La 'personalizzazione' della politica un male moderno (e non solo italiano)?
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Scrive Giampiero Ricci su Ffwebmagazine:

“Come noto Caligola fece senatore un cavallo, Eliogabalo si mise contro il popolo e le famiglie dei patres inscenando un matrimonio con una vestale, Nerone si guadagnò il risentimento della corte costringendo gli ospiti ad ascoltare i suoi versi. Nei nostri tempi si assiste davvero alla rilettura in chiave postmoderna di un esercizio della leadership che pareva seppellito nelle brume della storia?
La spaventosa implementazione della information communication technology dell’ultimo ventennio ha gioco forza accorciato i tempi concessi ai leader politici per rispondere agli stimoli avanzati da società sempre più complesse e i poveri leader si cimentano nell’agone politico sapendo che buona parte delle loro chance di vedersi confermati alla successiva tornata elettorale risiede nella loro capacità di reazione, di proposta, di fedeltà a un programma ovvero di soluzione rapida a un dato problema, una capacità che molto spesso consiste nella “comunicazione” della propria presunta efficienza, più che in una efficienza politica tout court o in una reale incisione nella battaglia quotidiana dei comuni mortali.
Con The Cult of the Presidency: America’s Dangerous Devotion to Executive Power (pp. 264, Cato Institute), Gene Healy, editorialista del Los Angeles Times e del Chicago Tribune propone una pubblicazione organica dei suoi studi sugli abusi di potere dei presidenti americani di entrambi gli schieramenti, districandosi tra eccessi di retorica bipartisan, populismi che oltre a essere il sale della democrazia, sono spesso strumenti indispensabili per muovere l’immaginario collettivo; il punto è che sopra tale condizione delle democrazie contemporanee di fatto appare germinare una nuova vecchissima tendenza politica: il culto del presidente.
” (…)
“Healy incolpa forse troppo facilmente la personalizzazione della politica, la quale peraltro ha il merito di costringere il leader di turno a prendersi le sue responsabilità e a mettere la faccia sul proprio comportamento politico con tutto quello che ne consegue, ma al di là di questo su una cosa ha ragione, troppo spesso «quando i candidati presidenziali parlano sembra quasi che stiano concorrendo per una carica a metà tra l’angelo guardiano, lo sciamano e il signore supremo della terra» perdendo di vista il fatto che essi non sono altro che amministratori pro-tempore di una res publica che sono chiamati ad onorare.

Ovviamente ogni riferimento a Silvio Berlusconi nell’articolo è puramente incidentale e non voluto.

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18 Commenti a “La 'personalizzazione' della politica un male moderno (e non solo italiano)?”

  1. Leppie scrive:

    “Meglio le poesie di Nerone o le barzellette di Berlusconi?”.
    È questa la domanda?

  2. puntaspilli scrive:

    uff leppie, un attimo di tregua.
    In ordine al post andando per esempi: Il “culto della personalità” Nell’URSS non è personalizzazione della politica. Anche gli stessi Presidenti USA non basavano tutto sulla personalizzazione della politica?

  3. stefano scrive:

    io la trovo una tendenza inevitabile…

  4. Telepass scrive:

    La “comunicazione” della propria presunta efficienza è la linfa vitale di questo esecutivo…tutto va in malora ma con il controllo e/o la complicità dei sistemi di informazione mediatici e/o cartaceti …va tutto bene.

    Bertolaso con le sue polo bluette con il tricolore, sempre truccato, abbronzato, è il simbolo dellla “efficenza” ormai passa le sue giornate a far pubbliche relazioni e si occupa di tutto ciò che accade in italia.

    Ieri sera il mio gatto è rimasto incastrato sul tetto….ho chiamato bertolaso….lui è arrivato in elicottero dopo 30 minuti …è salito sul tetto e ha salvato i mio gatto.

    Superbertolaso…se non ci fosse …bisognerebbe inventarlo.

  5. mdante23 scrive:

    e gia ,ora una protezione civile finalmente funzionante da fastidio eh? ma quando berolaso era alle dipendenze del governo prodi si dimise ,allora non riusciva a risolvere le emergenze a napoli dovette issare bandiera bianca …..ci vuole gente capace al governo

  6. Antonio Padulo scrive:

    Il capo della protezione civile deve essere un abile organizzatore non è necessario che sia competente in tutto.
    Bertolaso è senz’altro un abile organizzatore e anche un abile comunicatore. Che di per se non è una cosa negativa.
    Per la sua natura emergenziale è naturale che la protezione civile abbia il centro decisionale in mano a poche persone.
    Per le competenze specifiche ci sono gli specialisti. Non è mai un bene dare ai tecnici specialisti, Ingegneri architetti geologi ecc. potere decisionale generale, tendono ad avere una visione “parziale” a secondo della loro specializzazione. (Parlo per esperienza personale).
    Il vero problema durante le emergenze sono le ruberie ed i facili arricchimenti fatti approfittando della situazione.
    Non ho ancora capito come e se vengono fatti i controlli.
    Da questo punto di vista la vicenda “Napoli” non è limpidissima.
    Anche se su Bertolaso fino ad ora non è venuto fuori niente di rilevante. Su alcuni suoi collaboratori mi pare che la magistratura stia indagando.
    All’Aquila per quanto si sa le cose stanno andando bene anche se un po’ meno velocemente di quanto la “propaganda” vuol fare credere.
    Certo mettere al coperto tutti non in tenda per settembre sarà difficile ma si può fare. Già da fine Agosto se va male, da quelle parti comincia a fare un freddo cane.

  7. nicknamemadero scrive:

    In effetti Bertolaso è troppo efficiente, appare troppo sicuro di sé, organizza tutto e tutti con fastidiosa capacità. Oggettivamente da fastidio.

    (Ma roba da matti)

  8. Leppie scrive:

    Chiedevo solo qual era il punto, e in particolare la novità…

  9. Telepass scrive:

    La “comunicazione” della propria reale non efficenza era invece una caratteristica dell’ultimo governo Prodi che però ha finalmente trombato dalla politica parlamentare ed europea una estrema sinistra falsa come i soldi del monopoli.

  10. daw scrive:

    beh Bertolaso a me sembra conoscere bene quello che fa, poi per carità…..

  11. telepass scrive:

    temo che attualmente Bertolaso sia stato trasformato in un’ologramma mediatico che spruzza efficienza da tutti i pori…….

    Comunque sarà il tempo che scorre a giudicarlo.

    Ot
    nessuna citazione sulla cenetta intima tra il sultano, alfano, letta, vizzini e i due giudici della consulta che a ottobre dovranno pronunciarsi sulla costituzionalità del Lodo del sultano ?

  12. daw scrive:

    il sultano?

    Mah, giudici nominati da una precisa parte politica. Come se altri non l’avessero mai fatto prima (la cena, intendo). E la Consulta mica si occupa solo del lodo Alfano.

  13. telepass scrive:

    ma tu realmente pensi che ci sia gente che “gode” nel vedere non funzionare la protezione civile ?

    A me interessa solo che soddisfi pienamente le necessità delle persone colpite in questi mesi dalle calamità naturali….

    Mi vien da sorridere vedere Superbertolaso, in abruzzo, poi a napoli in nave per il g8, poi a palermo per i rifiuti…poi a viareggio per la strage ferroviaria…..

    A me sembra che mediaticamente si da l’impressione che l’italia di oggi è incapace di gestire una qualsiasi emergenza ..senza super bertolaso….e che lui sia obbligato ( a meno che usa il teletrasporto) a passar le giornate in automobile, dal truccatore e dall’estetista….

    Concludendo troppo potere in mano a una sola persona….

  14. daw scrive:

    Scusa eh, ma non capisco di cosa ti stupisci. Anzi, dovresti essere orgoglioso e contento. Bertolaso è il CAPO della protezione civile, organizza le attività, mi sembra normale il suo comportamento.

  15. telepass scrive:

    in realtà sultano in arabo vuol dire anche “autorità”

    nessuno mette in dubbio l’etica professionale di un giudice della consulta….è curiosa la cenetta tra accusa e difesa alcuni mesi prima dell’udienza.

  16. telepass scrive:

    Se fa il suo lavoro…nulla da dire….

    se passa troppo il tempo in aereo, in auto, dall’estetista e dal truccatore….qualcosa da dire, considerato noi cittadini siamo il suo datore di lavoro….gli invierei una lettera di richiamo.

    In ogni azienda, dare troppo potere a una sola persona è pericolosissimo…..

    La protezione civile è la nostra azienda.

  17. daw scrive:

    ma santa pazienza, ora siamo al livello di dire che Bertolaso passa troppo tempo dal “truccatore” o dall’estetista? Ma ti prego su….

  18. Anonimo scrive:

    Faso tutto mi…ghe pensi mi…Il sultano si è impossessato del corpo materiale di un umile funzionario, che non aveva mai combinato nulla di eccezzionale negli anni passati , e lo ha magicamente trasformato in superbertolaso.

    ( ma roba de matt)

    Il giochetto è semplicissimo lo stato trasferisce una marea di soldi alla protezione civile la quale, lavorando in emergenza, non deve giustificare a nessuno quello che spende.

    Ma ve li siete scordati in aprile ogni sera a porta a porta venti trenta persone del pubblico perfettamente truccati pettinati con le tutine fosforescenti che ascoltavano i dibattiti del terremoto ?

    L’efficienza della protezione civile nel 2009 la si misura con illusioni mediatiche di efficenza, tutine smaglianti e look da divo tv.

    Per curiosità Andrebbero monitorati le donazioni che sono finite via sms alla protezione civile…finiscono nel calderone del bilancio o vengono accantonati su un conto corrente e poi consegnati ai terremotati ?

    la protezione civile pecca in trasparenza …come ogni altra struttura pubblica.

    e di reggenti con troppo potere….ce ne basta uno….quindi caro Bertolaso….torna nell’ombra a lavorare e lascia il successo mediatico di efficenza al tuo datore di lavoro

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