
L’ultima dichiarazione di Fini sulla laicità:
“Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso. Il dibattito sulla bioetica è complesso e mi auguro che venga affrontato senza gli eccessi propagandistici che ci sono stati da entrambe le parti perchè queste sono questioni nelle quali il dubbio prevale sulle certezze”.
viene così commentata dall’Udc (non si sa da che bocca, ma secondo noi è un Volontè ):
“Si tratta di un appello alla discriminazione verso i cattolici impegnati in politica e tutti coloro che vivono una fede o credono ad una religione. Il presidente della Camera ci riporta nel piu’ buio dei totalitarismi neri nel Novecento”.
Il titolista di Repubblica virgoletta così la replia a Fini dell’Udc: “Indegno”.
Ci auguriamo segua una smentita da casa Udc, perchè la dichiarazione di Fini è moderata e parla di eccessi da “entrambe le parti“. Sembra paradossale, poi, la considerazione sul ritorno ai “totalitarismi neri” del Novecento.
In questa Italia augurarsi di affrontare un dibattito, per arrivare a legiferare, senza “preconcetti” di alcun tipo passa per una follia. Addirittura una cosa indegna. Non c’è più religione.






daw, casini sta con l’acqua alla gola…
l’ultimo fini è entusiasmante!
è un anelito liberale!!!
se cambia idea pure sulle droghe leggere…
casini è ‘na carogna reazionaria.
Anche secondo me è stato Volontè…
“Berlusconi e’ uomo che non ama i grigi, e’ bianco o nero. L’unico modo per ritagliarsi uno spazio e’ quello di essere in mezzo al guado. Fini mira ad essere il numero due e in futuro il numero uno, per questo ha deciso di essere l’uomo del grigio”. Lo dice Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione, in una intervista al ‘Giornale’.
“I presidenti di Camera e Senato, per quanto debbano essere super partes, non possono far finta di non essere espressione di una maggioranza. Fini e’ stato eletto come il sottoscritto, ne’ piu’ ne’ meno”, dice Calderoli. “Non dovrebbe dare addosso a posizioni che sono nel programma di governo che lui stesso ha condiviso. Spingendo all’estremo il ruolo bipartisan di presidente della Camera, Fini sta creando disorientamento nell’elettorato”, sostiene ancora il ministro leghista.
Il riferimento alla laicità dello Stato non è però piaciuto a Luca Volontè, dell’Udc, secondo cui «Fini oggi compie il peggiore attacco laicista della storia repubblicana; la fede cristiana non dovrebbe informare il comportamento e le idee dei deputati? Siamo alla vergognosa e inaccettabile discriminazione dei credenti, come ai tempi dei totalitarismi neri del ‘900». «Il presidente della Camera – ha aggiunto l’esponente centrista – passa dal politically correct alla discriminazione religiosa. Fini vorrebbe favorire il dibattito e le leggi solo nel caso in cui i credenti non abbiano dato il loro contributo. È un attacco alla libertà e alla dignità della Chiesa. Un attacco indegno e insopportabile in una parola, antidemocratico».
Volontè secondo me scopa poco.
Lo so che è un’analisi un pò tranchant e poco “tollerante” e liberale.
Ma è troppo incazzato col mondo!!
«Non capisco la sua preoccupazione. La nostra Carta Costituzionale è il frutto dell’incontro delle grandi tradizioni che hanno fatto la storia del Paese. E so che tra queste, la tradizione cristiana, ispirata alla dottrina sociale della Chiesa ha giocato un ruolo di primo piano. Se Fini pensa che certi valori rappresentino dei “preconcetti religiosi” sbaglia e si pone su un piano di scontro ideologico molto lontano dalla laicità positiva da lui stesso evocata». «Non ho mai visto un uomo fare politica – ha detto ancora Lupi – se non partendo da una base valoriale. E credo che ognuno di noi, rispettando chi la pensa diversamente, abbia il diritto e il dovere di difendere ciò in cui crede. Sempre».
Maurizio Lupi (PDL)
Dunque. Se io sono cattolico, credo nell’indissolubilità del matrimonio. E’, per me, un valore.
Dovrei battermi, in Parlamento, per una legge che vieta il divorzio?
Ovvero per una legge che vieta a chi religioso non è di porre fine a quei diritti ed obblighi che, peraltro, discendono dal diritto civile e non dal vangelo (che non mi pare contenesse disposizioni sul regime patrimoniale o sul mantenimento etc. etc.)?
Non credo.
Il legislatore deve ricordarsi che legifera per tutti. E deve tenerne conto. Non può imporre leggi conformi ai suoi “valori” e “principi” di ordine religioso. Perchè, in questo modo, si arriva allo stato etico che è il contrario dello stato laico e liberale.
Questa “ovvietà” ha detto Fini.
Ed è sorprendente che ci siano ste reazioni da isterici.
Fini certamente è un politico interessante proprio per la sua capacità di spiazzamento. Che considero una grande virtù, il segno che dietro al politico c’è un uomo che si sforza di non smettere di ragionare e di pensare, e che non si spaventa di esprimere quelle conclusioni razionali che arriva a maturare, anche se scomode o non facili.
Fini è lo stesso politico capace di litigare con Grillini a proposito dei maestri omosessuali
http://www.repubblica.it/online/sessi_stili/fini/gay/gay.html
e di ricevere (la prima volta di un presidente della camera) le associazioni omosessuali per condividere la lotta alle violenze nei loro confronti
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/fini-parla/omosessuali/omosessuali.html
Certamente non è sempre facile seguirlo, ma spesso vale la pena ascoltarne i ragionamenti politici: quantomeno sinceri e sentiti.
PS: inutile dire che la sua ultima dichiarazione a favore ed a difesa della laicità dello stato è assolutamente condivisibile. E assai opportuna all’interno dell’attuale PDL (dove sicuramente qualcuno se ne sarà risentito: e meno male che ci pensa Fini a farlo).
Nessuno, evidentemente neanche Fini, pensa che i cattolici non debbano difendere i propri principi ed i propri valori cristiani. Anche battersi per cercare di imporli. Il problema sollevato da Fini, semmai, è la tutela dei principi e dei valori anche di chi cattolico non è. La laicità così intesa non è dunque un rifiuto dei valori cristiani, ma la difesa di quelli di tutti i suoi cittadini (cattolici e non), nel perseguimento di un interesse generale e condivisibile da tutti, mai di un’imposizione confessionale.
i cattolici andassero in chiesa, piuttosto.
che palle…
la legge deve essere a-confessionale.
se i buoni cattolici vogliono vivere secondo i dettami della chiesa di roma, lo facciano pure…ma lascino a me, che sono un cattivo cattolico, la libertà di poter scegliere.
la chiesa, la sua burocrazia intendo, è deteriore.
smentisce pure la parole di cristo che a sua volta, grande folle che è, ci lascia liberi di scegliere, sbagliare finanche!
w cristo, il diritto canonico si fotta.
con tutti i “casini” del mondo.
ovviamente…non parlo dei postriboli…
sono molto preoccupata per domani a torino.
si sta smosciando il flusso mediatico.
niente esternazioni del premier.
la legge vergogna sugli immigrati da coprire.
carlo giuliani bis?
speriamo di no.
Fini? Il poliziotto buono.
ragioniamo.
abbiamo un presidente esperto in comunicazione e spettacolo con una lunga e fruttuosa esperienza.
c’è da occupare un parlamento ma non si può fare militarmente come 80 anni fa.
allora come si fa nello spettacolo, nel cinema, basta assegnare i ruoli.
il ruolo di fini in questo momento e togliere la scena all’opposizione.
fini sta facendo la “parte” che dovrebbe essere dell’opposizione.
io credo che questo governo sia geniale, nel senso del male ovviamente ma geniale.
una gestine della comunicazione eccezionalmente efficace.
una messinscena perfetta, uno spettacolo per tutta la famiglia.
dallo sbracato leghista gnorante come un pezzo di merda al disgustato come piddi che comincia a provare attrazione, tutti godono di questo spettacolo nuovo.
il pd è destinato al fallimento, non è in grado di PENSARE così machiavellico.
diabolico.
meglio l’aventino, lasciare il paese in mano alla destra che nel pratico non è in grado di creare, di innovare, di crescere perchè ha una serie di handicap umani che si chiamano ignoranza ed egoismo, e aspettare che l’italiano medio si renda conto di una verità che al momento non coglie.
Ovvero che ognuno deve fare il suo mestiere, i guitti sul palco e gli amministratori al governo.
In questo senso Montanelli aveva ragione. Ci immunizziamo, ma su tempi un po’ più lunghi.
20 anni, come il primo governo fascista.
e ci siamo quasi.
«Pur essendo scontate in linea di principio, le affermazioni del presidente Fini potrebbero indurre a equivoci se riferite alla realtà dei fatti – dice invece Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del PdL -. La verità è che sui temi di biopolitica, dall’eutanasia alle coppie di fatto, dal matrimonio omosessuale al testamento biologico fino a progetti che rasentano l’eugenetica, in Italia come nel resto d’Europa la volontà di legiferare nasce sempre da una sola parte o dall’azione delle sue appendici giudiziarie. E questa parte è la parte di chi ritiene che la libertà non si eserciti attraverso la responsabilità individuale, ma mediante l’affermazione di diritti che generano altri diritti e la loro trasformazione in leggi dello Stato. È questo il vero Stato etico che si rischia».
Vedi Rosa Parks?
Sono i Lupi e i Quagliarello che contano nella PDL.
Non Fini.
E tu pensi che basti un Fini (finchè non lo cacciano o non se ne va!)per far dimenticare ad un disgustato che nella realtà son quelle di sti due le posizioni tronfie e trionfanti nella PDL?
La regola del “poliziotto buono” e del “poliziotto cattivo” vale se sono uno a uno. Ma se sono uno contro 1000 … non serve a nulla.
piddi ha scritto::
Quindi su temi come quelli segnalati da Quagliarella (eutanasia, biogenetica, matrimonio omosessuale, ecc.) secondo te i cattolici dovrebbero astenersi dalla discussione? Mi sembra una evidente sciocchezza. Trovo giusto che sostengano e si battano per le proprie idee come tutti, anche perché spesso non è affatto facile fare una distinzione netta tra questioni politiche, etiche e religiose. piddi ha scritto::
In effetti è così. In democrazia è la maggioranza a decidere ed a governare. Così come in Italia il diritto al divorzio ed all’interruzione volontaria della gravidanza sono state ottenute in quanto volute dalla maggioranza degli italiani (stabilita grazie a dei referendum), non certo grazie ad una astratta laicità delle istituzioni. Il problema, semmai, è se un partito sedicente laico come il PDL decida di ‘dover’ assecondare le scelte della sua componente cattolica nelle proprie scelte politiche. Ed è probabilmente per scongiurare una eventualità come questa che Fini ha ritenuto necessario ed opportuno alzare una voce chiara in proposito (perché il rischio è presente e reale).
yourworstingnightmare ha scritto::
ecco, su questo ci pensavo giusto l’altro giorno! speriamo…
“se cambia idea pure sulle droghe leggere…”
Spero di no
dawblog ha scritto::
Diciamo che in un paese normale sarebbe un politico normale di destra. E invece qui diventa un fenomeno
Speriamo riesca a fare quello che non ha voluto fare Berlusconi: far fare al proprio elettorato quel passo in avanti di civiltà.
beh, ha detto di parlare scevro da qualsiasi intento elettorale…aggiungo io, da presidente “istituzionale” e non di partito.
personalmente, gli accordo la mia fiducia.
giusto daw, è questione di civiltà.
p.s.: ma non è che adesso…le solite vestali della democrazia a senso unico…ci rimprovereranno di evocare la…civiltà del ventennio?!?
mi chiedo questo perché tra una legge razziale e l’altra…un attentato alla democrazia e l’altro…una violazione dei principi costituzionali e l’altra….nonché perché se mi fermo a considerare chi lancia questi appelli disperati e chi si propone di difendere questi “valori” in pericolo…nel mentre che mi vien da ridere, devo confessarti che mi sorge un dubbio atroce…ma l’italia…anche con tutta la buona volontà di fini…è un paese normale tutto???
boh…
grrrrrrr … ho aggiunto r per errore al nick -.-
allora avevo indovinato! E’ Volontè!
In effetti disorienta.
Io, ad esempio, sono schifato dalla deriva integralista ed illiberale del PDL e mai lo avrei votato.
Ora, grazie a Fini, sono un pò confuso.
Foooorse, se le sue posizioni acquistano un pò più di peso (ovvero se qualche piddiellino – soprattutto sei di tradizione socialista, repubblicana e liberale – nel sentirlo, si vergogna del baciapile che è diventato e si sveglia), potrei pure un giorno votarlo il PDL.
Le cazzate più grosse le spara lui.
E’ il Gasparri dell’UDC
LOL
piddi ha scritto::
Ecco, la butto lì: e se fosse una tattica? Sembra funzionare…
Guarda, sulla droga io ero contrario alla liberalizzazione soprattutto per l’impatto sociale e culturale di una simile misura.
Ma forse prima o poi bisognerà prendere atto del fatto che:
- le droghe leggere son meno dannose di fumo e alcool.
- il fatto che siano teoricamente illegali non impedisce una loro diffusione pressochè libera nè che, nel comune sentire, il loro uso sia ritenuto lecito.
- il proibizionismo, quindi, è nei fatti fallito e non credo che riuscirà mai a ottenere risultati. Le droghe si vendono e si venderanno sempre tranquillamente e gli unici a guadagnarci sono e saranno sempre i trafficanti.
Non lo escludo.
Forse ha pensato che manca, nel PDL, il poliziotto buono.
piddi, ma è possibile che una persona intelligente, possa pensare – solo e sempre – che si parli con riserve mentali o secondi…fini?
e scusa il gioco di parole…
personalmente, ritengo quello di fini un percorso lungo e difficile, però benecomato!!!
una percorso che più che disorientare, piuttosto induce al sostegno ed al cammino comune.
Eddai!!
Rispondevo … scherzando … ad un ipotesi di Daw.
Anche io sono convinto che quello di Fini sia un percorso autentico e “virtuoso”.
Ma tra questo ed avere anche una strategia non c’è contraddizione.
Anzi. Perchè se riesce ad acquisire e catalizzare il consenso di quella parte di elettorato potenzialmente di cdx che, però, non si riconosce in quello che attualmente c’è (categoria alla quale appartengo), le sue posizioni avranno più forza e più spazio.
Mica vorrai fargli fare solo il grillo parlante dentro un partito di ipocriti baciapile.
Anche battersi per cercare di imporli.
Ecco. Io penso che possano battersi per imporli MA SOLO nella società.
Possono, cioè, legittimamente fare opera di convincimento e di proselitismo. Per convincere la gente della validità del loro progetto di vita.
Ma nelle istituzioni il cattolico dovrebbe limitarsi ad opporsi a leggi che – ad esempio – limitassero la libertà di religione e di culto e non deve nè può (in uno stato laico) battersi per imporre leggi che trasformano in “norme” dei “precetti” il cui unico fondamento si trova nella loro religione.
Nella società significa soprattutto nel parlamento. Dove altrimenti? E perché mai non lì? Non è il parlamento il luogo più alto ed istituzionalmente atto a discutere delle proposte di legge, dunque dei principi e dei valori che sottintendono alle loro proposizioni?
Perchè la religione è un fatto privato.
E’ una scelta personale.
E le istituzioni, invece, sono laiche.
Dunque il cattolico, in Parlamento, non può battersi per difendere la sua libertà di professare e di vivere secondo i suoi principi ma non dovrebbe cercare di informare la legislazione al suo credo.
Perchè, così facendo, lede la libertà altrui.
Se io consento il divorzio … non IMPONGO a nessuno di divorziare.
Se io lo vieto (e i cattolici questo hanno cercato di fare in Italia) … IMPONGO agli altri di restare sposato anche se non lo vogliono.
Mi sembra una differenza non da poco.
E se, peraltro, riteniamo legittimo che i cattolici si battano nel senso che tu dici, gli basta diventare maggioranza per imporre uno stato confessionale.
Dunque il cattolico, in Parlamento, non può battersi per difendere la sua libertà di professare e di vivere secondo i suoi principi ma non dovrebbe cercare di informare la legislazione al suo credo.
Ovviamente c’è un NON di troppo. Intendevo dire:
Dunque il cattolico, in Parlamento, può battersi per difendere la sua libertà di professare e di vivere secondo i suoi principi ma non dovrebbe cercare di informare la legislazione al suo credo.
Non sono d’accordo.
Mi sembra un’analisi che non tiene conto del fatto che il quadro politico è ormai caratterizzato da pochi grandi partiti-contenitori nei quali, quindi, è normale che ci siano posizioni diverse che possono attrarre elettorati anche assai diversi tra loro.
Fini non sta, quindi, “recitando” una parte.
O, se la recita lui, la recitano tutti.
La recitano anche quelli del PD che fanno i moderati e quelli che fanno i socialdemocratici.
E non tiene neppure conto del fatto che, nel PDL, al momento Fini è isolato o quantomeno, non essendoci correnti, neppure si sa che forza ha. Quel che è certo è che, quando fa queste sue uscite, suscita, nel suo partito, o critiche o silenzio.
In tali condizioni, francamente, chi è disgustato (termine appropriato per me) lo rimane. Di certo non vota PDL solo perchè condivide le posizioni di un suo esponente che – per quanto autorevole – quando le prende viene, nel suo partito, o criticato o sbertucciato o ignorato.
Dico solo che la presenza di Fini da a qualcuno la speranza che fooooorse, un giorno, chissà, la maggioranza della PDL potrà arrivare ad essere come la miglior destra europea.
Ma siccome al momento così non è … non credo basti questa piccola speranza piena di se a raccattare il mio voto (e di quei tanti – spero – che la pensan come me)
fini sta facendo la “parte” che dovrebbe essere dell’opposizione.
Quanto poi al PD, non è che Fini ruba la scena.
E’ che il PD, dopo un’esperienza governativa durante la quale NULLA ha fatto su certi temi, davvero ha perso ogni credibilità ANCHE in queste materie.
Non solo.
Nel PD, se qualcuno dice: “facciamo i PACS” se ne alzano dieci a dire NO.
Il PD è il nulla.
manco morto.
Strana (ed assai poco liberale) concezione della democrazia quella secondo cui una maggioranza parlamentare può, in ipotesi, imporre uno stato in cui si negano o concedono diritti sulla base della loro rispondenza ai dettami di una religione che, in base alla costituzione (che prevale sulle norme di legge), non è religione di stato.