stefano Zurlo

  4. Antonio Padulo scrive:

    Concordo, stranamente, con questo post. Tutta la solidarietà al giudice.
    La magistratura è una casta privilegiata ed autoreferenziale, con modi e privilegi ottocenteschi. Bisogna riformarla, non distruggerla.
    Per quanto possano essere stronzi i colpevoli non diventano innocenti.
    Le campagne mediatiche possono influire sugli eventi ma non fanno diventare il falso vero.
    L’ultimo riferimento al sindaco del PD non centra niente.
    Perdonato, perché oramai è evidente che sei “osssesssionato”. :-) )

  5. nicknamemadero scrive:

    C’è qualcuno che non ritenga il nostro sistema giustizia in uno stato comatoso?
    C’è qualcuno che non si sentirebbe legittimato quantomeno alla propria indignazione per una qualsiasi proposta di riforma della giustizia, sicuramente osteggiata dai primi attori del nostro sistema giudiziario attuale, fatta dall’attuale governo?

    C’è qualcosa che non mi torna.

  6. mdante23 scrive:

    solo qualcosa nik?

  7. loveportofino loveportofino scrive:

    Io non ce la faccio a seguire tutti questi deliri di onnipotenza, per ovvie ragioni di tempo che la vita là fuori mi ruba/regala, ma ringrazio Daw per tenermi aggiornata con questi mirabolanti post-
    E’ un mondo ridicolo, molto ridicolo. Sarò sintetica ABBASSO I PRETI, I GIUDICI E TUTTI QUELLI CHE INGERISCONO…. Scusate l’ignoranza…quale sarebbe l’infinito di ingerente??? :D

  8. loveportofino loveportofino scrive:

    Conto molto su maestrina Leppie, è una domanda seria. Domani viene bagnasco e mi piacerebbe molto potergli dire: LA SMETTA DI INGERIRE!! aaaahahahah

  9. ale scrive:

    Lo so che non è bello da dire visto l’argomento ma è uno dei blog più divertenti che abbia letto

  10. puntaspilli scrive:

    Io farei una propsta a TUTTI i postatori di questo blog, Magari spendere un po’ di tempo ed indagare come funziona a grandi linee l’apparato giudiziario più vicino a noi. po, prima di pubblicare trovare uno spazio web dove è possibile fare una sintesi. Poi con quel documento, muovere delle proposte.

  11. daw scrive:

    Infatti, è quello che volevo sottolineare, sono d’accordo con te.

  12. Italiani arguti più che mai scrive:

    Allora, non dimentichiamoci di De Magistris, che ha dovuto smettere di fare il magistrato perchè l’allora Ministro della Giustizia ha ritenuto opportuno che il CSM intervenisse prima che il suddetto magistrato concludesse il suo lavoro.

    Tutto normale, in un paese che sta a guardare. Che non si indigna se stuprano la giustizia davanti agli occhi di tutti. Altrove esistono ugualmente furbetti, criminali e corrutori, la differenza GROSSA è che nel momento in cui li scoprono vengono abbandonati a se stessi, accusati da tutti, informazione, opinione pubblica, perfino dai “colleghi” di partito. Qui vengono in certi casi PREMIATI. Per me è assurdita pura.

    Da noi vi è un inspiegabile senso di coesione, forse perchè la corruzione e la furbizia sono da sempre il nutrimento di una classe politica che finita la prima Repubblica ha solo cambiato metodi, ma non LE CATTIVE ABITUDINI. Ed è tale il senso di coesione di questi individui che con il tempo si è riusciti a minare la credibilità della magistratura.

  13. leppie scrive:

    “La smetta di vomitare sentenze” ti piace?
    Guarda che fai piangere La Miracolata di Reggio e Suor Calendaria

  14. zappa scrive:

    è ingerire, dal latino ingerere

  15. ale scrive:

    Infatti tutti concordano sul livello comatoso del sistema giustizia, tutti sono concordi anche nel voler riformare il sistema… poi bisogna vedere come lo riformi.
    Personalmente vedendo come lavorano tanti giudici e leggendo le proposte in discussione e quelle approvate dalla classe politica che ci rappresenta, mi pare che invece di trovarci di fronte come dovrebbe essere in paese civile, ad un governo che vuole migliorare il sistema da una parte e un organismo terzo che deve svolgere un compito delicatissimo dall’altra ci troviamo di fronte ad una banalissima guerra tra clan, con annessi dispetti e dispettini.
    Intanto i numeri ci dicono che solo 3 reati su 100 vengono perseguiti e che solo poco più del 4% dei reati ordinari raggiunge una sentenza di condanna. Numeri da brividi.

  16. nicknamemadero scrive:

    Veramente la vera grande rivoluzione della giustizia questo governo la sta già facendo…
    http://www.governo.it/GovernoInforma/Multimedia/dettaglio.asp?d=46713

  17. ale scrive:

    parlavo di altro tipo di riforme, mi pare ti accontenti di poco però se nel 2009 saluti la digitalizzazione come una “grande rivoluzione della giustizia”, speriamo che i tempi non siano gli stessi della pubblica amministrazione in generale, altrimenti ne riparliamo tra una decina di anni.

  18. leppie scrive:

    Inutile. Qui (i blogganti) vogliono una magistratura serva dell’esecutivo. C’è poco da discutere.

  19. puntaspilli scrive:

    leppie,
    con questo tuo commento, ho compreso che gli italiani sono in equilibrio sul ciglio di un burrone. Purtroppo sentono e leggono gente come te che gli consiglia, urla, ordina di fare un passo avanti. Naturalmente con te in testa al gruppo.

  20. leppie scrive:

    Certo, certo.

  21. leppie scrive:

    Allora facciamola sta discussione. Se hai voglia di perdere tempo con i Nick, i Senatore, i Daw…

  22. nicknamemadero scrive:

    No, entro quest’anno. Segui il link lasciato sopra.

Lascia un Commento