Teheran, 2009: Yes, they can

la speranza
Ci sono voluti 6 giorni e un voto bipartisan del la Camera dei Rappresentanti in solidarietà alle manifestazioni di protesta (finito 405 a 1) per far capire alla Casa Bianca che forse qualcosa su quello che sta accadendo in Iran andava detto. In effetti, la cosa più sconvolgente di questi giorni è stato il silenzio (mai come stavolta assordante) di Barack Obama, l’uomo che per mesi e mesi ha fatto dell’ hope&change la propria missione. Zero, nulla di nulla. Dopo l’uscita allo scoperto della Camera statunitense, Mr President ha fatto dire qualcosa al proprio portavoce Robert Gibbs. Niente di che, anche se di questi tempi è già molto: “Le imponenti manifestazioni di protesta sono qualcosa di straordinario e di coraggioso che anche solo una settimana fa non ci si sarebbe potuto attendere”. Il problema è che, come spesso accade alla novizia amministrazione democratica, si aggiungono troppi se e tanti però: “Rassicuriamo Teheran che il clima post-elettorale non ostacolerà i tentativi di negoziare con l’Iran sul nucleare”.
Solo ieri, dopo la ribellione di massa alla sporca e vigliacca minaccia della Guida Suprema, e di fronte a decine di vittime, da Washington arriva qualche parola in più: “Rivolgiamo un appello al governo iraniano di fermare tutte le azioni ingiuste e violente contro il suo proprio popolo”. Ecco, l’immagine dell’indecisionismo, di una debolezza che non è lecito attendersi da chi può godere di un amplissima maggioranza nel Congresso e di uno straordinario seguito tra i popoli del globo terracqueo. Nemmeno una frase, una parola, una virgola a commento del sermone del venerdì del solito Ali Khamenei, tiranno che mantiene il potere con la forza della minaccia, continua e violenta. “Basta con le manifestazioni di piazza. I manifestanti non possono pensare di imporre il loro volere alle autorità dello Stato. L’esito delle urne corrisponde alla volontà del popolo; non ci sono state irregolarità: come è possibile truccare undici milioni di voti?”. Ciò che tutti dovrebbero augurarsi, per il bene comune, è che al più presto gli Stati Uniti tornino ad essere il faro di civilità che sono stati per decenni.

un troppo silenzioso Obama
Il cambiamento è sempre possibile, ce l’ha insegnato anche l’attuale Presidente. Ora è venuto il momento di mettere in pratica quello slogan tanto utilizzato in campagna elettorale. Lo si deve ai milioni di giovani iraniani scesi in piazza, sfidando tutto e tutti, mettendo a rischio la propria vita pur di riguadagnare la libertà, il diritto a contare qualcosa. Gente che sfida qualcosa di gigantesco, di subdolo, con l’unico obiettivo di riguadagnare una dignità negata dalla ancestrale teocrazia degli ayatollah. Gli Stati Uniti non possono girarsi dall’altra parte. Ventidue anni fa, il 12 giugno, uno dei predecessori di Barack Obama parlò in una piazza dell’allora divisa Europa. Parlò direttamente al cuore dei popoli sottomessi, fece capire che l’America libera e democratica era al loro fianco. Diede speranza, li convinse che la svolta era possibile . Disse poche parole, ma chiare: “Mr Gorbachev, open this gate. Mr Gorbachev, tear down this wall”. Quella piazza era la Porta di Brandeburgo. Quel Presidente era Ronald Reagan.
Ecco, Presidente Obama, prenda esempio, con umiltà. Abbracci i giovani iraniani, decisi a cambiare, finalmente, il proprio destino.
domenica 21 giugno 2009 ore 01:52
(C) DAW-BLOG/DAW-NEWS RIPRODUZIONE RISERVATA









Lothar
21.06.09 9:21 at 09:21
Minchia, senatore, ma sei proprio ossessionato da Obama.
E che cosa dovrebbe fare, secondo te, bombardare l'Iran per liberare l'Iran??
Forse tu non eri ancora nato ma a Teheran è successo ben di peggio, in passato, ed allora gli americani, e non c'era Obama, la risolsero con una gran fuga.
E non potevano fare altro. Come adesso, d'altronde.
nicknamemadero
21.06.09 10:34 at 10:34
Quello che sta avvenendo in Iran è qualcosa di talmente grande e significativo (a prescindere da come potrà risolversi) che ha lasciato profondamente e positivamente sorpresa la gran parte dell'opinione pubblica mondiale. Chi immaginava l'Iran solo come un paese di estremisti invasati e ottusi (tanti Ahmadinejad, per intendersi, o almeno suoi seguaci), ha dovuto rendersi conto che, seppure l'attuale gruppo dirigente ed una parte consistente del paese lo sia, esiste anche una gran moltitudine di gente che sicuramente non lo è e non li condivide. Ed è gente coraggiosa, capace di sfidare la prevedibile dura reazione da parte dei seguaci dell'Ayatollah Khamenei. Ma l'Iran non sarà più uguale a ieri. Ed una speranza vera di poter riallacciare un dialogo anche con l'Iran torna ad essere una prospettiva credibile e sostenibile. Anche se non immediata.
Quanto a Barak Obama, evidentemente ha scelto una posizione prudente ed attendista, ma non credo possa essere definita sbagliata, almeno inizialmente: un appoggio esplicito degli Stati Uniti ai rivoltosi potrebbe essere un elemento più deleterio che benefico nell'opinione di molti iraniani anche convintamente critici nei confronti dell'attuale regime. Mentre un appoggio concreto e diretto in sede internazionale, in attesa di prove certe di brogli elettorali, non è giustificato. Insomma, su quanto sta facendo ora l'amministrazione americana, non mi sento di condividere le critiche di Senatore. Ma questo è un blog democratico
And-L
21.06.09 10:41 at 10:41
io andrei molto cauto su queste cose perchè c'è un elezione di mezzo che ancora non si capisce bene se sia stata truccata o meno, quindi pur avversando il vincitore (non che stimi lo sconfitto principale, ho visto anche che puoi diventare fan di Moussavi su FB e ho detto tutto..) rimarrei comunque molto prudente, perchè magari questi iraniani del cavolo se lo sono proprio rieletto
nicknamemadero
21.06.09 11:05 at 11:05
And-L ha scritto::
In effetti ancora ricordo l'atteggiamento favorevole e di simpatia di tanta parte progressista dell'opinione pubblica mondiale alla rivoluzione popolare del 1978 contro la dittatura dello shah Reza Pahalavi ed al trionfale ritorno di un certo ayatollah Khomeini dal suo esilio a Parigi …
Italiani arguti pi&u
21.06.09 11:48 at 11:48
Se voi fedeli Berlusconiani riusciste ogni tanto a ragionare con la vostra testa e non con quella del cavaliere, forse potreste comprendere come le parole di quest'individuo sono l'antitesi della verità.
Contestare un leader, chiunque esso sia, è la prima e più pura manifestazione di DEMOCRAZIA esistente.
E la storia mondiale insegna che i fischi li può prendere chiunque. Berlusconi non è nuovo questi episodi, che evidentemente non gli piacciono.
Dove nasce il problema nell'handicap tutto italiano? Nel VENERARE un partito e il suo capo, indipendentemente dalle sue scelte. Giurare fedeltà e annullare il senso critico o meglio AUTOCRITICO, non riuscendo nemmeno più a rendersi conto di avere un capo che sbaglia. Bisogna dire che non è una regola che vale per tutti, la sinistra e i suoi capi è invece molto soggetta agli attacchi dei propri elettori, tanto da essere stata contestata in più occasioni.
Guardare ogni tanto in faccia alla realtà è fare autocritica NON E' UN MALE!
anna
21.06.09 13:02 at 13:02
toh ci son voluti 6 giorni e tanto sangue perché il corrierino decidesse di metter come prima notiziona del sito l'Iran al posto delle veline.
Che figuraccia planetaria….
Fighter982
21.06.09 13:10 at 13:10
leggete questo articolo di Christian Rocca:
E se Obama fosse solo un Mastella un po’ più cool?
22 Marzo 2008 – Il Foglio
http://www.camilloblog.it/archivio/2008/03/22/e-s…
leppie
21.06.09 13:59 at 13:59
Su Reagan non dico nulla, perché ormai ho capito che non riesci ad attribuire a Gorbaciov alcun merito nel processo di democratizzazione dei paesi dell'est… La Glastnost' e la Perestrojka sono iniziate nel 86, ma per te è irrilevante.
(Questo per dire che Reagan s'è trovato altri che Ahmadinejad, ha avuto vita molto più facile).
leppie
21.06.09 14:16 at 14:16
Come è possibile truccare 11 milioni di voti? Peccato non ci sia più Bush, lui potrebbe spiegarlo. Gli elettori della Florida sono più o meno lo stesso numero.
ilsenatore scrutator
21.06.09 14:37 at 14:37
leppie, dici quello che ha detto khamenei?
ilsenatore
21.06.09 16:35 at 16:35
sui brogli,leppie
leppie
21.06.09 19:35 at 19:35
ilsenatore ha scritto::
Quindi niente provinciali o comunali? Va a finire che non fate niente e vi rimandano a casa subito…
anna
21.06.09 20:46 at 20:46
daw, hai votato?
puntaspilli
21.06.09 21:11 at 21:11
La cautela mostrata dal presidente Obama di fronte alla crisi iraniana è dovuta sia a motivazioni immediate che di fondo. A livello immediato si deve tener presente che Moussavi non puo in nessun caso considerarsi ideologicamente diverso da Ahmadinejad. Anche lui è stato sostenitore duro e puro della rivoluzione komeinista ed è ha ricoperto incarichi di ministro del suo governo negli anni tragici ed esaltanti della guerra all’Iraq di Saddam (il “piccolo satana al servizio del grande satana” come si diceva allora). D’altra parte in Iran non si diventa candidati senza il benestare dell’onnipresente potere religioso, Moussavi, inoltre se arrivasse al governo dovrebbe dimostrare di essere un vero” sostenitore della Rivoluzione islamica mentre invece Ahmadinejad sarebbe indotto ad essere più pragmatico: l’America preferirebbe il secondo al primo. D’altra parte la possibilità di Moussavi sono praticamente nulle a meno che non ci sia un sommovimento generale dell’Iran e allora si porrebbero altri scenari. C’è però una altra motivazione più ampia, di fondo che spesso sfugge. Di fatto l’Iran sciita è alleato dell’occidente contro il terrorismo fondamentalista che è rappresentato sostanzialmente dai wahabiti. Questo movimento fu fondato alla fine del '700 da IBN AL-WAHAB ed è stato sempre fortemente ostile agli sciiti accusati di essere aver deviato dal messaggio coranico e di arrivare quasi all’idolatria. Nel Medio Oriente infatti il risveglio del fondamentalismo ha anche ravvivata l’antica lotta fra sciiti e sunniti. La Rivoluzione Komeinista infatti mise in moto un ampio movimento fondamentalista di ritorno alle origine (salafiti) ma paradossalmente esso si ritorce contro gli sciiti stessi. In Medio Oriente abbiamo infatti due conflitti paralleli: uno fra fondamentalisti e moderati e un altro fra sciiti e sunniti. Il conflitto fra le due confessioni è aperto e generale in Pakistan e recentemente si è esteso entro i confini stessi del’Iran in una provincia abitata anche da sunniti. In Iraq la maggior parte delle violenze e delle vittime è dovuta allo scontro fra gli sciiti e sunniti che sono sostenuti da estremisti che fanno riferimento alla wahabita al Qaeda. L’Iran denunciò per prima gli eccessi dei Talebani in Afganistan e quindi vide di fatto con sollievo e l’intervento americano. Nel Libano la rivalità fra sciiti e sunniti è risultata superiore anche a quella tradizionale fra cristiani e mussulmani. L’Iran quindi si trova a combattere gli stessi elementi estremisti degli occidentali. Sono significative a questo riguardo due iniziative iraniane. La prima è stata l’adesione (per il momento come osservatore, ma presto come membro effettivo) del gruppo di Shangai comprendente oltre alla Cina, la Russia e le repubbliche islamiche ex sovietiche che ha assunto, come la funzione principale, la lotta al terrorismo islamico. Ancora più significativo l’incontro organizzato da Ahmadinejad con Karzai presidente dell’Afganistan e Zardari, presidente del Pakistan (di cui mostriamo una significativa foto): in questo modo si stringe ai due maggiori alleati dell’America nell’area contro i comuni nemici. Ovviamente un cambiamento dell’Iran in senso moderno sarebbe un cambiamento epocale per il Medio Oriente: tuttavia l’America di Obama, realisticamente, preferisce stare alla finestra senza sbilanciarsi.
leppie
22.06.09 0:15 at 00:15
Da Linate ci volano Easyjet, Luftansa.. Ci sono appena arrivato con aerlingus, da Dublino (che è attaccata al suo aeroporto)
Perché vuoi far morire Linate?
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22.06.09 9:08 at 09:08
+ che per la democrazia in iran, sono preoccupato x la democrazia in italia. se un (sigh!) ministro bondi dichiara che il giornale la repubblica è un pericolo x la democrazia. a che punto siamo nell'istaurazione di una dittatura in italia?
ilsenatore
21.06.09 10:04 at 10:04
dai Lothar, non ho detto da nessuna parte che bisogna bombardare l'Iran, su. Il fatto che Obama sia assente non lo dico solo io, ma buona parte della stampa mondiale. Negli Stati Uniti lo stanno linciando (probabilmente anche in modo eccessivo). Il motivo? beh, proprio il ricordo della fuga del '79. E' sempre la "sindrome del Vietnam": il terrore di tornare a commettere errori che hanno segnato gli Usa assai profondamente. Hai ragione, non c'era Obama, ma uno che (rapportato all'epoca) parlava il suo stesso linguaggio, Jimmy Carter.
Non può fare altro? Non concordo. Potrebbe parlare, in modo chiaro e netto. Dare speranza, che è quello che gli Stati Uniti hanno più o meno sempre fatto. Invece noi abbiamo visto un Presidente che è andato a tendere mani (imprudentemente ed avventatamente, dal mio punto di vista) a chi quella mano non l'avrebbe mai stretta. E lo si sapeva! lo sapeva anche la Clinton, ma Barack ha voluto fare di testa sua. E ora vediamo i primi risultati. Ripeto il concetto del post: change now, o sarà troppo tardi. Prenda una linea, sia deciso, e agisca. Ma stare nel limbo è disastroso per tutti.
Lothar
21.06.09 10:21 at 10:21
Comunque, senatore, spero che il filmato che ti linko possano essere l'immagine della fine di una dittatura. E parlo di quella religiosa.
http://tv.repubblica.it/copertina/polizia-iranian…
Lothar
21.06.09 10:41 at 10:41
Non si parla di Topolinia o Paperopoli, ma di una nazione composta da popolazioni umane. E la storia ci ha insegnato che quando combatti gli uomini un po' combatti te stesso e anche quando vinci, un po' anche, perdi.
Questa lezione la puoi leggere ultimamente nel disastro Iraq e nel precedente Viet-Nam. Per non parlare poi della terribile lezione data dagli afgani (davide) contro l'URSS (golia).
Quindi non resta che la diplomazia, quella machiavellica che ti fa tenere i piedi in più scarpe, sì, ma con discrezione, con compiacimento accondiscendente ma fermo.
Non ricordo più chi lo diceva "se non puoi combattere un nemico, fattelo amico" forse Giòn Uèin, boh! Comunque questa lezione l'ha imparata proprio Berlusconi; non potendo combattere Gheddafi se lo è fatto, giocoforza, alleato ed amico.
Posso criticarlo per problemi miei ma, politicamente, Berlusconi si è ben comportato.
Come sta facendo Obama.
ilsenatore
21.06.09 10:42 at 10:42
assolutamente, nick
tu propendi per una delle tesi esplicitate oggi da Panebianco sul Corriere. E' vero che una netta presa di posizione in favore dei manifestanti potrebbe, forse, dare l'occasione a Khamenei di reagire in modo spropositato. Ma è anche vero, secondo me, che un attendismo da parte di chi guida il Mondo (perchè, volenti o nolenti, è questo che gli USA fanno) può solo creare ulteriore instabilità. Storicamente, quando Washington si è mostrata prudente, ci sono state solo disfatte, ahimé.
Io non dico di bombardare Teheran, ma se hai fatto certi discorsi (capodanno e Il Cairo), tendendo mani e spingendoti molto al di là del "diplomaticamente corretto", devi essere anche pronto ad assumere posizioni ferme contro gli ayatollah.
ilsenatore
21.06.09 10:50 at 10:50
rispetto il tuo pensiero, che non è solo tuo eh, ci mancherebbe. Però non sono d'accordo. E non è un caso che la Casa Bianca si sia mossa, di tutta fretta, solo perchè incalzata da una votazione alla (quasi) unanimità della Camera dei Rappresentanti. Stavolta, secondo me, Obama si è mosso tardi. Ha dato l'impressione di non sapere che fare.
ilsenatore
21.06.09 10:53 at 10:53
dai mitico liberale! come non sono state truccate? guarda le mappe, te che sei un massimo intenditore: è come se Berlusconi avesse vinto, più o meno con le stesse percentuali, in Sicilia e Toscana
l'ha ammesso pure il direttore di Limes, l'altra sera a Terra!
pensa che l'elettore, per votare, doveva apporre sulla scheda il codice numerico del candidato: bene, Mousavi aveva il 4 (perchè quarto in lista). Ahmadinejad aveva il 44 (benchè fosse primo). Che ci vuole a mettere un 4 in più?
ilsenatore
21.06.09 11:15 at 11:15
sì, però non sono più quegli anni. Oggi nessuno (spero) sarebbe entusiasta di un Khomeini-bis. Oddio, qualcuno sì, ma voglio convincermi altrimenti
ilsenatore
21.06.09 11:56 at 11:56
tremendo.
leppie
21.06.09 13:14 at 13:14
Se bombardi Teheran semplicemente porti tutta la popolazione a difendere Ahmadinejad.
Il problema, e lo dicevo anche un paio d'anni fa, è stato concentrarsi solo ed unicamente sul problema nucleare e non sui diritti civili.
leppie
21.06.09 14:51 at 14:51
Su cosa, esattamente?
leppie
21.06.09 14:54 at 14:54
E se Rocca fosse solo un Bruno Vespa con un po' più figo?
leppie
21.06.09 16:41 at 16:41
No, penso che sia facile fare brogli. Se ci sono riusciti in Florida, perché non dovrebbero riuscirci a Teheran? Comunque ti lascio fare lo scrutatore.
ilsenatore
21.06.09 19:11 at 19:11
LOL c'è poco da scrutinare mi sa
nella mia sezione, su 1079 aventi diritto, alle 18 avevano votato 94 persone
ilsenatore
21.06.09 19:12 at 19:12
anna, oh… guarda che era una scelta difficile, eh!
puntaspilli
21.06.09 19:58 at 19:58
A quanto pare Muossavi, o come piffero si chiama aveva il n° 4 della lista e Amadine, si insomma, nonostante fosse il primo in lista avesse il n° 44, quindi molto semplice aggiungere un 4
anna
21.06.09 20:45 at 20:45
come è possibile, piuttosto, sapere chi ha vinto 1 minuto dopo la chiusura dei seggi? robe da matti, discuti anche l'indiscutibile
leppie
21.06.09 20:51 at 20:51
Anna, come al solito capisci tutto come pare a te.
Poveri studenti. Devi essere una di quelle che se uno ti sta antipatico gli dai 2 se dice "tra" invece di "fra".
ilsenatore
21.06.09 22:04 at 22:04
no, da me solo referendum. Alle 20.35, quando ho lasciato il seggio, l'affluenza era vicina al 15%.
ilsenatore
21.06.09 22:05 at 22:05
esattamente puntaspilli. Per votare dovevi scrivere il codice numerico del candidato prescelto. Su quattro candidati, Mousavi aveva il 4, Ahmadinejad il 44.
leppie
21.06.09 22:21 at 22:21
Sei presidente? Segretario? Semplice scrutatore?
puntaspilli
21.06.09 22:26 at 22:26
Senatore,
da me, seggio di Rho c'è il pienone. Il tutto è rallentato da dover verbalizzare il rifiuto delle schede referendarie. Insomma sono entrato alle 20.30 e sono uscito alle 21.10. E arrivava ancora gente. Pochi vogliono tutte le schede.
ilsenatore
21.06.09 22:45 at 22:45
scrutatore e vice presidente
ilsenatore
21.06.09 22:46 at 22:46
sì sì, infatti i dati delle 19 danno l'affluenza delle provinciali al 22% contro l'11% del referendum. Voi avete gente perchè avete il ballottaggio. Ma dove c'è solo referendum, c'è il deserto.
ilsenatore
21.06.09 22:50 at 22:50
eh sì, alle 19 a Rho siete solo 5 punti sotto rispetto al primo turno. Bene, visto quello che succede altrove.
puntaspilli
21.06.09 22:58 at 22:58
Senatore qualcosa mi dice che il povero Penati prenderà una palata sui denti.
leppie
21.06.09 23:05 at 23:05
Meglio, così poi vediamo a chi potete dare la colpa per le minchiate su Linate (e il resto).
ilsenatore
21.06.09 23:25 at 23:25
probabile con questa affluenza che tutto sommato tiene lì in Milàn. Dieci punti con un Podestà al 48,8 sono difficili da recuperare, benchè non impossibile. Vedremo…
puntaspilli
21.06.09 23:45 at 23:45
leppie,
per me Linate è morto da un pezzo, ma i milanesi non lo capiscono: preferiscono fare code in tangenziale, per prendere un aereo, basterebbe sbattersi un attimo in più e dirigersi a Orio al Serio. E ti garantisco che ci sono collegamenti alitalia/lufthansa rianair, come quello delle 7am per Fiumicino. E sono solo una ventina di kilometri in senso contrario al grosso del traffico. adesso poi che si sta attivando collegamenti bus ogni mezz'ora dalla centrale/da Gobba
leppie
21.06.09 23:50 at 23:50
Ma cosa dici? Basterebbe una metropolitana o un treno per Linate, come succede in molte città d'Europa.
Il fatto è che gli speculatori edilizi non aspettano altro che mettere le mani aggratis su tutto quello spazio.
PS: basterebbe pure una corsia preferenziale per la 73, guarda.
(Il senso contrario da Orio al Serio dipende anche dall'ora a cui prendi l'aereo, eh…)
leppie
21.06.09 23:55 at 23:55
Ah, scusa… È ovvio, ma magari…
Cai va presa a calci in culo e vanno liberalizzate tutte le rotte.
Vedi come rinasce in fretta, Linate.
puntaspilli
22.06.09 0:02 at 00:02
leppie hai mai fatto la A4 tra Milano e Bergamo tra le 6 e le 9? Solo Tir. Qualche problemuccio se la percorri al ritorno tra le 6 Pm e 8 pm.e lo sai che Orio Puoi raggiungere DusselDorf, Londra! Sicuramente non è possibile ampliare Orio, ma aumentare le tratte. Io ho fatto una proposta alla RianAir, quella di istituire in ore di scarso traffico automobilistico sul GRA di un servizio navetta dai due aereoporti serviti da Rian. La risposta e stata che partono dal 1° di ottobre con un supplemento di tre euro sul prezzo del biglietto aereo.
leppie
22.06.09 0:09 at 00:09
Non hai capito cosa ho detto io…
Perché Linate non va bene? Perché i coglioni ci vanno in tangenziale? Cazzi loro. Basterebbe avere la metropolitana o mezzi di superficie con corsie riservate che ci arrivino. Come dovrebbero arrivare treni a Orio.
puntaspilli
22.06.09 0:16 at 00:16
cacchi leppie su orio al serio ci sono slot liberi, quelli fotocopia Airone/Alitalia, ma cìè amnche questo da dire: che Airone, aveva a Orio un contratto di patnership con Lufthansa. Quindi hanno degli slot in comune. Come avevano in comune alcuni slot su malpensa. E per questo Lufthansa è presente a Malpensa, ora la decisione, in mano al liquidatore, deve decidere a chi lasciare quegli slot. Per la Cai quelli di Orio sono, visto la tipologia dello scalo, in perdita, volevano attendere il nuovo presidente della provincia, ma a quanto pare i tempi della politica sono troppo lunghi, e tramite giudice peggio quindi cai deve decidere. Ma non sapevano chi poteva essere il presidenta della Provincia
ilsenatore
22.06.09 10:45 at 10:45
beh, se anche davanti a quello che si è visto in Iran in questi giorni, tu blateri che la democrazia italiana è in pericolo, evidentemente hai qualche problemino. Se poi vedi pure in Bondi un gerarca di Silvio-Duce, il problemino è un problemone…
Leppie
22.06.09 10:57 at 10:57
Senatore, ci sono diversi tipi di pericolo. Non è che siccome c'è l'Iran, o la Libia, o la Birmania allora in Italia va tutto bene.
ilsenatore
22.06.09 11:02 at 11:02
eh sì, convincetevi pure. Il regime controlla così tanto i media che, per le europee Repubblica ha scovato Noemi, e per i ballottaggi il Corriere ha riesumato tale Patrizia.
Se fossi Silvio-Duce licenzierei al più presto il ministro della censura.
Detto ciò, dire che si è più preoccupati per la democrazia in Italia che in Iran, è bestemmiare.
Leppie
22.06.09 11:12 at 11:12
Ancora con sto gnégné di Noemi?
Povero Senatore…
Io però mi sono stufato di dover rispiegare tutto da capo ogni volta.
(Ma non dovresti essere al seggio?)